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2010mz688Benjamins media Album 2010 Deux volumes in-8 (21,5 x 21,5 cm et 23,7 x 21 cm), dont un album cartonné, 33 pages, avec CD inclus, illustré en couleurs, et un album souple reliure spirale contenant le texte en braille et son équivalent imprimé en regard de chaque page ; très bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
26931(Hildesheim), Gerstenberg. Ein Bilderbuch für Auge, Ohr und Hand. Aus dem Französischen von Guido J. Braem. Mit zahlreichen Abbildungen nach Zeichnungen und blindgeprägten Bildteilen. 23/21 cm. 2,21,1 S. mit Klarsichtumschlag. Ringbindung. Titel und Rückseite mit Notiz, sonst schön. [3 Warenabbildungen]
10494Association Valentin Haüy pour le bien des aveugles Paris. In 12 broché, titre 63 pages, Montbrisson imprimerie Jules Méchin 1910 petite tache en marge extérieure de la page 53 à la fin.
1947100150869Secrétariat de la communauté israélite 1947 in8. 1947. Broché. Ce livre intitulé 'Initiation au judaïsme' de David Berman publié en 1947 par le Secrétariat de la communauté israélite est un ouvrage d'introduction au judaïsme destiné à un public adulte. Il est disponible en braille et en version papier avec 329 pages et quelques illustrations en noir et blanc
c6389Paris, Institut d'Etudes Slaves, 1956 ; grand in-8°, broché, couverture crème imprimée en noir; 158pp., ( 1)p. ( tableaux dans le texte) et 1 tableau dépliant hors texte.( tableau des 63 signes du système Braille).
1569Schlaeber , broché , état moyen mais parfaitement complt , 1904 , 132 p , photos , 25 x 17 cm
189913931899 Paris, Imprimerie Larousse 1899 In 4 pleine percaline rouge, fer de la ville de Paris, 76 pages, nombreuses illustrations, 2 planches ht Bon état
45969Paris Presses Universitaires de France 1952 in 8 (19,5x16,5) 1 volume broché, couverture illustrée, 128 pages [2], avec 18 figures dans le texte, et 10 illustrations hors-texte en noir et blanc. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
brossura Due i principali obiettivi di queste riflessioni sulla teoria del linguaggio e dei segni: 1) stabilire dove sia giunta oggi la ricerca semiotica, quale ne sia la sua attuale posizione; il che vuol dire chiedersi come si possa fare oggi un discorso sui segni che sia, criticamente, all'"altezza" delle attuali concezioni semiotiche; 2) considerare quale posto occupiamo noi, esseri umani - appartenenti a quella forma odierna di organizzazione sociale caratterizzabile come "comunicazione mondializzata" - rispetto al resto della vita, della semiosi (le due cose coincidono) sul pianeta: una domanda questa non soltanto di ordine teorico, gnoseologico, ma anche di ordine etico. Perché il riferimento all'intera vita sul pianeta riguarda anche la responsabilità che, nei suoi confronti, ha ciascun essere umano in quanto capace, una capacità specie-specifica, di usare segni per rendere i segni stessi oggetto di interpretazione. Il che significa poter deliberare, prendere posizione, progettare, innovare, in un rapporto dialogico e critico nei confronti di se stessi, degli altri e del mondo stesso che quei segni ci fornisce. Maggiormente questa responsabilità dovrebbe riguardare il semiotico, dato che il suo mestiere consiste proprio nel riflettere sui segni.
ril. Dal confronto tra studiosi e su temi di rilevante interesse è emersa l'intramontabilità del Braille, che, nell'era delle tecnologie, si conferma come strumento ineludibile per l'approccio con ogni sapere. Tra l'altro il Braille, in dimensione pedagogica, non solo si configura come chiave di ingresso nel futuro, bensì è interpretato come opportunità di riscatto rispetto a qualsiasi tentazione di inferiorizzazione e di marginalizzazione della persona non vedente o ipovedente. I vantaggi del Braille sono correlati, in particolare, con la sinergia che esso è in grado di estrinsecare nel rapporto con linguaggi non verbali come quelli della musica e dell'arte, attraverso cui è possibile manifestare e percepire ogni sentimento umano. L'impulso culturale del Braille si invera, infine, attraverso la sua configurazione di codice utilizzato in quasi tutti i paesi del mondo e, pertanto, funzionale al superamento della logica delle nazioni, contribuendo all'incontro fra i popoli e all'affermazione di una visione esistenziale planetaria.
ill., br. Nato dall'impegno e dal lavoro di autori sordi e udenti, questo è un libro interattivo, dinamico, colorato e ricco di giochi, in grado di favorire l'apprendimento in modo semplice e motivante. I principali destinatari sono gli insegnanti di lingua italiana dei segni e i familiari e gli amici di bambini e adulti sordi, che finalmente ricevono uno strumento graduale, agevole, chiaro. Ma il libro non è solo per loro: perché la società diventi più accessibile e quindi più inclusiva per tutti, si rivolge anche a insegnanti, assistenti alla comunicazione, logopedisti, personale delle istituzioni pubbliche. E, naturalmente, a chi si innamora della LIS.
ill., br. Questo volume fornisce una descrizione attuale ella lingua dei segni italiana e dei suoi utenti. Da quando il termine LIS è stato utilizzato per la prima volta, negli ultimi trent'anni è mutata la prospettiva teorica e profondi cambiamenti sono occorsi nella comunità delle persone, sorde e udenti, che oggi utilizzano questa lingua. A partire da dati empirici di ricerca, vengono illustrate le componenti articolatone della LIS con le possibilità che queste hanno di combinarsi tra loro generando unità di senso ed enunciati di un discorso e di una conversazione. In particolare, emerge come la lingua si modifichi nel tempo, in relazione all'area geografica, all'interlocutore e al contesto comunicativo. Tutti gli esempi riportati nel volume con illustrazioni e Sign Writing sono accessibili tramite codice QR. Questa nuova impostazione propone un capovolgimento di prospettiva rispetto al passato: le lingue dei segni non sono più descritte sulla base delle proprietà delle lingue vocali, ma sono piuttosto le caratteristiche semiotiche e strutturali delle lingue dei segni a rivelarsi fondamentali nel funzionamento di tutte le lingue, portandoci a considerare il linguaggio, segnato o parlato, un fenomeno multimodale e multilineare.
brossura Il volume, il primo dedicato specificamente al ruolo dell'Interprete di LIS (lingua dei Segni italiana), risponde a una triplice esigenza: far conoscere la professione di Interprete di lingua dei Segni ai non addetti ai lavori, avviare una riflessione sugli aspetti formativi specifici di tale lavoro e, soprattutto, dar voce a quanto per anni è rimasto un "segreto professionale" anche fra gli stessi interpreti. È a partire da un'introduzione essenziale alla LIS, in cui si presentano le regole fondamentali di tale lingua e se ne decostruiscono i pregiudizi più comuni, che si aprono le questioni centrali: il differente modo di stare al mondo dei sordi e il complesso rapporto che si instaura fra questi e gli interpreti; gli aspetti linguistici e tecnici della professione (non mancano esempi pragmatici) e infine, la componente emozionale che pervade il lavoro dell'interprete segnante. Questi infatti, confrontandosi costantemente con le soluzioni linguistiche dei due sistemi espressivi, svolge una complessa funzione di mediatore transculturale che deve tener conto del diverso formato del messaggio: orale e uditivo per la lingua vocale, manuale e visivo per la lingua segnata. Il testo si chiude con una panoramica sull'offerta formativa italiana e la prospettiva di un nuovo modo di fare formazione. Il volume si rivolge sia agli studenti dei corsi universitari ed extra-universitari sia agli interpreti professionisti e ai cultori della materia, nonché alle varie istituzioni collegate al mondo dei sordi segnanti.
ill., br. Le persone sorde ricorrono tra loro a una forma di comunicazione gestuale molto diversa e più complessa di quella usata dagli udenti: non una semplice mimica o pantomima, ma una vera lingua con un suo lessico e una sua grammatica, in grado di esprimere qualsiasi messaggio. Prima descrizione sistematica della lingua dei segni usata dalle persone sorde in Italia, questo volume è tutt'oggi considerato un testo senza equivalenti, prezioso per i numerosi corsi di insegnamento della LIS.
ill., br. Un libro in lingua dei segni diviso per argomenti e categorie, semplice da consultare ed orientato alla comunicazione e all'apprendimento. Destinato per lo più ai bambini sordi, ma non solo: anche a tutti quelli con problematiche comunicative (sindrome di Down, autismo, disturbo comunicativo-relazionale) che rendono difficile la comunicazione. Questo libro è anche destinato a chi condivide il loro tempo e lo spazio della quotidianità (insegnanti, educatori, famiglia) permettendo di avvicinarsi sempre di più a questo mondo così complesso ma così magico.
Tela ed., cm13x19, pp (2) 161 (5); 19 tavole (illustrazioni e tabelle di caratteri). L'autrice (1837-1924), pittrice e viaggiatrice, pubblicò numerosi libri relativi ai suoi viaggi in Asia, Oceania e America; in Cina conobbe il missionario scozzese William Hill Murray, al cui metodo di alfabetizzazione cinese è dedicato questo libretto. Una nota manoscritta sull'indice, in calligrafia d'epoca, informa che “The yellow binding, which to some minds may be suggestive of the shilling novel, was selected as the shade sacred to the Emperor, and to the Buddhist and Lama priests, and therefore held in universal reverence in China”.
1952750041952 Association Les Amis de Louis Braille, 1952, 1 plaquette in-8 de 44 pages, reliée par 2 agrafes sur le dos.
br. Quando nel 1960 William C. Stokoe pubblicò "La struttura della lingua dei segni. Un profilo del sistema di comunicazione visuale dei sordi americani", forse in pochi potevano prevedere, e lui per primo, che quel saggio, tanto breve quanto concettualmente dirompente, avrebbe avuto un così enorme impatto sull'approccio scientifico allo studio delle lingue dei segni. Stokoe è mosso da un obiettivo chiaro, quello di dimostrare che le lingue dei segni sono lingue a tutti gli effetti, al pari di quelle vocali. E per farlo applica a quella americana (ASL) gli strumenti di analisi allora più in voga, e cioè quelli dello strutturalismo linguistico statunitense a cui, appena tre anni prima, un giovane Noam Chomsky aveva infuso nuovo slancio pubblicando Le strutture della sintassi. Questa descrizione sistemica delle lingue segnate poggia innanzitutto sull'individuazione di elementi minimi di natura mimico-gestuale privi di significato e in numero finito, cioè i cheremi, in analogia con il concetto di fonemi usato per le lingue vocali. Dalla combinazione dei cheremi originano i morfemi segnici e quindi i segni che si combinano in unità frasali superiori. Un'analisi che ricorre anche ad un ingegnoso sistema di trascrizione con lo scopo di rappresentare sul piano bidimensionale della pagina la tridimensionalità cinetica delle configurazioni segniche, una sorta di metalinguaggio descrittivo che passerà alla storia come "Sistema di Notazione Stokoe". Questa traduzione dell'opera di Stokoe, arricchita da una biografia intellettuale del linguista americano curata da Davide Astori, rende finalmente disponibile al lettore italiano un libro fondamentale che ha orientato il lavoro di generazioni di ricercatori in tutto il mondo. Con un saggio introduttivo di Davide Astori.