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195227085Chicago, University of Chicago Press, (1952). Royal8vo. X,410 pp., textillustr.
ill., br. La bellezza e la bestia si apre con una domanda: la bellezza è destinata a finire in tragedia? L'antropologo Michael Taussig, con l'attenzione e l'acume teorico che lo contraddistinguono, esamina gli sconsiderati, audaci e alle volte distruttivi tentativi intrapresi per trasformare il corpo attraverso la chirurgia estetica. Attingendo dalla lunga esperienza sul campo in Colombia, Taussig unisce a un'analisi della chirurgia destinata ad accrescere la bellezza di una persona lo studio del suo omologo, sovente trascurato, rappresentato dagli interventi - ai quali spesso ricorrono criminali d'alto profilo - che invece ne mascherano l'identità, e stabilisce cosi un collegamento tra la lunga guerra civile colombiana e l'industria cosmetica in generale. Taussig parla di interventi chirurgici finiti male e se ne serve per inscrivere le specificità del suo studio all'interno di un orizzonte analitico di maggior ampiezza, riguardante la bellezza del corpo femminile e il consumo. Cosi facendo, colloca quella che egli chiama "chirurgia cosmica" nell'intersezione tra la dépense, o "dispendio", di George Bataille e le idee di Max Horkheimer e Theodor Adorno sul dominio della natura. Senza mai accontentarsi di una semplice critica, l'autore esamina l'esuberanza che tale spreco crea e quale sia il suo ruolo nel guidare la forza economica. A un tempo teorico e colloquiale, pubblico e intimo, La bellezza e la bestia è una vera e propria indagine etnografica, capace di descrivere un paese come la Colombia, in cui la rilevanza dell'estetica disegna uno scenario sul quale si mostrano alcune delle più importanti e problematiche idee sul corpo.
ill., br. La bellezza e la bestia si apre con una domanda: la bellezza è destinata a finire in tragedia? L'antropologo Michael Taussig, con l'attenzione e l'acume teorico che lo contraddistinguono, esamina gli sconsiderati, audaci e alle volte distruttivi tentativi intrapresi per trasformare il corpo attraverso la chirurgia estetica. Attingendo dalla lunga esperienza sul campo in Colombia, Taussig unisce a un'analisi della chirurgia destinata ad accrescere la bellezza di una persona lo studio del suo omologo, sovente trascurato, rappresentato dagli interventi - ai quali spesso ricorrono criminali d'alto profilo - che invece ne mascherano l'identità, e stabilisce cosi un collegamento tra la lunga guerra civile colombiana e l'industria cosmetica in generale. Taussig parla di interventi chirurgici finiti male e se ne serve per inscrivere le specificità del suo studio all'interno di un orizzonte analitico di maggior ampiezza, riguardante la bellezza del corpo femminile e il consumo. Cosi facendo, colloca quella che egli chiama "chirurgia cosmica" nell'intersezione tra la dépense, o "dispendio", di George Bataille e le idee di Max Horkheimer e Theodor Adorno sul dominio della natura. Senza mai accontentarsi di una semplice critica, l'autore esamina l'esuberanza che tale spreco crea e quale sia il suo ruolo nel guidare la forza economica. A un tempo teorico e colloquiale, pubblico e intimo, La bellezza e la bestia è una vera e propria indagine etnografica, capace di descrivere un paese come la Colombia, in cui la rilevanza dell'estetica disegna uno scenario sul quale si mostrano alcune delle più importanti e problematiche idee sul corpo.
In 8, pp. VIII + 417 + (3). Br. ed.
brossura Questo libro è un'introduzione ragionata all'antropologia culturale rivolta ai futuri insegnanti, ma anche a tutti coloro che sono chiamati a progettare e realizzare interventi educativi, e non soltanto in contesti multiculturali. Questa disciplina, che è per sua natura votata a comprendere la diversità culturale, compie la propria funzione nella misura in cui riesce ad assumere uno sguardo decentrato e relativizzante, che riconosca anche nella nostra cultura di appartenenza una cultura specifica da non dare per scontata nella relazione educativa. Il nostro modo di pensare, di agire, di usare il corpo e persino di concepire cosa significhi insegnare o educare è infatti tutt'altro che ovvio e merita di essere discusso e reso manifesto, per farne oggetto di una riflessione consapevole. Antropologia per insegnare è diviso in tre parti. Il concetto di cultura presenta una disamina delle diverse risposte che, a seconda degli approcci, l'antropologia ha dato alla domanda centrale «che cos'è la cultura?»; mette in evidenza i momenti-chiave della storia dell'antropologia ed è propedeutica alle due parti successive, sia per gli strumenti di base che fornisce, sia perché problematizza una nozione usata in maniera non sempre accorta nel nostro linguaggio quotidiano; Identità individuali e collettive affronta il tema dell'identità e della differenza, individuale e collettiva, attraverso l'esplorazione di alcune categorie che informano il nostro senso comune: razza, razzismo, multiculturalismo, etnia, sesso, genere, famiglia e religione; Antropologia dei processi educativi e della scuola, infine, punta l'attenzione sul tema educativo, mostrando alcune prospettive di ricerca sviluppate dagli antropologi culturali; mostra come la scuola, al pari di qualsiasi altro setting educativo, non assume una rilevanza antropologica solo in quanto luogo di incontro e confronto tra persone di culture diverse, ma che essa è, già di per sé, espressione di una propria particolare cultura, che influenza in maniera profonda il modo in cui si delineano i processi di insegnamento e apprendimento, così come la forma che assumono le relazioni al suo interno.
25127P., Plon, 1929, in 8° broché, 252 pages ; non coupé ; couverture illustrée (fanée).
1990139767Verlag Fred Jahn, München 1990. 504, (1) Seiten. Mit sehr zahlreichen meist ganzseitigen Abbildungen. Geprägter Original-Leinwand-Einband im Kart.-Schuber. Gutes Exemplar. 27x21 cm
Århus, 1899-1901. Orig. bogtrykte omslag. Lidt brunplettede og skjoldede. 447,VII 642 pp.
Silkeborg 1897. Orig. bogtrykt omslag, lidt løs og skjoldet. 612 pp.
189940691Århus, 1899-1901. Orig. bogtrykte omslag. Lidt brunplettede og skjoldede. 447,VII642 pp.
189740692Silkeborg 1897. Orig. bogtrykt omslag, lidt løs og skjoldet. 612 pp.
pp. 140, cm 20x13, bross.
br. Distinguere il confine tra magia, scienza e religione nella storia intellettuale dell'Occidente appare molto difficile, se non impossibile. Perché gli sviluppi dell'una sono spesso stati annunciati dall'altra, e perché lo stesso apparire della razionalità si deve a una particolare evoluzione dei saperi magici e religiosi. Stanley Tambiah esamina magia, scienza e religione alla luce di un'analisi storica, attraversando la religione ebraica, il pensiero scientifico dei greci, la filosofia del Rinascimento, la riforma protestante e la rivoluzione scientifica europea a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. L'analisi che ne scaturisce è un'inedita discussione attorno alla razionalità, il relativismo e la transitività delle culture che, ancora oggi, costituisce uno dei punti nodali dell'antropologia e della filosofia.
London, Heinemann, 1912. Utrimmed in orig. full cloth. Mounted illustration to front board. Frontispiece in colour. XIV,500 pp., 77 plates after photographs, folded map coloured in outline, textillustrations. A few leaves roughly opened, not affecting text. A very nice and clean copy.
London, Macmillan and Co., 1923. Orig. full cloth. Gilt lettering. Pictorial illustration in gold on front board. XVI,356 pp, 32 plates after photographs. Clean and fine.
in-8°, 499 pp., 56 illustrations in texte et 2 cartes, 16 planches photographiques en hors-texte, relie cartonnage ed., jaquette illustree. Bon etat. [TX-2][DV-2+]
191259617London, Heinemann, 1912. Utrimmed in orig. full cloth. Mounted illustration to front board. Frontispiece in colour. XIV,500 pp., 77 plates after photographs, folded map coloured in outline, textillustrations. A few leaves roughly opened, not affecting text. A very nice and clean copy.
192359627London, Macmillan and Co., 1923. Orig. full cloth. Gilt lettering. Pictorial illustration in gold on front board. XVI,356 pp, 32 plates after photographs. Clean and fine.
c5874Mexico, 1990 ; in-4°, broché, couverture rempliée illustrée en couleurs ; 160pp; d'illustrations photographiques en couleurs légendées.
pp. liv, 211 + Two maps, one folding. Numerous red underlinnings. Text in English and Latin. Lacks first fly leaf. 170mm. Original full cloth binding, soiled. Reprint of the 1914 edition. Pitt Press Series. CLASSICS BX 1
1985026570Schirmer /Mosel, München 1985. Unverletzter S.U Leinen Sehr gut
19527441952 - broché - Les Documents d'Art, dirigés par André Jardot - Collection "Escales du Monde", introduite par André Siegfried, N° 3 - 1952 - In-8 (23,5 x 18 cm) broché, couverture rempliée - 112 pages - Très nombreuses photographies (héliogravures et héliochromes) en couleurs et en noir et blanc - Tome II de la série - Exemplaire tiré sur papier hélio blanc satiné des Papeteries Johannot. Couverture sur "Pur Fil" des Papeteries Johannot
46847Paris François Maspero 1966 in 8 (21,5x14) 1 volume broché, couverture illustrée à rabats, 180 pages [1], avec 82 figures dans le texte (dessins d'Abel Mendoza), et des illustrations photographiques hors texte en noir et blanc et en couleurs, dont 95 planches en couleurs, 81 dessins, et 72 photographies en noir et blanc. Collection ''Les textes à l'appui''. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )