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brossura Spiegare cos'è l'eucaristia non dal punto di vista teorico, bensì per ciò che avviene "dalla parte dei fedeli". Provare a cogliere in profondità qual è il senso di ciò che celebriamo e come può condurci a vivere una vita eucaristica. Ecco ciò che si propone l'autrice, offrendoci una meditazione, ben radicata nella realtà, intorno al mistero che sta al cuore della vita del cristiano. Perché è anche su di noi, sulle nostre vite, sui nostri corpi che Cristo pronuncia le parole: "Questo è il mio corpo, consegnato per voi". Mediante l'eucaristia noi diventiamo il corpo di Cristo consegnato per gli altri, sacrificio vivente gradito a Dio.
Dziwisz, Stanislao Una vita con Karol. Conversazione con Gian Franco Svidercoschi. , Rizzoli 2007, Copertina rigida con sovraccoperta plastificata con alette informative brunita; pagine integre Buono (Good) . <br> <br> Copertina rigida <br> 224<br> 9788817015660
Stanislaw Dziwisz Una vita con Karol. Conversazione con Gian Franco Svidercoschi. , Rizzoli 2007, Buone condizioni: copertina rigida, sovraccoperta leggermente sporca, tagli ingialliti, pagine ingiallite ma di buon Buono (Good) . <br> <br> <br> 224<br> 8817015660
brossura Il XX secolo è stato segnato nella vita della Chiesa da un profondo rinnovamento, che ha avuto il suo cuore e il momento propulsore più significativo nel Concilio Vaticano II e un segno tangibile dell'azione dello Spirito Santo nella nascita dei movimenti ecclesiali. Tra questi, il Movimento dei Focolari fin dalle origini si è caratterizzato come una "spiritualità di comunione", via ad una santità collettiva. Le pagine di questo libro ripercorrono nella loro spiccata dimensione comunitaria le linee guida fondamentali di tale spiritualità, soffermandosi in particolare sulle diverse espressioni dell'amore evangelico in cui si concretizza e si fa regola il carisma dell'unità.
br. Con il ritmo incalzante di una tragedia classica, Todorov ha ricostruito un episodio di guerra civile: una pagina trascurata dalla storiografia ufficiale e tuttavia simile a mille altre vicende, anche italiane. Estate del '44, pochi giorni prima dello sbarco in Normandia, in una cittadina della Francia centrale. Resistenti, popolazione civile, miliziani e tedeschi sono i personaggi del dramma. La liberazione sembra ormai vicina, e i partigiani decidono di anticiparla occupando Saint-Armand-Montrond. La reazione del governo di Vichy e dei tedeschi è immediata. Si innesca così il meccanismo della cattura di ostaggi, delle trattative inconcludenti e delle rappresaglie: un tragico braccio di ferro di cui fanno le spese soprattutto i civili, una lotta fratricida che avrà un esito catastrofico. Da tale successione di azioni e reazioni, narrata con verità documentaria, Todorov fa emergere una inquietante esemplarità. Nell'idealismo e nell'assolutismo dei fratelli nemici c'è un medesimo "stile", dettato da un'"etica della convinzione anziché da un'"etica della responsabilità", da una "morale del sacrificio" e non dalla "morale del rischio". Quest'ultima, semmai, è assunta da alcuni civili che si fanno mediatori tra le parti avverse, più preoccupati delle sofferenze e della sorte delle persone reali e concrete che non dei principi astratti. Alla fine, il senso profondo della messinscena allestita da Todorov non è quello dei fatti, ma quello delle posizioni etiche assunte dagli esseri umani.
traduzione di Lucia Corradini SAGGI BLU GARZANTI 1995 155 PP. PRIMA EDIZIONE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVI FIORITURE AI TAGLI, VOLUME PRESSOCHé PERFETTO Con il ritmo incalzante di una tragedia classica, Todorov ha ricostruito minuziosamente un episodio di guerra civile: una pagina trascurata dalla storiografia ufficiale e tuttavia simile a mille altre vicende, anche italiane. Il tempo è l'estate del '44, pochi giorni prima dello sbarco alleato in Normandia. Il luogo, una cittadina della Francia centrale. Resistenti, popolazione civile, miliziani e tedeschi sono i personaggi del dramma. La liberazione sembra ormai vicina, e i partigiani decidono di anticiparla occupando Saint-Armand-Montrond. La reazione del governo di Vichy e dei tedeschi è immediata. Si innesca così il meccanismo implacabile della cattura di ostaggi, delle trattative inconcludenti e delle rappresaglie: un tragico braccio di ferro di cui fanno le spese soprattutto i civili, una lotta fratricida che avrà un esito catastrofico. Da tale successione di azioni e reazioni, narrata con assoluta verità documentaria, Todorov fa emergere una inquietante esemplarità. Nell'idealismo e nell'assolutismo dei fratelli nemici c'è un medesimo «stile», dettato da un'«etica della convinzione anziché da un'«etica della responsabilità», da una «morale del sacrificio» e non dalla «morale del rischio». Quest'ultima, semmai, è assunta da alcuni civili che si fanno mediatori tra le parti avverse, più preoccupati delle sofferenze e della sorte delle persone reali e concrete che non dei principi astratti. Alla fine, il senso profondo della messinscena allestita da Todorov non è quello dei fatti, ma quello delle posizioni etiche assunte, nelle convulsioni della storia, dagli esseri umani: vittime e carnefici, testimoni e protagonisti, eroi e vigliacchi.
br. La tradizione filosofica occidentale identifica di norma l'ingiustizia con l'assenza di quelle proprietà ideali che definiscono una società come perfettamente giusta. Ma cosa impedisce di pensare all'ingiustizia in altri termini rispetto alla pura e semplice assenza di giustizia? Muovendo da questo interrogativo, il libro sviluppa un'originale prospettiva teorica per affrontare alcune delle questioni più urgenti che assillano le società contemporanee. Il baricentro dell'analisi si sposta infatti sulle asimmetrie di potere che offendono la dignità di milioni di esseri umani su scala globale. Sui mali comuni della crudeltà fisica, dell'umiliazione simbolica, del dominio culturale, economico e politico. È la negazione pratica di queste ingiustizie a definire l'idea di giustizia, rappresentando così la migliore premessa teorica per la costruzione conflittuale di una società più giusta. Prefazione di Pier Paolo Portinaro.
br. Ogni anno la Pasqua mi raggiunge tra l'Alleluia e lo Stabat Mater, il bacio al Crocifisso e il canto del Risorto. Ma mi incontra anche nelle voci e nei volti che Dio mi regala e che rendono ricca e preziosa la mia vita, unica e irripetibile la strada che mi riporta a casa. Questo libro presenta pensieri raccolti un anno dopo l'altro, provando a raccontare qualcosa della Pasqua di Gesù, un mistero così bello e così grande che ci si perde dentro, nel quale trovano spazio tutte le storie delle donne e degli uomini di ogni tempo.
Dionigi Areopagita Una strada a Dio. , Jaca Book 1989, Copertina cartonata, lievemente sporca e ingiallita. Tagli e pagine sporchi di polvere e ingialliti leggermente. Collana:"Gia e non ancora 174". Buono (Good) . <br> <br> paperback <br> 128<br> 8816301740
brossura In linea di continuità con la riflessione sviluppata nei due precedenti volumi, "Oltre le religioni" e "Il cosmo come rivelazione", gli autori di "Una spiritualità oltre il mito", tra i maggiori rappresentanti della nuova teologia di frontiera, si rivolgono a tutti coloro che vivono una tensione ormai insostenibile tra la fede tradizionale e l'appartenenza a una società radicalmente nuova, caratterizzata dalla crescita esponenziale delle conoscenze. L'attuale e profonda ricerca di spiritualità, secondo gli autori, trova una risposta più convincente nelle nuove scienze - cosmologia, meccanica quantistica, scienze della mente - che nelle religioni tradizionali; più nella grandiosa epopea del cosmo come «storia della materia che si risveglia» che nel racconto della salvezza proprio della tradizione cristiana. Ed è quanto viene sottolineato a più riprese nel libro, ponendo l'accento sulla riscoperta della «Realtà Cosmica Sacra Totale di cui siamo parte» (Vigil), sulla «necessità vitale di una spiritualità dalle radici profonde come gli impulsi insondabili che ispirano lo sviluppo evolutivo dell'universo» (Molineax), sul «passaggio dall'insistenza sul progetto umano all'attrazione verso il progetto della Terra» (Ress), sul «recupero del senso della sacralità della Terra e di tutti coloro che la abitano» (Fox). E se è proprio all'incompatibilità tra le due visioni che si deve il modo schizofrenico in cui tante persone, figlie allo stesso tempo della scienza e della fede, vivono la loro duplice appartenenza, è urgente trovare indicazioni precise per una rielaborazione del patrimonio simbolico religioso, così da riconciliarlo con un mondo che sta drasticamente cambiando, riunificando il cuore diviso dell'umanità. Prefazione di Francesco Comina.
br. Strano dirlo, ma un eremita non è mai solo. Padre Frédéric cercava un posto in disparte, ma non isolato, abbastanza spazioso per accogliere ospiti e che richiedesse tanto lavoro. «Trovai tutto questo a Sant'Ilarione, più altre due cose: un'antica storia di preghiera, interrotta solo nel 1952, quando un'alluvione costrinse l'ultimo monaco a lasciare il romitaggio, e il fiume, che mi ricorda le vacanze della mia giovinezza». Sì, perché l'eremita non è fuori dal mondo e ha chiarissimi tutti i fotogrammi di quanto accade: le guerre dimenticate, le violenze senza senso, il dolore fisico e morale di tante persone. Un eremita guarda il mondo da un punto di vista diverso: è unito a tutti, proprio perché separato. In questo diario si schiude un percorso interiore di faticoso discernimento sui passi del Vangelo; un cammino emblematico, che si inerpica sulle vette della spiritualità, pur restando saldamente poggiato a terra attraverso un'esistenza operosa e ospitale, piena e libera. Una lettura ricca di storie e di grandi incontri, di riflessioni profonde e illuminanti, di carezze per lo spirito; un libro che ha suoni, colori e profumi, perché realmente la solitudine totale può diventare accogliente e creatrice di bellezza. Prefazione di Giancarlo M. Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano.
br. «Nelle pagine seguenti presenterò una conversazione con un Anziano aghiorita. Non era mia intenzione farne una trascrizione. Ma un giorno, mentre mi apprestavo a leggere un'opera di san Massimo il Confessore, ho sentito una voce interiore che mi esortava a mettere per iscritto il colloquio avuto con il sapiente monaco - sapiente secondo Dio - della santa Montagna. E ho obbedito a quella voce, anteriormente, lo confesso, mai accarezzata. Ho iniziato a scrivere, così come il dialogo mi tornava alla mente. Ecco perché tutto ciò che segue è un lavoro di poche ore: ne chiedo scusa ai lettori...». Così inizia il libro. Che ci prende per mano e ci fa penetrare «nella nube della preghiera di Gesù» - il Sinai e il Tabor -, dove incontreremo Dio (la preghiera è il monte dell'incontro...). L'eremita dell'Athos, con la sapienza che ha succhiata dai Padri, verificata nella carne e nel sangue della propria esperienza, ci rivelerà - grazie al vivo ricordo dell'allora archimandrita e ora metropolita Hierotheos - le molteplici facce della preghiera "del cuore" o "intellettiva" o "di Gesù" o "monologica": «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me!». Ce ne svelerà il valore. Gli stadi. I modi. La lotta del diavolo per impedirla (e le contromosse dell'orante). Il sopraggiungere della grazia e il suo nascondersi, quando la si recita. I frutti saporosi e dolcissimi. Gli errori che si commettono nel praticarla e come affrontarli. La sua necessità per tutti: clero e laici. Il suo dilatarsi, sino a farsi intercessione per gli altri... Un vero trattato sulla preghiera, questo libro, nella forma particolare e semplice di una conversazione, di un dialogo. Una vera chiave di accesso ai tesori della Filocalia, questo libro (a quell'antologia patristica che ha, nella "preghiera del cuore", una delle perle più preziose). Un libro che ha conosciuto traduzioni in svariate lingue e, in Grecia, più di venti edizioni... «L'asceta santo ti parla dalla montagna della contemplazione e dal mare dell'eternità. Al di là dell'ordinario e dell'umano. Al di là di ciò che tu sei». Per farti diventare, un poco, ciò che lui è. Ti parla, perché ha esperienza di Dio. E vuole - attraverso la preghiera - battezzare anche te nella luce divina.
brossura Coloro che sono stati morsi dal peccato e nel cui corpo è scorso il suo veleno mortale guardino a colui che è morto per loro una volta e per sempre e che ora è vivo e donatore di vita. Sentiranno il brivido di una vita nuova scorrere nelle loro vene e vedranno rinnovati i loro pensieri, le loro emozioni, le loro speranze e le loro aspirazioni. Nel dialogo con Nicodemo, il Signore Gesù ha rivelato il mistero della nuova vita che egli ha donato a lui e a tutti coloro che credono in lui. Dobbiamo soltanto guardare con fede al Signore Gesù. Allora otterremo la vita eterna, allora gusteremo "una salvezza così grande" (Eb 2,3).
Gyatso Tenzin (Dalai Lama) Una rivoluzione per la pace. , Sperling and Kupfer 1999, Libro usato in buone condizioni, Pagine ingiallite lievemente, Tagli regolari impolverati, Copertina rigida. Sovraccoperta con alette informative, con bordi stanchi e segni d'uso Buono (Good) . <br> <br> perfect <br> 204<br> 8820029146
brossura
br. Padre Alberto è missionario in Cambogia, un paese a stragrande maggioranza buddista, ancora profondamente segnato dal genocidio perpetrato da Pol Pot. I cristiani sono una esigua minoranza; i candidati al sacerdozio e alla vita consacrata si contano sulle dita di una mano. Periodicamente scrive ai propri amici per comunicare ciò che si muove dentro di lui e dare voce a pensieri, idee, sentimenti che sopraggiungono di fronte alla Vita e a quello che man mano gli fa incontrare: persone, storie, letture, eventi. Tutto ciò che entra nell'orizzonte della sua giornata diventa invito a «scendere in profondità e provare a capire chi siamo e che ci facciamo qui». «Spesso, in moto, ne approfitto per pensare, un occhio alla strada e un occhio al Cielo. D'un tratto, in un preciso momento, ieri su quella strada e su quella moto, la mia verginità mi è apparsa come pienezza del desiderio e come suo compimento. Io sto a scuola con questa nostalgia del Suo tutto nel mio niente.» (Prefazione di Davide Rondoni)
brossura
br. Come l'autore esprime bene nell'Introduzione, l'idea di questo piccolo sussidio è nata da un'esigenza spirituale e da una difficoltà concreta. Per un credente, "l'ascolto della Parola diventa una necessità quotidiana come mangiare, bere e respirare. È la luce che mi fa vedere qualsiasi cosa nella giusta prospettiva? La parola di Dio fatta carne è Gesù Cristo che possiamo incontrare innanzitutto attraverso il Vangelo. La preghiera è il "lavoro" del cristiano il quale lascia calare la Parola nella sua vita come un seme affinché porti frutto".
br. Viviamo in delle società dove la moralità vigente stabilisce una barriera netta tra gli esseri umani e gli altri animali. Senso comune vuole che solo gli esseri umani debbano essere rispettati e, ogni volta che si parla di qualche questione etica o politica si pensa, infatti, che si parli soltanto di come agire nei confronti degli esseri umani. Ma se invece fosse necessario ripensare l'etica e la politica proprio a partire dai nostri obblighi nei confronti degli animali non umani? E se anche i nostri interessi, connessi all'ecologia, non c'entrassero nulla con questo ripensamento? Un saggio che guida il lettore verso una nuova e rivoluzionaria teoria: doveri positivi e negativi non esistono solo nei confronti degli esseri umani, ma di ogni animale su questa terra. Introduzione di Leonardo Caffo.
Volumetto brossurato tascabile, edizione a cura di Michela Pettorali, n. 248 di collana diretta da Pierre Dalla Vigna e Luca Taddio, introduzione di Leonardo Caffo. Copertina priva di imperfezioni e pulita, qualche becca da lettura nelle pagine immacolate. Anno di edizione non indicato. N. pag. 68. USATO
br. Una morale per la vita non è propriamente titolo di Guardini, ma non sembra affatto tradirne spirito ed intenzioni, perché, tratte dai suoi corsi sull'Etica, alcune pagine guardiniane (e qui riproposte da Domenico Bosco in ordine diverso rispetto all'originale) possono esserci di aiuto per ripensare, da un punto di vista etico, non poche questioni di bioetica; si tratta, in effetti, di pagine che, isolando le provocazioni della tecnica (Il regno dell'utile), prospettando il senso del riferimento etico alla persona (La persona), individuando ambiti specifici di applicazione (Il medico e l'arte di guarire), sembrano definire alcune coordinate dell'interrogazione attuale della bioetica in quel che essa ha di riflessivo.
br. Dorothy Day era una radicale americana, una donna destinata a essere citata nelle cronache degli Stati Uniti tra le voci in opposizione a una società che, nonostante tante chances, macina l'umanità della gente e riduce troppi uomini alla miseria materiale e civile. Oggi Dorothy fa parte della storia americana come una delle figure più capaci di costruzione che il suo Paese abbia avuto. Con la conversione al cattolicesimo, ha trasformato il suo sdegno per l'ingiustizia in una lunga e ininterrotta missione di sostegno ai diseredati. Con Peter Maurin ha fondato le «case di ospitalità», una ospitalità che consisteva nel permettere la ripresa di una vita più umana per chi era ai margini della società civi-le. Maurin e Dorothy diedero vita a un vero e proprio movimento e a un settimanale, divenuto celebre, che esce ancora oggi: il «Catholic Worker». L'annuncio cristiano di Dorothy si è svolto in situazioni dif-ficili, ma non per questo ritenute impossibili per riproporre l'invito di Cristo. Il movimento del Catholic Worker è costantemente intervenuto a sostenere i bisogni e i diritti della gente meno difesa: un'azione non violenta, ma decisa a ottenere tutto il possibile. Dorothy Day, pur immersa in una missione così coinvolgente, si è sempre mostrata capace di solidarietà con la sofferenza di altri popoli e Paesi. Introduzione di Robert Coles.
br. Trasportata d'urgenza all'ospedale di Strasburgo per un malore, Angèle Lieby inizia ad avere difficoltà a esprimersi, poi perde conoscenza. Viene posta in coma farmacologico allo scopo di intubarla. Dopo quattro giorni, non si sveglia. Ma Angèle è cosciente e soffre senza poter reagire. Per il personale medico, viene presto considerata morta. Ma ecco che accade un miracolo: una lacrima. Il 25 luglio, giorno dell'anniversario di matrimonio, sua figlia s'accorge che una lacrima le scende dagli occhi. Avverte il personale medico, che le risponde che è impossibile. Poi Angèle muove leggermente il mignolo. Inizia allora un lungo periodo di riabilitazione, che dura quasi un anno. Si tratta di un caso eccezionale per la scienza: la sua malattia è la sindrome di Bickerstaff. Può scatenarsi dopo una comunissima infezione, come ad es. una rinofaringite. Il caso, come già detto eccezionale per la scienza, è stato oggetto di presentazioni in diversi congressi di medicina.