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L'uomo greco nel suo sviluppo storico. Un grandioso affresco che ha come protagonista l'uomo greco.
ill., br. Leo Frobenius dedicò parecchi anni, all'inizio del Novecento, a spedizioni antropologiche e archeologiche nei luoghi più vari dell'Africa, dal Fezzan al Capo, dal Sudan al deserto del Kalahari, e ne riportò risultati preziosi sotto specie di oggetti di culto e della vita quotidiana, nonché di prime riproduzioni di ignote pitture rupestri. E altrettanto prezioso fu il tesoro di storie che raccolse dalla bocca di numerosi narratori locali e poi pubblicò nei dodici volumi di "Atlantis", inesauribile miniera di miti, fiabe e leggende. Ma l'opera in cui tutte queste esperienze e scoperte si presentarono in una sorta di summa fu questa "Storia della civiltà africana", pubblicata nel 1933. Opera imponente, questa "Storia" è anzitutto il tentativo affascinante di delineare la morfologia di un continente, tentativo che rimane unico nel suo genere. Come anche è altamente peculiare il fondamento conoscitivo che qui si rivendica: l'esigenza di individuare la Ergriffenheit, la specifica "commozione" che sta alla base di ogni forma di cultura. Non meraviglia che fra i lettori più attenti e appassionati di questo libro vi siano stati Pavese, Canetti e Giorgio de Santillana. E così anche va ricordato che i primi sostenitori delle négritude, come Senghor, riconobbero nella "Storia" di Frobenius la più grandiosa rivendicazione, da parte di uno studioso occidentale, di quello che la civiltà africana, nelle sue variegate manifestazioni, è stata.
br. Il saggio analizza e descrive la complessa problematica collegata al viaggio dal punto di vista storico, antropologico, sociologico e psicologico, dando un'ampia panoramica sulle tipologie che si sono susseguite nel corso degli anni e sulle motivazioni che sono alla base della scelta della destinazione in grado di soddisfare tutte le aspettative oggetto della motivazione stessa. L'idea di questo studio nasce dalla riflessione che, partendo proprio da un'analisi tipologica del viaggio e degli atteggiamenti mentali che ne determinano la scelta, si possa meglio comprendere questo imponente e complesso fenomeno sociale chiamato "turismo". Attraverso un linguaggio comprensibile anche ai non specialisti, questo testo propone un approccio rigoroso e documentato all'antropologia del viaggio nelle diverse epoche storiche, con una prospettiva verso le forme più moderne del fenomeno turistico. Eccellente sia per chi voglia documentarsi su un fenomeno antico quanto l'umanità, sia per chi voglia intraprendere studi ulteriori nel campo delle scienze turistiche.
br. "Tra le popolazioni barbare e le civili non ci sono abissi ma trapassi: in questi trapassi è l'essenza del folklore, che diventa scienza quando si integra con l'etnologia". Prima che uno statuto disciplinare riuscisse a catturare l'"indole" del folklore, ed etnologi e folkloristi insigni come Giuseppe Cocchiara perimetrassero l'oggetto dei loro studi, dirimendone le combattute relazioni con mitologia, storia delle religioni, letteratura e filologia, dovettero trascorrere secoli di travaglio di pensiero e ricerche. Irriducibile all'esotico o al pittoresco di maniera, il grande alveo delle tradizioni popolari - fiabe, leggende, proverbi, canti, ma anche costumi, usi, credenze - cominciò a svelare il segreto del suo "continuo morire per un eterno rivivere", ossia della sua perenne rielaborazione, quando l'Europa acquisì consapevolezza storico-critica di se stessa nel confronto sconvolgente con il Nuovo Mondo appena scoperto. Da allora, l'identità culturale europea si cimentò con quanto "di più intimo" potesse racchiudere, ossia il "primitivo a casa propria". Cocchiara risale instancabilmente lungo le infinite diramazioni che da Montaigne arrivano a Tylor, da Vico a Frazer, dai romantici a Pitrè. Accorpa, distingue, illumina genealogie, e soprattutto mette in rapporto la riflessione sul folklore con le correnti filosofiche, scientifiche e letterarie che si sono susseguite.
Volumi 2, In-8°, legature in brossure con cofanetto editoriale, pp. 1411-(6).
4 volumi in 8, cm 19,5 x 26,5, pp. VII + (1 bianca) + 303 + (1 bianca) con 1 tavola genealogica finale incisa ripiegata, 1 carta incisa ripiegata con i laghi del Messico, 2 tavole incise con piante ed animali; 276 con 17 tavole incise (6 piu' volte ripiegate); 260 con 1 carta geografica del Messico piu' volte ripiegata, 1 tavola incisa con ritratto di Montezuma; 331 + (1). Piccola gora al margine inferiore delle ultime 4 carte del I volume. Mezza pergamena ottocentesca con titolo manoscritto al dorso. Fresco esemplare. Edizione originale di questa importante opera, completa dei 4 volumi pubblicati tra 1780 e 1781, scritta dal gesuita messicano Francesco Saverio Clavigero. Espulso dal Messico, a seguito della cacciata dei Gesuiti, si trasferi' in Italia, a Bologna, dove scrisse l'opera in cui sono utilizzati alcuni termini della lingua indigena nahuatl per descrivere piante, animali e minerali locali. Nel quarto volume compaiono, poi, il catalogo dei quadrupedi americani e delle spezie tolte da Buffon, con termini in lingua indigena; nel capitolo sulla lingua messicana, compare una tabella con i numeri in lingua araucana, quindi il Catalogo di alcuni autori europei e creoli che hanno scritto nelle lingue della nuova Spagna (messicano, otomita, tarasca, zapoteca, mitzeca, maya, totonaca, popoluca, taraumara, ecc...). L'opera costituisce una difesa della colonizzazione spagnola delle Americhe e della cristianizzazione - vista come civilizzazione - delle popolazioni indigene dal momento che i Gesuiti avevano svolto un ruolo di primo piano nel processo di conversione degli indios. "Accanto alla ricostruzione minuta della lingua, della cultura e dei costumi delle popolazioni indie, emerge con prepotenza la volonta' di ribaltare i luoghi comuni tipici della vulgata illuministica - primo fra tutti il mito del buon (o cattivo) selvaggio e la preferibilita' dello stato di natura - riguardo lo sfruttamento coloniale e la cristianizzazione forzata degli indigeni. Ne derivo' il precoce interesse del governo messicano verso questo specifico ramo della produzione intellettuale ed editoriale degli espulsi sviluppato da tanti ex gesuiti, anche europei. Vennero premiate con pensioni doppie le storie dei singoli regni o regioni americane" e gli espulsi vennero invitati esplicitamente a dedicarsi a questo genere letterario (N. Guasti, "L'esilio italiano dei gesuiti spagnoli. Identita', controllo sociale e pratiche culturali (1767-1798)", 2006, p. 408". Graesse II , 196. Brunet II , 91. Sabi, 13518. Palau II, 209. Backer, II, 1210, 6. John Carter Brown, 2629.
19561300ABEisenach und Kassel, Erich Röth-Verlag, 1956. 242 S. Original-Halbleinenband mit Schutzumschlag (dieser lichtrandig, an den Kanten teils abgegriffen u. bestossen). Schnitt leicht gebräunt, teils etwas braunfleckig, Kopfschnitt etwas stärker. (Das Gesicht der Völker. Der indonesische Kulturkreis. Malaiische Dichtung)
192979481Leipzig, F. A. Brockhaus, 1929. 159 S. Mit zahlr. Zeichn. im Text, s/w. Fototaf. u. 2 Ktn. (= Reisen und Abenteuer). (19 x 13,5 cm). OHLn.
br. Un tempo, sulla Terra, al calare delle tenebre non c'erano altre luci se non quelle della Luna e del cielo stellato; agli esseri umani, ovunque si trovassero, non rimaneva che alzare lo sguardo, contemplare il silenzio e iniziare a fantasticare. Ecco che un gruppo di stelle per i greci assumeva la forma di Orione, gigante cacciatore in grado di camminare sulle acque, mentre ai nativi americani appariva come un'enorme mano, strappata dal Popolo del Tuono a un capo indiano per punirne l'avarizia; dove gli aborigeni australiani vedevano una canoa in cui navigavano tre pescatori, alcuni popoli delle Antille scorgevano la sagoma di Epietembo, marito tradito a cui la moglie, prima di fuggire, mozzò una gamba. "Stelle" è il racconto delle leggende e dei miti che animano il nostro cielo notturno. Anthony Aveni ci trasporta attraverso gli emisferi e le epoche, alla scoperta delle storie che l'immaginazione dei popoli - egizi e babilonesi, greci e romani, maya e aztechi, navajo e inuit - ha creato sugli astri e sulle costellazioni. Scopriamo così la genesi dello zodiaco cinese, il ruolo fondamentale delle Pleiadi nella scansione del tempo agricolo e dei rituali di molte civiltà, o che le macchie scure della Via Lattea disegnano ¬ gure di animali indispensabili per la cultura andina. Creazione e morte, futuro e aldilà, eros e natura: dalla foresta pluviale amazzonica alla calotta ghiacciata dell'Artico, dalle scon¬finate praterie del Nord America alle grandi città precolombiane, "Stelle" ci mostra che la vasta cupola scura sotto la quale tutti abitiamo ha sempre fornito le risposte alle nostre domande più importanti. Che il cielo è la tela nera su cui ogni civiltà, compresa la nostra, ha dipinto la propria epopea.
1983A1543Wien/Köln/Gra7, Hermann Böhlaus Nachf., 1983. Hardcover, 4°, 134 S., mit zahlr Abbildungen im Text und auf farbigen Tafeln, »Es geht aber nicht nur um Felszeichnungen, sondern um das kulturbewahrende Überleben einer Restpopulation im feindlichen Pluralismus der Völker zwischen Schwarzen und Weißen, als gutes Beispiel. wie das Ursprüngliche erhalten werden kann.«
200458130ABInnsbruck, Tiroler Volkskundemuseum, 2004. 8° (22x22), 95 S., überwiegend illustriert mit ganzseitigen fotograf Aufnahmen, fotoill OKart (Brosch), kaum gelesen, sauber und wohlerhalten,
In 8, cm 16,5 x 24, pp. 8. Brossura editoriale con marmorizzature. Timbro di estinta biblioteca. Documento di particolare interesse che attesta il tentativo, quasi sicuramente nell'ambito dell'Archivio per lo studio delle tradizioni popolari ( rivista fondata nel 1882), di costituire un'associazione per lo studio di canti, melodie, leggende, fiabe, novelle, racconti, indovinelli, usi, costumi, cerimonie... testimonianza delle tradizioni popolari italiane. In realta' il tentativo non ebbe successo, tant'e' che la Societa' italiana per lo studio delle tradizioni popolari sara' fondata solo nel 1893
In 8, pp. 20, con ill. n. t. Br. ed. con dedica in cop. a Felice Barnabei. Estratto dal Bullettino di paletnologia italiana Anno XLI N. 7-12 - 1915.
br. È sempre più evidente che le serie televisive rispondono alle necessità di un pubblico più consapevole della complessità del mondo e più attento alle tematiche sociali. Elena Garbarino e Mara Surace evidenziano questo cambiamento di sensibilità e aggiungono le narrazioni seriali alla cassetta degli attrezzi dell'antropologia, sottolineando come i prodotti seriali possano innescare riflessioni antropologiche, anche quando non è il loro fine principale. In "Spoiler!" alcuni passaggi di serie TV come Orange Is the New Black, Pose, Il racconto dell'ancella, Lovecraft Country - La terra dei demoni, Sex Education e Vida aiutano così a far emergere temi urgenti della contemporaneità, quali la costruzione dell'identità, la rappresentazione della diversità, la crisi e lo spaesamento dell'individuo postmoderno, nonché la necessità di dare voce a chi non ha avuto il privilegio di raccontare e raccontarsi. Prefazione di Antonia Caruso.
br. È sempre più evidente che le serie televisive rispondono alle necessità di un pubblico più consapevole della complessità del mondo e più attento alle tematiche sociali. Elena Garbarino e Mara Surace evidenziano questo cambiamento di sensibilità e aggiungono le narrazioni seriali alla cassetta degli attrezzi dell'antropologia, sottolineando come i prodotti seriali possano innescare riflessioni antropologiche, anche quando non è il loro fine principale. In "Spoiler!" alcuni passaggi di serie TV come Orange Is the New Black, Pose, Il racconto dell'ancella, Lovecraft Country - La terra dei demoni, Sex Education e Vida aiutano così a far emergere temi urgenti della contemporaneità, quali la costruzione dell'identità, la rappresentazione della diversità, la crisi e lo spaesamento dell'individuo postmoderno, nonché la necessità di dare voce a chi non ha avuto il privilegio di raccontare e raccontarsi. Prefazione di Antonia Caruso.
1890PHO-2307London, R. H. Porter, 1890. In-8 (22x14cm), 368pp., demi basane, charnières fragiles, manque au dos, coiffes absentes, coins émoussés, 2 feuillets volants, brunissures, coutures lâches.
PARIS, Hachette. Collection "l'Aventure de la vie", 1965 - In-8In-8 Carré - Cartonnage éditeur illustré en couleurs - illustré de planches couleurs hors texte et noir et blanc dans le texte - 111pages - Bon exemplaire Role et importance de l'or dans les civilisations orientales, islamiques, amérindiennes et occidentales, les plus belles pièces des trésors de tous les temps
13809PARIS, Hachette. Collection "l'Aventure de la vie", 1965 - In-8In-8 Carré - Cartonnage éditeur illustré en couleurs - illustré de planches couleurs hors texte et noir et blanc dans le texte - 111pages - Bon exemplaire
1990AL329291990 Paris, Atlas, 1990 : in-4°, cartonnage éditeur avec jaquette 367 pp., très nombreuses photos couleurs in-texte. Très bon état, petite déchirure sans manque à la jaquette !
1463Editions Plume, Paris, 1998. In-4, cartonnage éditeur, jaquette illustrée, 400 pages. Texte sur 2 colonnes, 745 illustrations photo en noir et en couleurs. Une carte en couleurs in-fine. Lexique et bibliographie.
København, Munksgaard, 1947. Lex8vo. Nyere privat hldrbd., orig. foromslag medindbundet. 239 pp., tekstillustrationer.
brossura Questo libro offre una lettura sociologica dei flussi dei rifugiati verso il Libano e dell'impatto sociale degli aiuti umanitari su comunità locali e migranti. Il punto di partenza è il racconto etnografico di quattro donne reduci da violenze politiche e migrazione forzata: Souhà, Iman, 'Alia e Amal. Analizzando lo sfollamento interno nella periferia meridionale di Beirut, causato dalla guerra del luglio 2006 tra Libano e Israele, il libro si focalizza sui residenti locali e sui rifugiati palestinesi e iracheni per poi esaminare la gestione della crisi siriana nel Libano settentrionale, dove l'ospitalità locale viene istituzionalizzata dalle agenzie umanitarie. L'autrice identifica così gli "specchi scomodi", ovvero la continuità che lega indissolubilmente non solo quattro vite apparentemente scollegate l'una dall'altra e quindi quattro processi storici, ma anche le strategie quotidiane di sopravvivenza economica ed emotiva di diversi gruppi sociali.
1860101632BBSchaffhausen, Hurter, 1860. 8°. XII, 364 S. Hldr. d. Zt. mit goldgepr. Rückentitel u. Linienverg. [8 Warenabbildungen]