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L'autore nato a Chioggia nel 1908 entrò nella Compagnia di Gesù nel 1928. Studioso di filosofia, Antropologia e Paleoantropologia.
brossura
EDITORI RIUNITI 1983 A CURA DI IGNAZIO AMBROGIO 303 PP. FONDO DI MAGAZZINO: INTONSO, PARI AL NUOVO.
br. Diversamente dalla "cartografia coloniale" con cui ancora si guarda a sud, le chiese di Africa, Asia e America Latina reclamano prima di tutto il diritto ad essere "chiese fonte" e non "chiese calco". Oltre al motivo demografico (due terzi dei cattolici vivono in queste comunità), esiste però un diritto epistemico: quello di pensare diverso. Le voci dei teologi e delle teologhe del sud chiedono di superare gli epistemicidi culturali e religiosi perpetrati dal pensiero e pratica coloniale. Per superare la prospettiva coloniale, però, serve non un pensiero post-moderno (che indaga la modernità a partire da essa), ma un pensiero e una pratica decoloniale (che indaga il potere moderno a partire dalle cosiddette "ferite coloniali" per poterle superare). Si tratta di porre fine alla triplice ingiustizia che il sud ha subito: oltre a quella sociale ed ecologica, anche quella cognitiva.
br. Opera di un anonimo Cavaliere teutonico di Francoforte, che riassume in forma più semplice l'alta lezione spirituale di Meister Eckhart, fu stampata e diffusa da Lutero con il titolo "Teologia tedesca", e come tale godette grande fortuna nei secoli XVI e XVII, fornendo alimento essenziale alla mistica, non solo germanica (basti pensare a San Giovanni della Croce). Definita "opera immortale" da Schopenhauer, che paragonò il suo autore a Platone e a Buddha, essa indica la via per giungere alla beatitudine in questa vita, sì che il mondo divenga per noi un paradiso. La via è il distacco, la rinuncia alla volontà propria, in modo che il nostro occhio divenga l'occhio stesso di Dio.
br. Il gesuita Ch. A. Bernard ha preparato per il pubblico italiano questo ampio trattato di Teologia spirituale, che in tempi successivi ha riveduto profondamente e anche ampliato. Quanto alla sua ampiezza e completezza, il lettore se ne renderà conto sfogliando le abbondanti pagine degli indici analitico e generale. Quanto alla sua novità, ci limitiamo a menzionare il ricorso costante alla Sacra Scrittura come fonte di tutto il pensiero cristiano e il molto spazio dedicato all'integrazione di nuove prospettive psicologiche e teologiche: temi quali l'affettività, la dualità uomo-donna, il simbolismo, l'influsso dell'ambiente, le manifestazioni dello Spirito Santo sono stati affrontati con serenità e apertura di mente, anche allo scopo di chiarificare i problemi della direzione spirituale. Ma le caratteristiche che forse colpiranno maggiormente sono l'insistenza sull'aspetto dinamico della vita spirituale e il metodo adottato: più che la semplice descrizione delle strutture portanti della vita cristiana (sempre necessaria e illuminante), il lettore è invitato a seguire un cammino teorico e allo stesso tempo vitale, che lo condurrà, attraverso un continuo arricchimento di nozioni, a desiderare di raggiungere lui pure la pienezza della vita nello Spirito.
Mm 140x210 Collana "Teologia e liberazione". Edizione italiana a cura di Giuseppina Pompei. Brossura editoriale di 318 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
GIUSEPPE MAUSBACH TEOLOGIA MORALE VOL. III La morale speciale. , EDIZIONI PAOLINE 1958, Volume in copertina rigida telata rivestita di sovracopertina editoriale cartonata lucida con alette informative a cui è stata aggiunta copertina plastificata trasparente sigillata con nastro adesivo trasparente. Dotato di scatola cartonata contenitiva integra. Interni lievemente ingialliti con minima accentuazione ai margini, non si notano segni o marcature, tagli regolari, rilegatura priva di imperfezioni. Edizione riveduta e rielaborata da Gustavo Ermecke Professore di teologia morale a Paderborn. Nella Collana Theologica. Molto buono (Very Good) . <br> <br> <br> 396<br>
MAUSBACH-ERMECKE TEOLOGIA MORALE VOL. II La morale speciale. , EDIZIONI PAOLINE 1959, Volume in copertina rigida telata rivestita di sovracopertina editoriale cartonata lucida con alette informative a cui è stata aggiunta copertina plastificata trasparente sigillata con nastro adesivo trasprente. Dotato di scatola cartonata contenitiva integra, lieve macchioli. Interni lievemente ingialliti con minima accentuazione ai margini, non si notano segni o marcature, tagli regolari, rilegatura priva di imperfezioni. Edizione riveduta e rielaborata da Gustavo Ermecke Professore di teologia morale a Paderborn. Nella Collana Theologica. Molto buono (Very Good) . <br> <br> <br> 423<br>
GIUSEPPE MAUSBACH TEOLOGIA MORALE VOL. I La morale generale. , EDIZIONI PAOLINE 1958, Volume in copertina rigida telata rivestita di sovracopertina editoriale cartonata lucida con alette informative a cui è stata aggiunta copertina plastificata trasparente sigillata con nastro adesivo trasparente. Dotato di scatola cartonata contenitiva integra. Risguardo ingiallito e con lievi schiariture. Interni lievemente ingialliti con minima accentuazione ai margini, non si notano segni o marcature, tagli regolari, rilegatura priva di imperfezioni. Edizione riveduta e rielaborata da Gustavo Ermecke Professore di teologia morale a Paderborn. Nella Collana Theologica. Molto buono (Very Good) . <br> <br> <br> 496<br>
brossura A quasi trent'anni dalla pubblicazione del Dizionario di teologia morale, il Gruppo Editoriale San Paolo ha deciso di realizzare un nuovo testo, completamente rinnovato. Il volume accoglie l'invito di papa Bergoglio al rinnovamento sapiente e coraggioso che è richiesto dalla trasformazione missionaria di una Chiesa in uscita. Un nuovo dizionario che si rifà ai criteri indicati dalla Veritatis gaudium di papa Francesco per la ricerca e lo studio della teologia. Un'opera enciclopedica che fornisce adeguate chiarificazioni e precisi orientamenti di fronte alle complesse e inquietanti questioni che assillano la coscienza dell'uomo di questo nostro tempo. Oltre 80 autori, 140 voci, 1272 pagine arricchiscono il dizionario una proposta di lettura sistematica e una mappa concettuale, una bibliografia essenziale e un dettagliato indice analitico.
Mm 120x195 Brossura editoriale di 400 pagine. Segni di lettura al dorso, peraltro opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
BERNARDO BARTMANN TEOLOGIA DOGMATICA VOL. III SACRAMENTI - ESCATOLOGIA. , EDIZIONI PAOLINE 1962, Volume in copertina rigida telata con alette informative rivestita di copertura plastificata. Piccole macchie al risguardo, pagine in caldo color avorio, non si notano segni o marcature. Tagli indorati, rilegatura integra. Dotato di cofanetto in cartone con piccole macchie di uso nella parte inferiore. Sesta edizione a cura di Natale Bussi. Buono (Good) . <br> <br> <br> 601<br>
BERNARDO BARTMANN TEOLOGIA DOGMATICA VOL. II LA REDENZIONE - LA GRAZIA - LA CHIESA. , EDIZIONI PAOLINE 1963, Volume in copertina rigida telata con alette informative rivestita di copertura plastificata. Annotazioni a penna al risguardo che mostra una piccola macchia nella parte inferiore, firma di appartenenza al frontespizio, pagine in caldo color avorio, si notano annotazioni e sottolineature a matita e penna. Tagli indorati, rilegatura integra. Dotato di cofanetto in cartone che mostra macchie di uso e risulta scollato nella parte inferiore. Sesta edizione a cura di Natale Bussi. Buono (Good) . <br> <br> <br> 667<br>
br. La cultura e il pensiero di Internet come insegnamento teologico: prospettiva esperienziale. Rispetto alle consolidate discipline strutturanti il ciclo di studi teologici, il digitale ha una storia molto recente, ma i suoi effetti incisivi sono visibili a tutti e ciascuno ne avverte effetti e difetti. Le conseguenze che derivano dalla pervasività del digitale nella persona non solo sono evidenti, ma richiedono di essere prese in carico non tanto come una problematica da risolvere, ma come una inedita teologia che si sta strutturando nell'abitare la Rete di Internet 7/24 e nelle relazioni che in essa maturano. La teologia è il luogo per abitare il digitale come possibilità necessaria per evitare che la stessa teologia finisca per parlare solo a se stessa. Una teologia digitale che accompagni le mutazioni e le sappia valorizzare.
VLADIMIR BOUBLIK TEOLOGIA DELLE RELIGIONI. , STUDIUM 1973, Volume in copertina morbida cartonata, piccola macchia chiara al fronte e al retro, normali segni di polvere. Accenno di scollamento al piatto interno, pagine bianche, alcune sottolineature a matita che non compromettono una lettura scorrevole. Tagli regolari, qualche piccolo segno scuro. Buon usato. Buono (Good) . <br> <br> <br> 342<br>
br. Queste pagine pongono le basi di una teologia cristiana della malattia, della sofferenza, ma anche della guarigione e della salute. Jean-Claude Larchet realizza una sintesi formidabile e senza precedenti, basandosi sugli insegnamenti originali e fondanti degli antichi Padri della Chiesa, letti sul fondo della sacra Scrittura. L'autore, filosofo e teologo francese, aspira a dischiudere o a richiamare quelle prospettive che possono aiutare l'uomo e la donna di oggi a comprendere in un'ottica spirituale la malattia e le diverse forme di sofferenza che vi sono collegate. Vuole altresì aiutare a comprendere il senso profondo delle terapie, dei modi di guarigione e della salute stessa, collocando tutto questo in una cornice più ampia di quella generalmente offerta dalla nostra civiltà, che è dominata dalla tecnica e da uno sguardo piattamente orizzontale sull'esistenza. «Ci auguriamo di aiutare i cristiani a situare nel quadro di una relazione con Dio quelle esperienze importanti che sono la malattia e la guarigione. Che cosa infatti rivelano della nostra condizione? Qual è la funzione positiva che esse possono svolgere nella prospettiva della nostra salvezza?».
Brossura datata, copertina segnata da sgualciture da manipolazione e pieghe da compressione, pigmento alterato dalla luce e da sporadiche ombre di umido, tracce da sfregamento al patinato, impronte di colla da nastro adesivo rimosso macchia le guardie, fogli avorio con tratti di biro, pulviscolo ruggine vela i tagli. N. pag. 207. USATO
br. «La bellezza è discesa dal cielo per salvarci» aveva scritto Platone. «La bellezza salverà il mondo» confermano Dostoevskij, Solov'ev ed Evdokimov. Tutti sono d'accordo, anche oggi, sull'importanza della bellezza. In questo libro, lo stesso Evdokimov intraprende un lungo viaggio attraverso le avventure dell'arte moderna, fino a scoprire che la radice dell'esistenza umana è abitata dal desiderio di trascendere ogni limite: ebbene, la bellezza e le sue rappresentazioni sono i fragili custodi di questo insopprimibile anelito. La domanda di fondo, però, rimane: chi libererà la bellezza da coloro che vogliono impadronirsene a scopo di potere, di ricchezza, di dominio sull'altro? Solo l'esperienza della bellezza nella sua forma assoluta - è la risposta del grande pensatore russo - ossia solo l'esperienza indicibile (e irrappresentabile) di Dio può restituire alla bellezza il suo splendore originario e l'anelito che da essa viene. Il detto e il non detto, il mostrato e l'inseguito, la forma e il simbolo aprono e apriranno sempre gli spazi per la ricerca della verità da parte dell'umano. L'icona della tradizione ortodossa, con la sua arte, si presenta come la perfetta realizzazione di questo tentativo di "liberazione della bellezza". Un testo classico per riscoprire lo splendore del vero e la bontà del bello.
br. L'appello all'ospitalità, reclamato dai grandi filosofi del Novecento, è diventato ancora più urgente oggi, nella società dei muri e delle passioni tristi. E se la fame va sempre verso il pane, resta vero che non si sopravvive se non si impara a essere ospiti. Lezione che ci viene dalla vita: si è ospitali perché a nostra volta ospitati. La convinzione di questo volume è che la pratica ospitale abbia bisogno di un pensiero e di un modo di credere ospitali. C'è un carattere sacro, in questa consuetudine antica, che interroga la teologia. Se, prima che un diritto, esistere è un debito che si estingue solo diventando persone ospitali, la teologia è chiamata a favorire la convivenza tra le persone superando anche la propria autocomprensione, quando questa sia di ostacolo al dialogo, aiutando ad abitare questo cambio d'epoca e imparando ad accogliere le ricchezze spirituali che sono per tutti. Fino a farsi contributo pubblico a servizio della crescita umana e spirituale dell'umanità. La teologia del dialogo a partire dall'ospitalità che esce da questa ricerca sa di essere inquieta ed è consapevole di essere incompleta. Sa anche, però, essere capace di immaginazione. Quella di chi accogliendo l'altro immagina di accogliere angeli: «Non dimenticate l'ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo» (Eb 13,2).
EDIZIONI PAOLINE 1972 122 PP. SEGNI DEL TEMPO, OTTIME CONDIZIONI.
Càndido Pozo Teologia dell'adilà. , edizioni Paoline 1986, Libro usato in buone condizioni. Pagine ingiallite lievemente, con annotazioni a margine a matita. Tagli regolari impolverati, Copertina flessibile cartonata con lievi segni d'uso Buono (Good) . <br> <br> <br> 569<br>
br. Questo lavoro non vuole rappresentare un elogio della morte, ma un inno alla vita. Lo dedico a tutti gli operatori sanitari che hanno sacrificato se stessi per contrastare il Coronavirus. Mi auguro che le letali conseguenze della recente pandemia siano capaci di suscitare nell'animo umano un rinnovato interesse per le meraviglie offerte dalla natura e una favorevole opportunità per interrogarsi sul destino ultimo della nostra esistenza.
brossura "Per elaborare una "teologia" che non abbia più al proprio centro soltanto l'uomo, ma, assieme a lui, l'animale, e ogni essere vivente, ci voleva un teologo come Paolo De Benedetti. Il cui pensiero si articola non intorno ad assiomi, evidenze, certezze. Ma intorno al "forse". Al dubbio. Alla logica dei "doppi pensieri". Solo chi, come lui, ha un senso così forte della precarietà dei giudizi umani e della imperscrutabilità di quelli divini, può arrivare a elaborare una teologia che metta continuamente in discussione se stessa: fino a spostare il centro della propria attenzione dalla creatura umana, che lo ha da sempre altezzosamente occupato, alle creature "minori", che sempre sono state ai margini." (Gabriella Caramore)
134pp., br.orig., R44422