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Teodori, Massimo Contro i clericali. Dal divorzio al testamento biologico. La grande sfida dei laici. , Longanesi 2009, Legatura: editoriale. Sovraccoperta: plastificata con alette informative con macchie di polvere sul dorso e sul piatto sup. Copertina come nuova. Pagine testo: lievemente ingiallite. Interno in ottime condizioni. Buono (Good) . <br> <br> Copertina rigida <br> 253<br> 9788830427099
br. La retorica animalista ha conquistato negli ultimi decenni attenzione e ascolto da parte dell'opinione pubblica, soprattutto in virtù di argomenti semplici e, a prima vista, convincenti. A far da traino i libri celebri di Tom Regan e Peter Singer, paladini dell'animalismo. Non è forse vero che soltanto la quantità di piacere e dolore prodotta più o meno direttamente dalle nostre azioni consente di distinguere il bene dal male? Non è un nostro dovere etico ridurre la quantità di sofferenze, e dunque di male, presente nel mondo? Ora, gli animali, esattamente come noi, provano sofferenze e piaceri, e dunque sono degni di tutela morale. Le argomentazioni elaborate dalla letteratura animalista non suonano però convincenti a tutti. Anche lettori ambientalisti, filosofi che condividono la scelta di una dieta vegetariana possono avvertire qualcosa di stonato o di incongruo in certe affermazioni. John B. Callicott, per esempio, una delle voci più rilevanti dell'etica ambientale americana, nel saggio qui pubblicato mette in discussione il primato degli individui condiviso dalle etiche di ispirazione liberale e dai movimenti animalisti, cercando di mostrare come soltanto il riconoscimento di una integrità della comunità biotica (per usare il lessico delle "etiche della terra") sugli interessi degli individui che la formano, potrà fondare una morale davvero rinnovata verso gli esseri umani e più in generale gli esseri viventi e la natura. Prefazione di Roberto Peverelli.
br. Un metodo suggestivo e capace ancora oggi di ispirare questa lotta quotidiana contro i pensieri malvagi è quello di far ricorso alla Scrittura: dalla sapienza biblica sgorgano le risorse per fronteggiare gli "otto pensieri" che turbano le nostre menti e le nostre vite. Il testo originale greco dell'Antirrhetikos (lett. "raccolta di confutazioni" al demonio) è andato perduto, ma ci è stato tramandato dall'antichissima versione siriaca di cui viene qui presentata la prima traduzione mondiale in una lingua moderna.
COME NUOVO
Biffi Giacomo Contro maestro Ciliegia. , Mondadori 1998, Libro usato in buone condizioni, Pagine ingiallite lievemente, Tagli regolari impolverati, Copertina flessibile cartonata con lievi segni d'uso Buono (Good) . <br> <br> paperback <br> 238<br> 8804442735
br. I rapporti confidenziali che Agostino Gemelli scrive contro padre Pio hanno lo scopo di allarmare gli alti vertici della Chiesa e indurli a reprimere un fenomeno inquietante che svela un cattolicesimo delle campagne, della provincia, per nulla uscito dalle sue forme medievali più oscurantiste. Il suo giudizio "clinico" è nettissimo: padre Pio sarebbe "uno psicopatico ignorante che induce in automutilazione e si procura artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente". L'intervento di Gemelli ebbe una certa efficacia nel mettere ai margini dell'ufficialità padre Pio, in un periodo in cui la Chiesa promuoveva una nuova cultura cattolica "al passo coi tempi". Nell'epoca attuale, in cui il santo con le stigmate è divenuto una suggestionante immagine globalizzata, osannata ufficialmente, i documenti, pubblicati qui integralmente, disvelano una lotta spietata e spesso occultata all'interno di una Chiesa pronta a favorire con opportunismo il volto più vincente.
brossura Continuo ad invitarti a riflettere, meditare, per poi decidere di dare un forte impulso alla tua vita spirituale. Son sicuro che tu apprezzi questo mio impegno e fai tesoro dei miei suggerimenti. Buona lettura!
br. Questi due scritti di sant'Alfonso sono quanto mai attuali. Conversare con Dio è un'operetta di carattere spirituale, alla portata di tutti. Insegna a parlare familiarmente con Dio, partendo dagli interrogativi, dai problemi, dalle speranze e dalle gioie di ogni giorno. Nella sua semplicità, l'opera è un vero gioiello. Il gran mezzo della preghiera è un'opera più lunga e completa. La prima parte, prevalentemente ascetica, parla della necessità e del significato della preghiera, che dev'essere umile, fiduciosa e perseverante. Nella seconda parte, di carattere spiccatamente teologico, sant'Alfonso confuta le tesi del giansenismo sulla grazia e sulla predestinazione, e sostiene con forza il principio che Dio, volendo tutti salvi, dona a tutti la grazia di pregare, con la quale otteniamo la salvezza. Di questa seconda parte sono stati omessi i brani più difficili e meno attuali, in quanto legati al dibattito teologico del tempo.
Alger 1941, 4 fascicules In-12 brochés, 31 + 35 + 33 + 60 . Sur la nécessité des bonnes oeuvres. Sur la pauvreté. Sur l'amour de Dieu. Sur la maladie et la mort. Très bon état.
Leonardo Mondadori; Vittorio Messori Conversione: una storia personale. , Mondadori 2002, Buone condizioni. Copertina rigida,con sovraccoperta con segni d'uso. Tagli con bruniture. Pagine ingiallite. Buono (Good) . <br> <br> <br> 169<br> 880450482x
brossura L'autore non intende proporre una visione soggettiva della preghiera, ma l'autentica dottrina della Chiesa, attraverso un tessuto di testi ricavati dalla Bibbia e dai documenti ufficiali. Il titolo è suggerito dall'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse, dove si trova l'immagine delle "coppe d'oro colme di aromi" spiegata chiaramente: "essi sono le preghiere dei santi". Nel volume è presente in appendice un testo del card. C. M. Martini sulla preghiera di intercessione. Il cardinale si è dedicato ad essa specialmente durante gli anni del suo ritiro a Gerusalemme, mosso da una convinzione: "Credo che non si avrà vera riconciliazione tra gli uomini se non sarà accompagnata da questa preghiera di intercessione".
Divo Barsotti Cor ad cor. , La Locusta 1982, Libro usato in buone condizioni, Pagine ingiallite lievemente. Tagli regolari con barbe. Sguardia con firma a matita. Copertina flessibile cartonata Buono (Good) . <br> <br> <br> 59<br>
br. Il coraggio come virtù civile, di cui ancora è possibile trovare traccia nel nostro tempo. Di questo ci parla il libro: di uomini e donne capaci di assumere consapevolmente un rischio importante per opporsi a una situazione negativa per la collettività. Abitano il nostro presente, ma agiscono spesso in modo silenzioso e lontano dai clamori e dai riconoscimenti. Le loro storie ci possono insegnare qualcosa? L'autore risponde con un "sì" appassionato, ripercorrendo alcune vicende esemplari, che hanno segnato il mondo dell'imprenditoria, della politica e della giustizia.
br. Personale e soggettivo per sua natura, virtù virile che trova nel campo di battaglia la propria "scena originaria" il coraggio è il luogo in cui rifulge la libertà di chi sceglie di agire malgrado tutti i rischi che indurrebbero ad agire altrimenti o, semplicemente, a optare per quell'inerzia che, alleata della viltà, rappresenta uno degli opposti della fortezza. Figlio sia dell'audacia incontenibile di Achille sia di quella meditata di Odisseo, il "coraggio della verità", come lo chiamava Foucault, è anche l'essenza dell'impresa filosofica e del "dire-di-no" della critica, da Socrate a Bartleby, da Fichte a Marcuse: essere contro significa avere il coraggio dell'indocilità ragionata, della propria dissonanza rispetto all'esistente, ma anche della volontà di delineare diversamente la morfologia del reale in opposizione alle logiche conservative del potere e al comune pathos adattivo che accetta il mondo non perché sia buono o giusto in sé, ma perché, per inerzia, assume che non possa essere altro da quello che è.
brossura Come parlare del coraggio, se non a partire dall'esperienza nostra e di chi ci sta intorno? Esso non esiste, se non incarnato in una persona coraggiosa. L'invito "non temere", che attraversa tutta la Bibbia, è promessa che plasma l'esistenza dello stesso Gesù. In lui vediamo ciò che è vero per ognuno di noi: il coraggio ha la capacità di sintetizzare in sé fede, speranza e carità facendone una pratica, facendole divenire azione, vita.
ill., br. La Corona dei sette dolori di Maria ha avuto una vasta risonanza popolare e ormai da parecchi secoli è entrata a far parte del vissuto affettivo di tanti e tanti fedeli che hanno trovato in essa una compagna cordiale ed illuminata nel faticoso cammino della vita, spesso segnata dal mistero del dolore.
br. «La Chiesa ricorda i dolori di Maria, l'Addolorata. Da secoli questa venerazione è diffusa fra il popolo di Dio. La devozione ai dolori di Maria fu prima una devozione popolare e solo in seguito liturgica e contempla i sette momenti messi in rilievo dai Vangeli. La pietà cristiana ha raccolto i dolori della Madonna e parla dei "sette dolori". A me fa bene, in tarda serata, quando prego l'Angelus, pregare questi sette dolori come un ricordo della madre della Chiesa che, con tanto dolore, ha partorito tutti noi.» (Papa Francesco)
ill., br. Chi di noi non ha un familiare, un amico o un conoscente che ha lasciato questo mondo? Poiché li abbiamo tanto amati, perseveriamo nel nostro affetto e aiutiamoli con la preghiera a raggiungere presto il Paradiso. Con la recita della Corona di Cento Requiem possiamo essere intercessori per tutti i nostri defunti che soffrono nel Purgatorio e hanno bisogno della nostra orazione. Questa pia devozione era cara alla beata Anna Maria Taigi, sposa e madre esemplare, devotissima alle anime del Purgatorio. Ella nella sua pietà, infatti, amava recitare in loro suffragio cento Eterno riposo (o Requiem) e inoltre testimoniava di aver ottenuto da Dio molti favori celesti nelle circostanze più diverse e nei bisogni più gravi, spirituali e temporali, per intercessione delle anime del Purgatorio. Questo mostra che la preghiera dei vivi è utile ai defunti, ma anche che i suffragi dei defunti sono utili ai vivi! Sull'esempio della beata Anna Maria, anche noi possiamo praticare la devozione dei Cento Requiem per queste anime e chiedere la loro intercessione nelle nostre necessità.
ill. «Il Sangue di Cristo non è soltanto espiazione del peccato, non è solo giustizia riparatrice, ma è anche, e ancor più, manifestazione di un Amore infinito e misericordioso. Non cessate mai, cari fratelli e sorelle, di approfondire questo Mistero di giustizia e di amore: diffondetelo nel mondo intero» (San Giovanni Paolo II). Nelle parole di san Giovanni Paolo II c'è l'essenza del significato della redenzione del Figlio di Dio, che nel suo sacrificio manifesta l'amore che si dona e che perdona. In un libretto agile ed economico troviamo un approfondimento della spiritualità del Sangue di Cristo e la possibilità di vivere, in ogni momento dell'anno, la devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù con la Coroncina e la Novena.
ill. Il titolo del libro è di per sé molto esaustivo e non ha bisogno di spiegazioni. Ecco allora una testimonianza che farà comprendere l'importanza di questo libricino: Una signora di Bolzano da lunghi anni offriva il Sangue di Gesù per i sacerdoti defunti. Dovette tralasciare questa pia pratica quando fu sopraffatta dalle faccende e dagli impegni per accudire il marito malato. Un pomeriggio, mentre era assopita in un sonno leggero, vide la stanza affollarsi d'innumerevoli sacerdoti e le sembrò che quel luogo non fosse più capace di contenerli tutti. Erano di ogni età e di ogni nazione e rimanevano in angosciosa attesa. Ella, stupita, volle chiedere che cosa aspettassero, quando a un tratto vide venire verso di sé un sacerdote giovanissimo che le disse: «Aspettiamo le Trentatré offerte del Sangue di Gesù per sollevarci dalle nostre pene». Comprese, allora, la grande efficacia di questa devozione che aveva trascurato e che da allora non tralasciò più.
ill. 'Corpi e libertà. Trasformazioni antropologiche del presente' si apre con l'epistola LVIII di Baruch Spinoza. Il significato del concetto spinoziano di libertà come processo attivo viene ampiamente analizzato attraverso saggi di diversi autori.