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198935835ABLeipzig und Weimar, Gustav Kiepenheuer Verlag, 1989. Gross-8°. 431, [1] S. Original-Leinenband mit Schutzumschlag. Ein wenig schiefgelesen. Schnitt leicht gebräunt, Kopfschnitt etwas stärker u. leicht unfrisch.
México, Fondo de Cultura Económica, 1952. 4to.; 310 pp. Encuadernación original en tela.
Cartonn?. 160 pages. Jaquette. 25 x 35,5 cm.
189214903Paris, Liège Procure Générale, Poussielgue 1892 In-8 232 pp, (.) Histoire générale des découvertes dans le bassin du Congo, 2e édition avec 2 cartes hors-texte et 30 gravures in et hors-texte. Quelques rousseurs éparses, 4e de couv. illustrée ; dos insolé, rousseurs sur le brochage, 1ère de couverture presque intégralement débrochée. Mention de remise de prix sur garde.
Huesca, IEA, 1987. 4to.; 131 pp., con 12 ilustraciones. Cubiertas originales.
105184Guide du Musée d'Ethnologie et du Musée Suisse d'Ethnologie de Bâle, exposition spéciale du 2 décembre 1961 au 30 avril 1962.210x149mm, 32p., 26 photographies, broché. Une carte postale est ajoutée.
Un volume (20 cm) di 178 pagine, con illustrazioni in bn. In lingua francese. Brossura editoriale illustrata. Ottime condizioni.
388922 volumes: un volume de texte in-12 (180 x 110 mm), broché, couverture imprimée, (4), xiii, 256 p. et un volume d'atlas in-folio oblong (265 x 347 mm), 6 cartes et plans dépliants et 11 planches. Paris, Charles Picquet géographe du roi (), 1830.
Very Good Turkish Paperback. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In Turkish. [xiv], 174 p., 1 folding map, 1 errata, b/w ills. and maps. Te-ve Köyü genel etnografyasi. First Edition.
Zaragoza, IFC, 2000. 4to. mayor; 403 pp. Cubiertas originales.
Fine English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 31 p. Çarikli kaymakam.
br. Il volume "Il Filo e la Cruna", da una parte richiama il lavorio che gli individui e le comunità compiono per intrecciare reti di significato che diano orizzonte di senso al vissuto umano, dall'altra rinvia all'attività di ri-tessitura semantica che gli antropologi compiono su queste reti, nel tentativo di renderle comprensibili. Attraverso l'impiego di una metodologia di ricerca basata sull'analisi comparativa di un vasto corpus documentario e archivistico, il libro non cerca di annodare le fila di un discorso mai concluso sullo svolgimento degli studi demoetnoantropologici italiani. Piuttosto, concentrandosi su autori conosciuti come Mantegazza, Pitrè, Loria, de Martino, Tentori, Cirese, ecc., e su figure poco note e scarsamente investigate, esso è proteso ad evidenziare come si sia operata nel campo antropologico quella delicata calibratura tra obiettivi conoscitivi e strumenti di studio e di analisi. Più precisamente, il libro permette di cogliere, mediante l'anamnesi storiografica, le strategie di codificazione dell'ordine del discorso che inevitabilmente ruotano intorno a criteri ritenuti di volta in volta validi per riconoscere e agevolare il passaggio del filo nella cruna.
br. Il volume affronta e decostruisce, mediante l'impiego critico e comparativo di un vasto armamentario di fonti documentarie, quelle narrazioni destorificanti che a partire dagli anni postunitari hanno investito la Basilicata a lungo descritta quale "terra ferma", immobile, priva di mutamento, dominata da uomini fatalisti e familisti, e tratteggia invece una Regione ancorata alla "terraferma", ad una terra stabile che non è spazio di destino e di attesa ma di compimento. Così facendo, il volume mostra il significato contingente e inevitabilmente mutevole delle stereotipizzazioni e delle stigmatizzazioni, vale a dire delle rappresentazioni identizzanti che di una specifica popolazione pretendono paradossalmente di poter cogliere finanche gli aspetti più intimi e profondi, sino a giungere al loro "DNA" culturale. "Terraferma", pertanto, si fa occasione per vedere da vicino - servendosi di una approfondita indagine storico-antropologica, cristallizzatasi in topos identizzanti di lunga durata, piuttosto una terra che indica la tenacia dell'esserci, e che lascia cogliere meglio che altrove quei dispositivi culturali con i quali gli uomini costruiscono relazioni empatiche ed intime con i luoghi. Tutto ciò prima che quest'ultimi siano attraversati da processi di re-identizzazione, ovvero da dinamiche di ri-definizione del "noi", generate da stravolgimenti ecologici, politici e sociali.
In 8°, broch. edit., pp 318, es. a fogli chiusi.
Madrid, EDAF, 1978. 4to. menor; 196 pp. Cubiertas originales.
br. Il testo tornisce una panoramica introduttiva all'antropologia culturale e ai dibattiti contemporanei che caratterizzano questa disciplina attraverso una serie di parole-chiave: cultura/culture, comparazione/etnografia, percezione/conoscenza, cosmologie/sociologie, identità/appartenenze, mobilità/migrazioni, globalizzazione, diversità e relativismo. Questi temi sono presentati nella forma di una selezione antologica di brani di importanti autori italiani e stranieri, tra i quali Lila Abu-Lughod, Jean-Loup Amselle, Arjun Appadurai, Philippe Descola, Ugo Fabietti, Maurice Godelier, Tim Ingold, Aihwa Ong, Leonardo Piasere, Francesco Remotti. Il testo è rivolto a un vasto pubblico di lettori interessati a comprendere il mondo contemporaneo sempre più interconnesso e interculturale. L'indice è strutturato in modo da poter essere funzionale ai corsi universitari e ai percorsi di formazione e aggiornamento degli insegnanti delle scuole superiori.
8°, BROSSURA, PG. 150 (10), OTTIMO STATO, ESAURITO PRESSO L'EDITORE. PRIMA EDIZIONE. (C)
br. Campioni di esotismo e simbolo di uomini primitivi per molti, i Pigmei entrano in contatto con gli Europei nel XIX secolo. Vengono osservati e 'misurati' dagli scienziati dell'epoca, esibiti sui palcoscenici e negli zoo dell'Occidente al fianco delle scimmie. Nel corso del Novecento saranno gli etnologi e gli antropologi a indagare il loro mondo, a valorizzarne la musica, la visione della natura, la particolare organizzazione sociale. Il volume non è soltanto un libro su di loro, sui Pigmei, è anche un libro su di noi, sulla presunzione della cultura occidentale sempre pronta ad autocelebrarsi. Gli artefatti, le pratiche e le visioni del mondo dei Pigmei sfuggono, per la loro distanza e diversità, alle più magnificate tradizioni intellettuali, ma rientrano, per la loro equivalenza di valore, nel repertorio della cultura umana che non è tutto interno al nostro patrimonio intellettuale. L'autore dimostra come esistano molti modi di 'fare scienza', di fornire accurate rappresentazioni della realtà e che non è sempre vero che un maggiore indice di percezione di scientificità significhi maggiore precisione nei dati ottenuti. "Riflettere sulla marginalità dei Pigmei ha voluto dire riflettere anche sulla marginalità degli antropologi all'interno delle comunità intellettuali. Entrambi, Pigmei e antropologi, sembra abbiano a che fare con un non ben precisato 'deficit di tradizione'".
br. L'autore analizza il rapporto fra iniziazione e antropologia in una duplice prospettiva: da un lato, illustrando il contributo degli antropologi alla comprensione di quei processi di trasformazione e formazione degli esseri umani che sono comunemente definiti "riti di iniziazione"; dall'altro, chiarendo forme e modalità di quello che gli antropologi spesso percepiscono e vivono come il proprio percorso iniziatico alla professione. Lo studio dei rituali iniziatici assume così il senso di un'ideale palestra dove sintetizzare alcune componenti fondamentali dell'antropologia: la centralità della ricerca sul campo, la possibilità di attuare comparazioni e generalizzazioni convincenti, la necessità di seguire le trasformazioni storiche connesse a ciò che si sta studiando.
Lisbonne, Imprimerie Nationale, 1913. 4to. mayor; 70 pp., 1 h. Con un gran mapa plegado, aparte, que muestra la localización y distribución en África Central de la enfermedad del sueño. Encuadernación moderna en media tela.
9.3 X 6.3 X 0.9 inches; 296 pages
Madrid, Seminario de Historia Primitiva del Hombre de la Universidad de Madrid, del Instituto Español de Prehistoria del CSIC, 1966. 4to. mayor; 39 pp., con figuras y 5 láminas fuera de texto. Cubiertas originales.
Barcelona, Argos, 1949 ["Esto es España"]. 4to.; 55 pp., 1 h. y con 25 ilustraciones en negro, entre el texto y 8 láminas color. Fotografías de Luis Vidal. Encuadernación original en cartoné.