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br. La centralità moderna del soggetto ha sigillato la dignità di ogni singolo venire al mondo: umani si nasce. Tale conquista, però, non ha spostato di un millimetro la nostra resa all'insignificanza della destinazione di questo nascere: l'umano è un effetto senza causa adeguata - praticamente un miracolo - ma la sua morte azzera tutto. Insomma, si nasce per niente. Non abbiamo il coraggio di dirlo ai figli, ma ci siamo convinti, dati scientifici alla mano, che il passaggio della nascita non si ripeterà in nessun altro modo. Eppure, nemmeno l'astrofisica, oggi, lo giurerebbe in tribunale. I segnali più antichi dell'ominizzazione della vita della coscienza coincidono con la ritualizzazione della morte come passaggio: come se lo sapessimo da sempre. Il cristianesimo, poi, ha introdotto la generazione e la risurrezione nell'intimità dell'essere divino, aprendovi la destinazione per un'umanità imperfetta. Impensabile anche per la religione più alta: eppure la fede cristiana non si muove da lì. Credenti o non credenti, quanti siamo, abbiamo forse dilapidato l'eredità migliore della nostra storia?
br. Nei giorni in cui più imperversava la pandemia da coronavirus, una delle menti più lucide del cattolicesimo contemporaneo ha tenuto una sorta di diario teologico, le cui pagine folgoranti sono state come distillate dalla gravità del momento. Non una retorica scontata - e quindi irritante in un tempo inedito come questo - ma parole e pensieri originali, potenti e persuasivi. Interrogato da un evento estremo, che impone la domanda della morte a dispetto di ogni sua rimozione, Sequeri ci restituisce l'essenziale di Dio, degli umani e della loro indistruttibile relazione. Uno sguardo penetrante che tocca l'anima, come quello di medici e infermieri, che prendendosi cura del corpo dei malati hanno raggiunto il loro spirito e quello di noi tutti. «Uno sguardo umano cambia la vita - e persino la morte». Ci siamo abituati a sguardi distratti, superficiali se non astiosi, nella frenesia delle nostre vite. Ora però abbiamo forse imparato a riconoscere la profondità e la potenza di uno sguardo buono, quello che ospita in sé la nostra fragile condizione umana. È lo stesso sguardo di Dio che vuole bene alla sua creatura e sa commuoversi davanti alle sue ferite. Tutte le pagine di questo prezioso libretto ci parlano della tenacia e della affidabile compassione del Dio di Gesù, misteriosa radice di ogni fiducia e speranza, anche quelle più esili. Ne saremo all'altezza? Impareremo a nutrire ogni giorno sguardi buoni per chi ci sta accanto, per l'altro che incontriamo, per la comunità umana a cui apparteniamo?
brossura Si tratta della quarta ristampa di un felice volumetto di meditazioni, che lo stesso autore qualifica come una "piccola guida per il passaggio dalla superstizione del rito alla benedizione del sacramento". Le meditazioni sui sette sacramenti e più in generale sulla simbolica sacramentale cristiana conducono gradualmente il lettore al franco riconoscimento della modesta evidenza che normalmente assume il profilo specificatamente cristiano della celebrazione (senza stile e senza passione) e insieme accendono il cuore nella contemplazione dei "segni della grazia" che sono stati donati dal Signore ai suoi discepoli.
br. Le esperienze di premorte sono racconti di pazienti che hanno sfiorato i confini dell'aldilà e sono "ritornati alla vita" testimoniando l'accaduto. Tutte le vicende descritte appartengono a persone clinicamente decedute che raccontano di staccarsi dal proprio corpo abbandonandolo per entrare in un tunnel buio, dirigendosi verso una luce intensa che permette loro di raggiungere un luogo bellissimo, pieno d'amore e di gioia dove ritrovano i loro cari scomparsi. Le somiglianze e le coincidenze tra queste storie, di cui la medicina non è in grado di fornire una spiegazione, confermano che queste persone sopravvissute hanno viaggiato verso un'altra dimensione. Questo libro si propone di comprendere i fenomeni extrasensoriali, e successivamente il tema della Morte in tutte le sue sfaccettature in particolare nel paziente oncologico. Il nostro viaggio si concluderà affrontando il tema dell'anima. Un'analisi accurata degli elementi scientifici, psicologici e filosofici utili ad una riflessione critica sugli argomenti trattati grazie ai numerosi racconti, permetteranno al lettore di far luce sul misterioso fascino dell'esistenza e sulla questione della plausibilità dell'idea che esista qualcosa nell'aldilà per apprezzare ulteriormente l'importanza del grande dono che è la Vita.
brossura Nella Roma imperiale corrotta di Nerone fioriva il pensiero morale di Seneca, qui raccolto e sintetizzato in un'antologia.
In-8° (22x14 cm), tela editoriale rigida con titoli dorati al dorso e al piatto anteriore, acetato protettivo e cofanetto muto in cartoncino. Pp LVI, 452, (2). Collana 'Itinera erudita - 4'. Ottimo esemplare. Rigorosa traduzione di una scelta ragionata delle epistole senechiane con ampi apparati introduttivi. Testo originale latino in calce. Nitidamente stampato in carattere imprint dalla Stamperia Valdonega. Italiano, latino
Bari, Edizioni Paoline, 1962, in-16, cartone editoriale, pp. 102, (8).
Al conte Giuseppe Brebbia, Consigliere di Governo Imp. Regio Delegato nella Provincia di Brescia - Agli Amatori della Lingua italiana - Volgarizzamenti Classici,da qualunque lingua stati fatti da' classici italiani 2 21,5x13,5 cm., in brossura, pagg. 464; 492 non refilate, ampi margini, su carta forte, ritratto di Seneca inciso da Becceni, in antiporta primo volume, frullone della Crusca in frontespizio, in italiano, manca il piatto posteriore al secondo volume, piccole lacerazioni ai dorsi, ma buon esemplare. Etichetta e timbro di Biblioteca privata regolarmente pervenuto.
xl + 324pp., 22cm., in the series "Cambridge texts in the history of political thought", softcover, VG, [English translation], ISBN 0-521-34818-8, F70810
piccoli danni e piccolo adesivo su piatto anteriore di copertina
Le epistole morali di Seneca in due volumi, in latino. Condizioni delle pagine perfette. Brossura. La libreria si fa carico delle spese di spedizione aggiuntive dovute al peso in eccesso. Brossura
In-12° (15x8cm), piena pelle coeva testa di moro con titoli e fregi dorati al dorso. Pp 510, (6), emblema dello stampatore al frontespizio, testate, capolèttere e finali silografici. Lievemente rifilato in testa. Più che buon esemplare. Non comune edizione italiana a cura del letterato e diplomatico bolognese Alberto Caprara dal 1667 professore di filosofia morale a Bologna e fratello del teologo e cardinale bolognese Alessandro Caprara di questo fortunato trattato di filosofia morale di metà Seicento frutto delle riflessioni del predicatore Jean François Senault (1599-1672) in cui si tenta un sintesi di varie scuole fiosofiche e correnti religiose circa le nozioni di passione e di amore. Italiano
MEx. Titel Die Welt teilen : sechs Lektionen über Gerechtigkeit / Amartya Sen ; aus dem Englischen übersetzt von Jens Hagestedt, Sabine Reinhardus und Heike Schlatterer Person(en) Sen, Amartya (Verfasser) Hagestedt, Jens (Übersetzer) Reinhardus, Sabine (Übersetzer) Schlatterer, Heike (Übersetzer) Organisation(en) Verlag C.H. Beck (Verlag) Werk(e) The country of first boys and other essays Ausgabe Originalausgabe Verlag München : C.H. Beck Zeitliche Einordnung Erscheinungsdatum: [2020] Umfang/Format 127 Seiten ; 21 cm ISBN/Einband/Preis 978-3-406-76255-0 Broschur : circa EUR 12.00 (DE) 3-406-76255-7 EAN 9783406762550 Sprache(n) Deutsch (ger), Originalsprache(n): Englisch (eng) Beziehungen C.H. Beck Paperback ; 6419 Schlagwörter Indien ; Soziale Gerechtigkeit ; Soziale Ungleichheit ; Soziale Schließung ; Unterernährung ; Schulbildung ; Pressefreiheit ; Armut ; Gewalt DDC-Notation 305.50954 [DDC23ger] Sachgruppe(n) 300 Sozialwissenschaften, Soziologie, Anthropologie ; 360 Soziale Probleme, Sozialdienste, Versicherungen ; 340 Recht
br. Questo breve libro è una "miniera" per gli economisti, i filosofi e gli studiosi di scienze politiche interessati ai rapporti tra l'economia contemporanea e la filosofia morale. Scrivendo in uno stile chiaro e stimolante, il professor Amartya Sen presenta qualcosa di più di una limpida sintesi della letteratura importante in campo etico ed economico. Amartya K. Sen è Premio Nobel 1998 per l'economia.
br. Una adeguata concezione della libertà dovrebbe essere sia positiva che negativa: 'libertà di' ma anche 'libertà da'. La piena libertà dell'individuo non può che raggiungersi attraverso un impegno collettivo, sociale. In uno stile limpido e cristallino, il prezioso volume di uno studioso la cui autorità intellettuale e morale difficilmente può essere messa in dubbio. Amartya Sen, Premio Nobel 1998 per l'Economia, è un maestro del pensiero contemporaneo. Rettore del Trinity College di Cambridge, è Lamont University Professor di Economia e Filosofia morale ad Harvard.
br. Un tempo il dono della vita era considerato una grazia e lo si viveva affidandosi alla natura, alla Provvidenza e alla saggezza dei medici. Oggi le cose sono molto cambiate: ci sono diagnosi pre-natali che portano all'eventuale decisione di interrompere la gravidanza, farmaci che prevengono malattie che interferiscono con lo sviluppo del bambino, possibili interventi sul feto, condizionamenti genetici sul bambino che si decide di accogliere e naturalmente il grande tema dell'aborto e delle sue implicazioni. La mamma (e il papà, insieme a lei, nel migliore dei casi...) rischia a volte di essere confusa e di non sapere quali siano le scelte migliori e adeguate alle proprie convinzioni etiche. In questo libro, l'autore mette in luce tutti i più recenti sviluppi scientifici e tecnici e offre indicazioni per orientarsi secondo l'etica cristiana e il rispetto per la vita nascente.
brossura Se la sofferenza non ha attraversato la tua vita, sicuramente questo libro non è per te! Se il dolore ha scavato lunghi solchi, forse questo libro non è per te! Se comunque decidi di leggerlo perdonami se qualche parola o evocazione ti potrà ferire: il rispetto infinito che si deve alla sofferenza esigerebbe solo silenzio e sospensione assoluti. "Carissimo Giobbe, quando viene a mancare l'oro della forza, l'argento della fiducia in se stessi, il bronzo delle piccole sicurezze, basta che rimanga viva l'invisibile fede nella vita come compito per apprenderne il mistero e l'arte di soffrire, senza impazzire di dolore o cedere alla funesta rassegnazione che sarebbe peggiore dello stesso morire. Il compito di ogni uomo e donna sulla terra è quello d'imparare a resistere alla grande tentazione di trasformare - per se stessi e per gli altri - l'intera esistenza in una fossa di macerazione nella rabbia e nel rammarico. Nessun dolore e nessuna sofferenza sono per se stesse un inferno, per quanto le pene e le angosce lo facciano talora sentire e pensare, ma il rammarico lo è e, come dice l'amico fedele e provato, il suo "verme non muore". Come è avvenuto per te, caro Giobbe, vorrei anche per me che un diluvio di grazia, dopo un diluvio di guai, riporti la terra del mio cuore ad un rinnovato, ma non identico splendore.
br. L'Anno della Misericordia che papa Francesco ha indetto in occasione del cinquantesimo anniversario della chiusura del Vaticano II è un'occasione non solo da non perdere, ma pure da accompagnare. Nella bolla di Indizione si fa riferimento alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione come un luogo interiore importante per crescere nella consapevolezza di quel perdono che viene da Dio e guarisce in noi le ferite del nostro peccato. In due volumi gemelli, fratel MichaelDavide aiuta il lettore a prendere coscienza della grazia di poter vivere e celebrare il perdono come luogo di umanizzazione del proprio rapporto con se stessi, con gli altri e con Dio. Un primo testo Vivere il perdono - aiuta a ritrovare il sacramento come luogo in cui la verità di se stessi e su stessi rende liberi fino a restituire la dignità di essere figli di Dio e fratelli tra di noi. Un secondo testo - Celebrare il perdono - si offre come piccola mappa per orientarsi nella foresta del proprio cuore e fare un percorso di nominazione dei propri peccati per ritrovarsi nell'abbraccio misericordioso del Padre, nella pace del corpo, della mente e dello spirito .
brossura «Quando mi accostai per la prima volta a Etty Hillesum, attraverso l'edizione parziale dei suoi testi, sentii il bisogno di riprendere a mia volta la lettura di Rilke. Leggendo il Libro delle Ore mi imbattei in un verso che suonava così: "Anche se non vogliamo, Dio matura-». Così fratel MichaelDavide introduce il lettore alla comprensione del progetto che sta alla base di questo libro, che offre un originale accompagnamento al tempo di Quaresima attraverso il confronto con la voce della Hillesum, testimone e martire di un tempo drammatico, che dai nostri giorni non sembra però troppo distante. «La grande sfida di Etty Hillesum fu quella di rimanere un "cuore pensante- in un tempo in cui, non pochi avrebbero voluto non pensare più e meno ancora sentire. Sì, perché pensare e sentire è doloroso. Anzi, in certi passaggi della storia può diventare molto doloroso». La necessità di riflettere, di masticare i giorni della nostra vita, è il filo rosso di queste pagine che nuovamente consegniamo al lettore in una versione rivista e aggiornata a partire dalle nuove edizioni sia dei testi di Etty sia del Messale romano.
br. L'autore ripercorre l'itinerario spirituale di Etty Hillesum, come omaggio, a settanta anni dalla sua morte nel campo di sterminio di Auschwitz. La giovane ebrea, inizialmente, lontana da Dio, lo scopre guardando in profondità dentro se stessa e con l'aiuto di un'assidua preghiera. Il libro di Fratel MichaelDavide si pone come modello per un percorso spirituale proponibile anche alle nuove generazioni con il pressante invito a cercare Dio nella propria vita, partendo dall'incontro vero e profondo con la propria realtà di persona umana.
ril. La questione del tempo, di come usarlo e non sprecarlo, in una società sempre più tecnologica in cui il lavoro verrà presto a mancare.
br. Il tempo di Pasqua rappresenta per i cristiani una sfida ancora più grande di quella della Quaresima: non è facile perseverare nella gioia! Più volte papa Francesco ha messo in guardia dal rischio di essere «cristiani musoni», con un'eterna faccia da quaresima, incapaci di gustare e testimoniare la gioia pasquale. Con questo "piccolo breviario" fratel MichaelDavid ti accompagna, giorno dopo giorno, dalla domenica di Pasqua fino a quella di Pentecoste, a scoprire, gustare e condividere la gioia cristiana. Come? Semplicemente con l'ascolto di un versetto della parola di Dio tratto dalla liturgia del giorno, con una brevissima meditazione e un'invocazione da far tua e ripetere nel corso della giornata.
br. Ci si siede a tavola per consumare il cibo necessario per vivere, ma anche per approfondire quei legami che aiutano a vivere al meglio delle proprie possibilità umane. A differenza degli altri esseri viventi, gli umani compiono infatti il gesto del mangiare e del bere in un contesto di scambio. Pregare a tavola prima di mangiare, da soli o insieme, è uno dei modi possibili per fare la differenza tra un semplice gesto per la sopravvivenza e un gesto che accoglie la vita per condividerla e così dilatarne il senso. "Le preghiere contenute in queste pagine vogliono essere un aiuto a fare della tavola un luogo di vero passaggio, in cui possiamo, attraverso un di più di consapevolezza, imparare insieme a vivere ogni momento della vita - gioioso o faticoso - come una vera occasione di crescita e di trasformazione, di semplice umanizzazione". L'autore accompagna a pregare a tavola con preghiere sia di benedizione a inizio pasto sia di ringraziamento a fine pasto, ogni giorno del mese, per i tempi forti, per le feste liturgiche e in occasione dei vari momenti della vita famigliare e personale.
br. Ciò che fratel MichaelDavide propone è un intenso cammino spirituale da vivere, per diventare capaci di scrivere sinfonie di umanità. Con maestria, costruisce il percorso come fosse una parabola musicale. La sfida è chiara: lavorare su stessi per aprirsi al grido di umanità che si innalza da tanti fratelli e sorelle e dallo stesso Spirito e per divenire capaci di scelte quotidiane che siano pienamente umane. «Non basta», suggerisce l'autore, «essere nati nel genere umano per essere capaci di umanità. Umani si diventa, ma non lo saremo mai troppo». L'autore focalizza cinque ambiti specifici (i cinque righi del pentagramma: la coscienza, l'ascolto, la libertà, la gentilezza, il discernimento), perché questi saranno poi il fondamento sul potranno essere scritte-vissute, in modo personale e situato, le note di umanità, quegli atteggiamenti cioè da vivere (la fede, la speranza, la carità, la prudenza, la giustizia, la mite fortezza, la temperanza), con coraggio e umiltà.