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18606045943Gotha, Justus Perthes 1860. 4°. 24 pp., 1 Tafel (2 Ansichten in Chromolithographie), 1 Karte [So komplett]. Neuere Interimsbroschur. Schnitt etwas angestaubt.
Barcelona, Instituto Lucas Mallada, 1961. 4to.; 111 pp. Cubiertas originales.
1907301289Haarlem, heirs F. Bohn, 1896 - 1907, 2nd ed. 4°. 4 vols. VII, 396 / 438 / VII, 602 / VII, 597 pages. Plts, figs & 4 fold maps. Orig. unif. gilt hmor.large 8vo. Lacks frontisp. portrait; fold. maps in part I strengthened on folds. Corners sl. worn. -- 4°. Vier braune uniforme OriginalhalbLederbände mit goldgeprägten Rückentiteln und goldgeprägten Rückenverzierungen. Die Einbände insbesondere an den Kanten etwas berieben, das Bezugspapier teils durchgerieben. VII, 396 / 438 / VII, 602 / VII, 597 pages mit Ansichten, Figuren 4 mehrfach gefalteten Karten. Vereinzelt Korrekturen in Kugelschreiber, die Karten in wenigen Faltstellen hinterlegt, wenige Lagen leicht braunfleckig. Insgesamt durchaus guter Zustand. [6 Warenabbildungen]
32209Antwerpen, Stad Antwerpen, 1992 Softcover, 84 pp. 21x21cm., 60 b./w. ills., goede staat. ISBN X.
Softcover, 84 pp. 21x21cm., 60 b./w. ills., goede staat. ISBN X. Catalogus voor de gelijknamige tentoonstelling in het Etnografisch Museum Antwerpen van 27 juni tot 8 november 1992.
49441Tervuren, Koninklijk Museum van Midden Afrika , 1992 Gebonden, stofomslag, 205 x 295mm., 198pp., uitgebreide illustratie in kleur en z/w.
Gebonden, stofwikkel, 205 x 295mm., 198pp., uitgebreide illustratie in kleur en z/w. Reeks "Annalen, Menswetenschappen" nr.132 B. Tentoonstellingscatalogus. In goede staat.
1992C39093Tervuren, Musée royal de l'Afrique centrale 1992 198pp.rijkelijk geïll. (vnl.in kleur), geïll. omslag, mooie staat, 30x21cm., in de reeks "Annalen, Menswetenschappen" nr.132B, C39093
198pp.rijkelijk geïll. (vnl.in kleur), geïll. omslag, mooie staat, 30x21cm., in de reeks "Annalen, Menswetenschappen" nr.132B, C39093
199614329Zürich Prestel-Verlag, 1996. 162 S. 4° Quart Kart.
67329Editions De Paris Paris 1964 In-12 carré ( 190 X 140 mm ) de 218 pages, broché sous couverture illustrée. Couverture salie, intérieur pur, bon exemplaire.
In-4°,Prima edizione. Illustrato con 71 figure nel testo, 14 tavole. pp. vii, 342. legatura in cartonato La statura degli indigeni patagoni fu osservata da Magellano e divenne leggendaria in Europa. La monografia di Verneau, attingendo alle collezioni portate in Europa dal conte H. de La Vaulx negli anni 1890, è divisa in tre sezioni: una breve discussione di prove antropologiche trovate nel documento storico; una considerazione dettagliata delle caratteristiche fisiche dei patagoni indigeni; e uno studio etnografico approfondito. First edition. Illustrated with 71 figures in text, 14 plates. pp. vii, 342. Original paper covered boards. First edition. Illustrated with 71 figures in text, 14 plates. pp. vii, 342. The stature of the indigenous Patagonians was observed by Magellan and became legendary in Europe. Verneau's monograph, drawing upon collections brought to Europe by the comte H. de La Vaulx in the 1890s, is divided into three sections: a brief discussion of anthropological evidence found in the historical record; a detailed consideration of the physical characteristics of indigenous Patagonians; and an in-depth ethnographic study.
1890YG08906n.d. (1890?) xii, 792, 531figs, paperbound (printed front cover, back cover missing, back broken).
br. «Che cosa significa interrogarsi sulle origi¬ni della ragione greca, allorché ci domandiamo quali furono le condizioni sociali e psicologiche che permisero la comparsa, in un piccolo angolo dell'Asia Minore abitato da coloni greci, di una nuova forma di pensiero? Pensiero che a buon diritto possiamo già definire razionale in quanto rappresenta una rottura decisiva con quel tipo di immaginazione mitica che costituisce forse la forma più diffusa del pensiero umano. Significa chiedere alla Ragione stessa di render conto di quel che essa è. Per comprendere la natura e la funzione del pensiero razionale, in un certo modo gli rivolgiamo contro le sue stesse armi. Lo sottomettiamo all'esigenza di una indagine razionale, gli applichiamo le regole elaborate pazientemente dalle discipline scientifiche, specialmente dalla storia, in suo nome e sotto il suo segno. Questo modo di procedere implica conseguenze decisive. Si può dire che d'un tratto, per il suo stesso proposito, esso sradica una certa concezione della Ragione, immutabile, eterna, assoluta, ancora dominante, credo, in molti circoli "razionalisti" come il nostro. Si tratta dell'idea, cara agli uomini della Rivoluzione francese, di una dea Ragione che illumina il cammino dell'umanità, che dissipa le tenebre dell'ignoranza, i fantasmi della superstizione religiosa o le illusioni del sentimento.»
19008391CLome:, Verlag der Kathol. Mission., [ca. 1900-1910]. Querformat. (ca. 8,8 x 13,8 cm). 1 Karte. Original-Postkarte, mit Titel neben den fotografischen Abbildungen. Karte gut erhalten, unbenutzt und ungelaufen. Altersentsprechend guter Zustand. (= Verlag der Kathol. Mission Lome: No. 225).
118679aafParis, Karthala, 1990, in-8vo, 256 p., + 18 planches n./b., brochure originale.
570350Paris, Payot, 1936. In-8 br., 158 pp., 14 croquis et 37 photogr. en noir & blanc h.-t., index. (Coll. "Bibliothèque Scientifique")
560932Paris, Payot, 1937. In-8 broché, 323 pp, illustré de 16 planches comprenant 24 illustrations photographiques, de 90 croquis in-texte, et de index des noms indigènes,
561982Paris, Payot, 1937. In-8 broché, 323 pp, illustré de 16 planches comprenant 24 illustrations photographiques, de 90 croquis in-texte, et de index des noms indigènes,
561983Paris, Payot, 1937. In-8 broché, 323pp, illustré de 16 planches comprenant 24 illustrations photographiques, de 90 croquis in-texte, et de index des noms indigènes. Ex. non-coupé.
br. C'è una cosa che l'antropologia, più di altre discipline, aiuta a rendere visibile: ben poco di quello che ci riguarda come esseri umani è naturale, cioè impresso come istinto, e deve piuttosto essere appreso dai nostri simili. In questo tempo straordinario dovuto alla pandemia da Covid-19 e alle conseguenze delle drastiche misure di contenimento sulle nostre vite individuali e collettive, l'antropologia ci consente di capire un po' meglio proprio quei mutamenti che, volenti o nolenti, stiamo attraversando. Ma in che modo il sapere antropologico può esserci d'aiuto per una buona politica? Se fare politica è capire il contesto, per provare a mutarlo secondo un progetto, nella costruzione della sua risposta Piero Vereni mostra proprio la trasformazione culturale in atto: il doppio legame tra il distanziamento sociale e l'immunità di gregge, e tra libertà e sicurezza, nonché il mutamento dei ritmi rituali dello spazio e del tempo, e le stesse nozioni di socialità e razionalità.
br. La favola di Cappuccetto rosso è giunta a noi in due versioni: quella seicentesca di Perrault (il lupo divora la bambina) e quella ottocentesca dei fratelli Grimm (un cacciatore apre la pancia dell'animale e ne fa uscire nonna e nipotina sane e salve). La tradizione letteraria ha completamente ignorato i temi che appartengono alle versioni popolari della storia, qui proposte e commentate. Anzitutto, la domanda che il lupo rivolge alla bambina nel bosco: «Quale sentiero vuoi prendere, quello degli aghi o quello degli spilli?», indicando con la prima opzione il lavoro di cucito e di ricamo e con la seconda la cura in funzione del corteggiamento. Un ulteriore motivo riguarda l'inconsapevole pasto cannibalesco della bambina, che mangia la carne e beve il sangue della nonna nel quadro di un'evidente contrapposizione generazionale. Nelle sue versioni orali, la fiaba tratteggia dunque un percorso iniziatico femminile legato ai riti della crescita, alla capacità di far figli e alle tecniche - cucire e sedurre - che consentono di addomesticare la società maschile. Se la morale di Perrault e dei Grimm era: «Bambine, diffidate del lupo», quella delle versioni popolari è più sottile: «Nonne, diffidate delle vostre nipoti».
198076061980 NRF, Gallimard, Bibliothèque des Sciences humaines, Paris, 1980. Un volume in-8 broché, 347 pages + annexes. Bon état.
ill., br. In Italia, il patrimonio viene per lo più riferito dalla critica alla celebrazione e al culto dell'identità. Le prime misure di protezione, cioè, stimolate dalla ricchezza del passato, scaturirebbero dall'orgoglio civico per le vestigia della tradizione classica. In questo libro l'autore propone una lettura inedita dei documenti e ribalta la tesi. Se fino al XV secolo vennero salvaguardati beni in cui si manifestava il divino, la storia moderna dell'arte e della tutela sarebbero nate dall'incontro con l'altro. Quando Keplero annunciò le sue scoperte sulle rotte del cielo, in effetti, si comparò a Cristoforo Colombo e a Magellano. Francis Bacon, per significare l'ampiezza della sua riforma, fece incidere sul frontespizio dell'Instauratio Magna l'immagine di una caravella in procinto di doppiare le Colonne d'Ercole, rappresentate da due fusti all'antica, estremo saluto all'unitarietà dell'estetica classica. L'apertura su un universo sconosciuto che insidiava i principi di quello noto prese spesso a prestito il viaggio verso le Americhe ma, come ha scritto Jacob Burckhardt, «il vero scopritore non è colui che sbarca per caso su una terra sconosciuta, ma colui che, dopo averla cercata, la trova». Gli esploratori che per primi avvistarono le terre del nuovo continente compirono così una mutazione antropologica in corso da qualche secolo, provocando l'apparizione progressiva delle scienze dell'uomo, la nascita della moderna storia dell'arte e delle prime forme di protezione patrimoniale. Prefazione di Tomaso Montanari e Postfazione di Fabio Dei.
1934C86932Anvers, Association des étudiants de l'université coloniale [1934] 72pp.+ 2 cartes hors-texte, br.orig., 24cm., cachet, bon état, C86932