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Spessissimo e ponderoso volume in-8° (cm. 24,8x17,2x5.2 di spessore), pp. 951 + 1 CARTA TEMATICA a 25 COLORI e moduli per ogni tipo di vegetazione (cm. 43x45,6) ripiegata in tasca fuori testo e con CENTINAIA di FOTO a COLORI in TAVOLE fuori testo. Cartone lucido editoriale. Descrizione fisico-climatica degli ambienti; affinità floristiche, endemismo, rapporti fitogeografici, e studio delle diverse fitocenosi alle relative altitudini. Studio sistematico della Flora in ordine alfabetico. Molte delle 4076b specie e varietà analizzate sono endemiche.BONO, libero docente di Fitogeografia all'Università di Torino, svolse ricerche in Valle Pesio e nelle Alpi Occidentali e Apuane, Nord Kenya e per 15 anni missionario della Consolata in diverse zone del Venezuela. Un siuo Erbario è a Torino nella sede dei Missionari della Consolata. Ottimo esemplare.
IN 8°gr.( cm.27 X 19 ), pp.127. COPERTINA EDITORIALE IN PIENA TELA RIGIDA ROSSA CON FREGIO IN ORO AL PRIMO PIATTO, TITOLO IN ORO AL DORSO, GUARDIE MARMORIZZATE.<BR>13 FIGURE in b/n. INTERCALATE NEL TESTO. INDICE DELLE MATERIE: PIANTE VOLUBILI, PIANTE ARRAMPICANTESI MEDIANTE UNCINI E RADICI - OSSERVAZIONI CONCLUSIONALI. PRIMA EDIZIONE ITALIANA. GIOVANNI CANESTRINI ( 1835 - 1900 ), BIOLOGO E NATURALISTA IT. EBBE UN RUOLO FONDAMENTALE NELL'INTRODUZIONE IN ITALIA DELLE TEORIE DI DARWIN SULL'EVOLUZIONE, TRADUCENDO LE SUE OPERE E DIFFONDENDO IL SUO PENSIERO. ISTITUI' LA PRIMA CATTEDRA ITALIANA DI ANTROPOLOGIA A PADOVA. PIER ANDREA SACCARDO ( 1845 - 1920 ), BOTANICO E MICOLOGO ITALIANO. PICCOLA MACCHIOLINA AL PIEDE DEL PRIMO PIATTO A DS., ALTRIMENTI OTTIMA CONSERVAZIONE GENERALE.<BR> ID 5675
in-8, pp. 35, bross. edit. Con 4 tavv. litogr. ripiegate al fine. Considerazioni dopo la scoperta della fecondazione artificiale sulla vaniglia eseguita per la prima volta a Padova presso l'Orto Botanico nel 1841. Raro. [342]
Volume in 4°, brossura editoriale, titolo al dorso e al piatto, occhiello, frontespizio, introduzione, 239 pp.. Corretta e scorrevole traduzione italiana di Canestrini e Moschen con numerose tabelle ed alcune illustrazioni nt. Importante opera botanica del grande naturalista, rara a reperirsi, qui presentata in più che buono stato, solo qualche sporadica fioritura della carta.
folio, ristampa, introduzione e note di Francesco Barbieri, voll. 3, prefaz. e appendice del metodo di distillar le acque da tutte le piante. Leg. mz. tela. L’A., nato a Siena nel 1500 e morto a Trento nel 1577, studiò medicina. Fu nominato medico cesareo di Ferdinando poi di Massimiliano II. Esercitò a Siena, Roma, Trento e Gorizia… (Cfr.: Pritzel,…).
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi.Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy.Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
Opera tratta da I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale. Con dedica alla Principessa Giovanna, arciduchessa d’Austria (il Mattioli era medico reale), escono in volgare, nel 1568, i sei libri di nuovo dallo istesso autore ricorretti, & in più di mille luoghi aumentati. Con le figure grandi tutte di nuovo rifatte, & tirate dalle naturali & vive piante & animali, & in numero maggiore che le altre per avanti stampate. Lo stesso Pietro Andrea Mattioli presenta così la nuova edizione del libro, che già ha ricevuto molti consensi e che toccherà il culmine del successo grazie, appunto, alla forma di presentazione molto più organica, alla completezza delle informazioni, e, soprattutto, alla ricchezza e alla chiarezza delle illustrazioni. Chi sapesse tutte le virtù delle piante farebbe miracoli: questo enunciato dell’autore sembra animare per primo proprio lui, che va a cercare con certosina pazienza ogni minimo appiglio per lodare le virtù medicinali di ogni erba, raccontando ogni aneddoto, scoprendo ogni notizia curiosa, riportando ogni considerazione fatta sull’argomento da altri studiosi prima di lui. Il tono enciclopedico dell’opera si avverte, in maniera evidente, fin dalla dedica. Il discorrere dell’autore, le cui radici toscane o, per meglio dire, senesi non si smentiscono, è agile, piano, adatto ad un pubblico ampio, anche meno colto e poco preparato ma che, in qualche maniera, faceva parte del vasto mondo della medicina e della farmacia del tempo. Non è un caso che il testo sia tra quelli rimasti più a lungo in uso, anche nel piccolo bagaglio librario di famiglie povere o quasi analfabete. Alla sostanziosa dedica segue un proemio dedicato agli addetti ai lavori e le solite lettere di complimenti. Seguono due copiose tavole, cioè due indici: uno analitico per tutte le voci, l’altro per patologie. L’opera vera e propria inizia con il ritratto a piena pagina di Mattioli e illustra, in sequenza, le piante medicinali (concentrate nei primi quattro libri) e una serie di preparazioni (oli, unguenti, ecc.). Per Mattioli l’occasione è ghiotta sia per potersi dilungare sulla esatta identificazione delle specie, mostrando una vasta preparazione botanica, sia, soprattutto, per mostrare le splendide immagini delle piante, che, a volte, sono anche più di una per esemplare e messe a confronto, qualora il lettore avesse dubbi. Il secondo libro è dedicato in parte agli animali marini (ricci, spugne, seppie, pesci, ecc.) in parte a quelli terrestri (lepri, capriolo, castoreo, rospo, ecc.), comprese le vipere e le api con relativi prodotti (miele, cera, propoli, ecc.). Il quinto libro è dedicato ai minerali e il sesto ai veleni. Di ogni voce viene riportato il testo di Dioscoride tradotto in italiano, un esame moderno di identificazione con analogie e confronto dei pareri di autori diversi poi le virtù e i nomi in più lingue. Un’opera che ha lasciato il segno nella letteratura medica e farmaceutica del Rinascimento e che, ancora oggi, sprizza fascino ad ogni pagina. Plate taken from I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese, medico cesareo, et del serenissimo prencipe Ferdinando arcidvca d'Austria & c. Ne i sei Libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale printed in Venice by Vincenzo Valgrisi. Mattioli's Italian translation of the works of Dioscorides. Mattioli (1501-1577) was a Siennese doctor and naturalist. He described more than one hundred new plants and contributed to the development of medical botany. This, his most important work, was first printed in 1544 in Italian, 1554 in Latin, French in 1561, Czech in 1562, and in German in 1563. The wood cuts in his work were accurate and standardized enough to allow for easy identification. While nominally a commentary on the work of the botanist Dioscordies, Mattioli significantly expanded the work by adding major new contributions. He relied in part on the contributions of the Turkish diplomat, Buscecq, his doctor, Quakelbeen, and the famed botanist, Luca Ghini, who founded the botanical garden in Pisa. In this work, Mattioli significantly provided the first known observation of a tomato being grown and eaten in Italy. Woodcut with fine later hand colour, good condition.
1 Vol. In-16 t. morbida editoriale pag. IX-1531 811 ill. n.t PROG 29573 CATT_ATT 41
In-16°, legatura in mezza pergamena coeva con tassello e titoli in oro al dorso, pp VIII-340, a seguire 8 tavole di piante e fiori con altrettante pagine di didascalia.Una antica aggiunta manoscritta coeva sul margine bianco di pagina 215.
8°, antip. su rame rifilata al margine, front. rosso e nero con vignetta in rame e due tavv. inc. su rame e ripieg., leg. t. tela,taglio marmorizzato; restauro all'antip., al front. ed alle prime cc., gore d'acqua. (Crf.: Pritzel, Thesaurus botanicae,…)
16°, pp.LXVI (2) 340, mz.pelle coeva, tass. con tit. oro al dorso. Lievi fioriture. Macchie giallastre in un paio di pagg. del testo. Nella 1° numerazione la "Storia botanica" di G.Andres. L'op. si divie di 3 parti: 1.Organografia e glossologia; 2. Fisiologia vegetabile (un capitolo è dedicato ai curiosi "moti delle foglie", pp.211-17); 3.Tassonomia e fitografia (un capitolo è dedicato al sistema di Linneo e nell'ultimo capitolo: "Modo di nominare e descrivere le piante", in cui sono descritte e distinte varie tonalità di colori: ad es. del bianco venngono distinte 5 sfumature diverse).
In-24 gr., tela editoriale (con piccole macchie), pp. VII,424,64, con 171 incisioni nel t. Prima edizione. Testo ben conservato.
4°, pp.(4) 23-1 b. + 5 grandi tavv. f.t. +vv.rip. inc. in rame con piante e fiori. Cop. muta coeva con picc. mancanze. In barbe. Timbretto ex libris. Essendosi interrotti gli Annali dell'I. e R. Museo di Fisica e Storia nat. dove l'Aut. aveva pubblicato 5 decadi di botanica, questa nuova decade veniva stata inserita nelle Memorie della Società ital. delle Scienze. Questo fascicolo contiene la descrizione delle piante: Gonolobus, Allamanda, Allium magicum, Pyrus Florenta, Ricino communis, Coriaria Myrthifollia, Chamaerops humilis, Attalera funifera.
buono stato 1 tavola a colori, 16 tavole in b.n. ripiegate f.t.
Graziosa collezione di 3 volumi legati in mz pelle coeva con titoli in oro al dorso. Seconda edizione figurata da 10 incisioni f.t. ripiegate.
In 8°, pp. 292. Legatura in mz pelle con titoli al dorso figurato da 22 tavole f.t. in cromolitografia di fiori e frutta.
In 8°, pp. 288. Legatura in mz pelle con titoli al dorso figurato da 22 tavole f.t. in cromolitografia di fiori e frutta.
In 8°, pp. 288. Legatura in mz pelle con titoli al dorso figurato da 23 tavole f.t. in cromolitografia di fiori e frutta.
In 8°, pp. 288. Legatura in mz pelle con titoli al dorso figurato da 19 tavole f.t. in cromolitografia di fiori e frutta.
Stampa botanica dalla monumentale opera di Johann Wilhelm Weinmann Phytanthoza Iconographia, sive conspectus aliquot millium, tam indigenarum quam exoticarum, ex quatuor mundi partibus... plantarum, arborum, fruticum, florum, fructuum, fungorum, &c . pubblicata a Regensburg tra il 1734 e il 1745. Mezzotinto con bella coloratura coeva, in ottimo stato di conservazione. Johann Wilhelm Weinmann era un influente speziale, farmacista e botanico di Ratisbona (Regensburg), in Germania. Il suo background è evidente nella composizione e nello stile degli studi botanici in quest'opera, che sono allo stesso tempo scientifici o erboristici e meravigliosamente decorativi. Ha usato la tecnica del mezzatinto per ottenere sottili variazioni tonali di foglie e petali di fiori. Molte delle superbe tavole di questo importante florilegio sono incise su disegni dell'eminente artista botanico Georg Dionysus Ehret, l'influenza dominante nell'arte botanica durante il XVIII secolo. Ehret nacque a Heidelberg, in Germania, e si formò come giardiniere. Divenne il protégé del Margravio di Baden-Durlach, che lo assunse per progettare i giardini della città e del palazzo a Karlsruhe e fare dipinti dei suoi fiori. Dopo aver lasciato l'impiego del Margravio, si trasferì a Ratisbona, dove incontrò Johann Wilhelm Weinmann, e fu ingaggiato per produrre i disegni che per la Phythanoza Iconographia. Bibliografia: Pritzel, Georg August. Thesaurus Literaturae Botanicae Omnium Gentium. Milan: 1950; Blunt, Wilfred, rev. by Stearn, William T. The Art of Botanical Illustration. Woodbridge, Suffolk, England: Antique Collectors Club, 1994. pp. 25, 154-55, 159-166, 181; Dunthorne, Gordon. Flower and Fruit Prints of the 18th and Early 19th Centuries. Their History, Makers and Uses, with a Catalogue Raisonne of the Works in Which They are Found. Washington, D.C.: Published by the Author, 1938. Botanical print from Johann Wilhelm Weinmann’s monumental work Phytanthoza Iconographia, sive conspectus aliquot millium, tam indigenarum quam exoticarum, ex quatuor mundi partibus… plantarum, arborum, fruticum, florum, fructuum, fungorum, &c . published in Regensburg 1734-1745. Mezzotint with fine original colouring, good condition. Johann Wilhelm Weinmann was an influential apothecary, pharmacist and botanist in Regensburg, Germany. His background is evident in the composition and style of the botanical studies in this work, which are at once scientific or herbal and beautifully decorative as well. He used mezzotint to achieve subtle tonal variations of leaves and flower petals. Many of the superb plates of this important florilegium are engraved after drawings by the eminent botanical artist Georg Dionysus Ehret, the dominant influence in botanical art during the 18th century. Ehret was born in Heidelberg, Germany, and trained as a gardener. He became the protégé of the Margrave of Baden-Durlach, who hired him to design town and palace gardens at Karlsruhe and make paintings of his flowers. After leaving the Margrave’s employ, relocated in Regensburg, where he met Johann Wilhelm Weinmann, and was engaged to produced drawings for Phythanoza Iconographia. References: Pritzel, Georg August. Thesaurus Literaturae Botanicae Omnium Gentium. Milan: 1950; Blunt, Wilfred, rev. by Stearn, William T. The Art of Botanical Illustration. Woodbridge, Suffolk, England: Antique Collectors Club, 1994. pp. 25, 154-55, 159-166, 181; Dunthorne, Gordon. Flower and Fruit Prints of the 18th and Early 19th Centuries. Their History, Makers and Uses, with a Catalogue Raisonne of the Works in Which They are Found. Washington, D.C.: Published by the Author, 1938.