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197355761973 éditions du centre national de la recherche scientifique 1973/1978 - 2 volumes in folio (format 50cmX33,5cm) non paginé
1971115255Couverture rigide. Reliure skivertex, 286 pages, 23 x 29 cm. Jaquette rhodoïd.
1958100151801Julliard 1958 in8. 1958. Broché. Ouvrage de Simone et Roger Waisbard publié en 1958 chez Julliard relatant leur exploration de la forêt amazonienne péruvienne et leurs rencontres avec les populations indigènes de la Selva
in-8°, 457 pages, ill. hors texte N&B, carte, notes, gloss., biblio, broche, couverture illustree pell. Tres bel ex. [CA29-7]
Paris, Les Éditions Genet, 1930 ["Bibliothèque d'Études Historiques"]. 4to.; 108 pp. Cubiertas originales salvadas en encuadernación moderna en media tela.
4to. 251,154 pp., 17 plates.
1967177614to. 251,154 pp., 17 plates.
brossura Il testo, rivolto agli studenti di Scienze sociali e Scienze umane, si propone di guidare all'acquisizione del punto di vista antropologico e del metodo dell'antropologia. A partire da una definizione dell'antropologia che la considera dedicata allo studio delle diversità e somiglianze della specie umana, si approfondisce lo statuto socioculturale delle diversità e la loro elaborazione ideologica nelle forme dell'etnocentrismo e del relativismo. Dopo aver ricostruito per punti salienti la storia della costruzione della mappa delle diversità umane, si propone un primo repertorio di diversità, sistematizzate e interpretate con gli strumenti dell'antropologia. L'esposizione, che non ambisce a essere esaustiva, punta sui maggiori nodi problematici della storia della ricerca antropologica e li approfondisce con riferimento a esempi "classici", ma anche a esempi tratti dal mondo contemporaneo, globalizzato e postmoderno. Il testo si conclude con una guida alla ricerca antropologica, con l'obiettivo di mettere definitivamente a fuoco e consolidare quel punto di vista e quel metodo caratteristici della disciplina. Ogni capitolo è corredato di un apparato di strumenti didattici, che facilitano l'apprendimento e stimolano un approccio critico alla materia. La nuova edizione si differenzia dalla precedente per l'inserimento di due capitoli: un capitolo sulle antropologie specialistiche e due capitoli che ripercorrono le tappe fondamentali dello sviluppo storico della disciplina.
br. Cosa è diventato per noi il lavoro? Abbiamo ancora dei progetti di vita? Cosa ci porta via il tempo che passa e come governiamo lo spazio in cui dobbiamo muoverci? L'amore può ancora tingere di rosa la nostra vita? Sociologi e antropologi hanno iniziato a chiedersi, già dagli anni dell'avvento della globalizzazione e del neoliberismo, che cosa stesse cambiando sul piano culturale nelle società contemporanee. Oggi che la crisi di sistema si è dispiegata in tutto il suo potenziale distruttivo, vale la pena di esplorare puntualmente come si sono modificate quelle conoscenze e quei valori che più di altri governano il nostro agire quotidiano. In questo lavoro ci si è proposti di indagare le fratture grandi e piccole intervenute nell'esperienza concreta delle persone. Studenti e precari, taxisti e cameriere, commercianti e professori, edicolanti e impiegati sperimentano nuovi comportamenti, vivono modifiche sostanziali di vecchie gerarchie e stratificazioni sociali, cercano nuovi saperi e nuovi valori. Talvolta a caro prezzo. Talvolta forse anche con qualche speranza di successo.
1967117552Editions cercle d’art 1967 In-4 cartonné 30 cm sur 24,5. 211 pages. Nombreuses photographies de très belles qualité. Dos insolé. Pas de jaquette. Bon état d’occasion.
Hardcover, cloth with dustjacket, 210 x 280mm., 323 p. with 210 color illustration. ISBN 9783803033383. Cultures contribute to the richness of this world through their uniqueness and variety - as do their material products. This is reflected in the ethnographic collections from Africa, the Americas, Southeast Asia, Oceania and East Asia at the Museum of World Cultures in Frankfurt am Main. Using exceptional photographs, 130 works are presented from a total of approximately 67,000 objects in the museum?s collection. Based on their own individual and subjective points of view, the authors have selected particularly unusual 'ethnographica,' everyday objects or ritual items from an abundance of mostly similar objects made by indigenous societies. The objects in this volume are not only elucidated in their ethnological contexts, but are simultaneously described and interpreted as works of art. In order to better understand these works of art, the authors question the environment in which a work was created and which ideas about color, form, symmetry, balance, etc., might have influenced their artists. The common goal is to present what it is about these works that are exceptional, elaborate, other, perfect or in fact imperfect, harmonious or disturbing. However, the significance of an object is not invariably determined by its original heritage and purpose. Ideas and thoughts associated with an object also alter with a change of viewers and owners. Consequently, the effect of a work of art can only be comprehended within the analysis of aesthetic ideas and a prior knowledge by its respective viewers. Here, the various aesthetic concepts of indigenous and Western societies collide and ideally will lead to reactions that mediate between the differing perspectives.
38254Frank, Museum der Weltkulturen, 2010 Hardcover, cloth with dustjacket, 210 x 280mm., 323 p. with 210 color illustration. ISBN 9783803033383.
In-4° pp. 125 con 95 tav. f.t. e alcune foto n.t. Bross. edit. ill.
192634388ABBreslau, Ferdinand Hirt, 1926. Gross-8°. [2], 140 S., mit 2 Farbtafeln als Frontispiz, 102 Kartenskizzen und graphischen Darstellungen, 4 farbigen und 115 schwarzweißen Landschaftsbildern auf 48 Tafelseiten. Original-Broschur. 18. Auflage. Leicht gebräunt, ansonsten sauber.
18756045961Gotha, Justus Perthes 1875. 4°. VI, 50; 102 pp., 2 chromolithographische Karten teilweise in Folio oder Imperial-Folio [So komplett]. Neuere Interimsbroschur. Vom Schnitt her etwas angestaubt.
24,5x17 cm; 6 (185-190), (2 b.) pp. Brossura editoriale. Monografia dedicata ad alcuni resti archeologici ritrovai nella grotta detta F. Mattioli nell'appannino reggiano da un gruppo di speleologi. In ottimo stato di conservazione.
ill., br. A quali condizioni un oggetto inanimato può - nello spazio della memoria sociale - pensare, parlare o rispondere a uno sguardo? In apparenza, l'oggetto sembra agire come l'immagine speculare dell'essere umano che sostituisce. Proseguendo le ricerche sul rito e sulla memoria sociale avviate con "Il percorso e la voce", questo libro dimostra che, quando viene stabilito un legame di credenza, l'oggetto-persona agisce in realtà in modi molto più complessi. Sia esso un giocattolo, una statuetta rituale, un monumento funebre o un'opera d'arte, questo «essere animato dal pensiero» è più simile a un cristallo che a uno specchio. Carlo Severi considera, in primo luogo, la produzione di immagini come un «fatto di specie» inseparabile dall'esercizio del pensiero (e quindi universale) e, in secondo luogo, «il gioco dell'arte europeo» solo come uno dei tanti fra quelli che è possibile rischiare con l'immagine, non certo l'unico. Per sviluppare questa ipotesi, l'autore studia tre tipi di spazio: astratto, chimerico e governato dalle leggi della prospettiva. Nell'ambito della stessa cultura, e in ogni cultura, coesistono diversi livelli ontologici legati all'esercizio del pensiero attraverso l'immagine. L'antropologia della memoria così come viene costruita da Severi conduce verso un'antropologia generale delle forme di esercizio del pensiero.
Madrid, Publicaciones Españolas, 1959 (Temas Españoles). 4to. mayor; 29 pp. y 4 láminas. Cubiertas originales.
B., Alberto Martín, 1952, 22 x 15 cm., tela original, láminas en papel couché, 303 págs.
Barcelona, Alberto Martin, 1952, in-8, tela editoriale con sovraccoperta (con difetti al margine sup.), pp. 303, (1). Con 6 cartine e 79 illustrazioni in b.n. su 32 tavole. Collezione "El mundo y los hombres", 9.
br. Il libro affronta il tema delle forme simboliche in un'ottica che considera questa fondamentale capacità dell'uomo sia dal punto di vista della natura che della cultura. Si tratta, in particolare, di un vero e proprio viaggio dentro ed intorno al simbolo che si sviluppa a partire dall'analisi di alcune delle più significative teorie, non solo moderne, per proseguire con le prime manifestazioni significanti di "arte preistorica". Viene quindi penetrato il complesso immaginario fatto di simboli, ma anche di miti, di riti, di culti, proprio della civiltà etrusca e di quella romana, segnatamente con riferimento alla forma città, la grande invenzione di quei popoli. Il viaggio prosegue con la lettura delle tante pagine simboliche di cui si compongono le cattedrali cristiane e si conclude con due eccezionali esemplificazioni: del concetto di allegoria, per illustrare la quale è proposto l'affresco del Buono e del Cattivo overno realizzato da Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo pubblico di Siena.
br. L'archetipo della Grande Madre, come sapeva bene C. G. Jung, attraversa l'intera storia dell'umanità, dalle remote epoche della Signora di Catal Höyük, la potente dea delle genti anatoliche, in quei luoghi dove nacque l'agricoltura, la più importante rivoluzione della nostra specie.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «La crisi e le trasformazioni del lavoro». La crisi del ceto medio è uno dei grandi temi della politica nei Paesi occidentali. A lungo negato – soprattutto in Italia – e oscurato dalla grande visibilità e drammaticità del fenomeno dell’immigrazione, trova le sue radici nelle trasformazioni del lavoro e delle imprese. È la tesi di fondo di questi scritti, diversa dalle interpretazioni correnti che tendono a spiegare tutto con il fenomeno della globalizzazione. Le trasformazioni del modo di lavorare e di organizzare la giornata lavorativa hanno prodotto un forte cambiamento antropologico, non privo di ricadute, anche economiche, sui soggetti che ne sono coinvolti. L’attenzione e l’analisi di Sergio Bologna si concentrano sul lavoro autonomo, sul lavoro precario ma soprattutto sul lavoro «di conoscenza», su quei lavoratori più preparati e intellettualmente formati che vedono peggiorate le loro condizioni di vita e messe al macero le loro intelligenze. Per l’autore è qui che si annida il disagio più forte. Eppure ci sono segnali di trasformazione: poco a poco questi lavoratori e una parte del ceto medio sembrano prendere coscienza e cominciano a organizzarsi in forme sindacali e di autotutela. Descrizione bibliografica Titolo: Ceti medi senza futuro? Scritti, appunti sul lavoro e altro. Autore: Sergio Bologna Editore: Roma: DeriveApprodi, 2017 Lunghezza: 288 pagine; 23 cm ISBN: 8889969377, 9788889969373 Collana: Volume 68 di I libri di DeriveApprodi Soggetti: Antropologia, Etnografia, Beni comuni, Economia, Lavoro, Post-Fordismo, Classi sociali, Classe media, Società, Sociologia, Globalizzazione, Capitalismo, Liberismo, Crisis de la clase media y posfordismo, Theodor Geiger, Toyotismo, FIAT, Borghesia, Microimpresa, Intellettuali, Distretti industriali, Sociografia, Aziende, PMI, Speier, Trasformazioni, Disoccupazione, Lavoratori autonomi, Professioni, Repubblica di Weimar, Robert Reich, Schumpeter, Impiegati, Ricerca, ISTAT, Italia, Europa, Fabbrica, Sindacati, Modelli, Ore, Anni Settanta, Germania, Giornata lavorativa, Mercato, Processi, Produzione, Prodotti, Diritti, Seconda generazione, Saggi, Attualità, New economy, Frammentazione, Piccole ditte individuali, partita IVA, Welfare, Lavoro immateriale, Conflitti sociali, Danilo Montaldi, Nuova sinistra, Politica, Comunismo, Lotte operaie, Movimenti politici, Democrazia, Operaismo, Springerin, Francia, Precariato, Tronti, Bela Bartok, Lumhi, Scienze Sociali, Anthropology, Ethnography, Common goods, Economy, Work, Social classes, Middle class, Society, Sociology, Globalization, Capitalism, Liberism, Toyota, Bourgeoisie, Micro-enterprise, Intellectuals, Industrial districts, Sociography, Companies, Transformations, Unemployment, Self-employed, Professions, Employees, Research, Italy, Europe, Factory, Trade Unions, Models, Hours, Seventies, Germany, Labor Day, Market, Processes, Production, Products, Rights, Second Generation, Essays, Current Affairs, Fragmentation, Small Individual Firms, VAT Number, Intangible labor, Social conflicts, New Left, Politics, Communism, Worker struggles, Political movements, Democracy, Workers, France, Unemployment, Social sciences Sergio Bologna (Trieste, 1937) ha insegnato in varie Università, in Italia e in Germania. Si è occupato di storia del movimento operaio, ha partecipato alla fondazione di riviste quali «Classe operaia» e «Primo Maggio». Espulso dall'Università, ha scelto di fare il consulente e in questa veste è stato coordinatore del settore merci del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (1998-2000), membro del Comitato scientifico per il Piano Nazionale della Logistica (2010-2012) ed esperto del CNEL sui problemi marittimo-portuali.