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in 4°, 3 parti, ciascuna con un frontespizio con marca tipografica incisa su legno, pp. 140 (con una tav. nel testo); 227; 262 ;1cb (la parte terza è rilegata prima della parte seconda). Antiporta figurata finemente incisa su rame Legatura in piena pergamena molle coeva con titolo manoscritto al dorso. Fori di tarlo passante su alcune pagine al margine bianco, alcune gore di umidità. Opera complessa e singolare del dotto gesuita bolognese mario Bettini (1582-1657), noto soprattutto per le sue opere di matematica e prospettiva, ma anche astronomo (Giovanni Riccioli nel 1651 gli dedica un cratere lunare) e, come dimostra nel Lyceum, erudito in poesia classica, metrica, politica. Il libro porta un riferimento al Cristo alla Colonna di Federico Zuccari; tra gli altri titoli: In eutrapeliarum poeticarum libros leges metricae, Astraea panegyricus in annuo funere Ranutii Farnesii Parmae Placentiae Castri ducis, Synopsis in disceptationes de politica seu regia felicitate, Synopsis in coronam regiam, Fragmenta et promptuaria moralia, Cernulati sive de bono mali, Paradisus ecc. Fantuzzi II, 166.
In-4°, cc (68), frontespizio xilografico, mancano le ultime due carte bianche. Una carta restaurata. Legatura in pergamena coeva. Questo trattato è stato attribuito sia all’Equicola sia al Savonarola: è un trattato ascetico di tendenza controriformistica che però non ha alcuna connessione con la corte rinascimentale. In-4 °, cc (68), woodcut title page, the last two blank pages are missing. A restored leaf. Coeval vellum binding. This treatise has been attributed to both Equicola and Savonarola: it is an ascetic treatise with a Counter-Reformation tendency which, however, has no connection with the Renaissance court.
in-4°, 226x174 mm, leg. coeva in pergamena, con titolo manoscritto al dorso; pp. [20], 753, [3]; front. inciso; finalini e iniziali xil.; numerosissime illustrazioni calcografiche. Non sono presenti i dati dell’editore. Prima edizione italiana di questa raccolta di pensieri, precetti politici e sentenze destinati all'educazione di un Principe cristiano, ma utili anche per qualsiasi persona colta dell'epoca. L’Autore dell’opera, Diego Saavedra Fajardo (1584-1648), diplomatico e scrittore spagnolo, studioso di storia e di diritto, si attiene ai principi dell'etica cristiana, confutando in alcuni punti le idee di Machiavelli. Rif.: IT\ICCU\CAGE\015573. OCLC, 920142715. Cond.: Tracce d’uso alla legatura (leggera mancanza alla cuffia sup., presenza di alcune macchie, pergamena troppo tesa ai piatti, con leggera incurvatura al taglio esterno). Carte pulite, spesse e croccanti. Esemplare decisamente in condizioni generali molto buone.
Very Good Persian Original decorative dark brown full leather bdg. 44 p. Printed on a special paper with an early 18th century watermark. The Advice by Attâr includes 901 couplet in Persian. Attar Persian poet, Sufi, theoretician of mysticism, and hagiographer, born ca. 540/1145-46 at Nisapur, and died there in 618/1221. His name was Abû ?âmed Mo?ammad b. Abî Bakr Ebrâhîm or, according to Ebn al-Fowatî, b. Sa'd b. Yûsof. ?Attâr and Farîd-al-dîn were his pen-names. It seems that 'Attâr was not well known as a poet in his own lifetime, except at Nisâpûr. 'Awfî, who traveled widely, may have heard about him while staying there , or perhaps from Majd-al-dîn Bagdâdî if this Majd-al-dîn was their common Sufi mentor, though Awfî appears to have only known about Attâr's lyric poetry. Farid al-din 'Attar is one of the most famous spiritual poets of Persia. His works were the inspiration of Rumi and many other mystical poets. 'Attar, along with Sana'i were two of the greatest influences on Rumi in his Sufi views. Rumi has mentioned both of them with the highest esteem several times in his poetry. Rumi praises 'Attar as follows: "Attar roamed the seven cities of love... we are still just in one alley." 'Attar reached an age of well over 80 and died a violent death in the massacre which the Mongols inflicted on Nishapour in April 1221. The world depicted in 'Attar's works reflects the whole evolution of the Sufi movement. The starting point is the idea that the body-bound soul's awaited release and return to its source in the other world can be experienced during the present life in mystic union attainable through inward purification. In explaining his thoughts, 'Attar uses material not only from specifically Sufi sources but also from older ascetic legacies. Apart from his two famous epic masnavi poems 'The Conference of the Birds' and 'The Book of God' he composed a Divan full of powerful, enlightened ghazals and ruba'is. The Pand-nama is a small book of wise, moral advice in short poems in rhyming couplets that is practical and spiritual... (Encyclopedia Iranica & Pand-nama : (Book of Wisdom) Selections Introduction). [EARLY FIRST PERSIAN EDITION of the ADVICE by ATTAR PRINITED in the OTTOMAN EMPIRE] Pend-i Attar. Published by Fâkîr Seyhzâde Es-Seyyid Mehmed Es'ad. Only two printed copies of this edition in OCLC: 819123862.; Türkiye'de basilmis Farsça eserler çeviriler ve Iran'la ilgili yayinlar bibliyografyasi [= Bibliography of the Persian books, their translations and books on Iran published in Turkey] 721.; Mushar -.
In 8° piccolo (16,2x10,2 cm); (24), 919, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo ed autore chiosati da mano coeva al dorso. Dorso a tre nervi. Al piatto anteriore, sbiadito e solo in minima parte leggibile, una massimo chiosata da mano cinquecentesca. Un piccolo tarletto al margine esterno bianco delle prime 6 carte e due forellini di tarlo al margine interno bianco delle ultime 4 carte, tutti ininfluenti e lontano dal testo. Il frontespizio presenta, al piatto anteriore due antiche pecette di rinforzo ai margini interno ed esterno. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima, rara edizione, nessun esemplare censito in ICCU, dell’etica di Aristotele, nella versione stampata dai fratelli Frellon che presenta il commento del celebre umanista, politico e scrittore, fiorentino Donato Acciaiuoli o Acciaioli (Firenze, 1429 – Milano, 28 agosto 1478) che diverrà una delle versioni più celebri ed utilizzate nelle ristampe seguenti dell’etica aristotelica, particolarmente apprezzata per la sua accuratezza filologica. Acciaiuoli "Dopo aver brillantemente appreso la lingua greca, il latino e gli studi matematici quale allievo prediletto dell'Argiropulo, si dedicò alla traduzione di opere classiche dal greco al latino, come alcune delle Vite di Plutarco, e alla stesura di opere originali, soprattutto di carattere storico e filosofico, come i Commentari all'Etica di Aristotele, o le biografie di Carlo Magno, di Annibale, di Scipione l'Africano". Nello stesso anno, un’edizione del tutto identica, anche per i caratteri utilizzati, fu ristampata da Antoine Vincent che era in quegli anni, a tutti gli effetti, un collaboratore dei Frellon. Scrive Coline Silvestre nel suo “Les éditions d'Aristote à Lyon : des incunables aux Opera omnia de 1549” Universite de Lyon, 2013: "Par exemple l'Ethique de 1517 par Simon Vincent intègre le commentaire du maître scolastique Gilbert Crab avec la traduction d'Argyropoulos 111. En 1514, on trouve ces contributions-là au texte aristotélicien dans une édition d'Henri Estienne à Paris 112 mais le paratexte ainsi que les commentaires ne semblent pas être les mêmes notamment parce que Vincent a utilisé les tables de Gilles de Delft 113, mort en 1515. Dans la nouvelle disposition des composantes du texte résiderait l'innovation du libraire et la justification du privilège royal en tête de l'édition. Toujours pour l'Ethique, une édition de 1544 imprimée par les frères Frellon utilise le commentaire de Donato Acciaiuoli avec la traduction d'Argyropoulos 114, un schéma que l'on trouve pour la première fois semble-t-il, à Paris en 1541 chez Jean Loys et Jean de Roigny115. En revanche, le De Anima des frères Huguetan paru avec privilège en 1544116, commenté par Philopon et traduit par l'helléniste Gentien Hervet semble trouver son origine dans l'officine des deux frères qui en ont l'exclusivité. Nous reviendrons à ces éditions quelque peu à part dans le corpus quand il s'agira de leurs éditeurs et de leur présentation. [...] En 1544, les frères Frellon donnent leur première édition du philosophe. Ici encore, il s'agit de l'Éthique à Nicomaque. Bien que l'un des frères, Jean Frellon, édite les Opera omnia d'Aristote en 1549, et donc en d'autres termes, tout le corpus, nous considérons cette première édition comme isolée car elle n'est pas rattachée à une volonté d'éditer tous les traités, dont elle est par ailleurs séparée de cinq ans. Cette édition associe un commentaire de Donato Acciaiuoli à la traduction d'Argyropoulos. Les frères Frellon la partagent avec Antoine Vincent pour lequel ils l'impriment aussi en 1544. [...] La traduction est d'Argyropoulos, et Donato Acciaiuoli a élaboré le commentaire à partir de notes prises pendant les cours du premier à Florence. Là encore, le commentaire a un fondement scolaire. Après chaque chapitre, le commentaire mentionne entre crochets la portion de texte qu'il traite.". Prima edizione rara dell’etica aristotelica nel commento di Acciaiuoli e stampata dai fratelli Frellon. Rif. Bibl.: Baudrier V:194, Gültlingen VIII:13, USTC 157574; Lyon BM B 509 964.
In 24°, piena perg. settecentesca con nervi, tit. su tassello al dorso, cc 187. Marca sul front. "Fia pax in virtute tua". Stupendi capilettera xilografati. Copia rifilata al margine superiore. Copiose annotazioni coeve ai marg. bianchi. Copia molto bella.
In-4° (24), 546, (2), legatura in piena pelle con fregi in oro alle armi del cardinale Pignatelli su entrambi i piatti, dorso restaurato, tagli in oro, buona copia. Prima edizione, marca editoriale al frontespizio, capilettera, finalini e vignette xilografate. ‘L’opera si divide in dieci Discorsi, ne’ quali co’ principi dell’Ethica, o sia Filosofia Morale, s’insegna all’uomo la maniera di ben formare se stesso’ (Vezzosi, I scrittori de’ chierici regolari detti teatini, II, Roma 1780). Un capitolo è dedicato alla filosofa spagnola Olivia Sambuco, mentre un altro è dedicato alla filosofia di Cartesio. In-4 ° (24), 546, (2), full calf binding with gold friezes, coat of arms of Cardinal Pignatelli on both sides, restored back, gilt edges, good copy. First edition, printer's mark at title page, initial letters, tail ornaments and woodcut plates. 'The work is divided into ten Discourses, in which with the principles of Ethica, or Moral Philosophy, man is taught how to form himself well' (Vezzosi, The writers of regular clerics called Theatines , II, Rome 1780). One chapter is dedicated to the Spanish philosopher Olivia Sambuco, while another is dedicated to the philosophy of Descartes
In-16; cc. 28, un legno al frontespizio e un capolettera figurato. Dalle vite dei santi padri tantio esempi di virtù cristiane; tra i vari capitoli: del silenzio, dell’astinenza, della solitudine, dello sfuggire la vanagloria, l’ira, le tentazioni ecc. Legatura in cartonato colorato.
Ed a tutte quelle persone, che fanno contratti, o che esercitano qualche professione, e mestiere, o che legate sono con un qualsiasi contratto. Vercelli nelle Stampe di G. Panialis 1776. 2 volumi in 8° gr.; pp. (12) + LVI + 446 + (8) + (8) + 551 + (1), frontespizi a caratteri rossi e neri inquadrati da bella cornice e bella vignetta, con alcune testate, tre capilettera illustrati e finalini xilografati, testo su due colonne (lievi fioriture e bruniture e qualche tarletto al margine bianco, vecchio scritto di possesso ai front. e all’occhietto del 1° vol.), tagli rossi a spruzzo; leg. tutta pelle bazzana coeva a sei comparti con titt. e fregi in oro al dorso (piccola spellatura al piatto post. dei due voll., lievi tracce d’uso al dorso del 1° vol.). Il padre Anastasio Furno da Costigliole d’Asti, minore osservante della provincia di S. Tommaso apostolo, fu lettore di filosofia e teologia in vari monasteri del Piemonte ed uno dei principali artefici delle feste dell’ incoronazione; fu anche Ministro Provinciale dell’Ordine. Scrisse le Istruzioni morali dirette a’ mercanti - che qui presentiamo in 1ª edizione – interessante e curiosa opera, che fornisce utili suggerimenti ai commercianti e ai vari prestatori d’opera [filatori di seta, parrucchieri, panettieri, sarti, farmacisti, osti, tenutari di case da gioco, medici, notai, ecc. ecc.] affinché svolgano onestamente le loro attività. L’opera (da pag. 405 a pag. 543) contiene un utile «Sommario di quanto in ciascheduna «Istruzione» contiensi». L’Autore prevede inoltre le grandi e piccole «disonestà» che in ciascuna professione o mestiere si possono escogitare a scopo di lucro. L’opera fu ristampata a Torino nel 1788-1789 dal libraio Francesco Prato.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original illustrated wrappers. Folio. (33 x 24 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). 32 p., richly ills. First published in any form of this symbolist poem, is the manifest of the attempt to settle in New Zealand by falling into pessimism, written during Sultan Abdülhamid II's tyranny period between two Constitutionalist regimes in the Imperial Ottoman, by Servet-i Fünûn literary scene leading of Ottoman poet Tevfik Fikret and his friends like Mehmed Rauf, Hüseyin Kadri, Dr. Esad Pasa, Hüseyin Cahit, Süleyman Nesip, Ahmet Hikmet Müftüoglu. In the westernization period, there is an escape especially the Servet-i Fünuncus to New Zealand, Scotland, and Finland. This escape can be seen as both alienation and help-seeking. Historical point of view, sociological research and in-depth analysis personal sufferings of intellectuals who attempted to escape can provide true findings and information, which can light this period, about the dualism of these intellectuals and their attempts to escape. Tevfik Fikret is one of the pioneers who symbolize this escape. Fikret does not leave the homeland, but in much poetry, he attributes a mission of escape and rescue to places in his poem. Places, where this mission is the most intense, are streets, Asiyan, grave, mosque, Istanbul, the parliament, palace, garden, and village. The first utopian texts in Turkish literature were dreams written in an effort to save the declining Ottoman State. In the period of Servet-i Fünûn [i.e. The Wealth of Sciences], which was a time of crisis, some utopias such as the Yesil Yurt [i.e. Green Land]. Fikret decided to go to New Zealand (after Manisa city) with friends from his literary circle. After a while, he changed his mind and began to construct a special house for his family on the Bosphorus, which he called "Asiyan" (meaning close friends). Asiyan was finished in 1906. New Zealand carries all the characteristics of a utopian place in this poem by Tevfik Fikret. (Utopias from the Middle East 13).
Completa l'opera un IV volume, stessi autore, editore, formato e anno: B?lisaire+Fragmens de Philosophie Morale, pagg.X (2), 340 (3), 4 tavole con incisioni in rame. 3+1 16,5x9,5 cm., legatura in mezza pelle coeva, fregi e titoli su tasselli in oro, tagli rossi, pagg. XVJ (2), 345; 376, 312 (3); frontespizio figurato ripetuto nei tre volumi, in antiporta ritratto dell'A. disegnato da Cochin, frontespizio editoriale solo nel terzo volume, 23 bellissime tavole con figure di Gravelot incise in rame da L. Mire, Baquoy, Legrand, Le Veau, de Longeuil, Pasqieu, Rousseau, Voyez, testatine, finalini, in lingua francese, prima edizione illustrata, gore sparse, dorso del secondo volume in parte mancante, legature con segni di usura, ma buon esemplare, in francese.
Menocchio,Padova 1575-1655, faceva parte della Compagnia di Ges?. fu professore di Sacre Scritture e di Teologia morale a Milano 1 19x15 cm., legatura in piena pergamena, frontespizio in nero e rosso, in antiporta bella veduta a piena pagina di citt? fluviale (Augusta), pagg.(4), 514 (3), testatine, capilettera incisi su legno, in gotico, in lingua tedesca, alcune pagine brunite, annotazioni ai margini, chiuso da due fermagli in parte metallici. Piccolo strappo al dorso, mancano le carte: 33, 111, 267, 269, 277; le pagg. 377-384 sono collocate dopo pag. 392, pagine 325-326-327-328 non numerate, alcune macchie rosse alle pagine 325.326-327-328. Alcuni scarabocchi a matita in fine, ex libris manoscritto. Buone condizioni.
Good Armenian Full modern leather binding. An ex-library stamp on the colophon. Small 4to. (27 x 18 cm). In Armenian. 512, [8] p., engraved plates. Richly illustrated. Stains on pages and edges. Otherwise a good copy. Extremely rare first Armenian edition of Fenelon's "Telemaque". According to Abdolonyme Ubicini's account in his La Turquie actuelle (Paris 1855), Les Aventures de Télémaque was the most popular classic among Levantines in Istanbul in the first half of the 19th century, and it was translated into many languages besides Turkish and Arabic in the Ottoman Empire. The first printed version of a Greek translation dates from the 18th century, while an Armenian version by Ambroise Calfa was published in Paris in 1860. (The Ottoman Reception of Fénelon's Télémaque.; Meral, Arzu). The translator, Ambroise Calfa Nar Bey, Guy de Lusignan, (1831-1906), was a Franco-Armenian historian and linguist from the second half of the 19th century and the beginning of the 20th century. Ambroise Calfa is one of the three sons of Kévork (Georges) -Youssouf Calfa, an Armenian trader living in Constantinople, and Sophie Cantar (or Kantaroglou), daughter of an Armenian merchant or banker from the Ottoman capital. Member of several learned societies, including the Asian Society, Ambroise Calfa published several historical or linguistic works, including an Armenian Calligraphy (Paris, 1853), a work awarded at the Universal Exhibition of 1855, and, above all, an Armenian-French Dictionary ( Paris, Hachette, 1861) dedicated to Emperor Alexander II. (Wikipedia). Les Aventures de Télémaque, fils d'Ulysse (The adventures of Telemachus, son of Ulisses) with the original title is a didactic French novel by Fénelon, Archbishop of Cambrai, who in 1689 became tutor to the seven-year-old Duc de Bourgogne (grandson of Louis XIV and second in line to the throne). It was published anonymously in 1699 and reissued in 1717 by his family. The slender plot fills out a gap in Homer's Odyssey, recounting the educational travels of Telemachus, son of Ulysses, accompanied by his tutor, Mentor, who is revealed at the end of the story to be Minerva, goddess of wisdom, in disguise. OCLC 953068302 (One institutional copy in BnF). (Utopias from the Middle East 3).
In-4°; pp. (4), 111, (1), legatura in cartonato rigido con tassello al dorso.
Collana - Bibliografia - Introduzioni - Indici --- AUTORE E TITOLO DEI 12 VOLUMI ( opera completa in 2 cofanetti ): Primo cofanetto: 1. Johann W. Goethe, Il mio Dio Il mio cristo - 2. Roberto Ardig?, L'inconscio - 3. Alessandro Manzoni, La storia e l'invenzione - 4. Piero Martinetti, Ragione e fede - 5. Gaston Bachelard, Il mondo come capriccio e miniatura - 6. Giovanni Gentile, Genesi e struttura della societ? ---Secondo cofanetto: 7.Lev. N. Tolstoj, Che cos'? l'arte? - 8. Berkeley George, Siris - 9.Antonio Rosmini, Aristotele esposto ed esaminato - 10. Rudolf Otto, Il sacro - 11. Giovanni Papini, L'utopia della felicit? - 12. Fedor Dostoevskij, L'uomo ridicolo 12 24x16,5 cm., legatura in mezza pelle con fregi e titoli in oro al piatto e al dorso, piatti, sguardie e cofanetti con carte francesi tirate a mano (rilegature eseguite da Enrico Beretta), pagine in carta vergata corolla book di Fedrigoni, plaquette a colori al piatto con immagine poi eplosa al vivo in antiporta, edizione esclusiva limitata a cinquecento copie personalizzate con apposito ex libris, nostra copia n. CCXII, edizione di gran pregio, legatura stupenda, segnalibro, due cofanetti, per sei volumi cadauno, prima edizione, in italiano, nuovo. 1.Il mio Dio il mio Cristo, di J.W. Goethe, a cura di D. Goldoni, pagg. XLVIII+219(3) - 2.L'inconscio di R. Ardig?. a cura di Ines Testoni, pagg. LXIII+155(3) - 3.La storia e l'invenzione di A. Manzoni a cura di A. Tagliapietra, pagg. XLIV+203(3) - 4.Ragione e fede di P. Martinetti a cura di I. Sciuto, pagg. XLI+224(2) - 5.Il mondo come capriccio e miniatura di G. Bachelard, a cura di F. Conte, pagg. LII+225(2) - 6.Genesi e struttura della societ? di G. Gentile a cura di G. Brianese, pagg. XLIX+235(2) - 7.Che cosa ? l'arte? di L. N. Tolstoj a cura di T. Perlini pagg. LI+179(2) - 8.Siris di G. Berkeley a cura di I. Valent, traduzione e note di M. Cassisa pagg. LXIX+195(3) - 9.Aristotele esposto ed esaminato di A. Rosmini a cura di G. Goggi pagg. LXIV+247(2) - 10.Il sacro di R. Otto a cura di A. Tagliapietra traduzione di E. Buonaiuti pagg. LXIII+231(4) - 11.L'utopia della felicit? di G. Papini a cura di D. Spanio pagg. XLVII+236(3) - 12.L'uomo ridicolo di F. Dostoevskij a cura di G. Brianese pagg. LXXII+226(3).
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original 1/3 leather bdg. in a traditional Ottoman style. Foolscap 8vo. (18 x 12 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). 276 p. Third Edition. Very early edition of this first translation of Fenelon's "Telemaque"; made by Yusuf Kamil Pasha (1808-1876), under the influence of the leading French writers and thinkers like La Fontaine, Racine, Voltaire, Montesquieu, Rousseau; which introduced early Ottoman / Turkish literature to the utopian city called "Salante" for the first time. Özege 20335.; TBTK 10653.; This third edition cannot be found in OCLC. (Utopias from the Middle East 15).
2 voll. in 16, pp. XVI + 577 + (1b) + (3) + (1b); 560. Firma di possesso ai fr. di Giacomo Pes di Villamarina, vicere' del Regno di Sardegna nel 1816. Legatura in p. pl. coeva con nervi e fregi oro al d. Lieve danno al d. del I vol. Ed. orig. di questo dizionario dato alle stampe in forma anonima e pubblicata, sempre in forma anonima, da De Castres. Secondo Claudio Meldolesi, l'A. e' Michel Sticotti, della nota famiglia italiana di comici dell'arte, poiche' nell'ultima pagina del tomo I si trova una nota di devoluzione del privilegio 'a' M. Vincent en toute proprie'te'', firmata 'Kely Sticotti'. Michel Sticotti, figlio di Antonio, era noto infatti con il soprannome di 'Kely'. Altri studiosi - fra i quali Tonelli e Francois-Xavier Feller - attribuiscono invece l'opera ad Antoin Fabio Sticotti, fratello di Michel, cadendo forse nell'equivoco in cui caddero alcuni studiosi che, data la grande fama di Antoin 'Fabio' nella maschera di Pierrot, finirono per attribuire a lui anche le opere teatrali e i saggi del fratello Michel. Barbier, I, 3787. Tonelli, p. 31.
<p>5 volumi, 18 cm, rilegatura coeva "alla rustica", titolo ben manoscritto al dorso. 1: Tomus primus complectens logicam, & metaphysicam; p. (29), 516, 1 cb, 2 tavole ripiegate fuori teato. 2: Tomus secundus. Quo elementa geometriae, & physica generalis continentur; p. 455, 1 cb, 13 tavole ripiegate f.t. 3: Tomus tertius qui physicam specialem comprehendit; p. 502,1 cb, 15 tavole ripiegate. 4: Tomus quartus, continens ethicam, seu moralem disciplinam; p. 476, 1 cb. 5: Tomus quintus, Exercitationes scholasticae in varias partes philosophiae, praesertimque in Aristotelis metaphysicam; p. 364, 1cb. Per tutti i volumi, antica firma alla prima carta bianca, marca tipografica (araba fenice sul rogo che guarda il sole) al frontespizio. In parte intonsi. Rare e lievi bruniture per i primi 4 volumi. Al 5° volume, mancanza all'angolo inferiore delle prime 35 carte lontano dal testo. Testo in latino.</p>
In 4° grande (24x18,5 cm); XXVIII, (2), 435 (i.e. 425),(1, errata), (8, table des matieres) pp. e una bellissima tavola incisa di antiporta. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata con titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Carte uniformemente e leggermente brunite come tipico delle opere stampate all’epoca a Leida. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera si avvale della traduzione e delle note di Barbeyrac (1674-1744) che fu professore di storia e diritto civile a Losanna nel 1711 e di diritto pubblico a Groningen nel 1717. La sua fama si basa principalmente sulla prefazione e sulle note della sua traduzione del “De Jure Naturae et Gentium” di Pufendorf. Prima edizione con questo titolo ed edizione definitiva di questa traduzione del più importante scritto del celebre scrittore, filosofo e teologo inglese, Richard Cumberland (Londra, 15 luglio 1631 – Peterborough, 9 ottobre 1718) che è considerato l’autore fra i massimi oppositori alle teorie di Hobbes sulla natura dell'uomo, la natura della moralità e l'origine della società. L’autore che fu anche vescovo di Peterborough, pubblicò la sua prima opera, quella qui appunto presentata, nel 1672. Il lavoro divenne da subito uno dei testi basi dell’utilitarismo contrapposto all’egoismo etico di Hobbes. Richrd, attivo nel movimento latitudinario, del quale faceva parte anche Locke, fu molto vicino ai platonici di Cambridge. Nel 1670 divenne rettore dell’All Saints di Stamford. L’opera non è solo una critica alle teorie di Hobbes, ma assorbe e neutralizza molte delle sue intuizioni arrivando, però, a creare una nuova teoria politica ed etica, che è arrivò ad influenzare in seguito, in modo profondo, giuristi e filosofi che si cimentarono nello studio del diritto naturale e dell'etica, come ad esempio Locke, Pufendorf, Hutcheson e Shaftesbury, così come molta filosofia dell'Illuminismo francese. Il presente lavoro influenzò notevolmente la comprensione e l'accoglienza di Hobbes in Francia. Insieme alla "On the Law of War and Peace" di Grotius e "De jurae naturae" di Pufendorf è considerata il testo base della “Legge Naturale”. Pufendorf che elogiò moltissimo il lavoro di Cumberland citandolo più volte nel suo capolavoro, contribuì a rendere celebre la sua dottrina del bene comune come legge suprema della moralità, anticipando e influenzando la direzione che la filosofia etica avrebbe, poi, preso nel XVIII secolo. "His combination of a strong critique of innate ideas and assertion of the moral community with God was a contributing factor in the formation of the kind of empirically based natural providentialism, or natural religious teleology, which soon became the framework or natural law thinking and, indeed, for the mainstream of Enlightenment moral thought." (Haakonssen, Natural Law and Moral Philosophy", p. 51). Nel suo "De legis naturae" Cumberland confuta le di Hobbes sulla costituzione dell'uomo, la moralità, l'origine della società, ecc. e dimostra che lo stato della natura non è uno stato di guerra. Secondo Cumberland, il fine primario dell'uomo non è il vantaggio personale e il potere non è il fondamento della società. Propone una nuova dottrina della moralità che è ancora basata sul diritto naturale, ma che è accompagnata da una critica costante delle opinioni di Hobbes. Tali opinioni gli sembrano sovversive della religione, della moralità e della società civile. Vede la legge della natura come capace di sottolineare ciò che promuoverà il bene comune, e crede che la legge della natura possa essere dedotta osservando fenomeni fisici e mentali. Pertanto, Cumberland concorda con Hobbes nel tentativo di fornire un resoconto naturalistico della forza normativa dell'obbligo e nel tentativo di stabilire un dettato razionale ma si oppone a Hobbes, nel modo in cui questi possono essere derivati. Esemplare in bellissima legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet II: 442.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original cloth bdg. Foolscap 8vo. (18 x 12 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). [16], 318 p. Lithographed Edition. Early edition of this first translation of Fenelon's "Telemaque"; made by Yusuf Kamil Pasha (1808-1876), under the influence of the leading French writers and thinkers like La Fontaine, Racine, Voltaire, Montesquieu, Rousseau; which introduced early Ottoman / Turkish literature to the utopian city called "Salante" for the first time. Özege 20335.; This edition cannot be found in OCLC. (Utopias from the Middle East 2).
Very Good Turkish Original wrappers. 12mo. (16 x 12 cm). In Turkish. 16 p. First and only edition of this extremely rare pamphlet written by Turkish Islamist-Nationalist journalist Eygi, who criticizes the understanding of Islam in the 1960s, through the symbol of the first fictional utopian land and vision in Turkish literature called "Darürrahat" [i.e. The Door of Peace] in Ismail Gaspirinskiy (1851-1914)'s book "Darürrahat Müslümanlari" [i.e. The Muslims of Darrürrahat] published in 1887, in Kazan. Mehmed Sevket Eygi was a Turkish journalist, writer, columnist, and Holocaust denier. He had Islamist-nationalist views. After graduating from university in 1956, he worked as a translator at the Directorate of Religious Affairs for two years. Eygi began publishing the daily Bugün newspaper and its publishing house in 1966, where this book will also be published as the third book of the publishing house. While making this criticism, he used the first utopia text of Turkish literature called "Darürrahat Muslims" by Gaspirinskiy as a symbol. Ismail Gaspirinskiy (or Gaspirali) was an ideologist, author, journalist, publisher, educator, and major. Gaspirali's work called Muslims of Darurrahat (Comfortable Country) was published in 1891 after the first issuance in Tercuman Newspaper as the continuation of Letters of Frengistan. Cannot be found in any data as well as OCLC. (Utopias from the Middle East 1).
Cum annotationibus, & additionibus ad singulas decisiones, Partim exaratis ab ipsomet R.P.D. Ansaldo, & partim ab Andrea Lupardo J.C. ejus primo studiorum Auditore, nunc vero in Romana Curia advocato. Centuria, seu tomus secundus 1 33x22 cm., [10] cc., 634 pp., capilettera, legatura coeva in piena pergamena, dorso brunito, fregio manoscritto, tasselli rossi con titolo, autore e fregi dorati, firma d'appartenenza in calce al frontespizio, testo a due colonne, alcuni segni di tarlo, frontespizio bicromo, marca tipografica, alcune carte brunite, strappo senza mancanze all'interno delle pagg. 3-4, una carta strappata al margine esterno senza pregiudizio, in latino Secondo volume dell'opera pubblicata in 9 tomi dal 1711 al 1777. Raccoglie le decisioni della Sacra Romana Rota, raccolte e ordinate dall'autore.
[Manoscritto-Filosofia] (cm21x14) 1823-24, mz pergamena originale. Manoscritto cartaceo del XIX sec. in latino, di unica mano. -- cc. 40 num., cc. 120, -- cc. 60, cc. 5 nn. + 7 bianche con titolo entro cornice, in gotico e capilettere. Al fine degli argomenti semplici decorazioni. L' opera è divisa in 4 parti: logica (32 capitoli); metaphisica(12 cap. con 12 di psicologia); theologia naturalis (4 cap.); etica (8 cap.). Segue un copioso e dettagliato indice di consultazione. In fine un breve compendio della filosofia in italiano. Chiarissima grafia ed ottima conservazione. Il manoscritto fu redatto a Chiavari.[f28] Libro
12mo (128x74 mm); leg. in piena pergamena, con titolo manoscritto al dorso, tracce di legacci tagliati, capitelli; pp. (18), 501, (30); inc. al frontespizio con marca dei Gesuiti, capilettera e finalini inc. in legno. Rarissima edizione di Sant'Omero (risultano invece più comuni le prime edizioni di Lione, apud Horatium Cardon, e di Roma, apud Iacobum Mascardum, entrambe del 1617) del testo scolastico in latino a cura del famoso storico gesuita Famiano Strada (1572-1679), meglio conosciuto per il De Bello Belgico, anche se quest'opera lo rese altrettanto popolare. Trattasi di una raccolta di conferenze, tenute al Collegium Romanum, sullo stile retorico e poetico e altri argomenti letterari. Il libro è ora ricordato per due diverse poesie neolatine in un concorso immaginario, presumibilmente sotto il patrocinio di Leone X, in cui famose figure rinascimentali appaiono in veste di poeti romani. Pietro Bembo appare come Lucrezio, e il poema datogli da Strada ha un posto minore nella preistoria delle telecomunicazioni come anticipazione del telegrafo elettrico. Baldassare Castiglione appare come Claudiano, e la sua poesia, la gara tra il musicista e l'usignolo, è diventato più famosa di qualsiasi opera di Claudiano stesso. Di quest'opera ci sono due belle, ma molto diverse, imitazioni contemporanee in lingua inglese, la prima a cura di John Ford, The Lover's Melancholy (1629), l'altra a cura di Richard Crashaw, Music's Duel. Prov.: Indicazione di appartenenza al frontespizio con nome illeggibile e data 1630. Rif.: Edizione non censita da ICCU, che invece registra l'edizione di Roma del 1617 (IT\ICCU\TO0E\001497) e quella di Lione sempre del 1617 (IT\ICCU\UBOE\005898). OCLC, 459097790. Cond.: Lieve brunitura delle pagine dovuta alla normale patina del tempo; opera in condizioni generali molto buone. -- Rare Saint-Omer edition of the Latin schoolbook, first published in 1617, by the famous Jesuit historian Famiano Strada (1572-1679), best known for De Bello Belgico (1632), even though these lectures, on style and criticism and other literary topics, at the Collegium Romanum, were also very popular. The book is now remembered for two of several neolatin poems in an imaginary pageant supposedly under the patronage of Leo X, in which notable Renaissance figures appear in the guise of Roman poets (II, 5-6). Pietro Bembo appears as Lucretius, and the poem given to him by Strada has a minor place in the prehistory of telecommunications as an anticipation of the electric telegraph (Sir Thomas Browne tried it, but found it didn't work - Pseudoxia II, 3). Baldassare Castiglione appears as Claudian, and his poem, the contest between the musician and the nightingale, became better known than anything by Claudian himself. There are two fine, but very different, contemporary imitations in English, the first by John Ford in The Lover's Melancholy (1629), the other by Richard Crashaw, as Music's Duel. Cf. Gordon, Lucretius, 303-7 (who does not know this edition). Ownership entry on title-page dated 1630. Contemp. overlapping vellum (somewhat browning). Light browning at leaves, due to usual patina of time; copy in very good condition.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) In contemporary cloth bdg. Marbled boards. Serlevha colored in purple in its contemporary period. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Ottoman script. [6], 360 p. Nevâdir-i Süheylî: Acaibü'l-meâsir ve garaibü'n-nevâdir. It is a widely read work and is a corpus of prose stories written in the period of Murad IV. In the work, which includes 204 stories under thirty-one chapters, Süheylî added stories from his own time to the corpus generally chosen from the Turkish-Islamic history as well. The stories, almost all of which were instructive and exemplary, were selected from various books in Arabic, Persian and Turkish, and the lessons to be learned at the end of each were written separately, and the adaptation path was followed in the translated stories. Hegira: 1276 = Gregorian: 1860. TBTK 774.; Özege 32. Second Edition. Five copies in OCLC: 163633062. Tahir, Bursali Mehmed, Ahlâk kitaplarimiz (Books on ethics) 46.