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Madrid, M. Aguilar, Editor, s.a. (1944). 4to.; XXIV pp., 302 pp. Transcripciones musicales entre el texto y una lámina retrato del autor dibujada por Herreros, impresa a dos tintas. Encuadernación original en media tela.
br. In questa intervista, pubblicata da "Le Monde" e riscritta dall'autore per la pubblicazione in volume, il grande antropologo di 96 anni racconta il suo rapporto con il Brasile, dove ha fatto le prime esperienze di etnologo, quelle che hanno ispirato "Tristi tropici". Riepiloga la vita di ricerca e di scoperta e osserva l'evoluzione di quel mondo, perché i "Tristi tropici" che Lévi-Strauss ci ha fatto conoscere, quel mondo in mutazione, a cavallo fra due epoche, due civiltà, fra una tradizione in procinto di essere abbandonata e la cosiddetta civiltà occidentale non ancora assimilata, oggi sono ancora più tristi, e noi ci troviamo forse in quella stessa situazione: fra una cultura smemorata e un nuovo mondo che non ha nulla di "valoroso".
Broch?. 16 pages. 23x31 cm. Couverture factice. Mouillures.
Milano, Il Saggiatore,1975. In 8°pp. 441n+6nn.+ 26 tavv.f.t.
C. Lévi-Strauss Tristi tropici. Milano, Il Saggiatore 1960 italian, 441 BTT161G Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 441 pagine circa Copertina come da foto
ill., br. "Ho cercato la mia strada molto a lungo. In etnologia sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l'ho avuta per ragioni inconfessabili: smania d'evasione, desiderio di viaggiare." Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono il senso di "Tristi Tropici", resoconto delle spedizioni compiute dall'autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a Sào Paulo per ricoprire la cattedra di sociologia all'università, il suo interesse per l'antropologia era ancora una passione non concretizzata. Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato lo spinsero a organizzare una serie di ricerche "sul campo". Entrò così in contatto con le tribù autoctone, potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. Di ritorno da quel lungo viaggio, Lévi-Strauss lasciò calare il silenzio su quell'esperienza: non una parola che ricordasse le difficoltà, i rischi che gli incontri con civiltà indigene gli avevano procurato. Quindici anni più tardi, decise di raccontare ciò che aveva visto e vissuto. E nel 1955 uscì questo saggio, che cambiò per sempre i destini dell'antropologia ma che è soprattutto un racconto vivo dove si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazione dell'avventura quotidiana del ricercatore.
in-8, 504 p., ill. h.t. n., index, cartonnage éd. + jaquette Jaquette lég. us. sin. très bel ex. [33/XN-2]
in-16, 504 pages, ill. in-.t. n., index, broche, couv. illustree. Bon etat [PP-1]
ill., br. Quello di cui Napoleon Chagnon era consapevole - il motivo che l'aveva spinto a partire - era che lo studio degli Yanomamo avrebbe rappresentato un'occasione unica, non solo per se stesso, ma per l'intera Antropologia. Puntando il dito contro gli antropologi culturali, da troppo tempo lontani dalla ricerca sul campo, Chagnon parte per il Sud America. Tra le ultime tribù indigene viventi, gli Yanomamö non avevano mai avuto alcun contatto sostanziale con la civiltà: stanziata in una sacca del bacino del Rio delle Amazzoni, la tribù era rimasta sconosciuta al mondo esterno fino agli anni cinquanta del Novecento. Una società il cui assetto avrebbe potuto fornire un'immagine dello stato di natura, della preistoria dell'uomo. Quello che Chagnon, però, non poteva affatto immaginare era la portata rivoluzionaria delle sue scoperte e la controversia - un dibattito che avrebbe intaccato le basi stesse dell'antropologia culturale - che ne sarebbe scaturita. Iniziata nel 1964 e proseguita per oltre trentacinque anni, la ricerca di Chagnon approda a una tesi tanto innovativa quanto scomoda: gli Yanomamo sono una "tribù pericolosa", appunto, una società votata alla violenza, la confutazione vivente del mito del buon selvaggio. Ferocemente criticato da altri studiosi, per tutta la sua carriera Chagnon insistette su un approccio scientifico della ricerca antropologica, sulla necessità di studi sul campo e sul passaggio obbligato dall'antropologia culturale e quella evolutiva.
1958207758Dacca Pakistan.: Asiatic Society of Pakistan. First Edition. 1958. Folding map two folding charts tables black and white photographic illustrations 109 pages errata 24.5 x 16.1 cms title wrappers spine shipped and edgewear but in very good clean condition. Scarce ethnographic study. In 1956 the author Pierre Bessaignet 1914-1989 under the auspices of UNESCO had created the sociology department at the University of Dhaka Bangladesh where he continued to teach for a few years. This publication is illustrated with 18 pages of black and white photographs chiefly of tribespeople and dwellings; charts relating to genealogy and village social structure and economic life; line drawings that provide floor plans of various dwellings and storage facilities; plus chapters relating to specific villages and families in these villages. There is a final chapter pointedly titled "The Future of the Tribesmen." Bibliography at rear of volume. . . Asiatic Society of Pakistan. unknown
193159670London, Kegan Paul etc., 1931 2 orig. full cloth. Gilt lettering to spines. 2 frontispieces. X,582VIII,633 pp., profusely illustrated on numerous plates, textillustrations, 1 folded map. Clean and fine.
London, Kegan Paul etc., 1931 2 orig. full cloth. Gilt lettering to spines. 2 frontispieces. X,582 VIII,633 pp., profusely illustrated on numerous plates, textillustrations, 1 folded map. Clean and fine.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVE BRUNITURA. MOLTO RARO, SE NON INTROVABILE. La sacralità e la vasta applicazione del numero tre colpirono subito l'attenzione dei sapienti antichi. «La triade è il numero del tutto, in quanto essa racchiude inizio, centro e fine», scrisse Aristotele. E come nell'antichità, così è rimasto sino ai nostri giorni. Ancora oggi vale il detto: tre è il numero perfetto; quel che un tempo era la fede a esigere è rimasto è rimasto legge anche per la superstizione. Di tre persone o cose sacre suole parlare ogni rito magico, tre volte si devono pronunciare gli scongiuri. È con un'irresistibile forza naturale che le forme dominate dal numero tre si fanno valere nel simbolismo magico e in quello quotidiano. Usener mostra, tuttavia, che delle innumerevoli applicazioni che la triade ha avuto, nessuna è tanto storicamente importante e feconda di conseguenze quanto la costituzione di gruppi tripartiti di concetti di divinità: le tri-unità divine, il Dio uno e trino della tradizione cristiana, ad esempio. Usener ci offre uno straordinario affresco storico della vasta diffusione e rilevanze di questa forma di intuizione religiosa, sino al punto da indicare come la triade divina sia il fulcro di quasi tutte le religioni. Hermann Usener (1834-1905), filologo classico e storico delle religioni, professore nelle università di Berna, Greifswald e Bonn, è stato una delle grandi figure della storia delle religioni dell'Ottocento. Tra le sue opere ricordiamo: Epicurea (1887, Bompiani 2002), Götternamen (1896, I nomi degli dèi, Morcelliana 2008), Dreiheit. Ein Versuch mythischer Zahlenlehre (1903, Triade. Saggio di numerologia mitologica, Guida 1993), e il volume sul vescovo S. Ticone uscito postumo nel 1907 (San Ticone, Morcelliana 2007). Descrizione bibliografica Titolo: Triade Saggio di Numerologia Mitologica Titolo originale: Dreiheit: ein versuch mythologischer zahlenlehre Autore: Hermann Karl Usener Traduzione di: Monica Ferrando Editore: Napoli: Guida Editori, Giugno 1993 Lunghezza: 214 pagine; 22 cm ISBN: 8878351881, 9788878351882 Collana: Volume 46 di Saggi Soggetti: Filosofia, Numerologia, Trialità, Magia, Etnografia, Studi culturali, Dogmatica, Religione, Teologia, Trinità, Mistero, Numeri, Alchimia, Liturgia cristiana, Ebraismo, Giudaismo, Numero Tre, Simbologia, Simbolismo, Significato, Dèi, Panteismo, Mitologia comparata, Miti, Mito, Divinità femminili, Dee, Dio, Poemi, Esiodo, Teogonia, Cultura greca, Culti orfici, Culto, Riti, Rituali, Destino, Karma, Induismo, Riferimento, Bibliografia, Libri Rari Vintage Fuori catalogo, Saggistica, Zeus, Agoraio, Corinto, Antichi Egizi, Tallaios, Brandt, Madre, Afraates, Apollo, Themis, Vernant, Cristianesimo, Antropologia, Culti Misterici, Dioniso, Kereny, Ellade, Semiti, Sciti, Impero romano, Formule, Matematica, Iran, Persia, Letterature slave, Ortodossia, Battesimo, Sacramenti, Croce, Grazie, Götternamen, Studi Germanici, Filologia, Schelling, Ovidio, Artemide, Apollo, Dioniso, Asclepio, Atena, Leggende, Ermes, Sole, Corpo, Demetra, Poseidone, Dèi, Divinazione, Arti divinatorie, Linguistica, Wilamowitz, Etimologia, Hermann Diels, Paul Natorp, Hans Lietzmann, Albrecht Dieterich, Richard Reitzenstein, Aby Warburg, Religionsgeschichtliche Untersuchungen, Antropologia, Psicologia sociale, Mondo antico, Antichità, Superstizione, Papiri, Demoni tricefali, Folgore, Tridente, Clava, Fiabe, Favole, Animali, Spettri, Aiace, Argos, Ecate, Occhi, Orthros, Cerbero, Chimera, Tifone, Scilla, Tritone, Persefone, Afrodite, Paracleto, Cariti arcaiche, Igeia, Pan, Era, Eracle, Ninfe, Tempo, Cronidi, Forma trinitaria triadica, Franz Boll, Edgar Wind, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Neoplatonismo, Mistica, Ernst Cassirer, Veggenza, Gerard de Nerval, Aristotele, Madre Terra, Celti, GRIMM, Philosophy, Numerology, Triality, Magic, Ethnography, Cultural Studies, Dogmatics, Religion, Theology, Trinity, Mystery, Numbers, Alchemy, Christian Liturgy, Judaism, Judaism, Number Three, Symbology, Symbolism, Meaning, Gods, Pantheism, Comparative Mythology, Myths, Female deities, Goddesses, Poems, Hesiod, Theogony, Greek culture, Orphic cults, Worship, Rites, Rituals, Destiny, Hinduism, Reference, Bibliography, Rare books out of print, Non-fiction, Corinth, Ancient Egyptians, Mother, Christianity, Anthropology, Mystery Cults, Dionysus, Hellas, Semites, Scythians, Roman empire, Formulas, Mathematics, Slavic literature, Orthodoxy, Baptism, Sacraments, Cross, Graces, Germanic studies, Philology, Ovid, Artemis, Dionysus, Asclepius, Athena, Legends, Hermes, Sun, Body, Demeter, Poseidon, Divination, Divinatory arts, Linguistics, Etymology, Anthropology, Social psychology, Ancient world, Antiquity, Superstition, Papyrus, Three-headed demons, Fairy tales, Animals, Specters, Ajax, Argos, Hecate, Eyes, Orthros, Cerberus, Typhon, Scylla, Persephone, Aphrodite, Paraclete, Archaic Charites, Igeia, Hera, Heracles, Nymphs, Time, Chronicles, Trinitarian triadic form, Neoplatonism, Mysticism, Clairvoyance, Aristotle, Mother Earth, Celts Indice Presentazione di Monica Ferrando Nota bibliografica Parte prima Introduzione Il numero tre nella religione e nella superstizione. L'impiego del tre nei cori. Liturgia cristiana. Tri-unità divine 1. Tri-unità della religione antica; nella Teogonia di Esiodo. I venti. Tri-unità tra gli Orfici 2. Raggruppamenti simili di tre dèi: di dèi maschili. Il mito dei tre fratelli. Raggruppamenti di divinità femminili nel mito e nel culto. Ninfe delle fonti e Muse. Repliche cristiane. Le Querquetulanae italiche. Divinità femminili del destino. Triadi del destino germaniche e celtiche 3. Triadi greche di dèi indipendenti: dèi che respingono il malanno. Dèi che donano la salute 4. Dèi protettori di città e mercato. Triade capitolina 5. Tre dèi del giuramento: valore del numero. Elenchi. Formule di giuramento successive 6. Le altre triadi presenti nel culto. Triadi ampliate. Nuove formazioni triadiche di epoca successiva 7. Triadi di dèi presso popolazioni non greche: Macedoni, Frigi, Traci, Italici, Romani, Celti e Germani, Indù, Iranici e Semiti, Egizi, Sciti 8. Coscienza dell'antichità e rappresentazioni della trinità 9. Trinità cristiana. L'avvio in Paolo. Il comandamento del battesimo. Triplice immersione nel fonte battesimale. Lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo come Madre. Il Paracleto. Involontaria sostituzione della triadicità dogmatica Addenda Parte seconda Osservazioni sulle triadi di dèi Raffigurazioni 1. Figure tricefale in Gallia. Ecate. Artemide. Persefone. Ermes. Il Cronos orfico. Dèmoni tricefali dei Papiri Magici 2. Dèmoni malvagi tricorpore e tricefali dei Indù. Degli Iranici. Dei Greci: Orthros e Cerbero. La Chimera. Tifone, Scilla e Tritone. Gerione 3. Tracce in Italia: il dio tricefalo dei Lucretii. Le tre anime di Erulo, spiegate con le rappresentazioni greca e serba. Presso gli Slavi: Triglav, altri. Fiabe e leggende dei popoli europei 4. Immagini della Trinità cristiana: i tre corpi indipendenti. Le tre teste in un unico corpo e i tre volti in un'unica testa. Applicazione al Diavolo; e al Tempo 5. Riduzione dei tre corpi o delle tre teste: i tre occhi di Zeus. Erkeios; Triopas; Oxylos, Argos, Ecate, Indù, Slavi, Neogreci. Le tre braccia dell'Aiace locrese. Le tre file di denti e di lingue dei dragoni. Spettri di animali con tre gambe, tre piedi. La folgore, il tridente e la clava a tre nodi Moltiplicazione o divisione? 6. Immagini doppie di una medesima divinità: Nemesi, Madre degli dèi, Pallade Atena, Afrodite, Apollo, Artemide, Demetra, Dioniso, Era, Eracle, Ermes, Igeia, Pan, Poseidone, Tyche, Zeus, Dèi egizi, Dèe indefinibili di monete dell'Asia Minore. Terrecotte. In Italia le Fortunae di Anzio, terrecotte. I monumenti rispondono alla domanda che sopra ci siamo posti 7. Immagini triplicate, altari, templi di un dio: Afrodite, Apollo, Artemide, Atena, Dioniso, Ilitia, Ecate, Er, Eracle, Zeus. Anche presso i Cartaginesi? Progressione dal due al tre 8. Cariti ed Ore, Ninfe, Balie divine, Le fanciulle, Iperboree, Protidi, Peliadi, Seµ?a? [dee venerande], ????a?, Sirene, Graie, Arpie, Giudici inferi, Anakes, ecc. I fratelli nemici. Anche dietro triadi culturali sta spesso una diade più antica, così Zeus e Atena, e nel giuramento. Dèi della palestra e dèi della salute 9. Due corpi anche per Ecate. Antica bipartizione del mese presso i Longobardi, i Romani e i Greci. Potente intromissione del numero tre 10. La quadripartizione penetra là dove è richiesta, ma acquista solo moderatamente un impiego tipico Parte terza Verso la soluzione 1. La validità del due è data dalla bilateralità dell'uomo e del mondo come a lui appare. Composizione di 2 mesi e di due anni. Caverne e fulmine. Uso poetico di una doppia terra, di un doppio mare; e così di un doppio dio del sole e di un doppio dio del mare. Il «raddoppiato» come concetto di divinità, costruito, in greco, dalla radice ?µf-. Parole doppie 2. Il numero tre è privo di un reale fondamento 3. Numerologia pitagorica. Formazione di numeri tipici, specialmente da concetti di tempo, che appare nel 7, nel 12, nel 360 e nel 300, nel periodo sacrale dell'alternanza di un anno di 10 mesi a Roma (confronto con Platea). I numeri 72 (70), 100 e 50. Coreuti delle tragedie e delle commedie. Impieghi d'altra natura di concetti di tempo 4. Il ruolo dei numeri più piccoli. Il 5 retrocede completamente. Il tre come molteplicità assoluta 5. Lemmi di etnografia. Esistono ancor oggi popolazioni che non sanno contare oltre il 2 o al di là del tre, e tali per cui il 3 è senz'altro anche la molteplicità. Il triale 6. Conclusione Parole e frasi comuni Afrodite altari antica Apollo Ares Argo Artemide Asclepio Atena ateniese Brit concetti coppia corpi costituito culto cultuali dèe Demetra destra diade Dilthey Dioniso doppia Ecate Echidna Eliasti Elios entrambe Epidauro Eracle Ermes Euripide fanciulle fiaba figli figure forma fratelli GERHARD Gerione giuramento Gòtternamen Greci GRIMM gruppi Igeia Imhoof-Blumer immagini insieme Kleine Schriften Kore immagine lingue luna Madre mesi mito mitologia monete Myth Ninfe nome numero Oineo originaria OVIDIO Padre Pausania Persefone popolare Poseidone raffigurazione rappresentazione religione Rhein ROSCHER sacro santuario coscienza religioni serpente sinistra Skopas Spirito Santo statue Teogonia terzo teste Trezene triadi triadicità tricefalo tricorporeità Trinità triplice trova Usener venerata Zeus
Valladolid, Universidad, 1959. 4to. mayor; 72 pp. Cubiertas originales.
Oristano, Municipio di Oristano (stampa: Cagliari, Tipografia Ditta Pietro Valdès), 1937, in-8, legatura coeva in mezza tela con punte, titolo in oro al dorso, conservata la coperta anteriore della brossura editoriale, pp. XIII, [3], 213, [3]. Con 5 tavole fuori testo. Cinque carte con strappo al margine bianco basso (senza perdite).
196529777AGraz, Akademische Druck- u. Verlagsanstalt (Adeva), 1964-1965. 3 volumes / 3 Bände. 8°. Original-cloth with dust jackets / Original-Leinen mit Original-Umschlägen. (Gutes Exemplar).
Madrid, Imprenta de Juan Cayetano García e Imprenta de Tomás Minuesa, 1891 ["Colección de Libros Raros y Curiosos que tratan de América"]. Dos volúmenes en 4to. menor; XIV-222 pp., 1 h. + 218 pp., 1 h. Cubiertas originales.
Madrid, Librería de la Viuda de Hernando y Compañía, 1896. 4to. alargado; 564 pp. Ejemplar con la rúbrica autógrafa del autor. Encuadernación original en tela estampada.
16x12. 63p. Col. Guides ethnologiques, N. 3. Fotogr. Ilstr.
ill. La possessione e la trance da possessione sono state considerate a lungo fenomeni di pertinenza prevalentemente religiosa, politica o, alternativamente, psicologica. Tuttavia solo un approccio che riconosca la natura irriducibilmente polisemica e plurale dei rituali di possessione, e quelle espressioni più ordinarie che non sono necessariamente correlate al tempo rituale, permette di comprendere il dinamismo storico che caratterizza i culti di possessione, il senso dei loro paradossi e delle loro tecniche, la loro capacità infine di interrogare le nostre stesse categorie di soggetto, di coscienza, di volontà.
13970In-8, broché, couverture illustrée, 460 p. Paris, Payot, 1935.
In-8, broché, couverture illustrée, 460 p. Première édition française (Willems, p. 177). Bibliographie. Très bon exemplaire.
brossura Nato dall'omonima tesi, "Tradurre la tradizione" torna in una versione completamente rivista e ampliata, corredata da una postfazione che ne situa i contenuti rispetto agli ultimi sviluppi della semiotica, dell'antropologia, degli studi culturali. La narrazione porta il lettore dentro una storia della coscienza il cui filo conduttore è su ballu, la danza rituale sarda, che mentre si offre come modello di un'intera cultura e luogo di formazione del senso della persona tramite il contatto corporeo, diviene lo strumento per rileggere sotto una nuova luce rivoluzioni, guerre, leader, istituzioni, media. Attraverso vertiginose prospettive incrociate - la politica attraverso il ballo, la tradizione attraverso la tv, il divenire della coscienza attraverso le crisi dei corpi - "Tradurre la tradizione" arriva al cuore di una storia di traduzioni che ha come motore il conflitto attorno all'esistenza della nazione sarda.
Paris, Les Éditions de France, 1932. 4to.; 264 pp. Primera edición. Cubiertas originales.