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4 volumi in-8° (cm. 20), tela editoriale. Buon esemplare. (Ne2)
in 8° piccolo, pp. xvi, 160, 40 tavv.; xvi, 160, 40 tavv.; xvi, 160, 40 tavv.; legatura rigida rifatta, tagli dorati, conservate 2 sguardie originali. Di ogni pianta vi è una scheda descrittiva con ill. in nero n.t. ed una tav. in cromolitografia a vivaci colori f.t. protetta da velina, per un totale di 120 tavv. Piccole mancanze alle prime 2 cc. bb. e sporadiche lievi fior. 633/30
In 4 (cm 23 x 31 ca.), pp. 48 con bella tavola finale in litografia raff. la specola vaticana con veduta dal Giardino della Pigna. Intonso. Brossura editoriale. Contiene: Prima nota sopra i due orti botanici che successivamente fiorirono in Vaticano (con catalogo delle piante da pagina 8 a pagina 16); Museo e collezione di storia naturale in Vaticano (con catalogo della Collezione vaticana del Gilii sul Regno minerale da pagina 22 a pagina 38); La specola vaticana.
in 4° bella legatura in pelle con fregi oro al dorso e ai piatti - nervature e tagli goffrati, pp.XI - 364 - bella brossura litografica conservata all' interno -3° ediz., intièrement refondue avec le concours de a. Alphand - ouvrage ornè de 510 illus.
In-8°, legatura in mezza pelle rossa con titoli e fregi in oro al dorso, pp. 508, con centinaia di silografie nel testo e su tavole fuori testo. Alcune fioriture sparse e in particolare la tavola a pagina 409.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
In-8°, pp. 76, 24 tavv. f.t. in litografia a colori, brossura editoriale illustrata. Mancanza all'angolo inferiore bianco della brossura superiore, lievi strappi al dorso.
<p>17 cm, in 8°, rilegatura in mezza pelle, piatti ricoperti con carta policroma, titolo e fregi in oro su tassello al dorso, p. 240. Interessante trattato sulla coltivazione delle piante di pesco e dei frutteti. In fine al volume "memoria di Giuseppe Piccioli" su sulle sementi dei fiori ed in particolare sui garofani. Assai ben conservato</p>
Edizione: Quinta edizione arricchita di nuove aggiunte . Pagine: 440 . Formato: 16° . Rilegatura: Brossura arancione originale . Stato: Deteriorato . Caratteristiche: Volume allentato. Si tratta del secondo volume dove l'Autore elenca un lungo catalogo di piante adatte ad essere coltivate. Dorso guasto , da rilegare. Bruniture . Collana: Biblioteca scelta di opere italiane antiche e moderne n°470 .
Legatura in mezza pelle con titolo e fregi oro al dorso per i due volumi rilegati in un unico tomo. L’edizione è accresciuta di 2 tavole ripiegate, incise e acquerellate raffiguranti 18 specie di fiori e da 3 tavole incise con attrezzature da giardinaggio. Filippo Re (Reggio Emilia 1763-1817) professore di agricoltura e di Botanica all’Università di Bologna fu autore di svariate opere di orticoltura e giardinaggio che lo fecero emergere come massimo agronomo dell’Ottocento italiano. SC. T.
Lipsia, 1846, cartella in-4° cartonato originale con lacci, dorso rifatto in m.tela moderna, contenente 50 pag. di testo, e 126 tavole litogr. di cm. 22 x 15 alla battuta, sciolte (da n. CXCIII a CCCXVIII)
In-4º (cm. 31), leg. in t. tela edit. illustrata da Domenico Valinotti, taglio sup. rosso; coll. 204, con 485 illustrazioni cromolitografiche in 42 tavole a doppia pagina f.t.; rinforzi ai margini interni, piccoli segni d'uso. Cfr. Bibliogr.del Ventennio, Scienze Naturali, 55. Buon es..
In 16, pp. 450 + (5) + (1b) con ill. xilogr. n.t. Usuali fioriture della carta. Br. ed.
Two volumes, complete. SECOND, LAST, BEST EDITION of this important early travel narrative, with a strong emphasis on New World botany (the first edition had been published in 1931, in one volume, with no indices, maps or plates). XLIV, 526; XXII, 244 pp. plus 20 large folding plates and maps printed on fine wove paper, almost all colored. 4to, original wraps. Light wear to wraps, internally fine and bright. Scarce.
In 12°(mm 210x135), frontespizio, pagine VIII alla fine con 24 tavole f.t. in cromolitografia e 2 in nero; accompagnate da pag. di testo a fianco con le esplicazioni delle piante; sono raccolti 207 bellissimi fiori alpini. Piena tela editoriale illustrata con delle stelle alpine a colori al piatto anteriore, titolo impresso in oro. Ottimo esemplare.<BR>
cofanetto rileg. e ill. in 4° (cm 32x25x8,5) contenente 2 voll. rilegati e con sovracop. ill. e un CD-Rom. Un vol. di pp. 502, contiene 295 schede descrittive, tradotte da Ennio Lazzarini che descrivono le proprieta' terapeutiche di piante, animali e minerali, glossario, indice delle voci e piccole ill. in b/n. Il volume di commento di pp. 287, contiene alcuni saggi sugli erbari, i codici medievali, la botanica e i botanici nei manoscritti casanatensi, la descrizione del Tacuinum Sanitatis e una ricca bibliografia; molte belle ill. a colori e in b/n. In ottimo stato. 109/33
In-8° gr., legatura in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso, pp. VIII-785(4). Rare fioriture sparse.
4°, pp.(4) 23-1 b. + 5 grandi tavv. f.t. +vv.rip. inc. in rame con piante e fiori. Cop. muta coeva con picc. mancanze. In barbe. Timbretto ex libris. Essendosi interrotti gli Annali dell'I. e R. Museo di Fisica e Storia nat. dove l'Aut. aveva pubblicato 5 decadi di botanica, questa nuova decade veniva stata inserita nelle Memorie della Società ital. delle Scienze. Questo fascicolo contiene la descrizione delle piante: Gonolobus, Allamanda, Allium magicum, Pyrus Florenta, Ricino communis, Coriaria Myrthifollia, Chamaerops humilis, Attalera funifera.
In 8, pp. 324-341 + (1b) con 3 grandi tavv. f.t. piu' volte rip. inc. all'acq. Br. rifatta con carta d'epoca. Stralcio dagli Atti del Real Istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali di Napoli, tomo VIII. Memoria relativa a tre specie di solani: il solano melanzana falsa; il solano Gilo' del Raddi; il solano del Lobel.
22 cm, rilegatura coeva in mezza pelle, titolo e decorazioni in oro al dorso, piatti marmorizzati. p. 404, un'appendice nel testo. Qualche brunitura, qualità della carta
In 16, pp. 128. Br. muta coeva. Monografia dedicata alla vita e all'opera di Charles Bonnet (Ginevra, 1720 - Genthod, 1793) consegui' la laurea in Scienze Biologiche all'Universita' di Ginevra nel 1746. Si dedico' molto tempo alle scienze naturali, rivolgendo i suoi interessi dapprima all'entomologia e successivamente alla botanica. Divenuto cieco nel 1762, abbandono' le osservazioni scientifiche per dedicarsi alla filosofia.
In 8° grande, pp. 288. Legatura originale in mz pelle con titoli in oro al dorso. Edizione figurata da 24 tavole f.t. di fiori litografie con alcuni ritocchi in colore Vignette in nero.
In 8° grande, pp. 288. Legatura originale in mz pelle con titoli in oro al dorso. Edizione figurata da 23 tavole f.t. di fiori litografie con alcuni ritocchi in colore Vignette in nero.