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Cartonato editoriale dell'epoca con tassello in carta al dorso e titolo manoscritto (manca pag. dell'occhietto e la pag. 15/16 è posta tra le pagg. 32/33). Condizioni generali buone, numerose chiose leggere a matita di epoca coeva dell'agronomo e botanico Giuseppe Pagano. Si tratterebbe del solo volume primo (di due) ma non è dato sapere perchè la corposa opera non risulta censita nell'Opac in questa edizione, ne fu pubblicata poi una terza edizione in tre volumi nel 1885. Presumibilmente dovrebbe essere considerata nella pubblicazione "Trattato completo di Agricoltura" 2 voll 1853-1855. Il presente primo volume tratta esclusivamente dell'agricoltura delle Valli del Po comprese tra le Alpi e l'Appennino. Opera quindi rara dell'agronomo e docente Gaetano Cantoni (1815-1887) direttore poi della Regia Scuola Superiore d'Agricoltura di Milano e curatore dell'importante "Enciclopedia Agraria Italiana" e di numerose altre pubblicazioni a tema. Il presente volume tratta della coltivazione del riso, frumento, della vite e la vinificazione, sidro, aceto, birra oltre all'agricoltura propria dei prati, irrigazione e indicazioni pratiche di meteorologia, ecc. Raro. Sc. T.
In 8 (cm 15 x 21,5), pp. 32. Brossura muta coeva con qualche foro ai piatti. Edizione originale non datata, ma ascritta - a seconda delle bibliografie consultate - a date differenti (1795, 1799, 1800), di questo raro saggio scritto da Vincenzo Virginio, avvocato, agronomo per vocazione, nato a Cuneo nel 1752. Virginio inizio' a studiare la coltivazione delle patate, arrivate dall'America gia' nel Cinquecento, ma non utilizzate nell'alimentazione dell'uomo, e capi' che la loro coltivazione era semplice e che il tubero resisteva ad ogni accidente climatico. L'avvocato cuneese si fece vero e proprio promotore della diffusione dell'ortaggio iniziando anche a distribuirle gratuitamente nei mercati di Torino. A Pinerolo impianto' una coltivazione intensiva di patate continuando la distribuzione gratuita. Non ottenne pero' un grande riscontro - pur avendo dato avvio alla coltivazione della patata in Piemonte - e mori' in solitudine nel 1830. Manno, "Bibliografia storica degli Stati della Monarchia di Savoia", 2407, p. 168 cita anche 1 tavola (non menzionata invece negli esemplari censiti in iccu). La tavola, ad eccezione del Manno, non e' citata in altre bibliografie consultate (ad esempio Fumi, "Fonti per la storia dell'agricoltura italiana", 39, p. 6), quindi e' plausibile ritenere completo il nostro esemplare.
In 8, pp. (2) + 350 con 1 tavola f. t. incisa all'acquaf. piu' volte ripiegata. Brossura muta editoriale. Esemplare in barbe. Rara edizione originale di questo studio agronomico sulle malattie del grano. Pur essendo previsto un altro volume (cosi' si afferma nel supplemento), questo fu l'unico pubblicato. Losana, natiovo di Vigone, fu arciprete di Lombriasco. Studioso di agronomia, sua e' l'invenzione di un aratro per terreni argillosi. Sirugo, 753. Niccoli p. 196.
In 4° (23x13,5 cm); (4), XXX, (2), 379, (1) pp. e 5 c. di tav. fuori testo. Brossura coeva, conservati i piatti anteriore e posteriore. Rinforzo con carta coeva al dorso. Esemplare ancora in barbe. Seconda edizione in buone-ottime condizioni di conservazione di questo importante scritto di agronomia dedicato al miglioramento delle coltivazioni dell'agro romano. Vignetta animata al frontespizio. Le cinque belle tavole fuori testo sono opera di Cosimo Zocchi. L'opera descrive il giusto metodo per ottenere la miglior produzione dai terreni del territorio laziale. Alla fine del volume si trovano la tariffa dei salari da pagarsi e delle spese da farsi. Bibl.: Niccoli, p. 195. Lastri, p. 49.
4°; pp. (12), 132; p. perg. molle coeva. Manuale di coltivazione e gestione dei poderi, secondo l'uso toscano, come si legge nel frontespizio, ove si insegna mese per mese quello che si deve fare per le colture, ma anche si parla dei lavoratori e dei proprietari, e si istruisce il contadino sulla conoscenza dei venti, nozione fondamentale secondo l'autore per chi vuole coltivare la terra.
In 16 (cm 11,5 x 17,5), pp. 72. Brossura muta coeva marmorizzata. Rara operetta di Zacchiroli, agronomo, che vuole dimostrare come sia infondata l'opinione secondo la quale la macerazione della canapa sia causa di insalubrita' delle acque e della produzione dei miasmi palustri. Anzi, secondo l'Autore, per effetto della macerazione, le acque di fiumi e di laghi si caratterizzano per proprieta' antisettiche. Zacchiroli descrive vari esperimenti da lui condotti al fine di dimostrare la propria tesi.
17 Tomi rilegati relativi agli anni dal 1923 al 1930, ciascuna annata in due tomi eccetto il 1929 in 3 tomi. Contenenti le coperte originali delle brossure. Pagine lievemente ingiallite dal tempo, lieve fioritura alle estremità delle pagine e ai tagli I volumi potrebbero contenere timbri ed etichette dell'Istituto Veneto, regolarmente acquisito dalla nostra libreria. Alla fine di ogni volume indice generale dell' annata. Numero pagine oltre 1000 USATO
Paris chez Panckoucke 1774, 2 forts volumes In-8 brochés, couverture d'attente de papier bleu. XLVI + 428 + 589 pages. Ouvrage traduit de l'anglais par M. de FREVILLE. Très bon exemplaire pour cette étude classique sur l'état général de la culture anglaise. En grande partie non coupé et bien complet du grand plan dépliant représentant le plan d'une ferme.
Cm. 20,2, perg. rigida recente, cc.n.n. 8, carte num. 284. Lievi restauri alle prime due carte, per il resto buon esemplare. Lastri, pag. 67; Brunet, III, 130; Graesse, vol. 3, pag. 260; Choix, altre edizioni.
de XVIII, 435 et (1) pages plein basane racinée de l'époque, dos lisse portant une pièce de titre en maroquin rouge (manque de cuir sur les coupes et les coins, mais reliure de très bonne tenue) 1755, 1755, in-12, de XVIII, 435 et (1) pages, plein basane racinée de l'époque, dos lisse portant une pièce de titre en maroquin rouge (manque de cuir sur les coupes et les coins, mais reliure de très bonne tenue), Cinquième édition. La première fut publiée à Londres en 1753. L'épître dédicatoire, l'avertissement et la seconde partie sur l'agriculture ne furent ajoutés qu'à la quatrième édition, parue à Berlin en 1754, et dont découle directement cette cinquième. Passionnante étude dans laquelle l'auteur lutte contre le conservatisme (et un certain nationalisme) économique : "Depuis l'Arrêt du Conseil du 17 Septembre 1754, qui permet le commerce des grains dans le Royaume, et leur sortie par quelques portes du Languedoc, il aurait été inutile de s'étendre encore sur cette liberté, si quelques personnes ne la regardaient comme dangereuse, et s'il n'était pas nécessaire, que le public ne perdit point de vue les motifs de ce nouveau règlement, et sentit les avantages qui peuvent résulter d'un commerce plus étendu [...] La proposition [de la sortie de nos bleds] nous alarme, elle est aussitôt écrasée sous l'autorité de la loi et de l'habitude, on y oppose des difficultés effrayantes, elle n'est ni écoutée, ni examinée". Texte captivant qui nous plonge aux origines de la création, en France, du commerce extérieur, et d'un certain libéralisme, entre les régions du Royaume et avec les autres pays européens. Bon exemplaire
In 8°(18,8x11,4 cm); due opere in 4 tomi: 11, (1), 456 pp. e 6 grandi tavole più volte ripiegate, 528 pp., 500 pp., 176, (4) pp. e 189, (1) pp. Legature coeve in cartoncino rigido giallo. Titolo e numero del volume al dorso (appositamente ed anticamente brunito da coloritura coeva) su fascette rosse e verdi. Qualche lieve difetto alle cerniere. Tagli spruzzati di rosso. Poche pagine uniformemente e lievemente brunite a causa della qualità della carta ma all'interno in ottime condizioni di conservazione. Non comune prime edizioni di due importanti opere di interesse agronomico ed alimentare. La prima opera è scritta dal grande botanico novarese, Giovanni Biroli che "chiamato ad insegnare agraria e botanica all'università di Pavia alla morte di Bayle-Barelle, nel 1815, dopo l'allontanamento di G. B. Balbis dall'Orto botanico della università di Torino, il B. ne ottenne da Vittorio Emanuele I la direzione, oltre alla carica di consigliere straordinario del Protomedicato e a quella di professore di botanica e materia medica nell'ateneo torinese. Nell'Orto botanico riordinò le varie specie e fece costruire una nuova serra calda; pubblicò inoltre un catalogo con aggiunta di note". L'opera contiene capitoli dedicati all'anatomia vegetale, duecento pagine di Botanica, miglioramenti all'agricoltura, i concimi, ai cereali (con un capitolo dedicato al riso), ai legumi, alle erbe oleifere, alle erbe tintorie, alle erbe per usi diversi (con un capitolo dedicato al tabacco, uno allo zafferano, uno al rabarbaro), ai prati, agli orti ed ai giardini (con capitoli dedicati agli sparagi, uno ai carciofi e cardi, uno alle fragole ecc. ecc.), arboricoltura (con tre capitoli dedicati alla vite, uno all'ulivo, uno al mandorlo, uno al pesco, uno al ciliegio, pero, fico, castagno, nocciole, pistacchio) con 150 pagine dedicate agli alberi da bosco o da arnamento dei giardini (con un capitolo dedicato al nasso, uno al lauro, uno alla sofora, betulla, pioppo, ginepro, cipresso, magnolia, mimosa, acero, tiglio, diospiro, uno alle siepi in generale, uno al bosso, crespino, sambuco, lampone, rosa ecc. ecc.) e con l'ultimo volume dedicato all'allevamento di cavalli, buoi, bovini, capre, colombi, oche, maiali ma anche con un capitolo dedicato all'allevamento dei cani, uno all'apicoltura. L'ultimo volume ha capitoli dedicati all'architettura rurale, alle scuderie dei cavalli, alle stalle dei bovini, all'ovile, al porcile, al pollaio, alla colombaja, all'alveare, al fienile ed al porticato, alla cantina, alla cascina e alla lattiera, al forno e alle stuffe, alla ghiacciaia. La seconda opera è invece la prima rara edizione del celebre Vocabolario Agronomico del famoso agronomo originario di Taranto, l'abate Giovanni Battista Gagliardo. L'autore che insegnò a lungo Agricoltura al Seminario di Taranto si impegnò grandemente nel tentativo di migliorare le tecniche agricole del territorio tarantino. Il suo vocabolario ebbe enorme successo e diverse riedizioni ed è considerato importante per i termini non scientifici, agro-alimentari e addirittura dialettali in esso esplicati. Due non comuni prime edizioni di importanti testi di interesse agricolo, botanico e veterinario.
In 8° (19,5x12,5 cm); 176, (2) pp. Bella legatura editoriale in cartoncino molle con titolo parlato al dorso.Testatine, finalini ed iniziali ornate. Numerose e bellissime tavole nel testo a piena pagina illustranti lavori agricoli ed in particolar modo tecniche d'innesto. Non comune quinta edizione, ma prima riedizione dopo l'ultima del 1612 (vi furono tre edizioni nel cinquecento e una nel seicento) di questo celeberrimo testo di agricoltura e di cura dei giardini del grande agronomo ravennate, Marco Bussato (anche Busatti o Bussatti). Questa edizione del Locatelli riportò in auge l'opera che venne da qui in poi nuovamente ristampata diverse volte (altre due edizioni si contano nel settecento a ridosso di questa del 1781). Molto importante la parte dedicata alla viticoltura ed alla produzione dei vini. Rimasto orfano in giovane età "povero di robba ma non d'ingegno" come scrisse in seguito, si guadagnò da vivere con gli innesti diventando in quest'arte uno dei più edotti del suo tempo. Viaggiò molto studiando le tecniche agricole di diverse regioni mettendo poi su carta le sue riflessioni nel 1578 nella Prattica historiata dell'inestare gli arbori in diversi modi,in varij tempi dell'anno e conservarli in piùmaniere, che ebbe subito uno strepitoso successo. Nel 1592 la stessa opera, arricchita di due capitoli, uno sulla semina e uno sulla concimatura, venne riedita con il titolo con la quale la conosciamo oggi "Giardino d'Agricoltura…". Fino all'edizione del 1612 l'opera vide aggiunte che portarono l'opera a 107 capitoli anche se le edizioni che furono ristampate nel settecento si rifanno all'ultima cinquecentesca ritenuta più conforme al volere dell'autore. "La prospettiva del Giardino, molto evidente nella parte dedicata al calendario dei lavori campestri, è quella di un proprietario vigile e attento, che sa bene come cautelarsi nei rapporti con l'infido contadino. Questa impronta signorile si rivela anche nella distinzione che, secondo l'orientamento corrente, egli pone fra agricoltura utile e agricoltura dilettevole, disprezzando le colture erbacee come quelle che richiedono "gran fatica e sudore" e procurano poco piacere e "allegria alla vista", e concentrando il suo interesse sulle coltivazioni arboree, confacenti al gentiluomo che se ne diletta, ed elementi indispensabili di quel gusto del paesaggio che domina l'agricoltura rinascimentale. A. Bignardi - il quale ha dedicato al B. uno studio che ne delinea la personalità anche in rapporto ad altri agronomi come V. Tanara e A. Gallo, traendo dal Giardino un'illustrazione dell'ambiente rurale ravennate che vi si riflette - osserva giustamente che nel libro manca ogni preoccupazione economica: i suoi alberi, "dilettevoli all'occhio" e spiranti "gratissimo odore", s'impiantano precipuamente nei giardini di frutta, negli orti cittadini e suburbani, nei pometi che abbelliscono le ville padronali. Anche quando l'opera vuole assumere la dimensione di un trattato generale d'agronomia, estendendosi alla cerealicoltura e ad altre attività campestri, il nucleo principale e di maggior consistenza resta quello della frutticoltura, con particolare riguardo agli innesti, dei quali vengono diffusamente presentate le varietà e le tecniche che ne fanno un esercizio tanto "sottile e piacevole".". Opera non comune, ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione.
In-8°, “De re Rustica”: pp. 417(1), cc. (12), Marca tipografica al frontespizio, frontespizio lacunoso al margine bianco, nota di posseso all’intero della legatura e nella carta prima del frontespizio. “Priscarum Vocum”: pp.(184), Marca tipografica al Frontespizio. Marca tipografica all’ultima carta. Legatura Lacunosa al piatto superiore.
In-4°,(20), 360, (60), 328pp, 3 carte di tavola ripiegate, antiporta, illustrazioni; buone condizioni, legatura in pergamena piena, tassello al dorso. Buona edizione di questa raccolta, curata da Goes, di autori latini sul tema dell'agronomia e dell'agrimensura. In parte già edita nel 1554 da André Turnèbe, fu successivamente Nicolas Rigault (Paris, 1577-1654, erudito letterario e latinista, succeduto a Casaubon nella carica di bibliotecario regio) che ne promosse una nuova edizione a Parigi nel 1614 sotto il titolo Auctores finium regundorum... Entrambe le edizioni risultarono offuscate da codesta del 1674. Il trattato comprende opere di scrittori latini quali: Siculus Flaccus, De conditionibus agrorum; Julius Frontinus, De coloniis libellus e De agrorum qualitate; Hyginus, De limitibus constituendis; Innocentius, De litteris et notis juris exponendis. Le numerose incisioni in rame e legno nel testo rappresentano schematicamente paesaggi rurali con fiumi, monti, case, castelli, boschi, fonti e i simboli usati nelle piante dei catasti agrari romani e nella determinazione dei fondi rurali. Brunet, IV/1195. Bibl. Agronomique, n. 1718: "Ouvrage estimé et recherché; assez rare". In-4 °, (20), 360, (60), 328pp, 3 folded tables, frontispiece, plates; good condition, vellum binding, label at the spine. Good edition of this collection, edited by Goes, of Latin authors on the subject of agronomy and land surveying. Partly already published in 1554 by André Turnèbe, it was subsequently Nicolas Rigault (Paris, 1577-1654, literary scholar and latinist, who succeeded Casaubon in the position of royal librarian) who promoted a new edition in Paris in 1614 under the title Auctores finium regundorum ... Both editions were blurred by this 1674. The treatise includes works by Latin writers such as: Siculus Flaccus, De conditionibus agrorum; Julius Frontinus, De coloniis libellus and De agrorum qualitate; Hyginus, De limitibus constituendis; Innocentius, De litteris et notis juris exponendis. The numerous engravings in the text schematically represent rural landscapes with rivers, mountains, houses, castles, woods, sources and symbols used in the plants of the Roman land registers and in the determination of rural funds. Brunet, IV / 1195. Bibl. Agronomique, n. 1718: "Ouvrage estimé et recherché; assiz rare".
A Paris chez Paschoud 1811, 4 tomes reliés en 2 forts volumes In-4 demi basane blonde, plats cartonnés à petits coins, dos lisses à filets dorés, pièces de titre et de tomaison verte. X + 372 pages + XXVII + 273 pages - VII + 304 + 473 pages. Nombreux tableaux dépliants et 13 planches. Tome 1° : Les principes fondamentaux - L'économie - Tome 2 : La fin de l'économie - L'agronomie - La première partie de l'agriculture - Tome 3 : La seconde partie de l'agriculture proprement dite (13 planches) - Tome 4 : La reproduction des substances végétales et l'économie du bétail. La reliure est défraichie, coiffs abimées, trous de vers, le cartonnage des plats est également abimé. Le corps de l'ouvrage est en très bon état, sans taches ni rousseurs. Grandes marges. Bon exemplaire malgré les défauts signalés. L'auteur est considéré comme l'un des fondateurs de l'agronomie.
In 8° (20x13 cm); XII, 127, (3) pp. e una bellissima antiporta figurata incisa da Virginia Cordelli su disegno di Filidauro Rossi. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso al dorso. Tagli marmorizzata. Stemma calcogr. del dedicatario, il conte Emanuel de Richecourt, sul front. Antico timbretto settecentesco della celebre "Biblioteca Comitale Borgettiana" al frontespizio. Il domenicano Tommaso Maria Borgetti, eminente personalità del mondo marchigiano, dopo aver ereditato la biblioteca di famiglia integrò la stessa nel corso della sua vita attraverso scambi, vendite ed acquisizioni. Nei primi anni dell'ottocento rese disponibile la sua collezione alla consultazione di studiosi e bibliofili e alla sua morte, nel 1833, lasciò la sua biblioteca a lla città di Macerata che la fece confluire i volumi in quella che sarebbe poi diventata la Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti proprio in memoria delle due donazioni principali che ancora oggi la compongono. All'interno dell'opera qui presentata si trova la celebre "Relazione dell'erba detta da' botanici orobanche e volgarmente succiamele, fiamma e mal d'occhio che da molti anni in quà si è soprammodo propagata quasi per tutta la Toscana. Nella quale si dimostra con brevità qual sia la vera origine di detta erba, perchè danneggi i legumi, e il modo di estirparla. Scritta a benefizio degli agricoltori Toscani". Prima assai rara edizione in prima tiratura (una seconda tiratura uscì nello stesso anno) di questo importante scritto che diede origine all'Accademia dei Georgofili opera del celebre agronomo, letterato, studioso e accademico dei Georgofili, Antonio Motelatici. Fu proprio in risposta a questo scritto e su invito dello stesso Montelatici che un gruppo di studiosi, fra i quali il stesso autore, diede vita a Firenze il 4 giugno 1753 all'accademia dei Georgofili. La finalità iniziale era commentare le proposte di Montelatici di un ampliamento degli orizzonti della ricerca agronomica. Dopo un lungo soggiorno in terra francese, Montelatici al suo ritorno in Italia nel 1747, aveva portato con se un'impostazione illuminista. Con una scelta molto innovativa per i tempi l'obiettivo sociale additato dal dotto religioso fu quello di un organismo perfettamente democratico, come dice Montelatici "una perfetta anarchia". "Nominato abate della badia di S. Bartolomeo, mise a frutto le sue ricerche agrarie scrivendo il Ragionamento sopra i mezzi più necessari per far rifiorire l'agricoltura (Firenze 1752; edizione parziale in Scritti teorici e tecnici di agricoltura..., 1989, pp. 31-429), opera nella quale elaborò l'idea di fondare una società a favore dell'"industria agraria ". Montelatici si lega, in effetti, alla nascita dell'Accademia dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1753, di cui fu fin da subito riconosciuto come "institutore" e nominato "segretario". Si trattava del "primo e nobile esempio in Europa d'una associazione d'ingegni intesi al perfezionamento dell'agricoltura" (Tabarrini, 1856, p. 3). L'agricoltura era considerata da Montelatici "arte nobile, dilettevole e fruttuosa… madre e nutrice di tutte le altre, sostegno e mantenimento della Repubblica" (Ragionamento, 1752, p. 2)… Gli interessi agrari di Montelatici possono essere collocati in quella fase centrale del Settecento in cui si delinea una nuova visione economica, che sviluppando le idee di Sallustio Bandini spinge i capitali toscani a spostarsi sempre più dal commercio all'agricoltura. In questa ottica i grandi proprietari fondiari erano sollecitati a superare l'atteggiamento assenteista per dedicarsi allo studio dell'agricoltura, occuparsi delle loro terre e migliorare l'attività rurale." Insieme a Genovesi del quale fu amico, Montelatici fu tra i primi a sviluppare in Italia le teorie economiche illuministe. Prima rara edizione, in bella legatura coeva ed in perfette condizioni di conservazione. Bibl.: Einaudi 3992. Non in Goldsmith, Mattioli, Higgs.
2 voll. in 8, pp. VIII + VIII + 472 con una cartina f.t. rip.; XII + 574 con 15 tavv. f.t. inc. all'acq. piu' volte rip. Alcune cc. si presentano brunite. Qualche taglietto alle tavv. f.t. Legatura in p. pl. coeva con tasselli ai d., tit. e caratteri oro. Rarissima edizione originale di questo importante trattato sulla coltivazione del grano e la panificazione scritto da Parmentier insieme a Rozier, Lasteyrie, Delalause. Nella prima parte dell'opera sono ricostruiti i sistemi agrari dei Romani e dei Francesi, seguono i principi generali per la coltivazione della terra, con la classificazione dei vari tipi di terra, e i sistemi per modificare quelle improduttive, l'influenza climatica. Nella seconda parte sono analizzati i vari tipi di farine (frumento, granoturco, grano saraceno, frumentone), i sistemi di panificazione, e i diversi tipi di pane e biscotti. Parmentier lavoro' nell'esercito francese in Germania come farmacista durante la guerra dei Sette anni. Si dedico' quindi all'agronomia e agli studi sulle proprieta' chimiche e nutritive della patata, della noce moscata, del grano e della farina, del latte e del ciocccolato. A lui si deve infatti la diffusione della coltivazione della patata in Francia e nel nord dell'Italia tra fine Settecento e inizi Ottocento, coltivazione prima avversata dalla medicina che riteneva che la patata causa della lebbra. Si occupo' quindi dei metodi di conservazione del grano, del granoturco, del vino, dell'aceto e della cerne e dei mezzi per rivelare le sofisticazioni alimentari. Bibliographie agronomique, 2005. Catalogo della raccolta di alimentazione e panificazione Arnaldo Luraschi, p. 60 e 90.
3 ouvrages (1 in-8 et 2 in-12) reliés en 1 volume veau marbré de l'époque, dos lisse orné à la grotesque, pièce de titre fauve, armes dorées en pied du dos [Lumelier de Bressey] 1783-1784, 1783-1784, , 3 ouvrages (1 in-8 et 2 in-12) reliés en 1 volume, veau marbré de l'époque, dos lisse orné à la grotesque, pièce de titre fauve, armes dorées en pied du dos [Lumelier de Bressey], Éditions originales. Les deux ouvrages de Parmentier, reliés à la fin du volume, sont au format in-12, réimposés dans une reliure in-8 : ils sont entièrement non rognés. Moyen proposé pour perfectionner promptement dans le Royaume la meunerie et la boulangerie. À Paris, chez Barrois, 1783. 94-[1] pages. Dans cet ouvrage, Parmentier examine les différentes sortes de moutures et analyse les divers aspects du commerce des farines, ainsi que son utilité pour le gouvernement. Méthode facile de conserver à peu de frais les grains et les farines. A Londres et se trouve à Paris, chez Barrois, 1784. IV-100 pages. Ouvrage technique sur les grains et les farines démontrant "par de nouvelles observations & des expériences décisives, la vérité de quelques principes concernant une des branches les plus importantes de l'économie rurale & domestique". Le titre porte cette épigraphe tirée de La Fontaine : "Ni mon grenier, ni mon Armoire / Ne se remplit à babiller". Relié en tête du recueil : César BUCQUET, Traité pratique de la conservation des grains, des farines, et des études domestiques. Paris, Onfroy, Belin, 1783. In-8, [4]-XVI-74-[2] pages, 2 planches dépliantes gravées sur cuivre ; et [4]-146-[2] pages pour la seconde partie (Edme BÉGUILLET, Observations sur la boulangerie). Bucquet, qui publiait ce livre à la fin de sa vie, l'a dédié "Aux hommes" ; dans l'Avertissement, il examine les quelques points sur lesquels ses opinions diffèrent de celles de Parmentier. À la suite de son propre Traité, il intègre les Observations sur la boulangerie d'Edme Béguillet (mort en 1786) et s'en explique dans un avertissement préliminaire : "les Observations critiques qu'on va lire sont d'une main & d'un style différent de ce qu'on a lu jusqu'ici (...). Mais ayant fait tirer un certain nombre d'exemplaires du Traité (...) pour être vendus séparément & à part des Observations, je n'ai pu me dispenser de toucher dans la première partie certains objets qui auront lieu encore dans la seconde". Les Observations de Béguillet sont l'un de ses derniers ouvrages. L'auteur, ancien meunier de l'Hôpital général de Paris, fut avocat au Parlement, auteur de l'article Agriculture dans l'Encyclopédie de Diderot et membre de la Société d'agriculture. Intéressant recueil de quatre ouvrages ayant joué un rôle important dans l'économie française et celle de la Révolution ; il a été constitué par Jean Lumelier de Bressey, conseiller au Parlement de Bourgogne, dont les armes sont dorées au bas du dos