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français Grand in-8 de XIII-429 pp. + 7 pl. h.t.; demi-reliure de l'époque. L'illustration se compose de 7 planches rempliées, dessinées et lithographiées par De Louvigny. Attention : dos aux deux tiers manquant.
Aboae, Flodstrom, 1724, 12° brossura cop. muta, pp. (4)-29-(3)
In-8°, legatura, piatti in cartonato, dorso mancante, pp. VII-371. (Non comune)
Napoli, Dura, 1856. In 4°, PP 152n. Cartonne editoriale. 11 tavole incise su rame fuori testo. Bell’ esemplare a larghi margini, fogli chiusi. Dedica all’antiporta. Raro
In Milano, Dalla Tipografia di Francesco Pirola al Monte Napoleone, 1806. In 8vo (cm. 17); cartoncino colorato coevo; ritratto dell’Autore, (14), 15, (1), XV + una grande tabella ripiegata (prospetto analitico del vegetabile) + una tavola incisa di un garofano; (4), 102, (4). Piccole mancanze al dorso. Copia stampata su carta pesante con ampi margini (barbe) Melzi, p. 109: Quantunque francese, questi amò di adoperare nel suo trattatello la lingua italiana. Axs
Zürich, Orell Füssli und Comp., 1819, in-24, cartone editoriale (con dorso rinforzato), pp. VI, 164. Con vignetta finemente incisa in rame da M. Esslinger (su disegno dell' autore) al frontespizio (con gora, non deturpante), e una tavola botanica incisa a col., piegata in fine al volumetto, a corredo di una addenda di 4 pagine: “Abbildungen und botanische Zergliederung der Rose von Jericho”.
Ouvrage publi? sous la direction de Richard Krausel, avec la collaboration de H. Merxmuller et de H. Nothdurft ; adaptation francaise sous le control de Jean F. Leroy e Claude Favarger 2 28.5x20 cm., 2 cofanetti in tela edit. contenenti due fascicoli di 24 e 19 pp. con prefazione e indici, pi? 168 tavole a colori sciolte nel primo volume e 144 nel secondo volume dagli originali di C. Caspari e K. Grossmann, raffiguranti fiori e piante, lievi segni d'uso ai cofanetti, buon esemplare, testo in francese Ogni tavola ? accompagnata da un testo esplicativo al verso.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Paris, Léger, 1802. In-8 relié pleine basane blonde de l'époque, dos à nerfs orné, gardes et tranches marbrées. XXXIX + 680 pages. Bien complet des 22 planches en hors texte, certaines dépliantes, gravées par DUMERSAN, DUCHESNE etc. Mors fragile, reliure un peu frottée, une tache d'humidité marginale aux 20 premières pages. Bon exemplaire malgré les défauts signalés.
Milano, dalla tipografia di Giovanni Silvestri, agli Scalini del Duomo N. 994, 1808, voll. 2 in-8, legatura ottocentesca in mezza tela con punte, titolo e filetti in oro ai dorsi, pp. XII, 280 - 7, [1], 373, [7]. Con 2 fogli di tavole in calcografia ripiegati nel primo volume (contenenti 3 tavole: il secondo contiene la tavola II e la tavola III). Il primo volume è dedicato alla coltivazione delle piante (scelta del luogo, semina e conservazione dei semi, propagazione, innesti, trapianti, concimi, strumenti, vasi, serre e aranciere, lotta ai parassiti, ecc.); il secondo contiene la classificazione e descrizione delle piante. Prima edizione.
français Grand in-8 de (3) ff., 241 pp. + 36 pl. h.t. (avec les explications en regard); demi-basane marron, dos à cinq nerfs orné, pièce de titre de maroquin rouge, tranches marbrées (reliure de l'époque). Troisième année - Fougères - avec 36 planches lithographiées, in fine. Rousseurs.
Professore nella R. Scuola Sup. d’Agraria. Napoli-Giannini, 1910 in 8° pp. XI, 666 con indici delle specie coltivate e spontanee e dei loro malanni. Contiene: Biologia dell’albero (lavori colturali, mali ed epidemie, rimedi); Malattie costituzionali (carie, clorosi, albinismo, nanismo e rachitismo, m. del sistema riproduttivo, sovraproduzione e cascola); Malattie batteriacee (gommosi degli agrumi della vite, delle pomacee, del fico e del gelso, marciume radicale, m. delle frutte e delle foglie); Parassiti (tecnica delle poltiglie fungicide, p. fanerogamici, insetti ed acari); Ambiente (basse e alte temperature, luce ed acqua, venti, grandine, fulmini e nebbie, gas dei vulcani e delle officine, difetti del terreno, arboricoltori). Contiene vasta bibliografia sulla Patologia vegetale (pp. 130) dai latini fino al 1908. Leg. mz. pl. coeva. Rara edizione, solo tre copie conservate nelle biblioteche italiane.
In 8°, pp. XCVI+413. 3 tavole f.t. in rame più volte ripiegate. Legatura originale in pelle con tassello in pelle al dorso. Seconda edizione in francese tradotta da Jean Senebier.
22 cm, rilegatura coeva in mezza pelle, titolo e fregi in oro al dorso, piatti marmorizzati, p. xxxvi, 285, (3). 2 tavole di cui una ripiegata fuori testo. Leggero alone alla base di 25 carte lontano dal testo, una macchietta di inchiostro a una pag
2° ediz. Parte I (e II).<BR>2 voll. in-8°, pp.XII-308; 348. Eleganti leg. coeve, mz. pelle con tit. e ricchi fregi oro ai dorsi. Timbretto ex libris. [Pritzel 9109. Paleari I 716. Gamba 2802].
2 voll. in-8°, pp.XII-308; 348. Eleganti leg. coeve, mz. pelle con tit. e ricchi fregi oro ai dorsi. Timbretto ex libris. [Pritzel 9109. Paleari I 716. Gamba 2802].
In 8°, mz. pelle coeva, tasselli ai dorsi con tit. in oro impressi, tagli a spruzzi azzurri, 3 voll. pp. IX-642; XXVIII-552; 684-(4). Es. da studio, accettabilmente conservato, gore (più evidenti al I tomo), arrossature diffuse e lavoretti di tarlo a tutti i volumi. Legature stanche, dorsi con mende e spaccature alle cerniere. Il I tomo è accompagnato da XVII tavole incise in rame (fiorite e con gore)
Firenze, presso Gulielmo Piatti, 1813, voll. 2, in-8, leg. coeva in mezza pelle con punte, titolo e filetti "a catenella" impressi in oro ai dorsi, piatti in carta marmorizzata, pp. XXVIII, 552 - [4], 684, [4]. Con 9 tavv. in fine al terzo volume (numerate da IX a XVII). Manca il primo volume. Lievi tracce d'usura esterne.
In 8° grande, pp. 288. Legatura originale in mz pelle con titoli in oro al dorso. Edizione figurata da 26 tavole f.t. di fiori litografie con alcuni ritocchi in colore Vignette in nero.
Stampa botanica dalla monumentale opera di Johann Wilhelm Weinmann Phytanthoza Iconographia, sive conspectus aliquot millium, tam indigenarum quam exoticarum, ex quatuor mundi partibus... plantarum, arborum, fruticum, florum, fructuum, fungorum, &c . pubblicata a Regensburg tra il 1734 e il 1745. Mezzotinto con bella coloratura coeva, in ottimo stato di conservazione. Johann Wilhelm Weinmann era un influente speziale, farmacista e botanico di Ratisbona (Regensburg), in Germania. Il suo background è evidente nella composizione e nello stile degli studi botanici in quest'opera, che sono allo stesso tempo scientifici o erboristici e meravigliosamente decorativi. Ha usato la tecnica del mezzatinto per ottenere sottili variazioni tonali di foglie e petali di fiori. Molte delle superbe tavole di questo importante florilegio sono incise su disegni dell'eminente artista botanico Georg Dionysus Ehret, l'influenza dominante nell'arte botanica durante il XVIII secolo. Ehret nacque a Heidelberg, in Germania, e si formò come giardiniere. Divenne il protégé del Margravio di Baden-Durlach, che lo assunse per progettare i giardini della città e del palazzo a Karlsruhe e fare dipinti dei suoi fiori. Dopo aver lasciato l'impiego del Margravio, si trasferì a Ratisbona, dove incontrò Johann Wilhelm Weinmann, e fu ingaggiato per produrre i disegni che per la Phythanoza Iconographia. Bibliografia: Pritzel, Georg August. Thesaurus Literaturae Botanicae Omnium Gentium. Milan: 1950; Blunt, Wilfred, rev. by Stearn, William T. The Art of Botanical Illustration. Woodbridge, Suffolk, England: Antique Collectors Club, 1994. pp. 25, 154-55, 159-166, 181; Dunthorne, Gordon. Flower and Fruit Prints of the 18th and Early 19th Centuries. Their History, Makers and Uses, with a Catalogue Raisonne of the Works in Which They are Found. Washington, D.C.: Published by the Author, 1938. Botanical print from Johann Wilhelm Weinmann’s monumental work Phytanthoza Iconographia, sive conspectus aliquot millium, tam indigenarum quam exoticarum, ex quatuor mundi partibus… plantarum, arborum, fruticum, florum, fructuum, fungorum, &c . published in Regensburg 1734-1745. Mezzotint with fine original colouring, good condition. Johann Wilhelm Weinmann was an influential apothecary, pharmacist and botanist in Regensburg, Germany. His background is evident in the composition and style of the botanical studies in this work, which are at once scientific or herbal and beautifully decorative as well. He used mezzotint to achieve subtle tonal variations of leaves and flower petals. Many of the superb plates of this important florilegium are engraved after drawings by the eminent botanical artist Georg Dionysus Ehret, the dominant influence in botanical art during the 18th century. Ehret was born in Heidelberg, Germany, and trained as a gardener. He became the protégé of the Margrave of Baden-Durlach, who hired him to design town and palace gardens at Karlsruhe and make paintings of his flowers. After leaving the Margrave’s employ, relocated in Regensburg, where he met Johann Wilhelm Weinmann, and was engaged to produced drawings for Phythanoza Iconographia. References: Pritzel, Georg August. Thesaurus Literaturae Botanicae Omnium Gentium. Milan: 1950; Blunt, Wilfred, rev. by Stearn, William T. The Art of Botanical Illustration. Woodbridge, Suffolk, England: Antique Collectors Club, 1994. pp. 25, 154-55, 159-166, 181; Dunthorne, Gordon. Flower and Fruit Prints of the 18th and Early 19th Centuries. Their History, Makers and Uses, with a Catalogue Raisonne of the Works in Which They are Found. Washington, D.C.: Published by the Author, 1938.
Hannover, bev des Gebrüdern Hahn, 1798. Fascicule in/4 à grandes marges en couverture d’attente, 6 planches aquarellées du temps, 30 p. 1f. Feuillets et planches en excellent état. Belle fraîcheur des coloris. L’ensemble des fascicules édités de 1798 à 1823, comptait 162 planches colorées. Pritzel 11158. Les présentes planches représentent : Erica Taxifolia, Erica Plukenetii interupta, erica laniflora Schmidt, eric strigosa ait, erica spicata, erica bergiana.