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24 cm, brossura illustrata; pp. 253, alcune tabelle e questionari nel testo
Roma, Senato della Repubblica, Servizio Studi, ottobre 1986, in-4, br. edit., pp. XXXVII, 264. Qualche sottolineatura a matita.
brossura La cocaina: la merce più usata, trafficata, desiderata del nostro tempo. Le infinite vie del narcotraffico, dal Messico alle spiagge di Miami, dalla Colombia alla Russia, dall'Africa alle strade di Milano, New York, Parigi. Il viaggio di un grande scrittore nei gironi infernali del mondo contemporaneo, dove la ferocia dilaga incontrastata ma i boss hanno imparato tutte le regole più sofisticate del business.
ill., ril. Due sorelle, vittime di un padre violento e tossicodipendente, vivono isolate nel cuore di una foresta. Da anni subiscono violenze e abusi, fin quando non trovano il coraggio di denunciare: sarà solo l'inizio di un'altra serie di terribili eventi. Dall'omonimo film diretto dal pluripremiato Patricio Valladares e co-sceneggiato da Andrea Cavaletto, il disturbante adattamento a fumetti ad opera di Lorenzo Scipioni. Ispirato a fatti realmente accaduti.
br. Emilia Romagna, metà anni Ottanta. Le strade di Bologna nascondono ingressi a locali dove tutto è lecito, la Riviera sobbolle come la California dei Doors. Nick ha vent'anni e l'adrenalinica convinzione che il suo destino sia di vivere a cento all'ora. Quando un po' per curiosità, in parte per sfida, sicuramente per noia incontra l'estasi artificiale, è una folgorazione: la droga non è solo una catapulta tascabile per l'onnipotenza, ma anche un efficacissimo ascensore sociale, la chiave che gli spalanca le case dei ricchi e della loro bella vita. Combinando un'intraprendenza che sfiora l'incoscienza a un'inarrestabile energia vitale, Nick sposa entusiasta questa travolgente compagna di viaggio, e presto si ritrova a importare dall'Olanda enormi quantitativi di droga, con cui rifornisce amici, sconosciuti, tossici navigati e dolenti sognatori sprovveduti, ma pian piano anche nuove e vecchie celebrità dello starsystem, famosi sportivi, e altri clienti insospettabili. Improvvisatosi narcotrafficante, escogita una serie di affari che gli fruttano fiumi di denaro, prontamente dissolti in viaggi, donne, alberghi di lusso, begli abiti e feste sfavillanti, eccessi e tante, tante polveri da sniffare. Convinto che la sua stella non tramonterà mai, Nick continua a sfrecciare nei giorni a fari spenti - senza mai, mai pentirsi della sua dipendenza, nemmeno quando il suo castello inizia a riempirsi di spifferi e crepe, e poi a crollare, trascinandosi dietro tutto: i soldi, gli amici, persino l'Amore. Perché se Nick si volta indietro, l'unico pensiero rimane: "È stato uno sballo pazzesco".
br. Victoria Eugenia Henao ha dodici anni quando vede per la prima volta Pablo Escobar a cavallo di una Vespa bianca e rossa, comprata a rate da un vicino di casa. Quindici anni quando lo sposa. Trentadue quando rimane vedova. Vedova del più famoso, pericoloso, sanguinario narcotrafficante della storia. Cosa significa vivere a fianco di un uomo dalla leggendaria ferocia, un mafioso che da piccoli traffici di provincia arriva a controllare un impero criminale sconfinato, un assassino e un dongiovanni che è anche un padre amorevole e un marito attento? Cosa significa avere la vita e l'anima completamente controllata da Pablo Escobar, finire vittima delle guerre che lui ha scatenato, restare sola dopo la sua morte a trattare per la propria vita e quella dei propri figli? Su Escobar e la sua parabola criminale sono ormai stati versati fiumi di inchiostro, e girati film e serie televisive. Ma nessuno può dire di averlo conosciuto più intimamente di sua moglie, mille volte tradita ma mai lasciata, ricoperta di regali e soldi a patto che non capisse troppo bene quale origine avessero, tenuta vicino il più possibile anche quando la vita era una fuga continua da attentati, forze dell'ordine, cartelli rivali. E la forza di questa straordinaria testimonianza è proprio il racconto della dimensione umana, della vita vissuta, dei sentimenti e dei dolori di una coppia: nonostante i difficili inizi, oltre i fasti di una ricchezza costruita sulla droga, lungo la spirale di violenza che finisce per minacciare la vita di tutta la famiglia, fino a dopo la morte di Pablo, che lascia dietro di sé una scia di fama, sangue e rimorsi che perseguita Victoria ancora oggi. Victoria Henao non scrive per giustificare né per addolcire la figura di Pablo Escobar, e racconta le sue esperienze senza tacere nulla, neanche i segreti fino a oggi rimasti assolutamente impenetrabili, scavando in un rapporto che è stato amore, adorazione, ossessione, ma anche dominio psicologico, violenza, dolore.
21 cm, pp. 338, brossura editoriale illustrata con risvolti, titolo al piatto e dorso, a cura di Graziano Martignoni. Esemplare perfetto
21 cm, pp. 279, brossura editoriale illustrata, titolo al piatto e dorso, esemplare come nuovo
16°; cm 20; pp.312; cartonato editoriale. Einaudi tascabili Saggi 463. Esemplare ottimo.
22 cm, pp. XIII, 349, alcune figure, brossura editoriale, titolo al piatto e dorso, esemplare ottimo
brossura Il "Libro bianco sulle droghe", giunto alla sua dodicesima edizione, è un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sulle droghe (DPR 309/90) promosso da La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA, Associazione Luca Coscioni, ARCI, LILA e Legacoopsociali con l'adesione di A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, ITARDD e ITANPUD. Ogni anno viene presentato in occasione del 26 giugno nell'ambito della campagna internazionale di mobilitazione per politiche sulle droghe rispettose dei diritti di chi usa droghe Support! don't Punish. Il rapporto oltre a contenere i dati (2020) relativi agli effetti della war on drugs sul sistema penale e penitenziario italiano presenta un focus sui 60 anni di fallimenti della War on Drugs e del sistema internazionale di controllo delle sostanze psicoattive, nato il 30 marzo 1961 con la firma della prima Convenzione Unica sulle droghe dell'ONU. Inoltre contiene approfondimenti sulla conferenza nazionale sulle droghe che manca da 12 anni e come ogni edizione riflessioni sul sistema dei servizi, sulla riduzione del danno e sulle prospettive di riforma delle politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale.
In 8vo (cm 24x17) Brossura, pag. 68. Ottimo stato -- Bibliografia curata dal SISSC: Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza.
Broch?. 159 pages. Format de poche. Couverture tach?e.
Reliure ?diteur. 380 pages. Jaquette.
Mm 210x300 Brossura editoriale di pp. 263, prefazione di Luigi Ciotti. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
ril. Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione. Prima dell'incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l'adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel. In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d'allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L'ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio. Un libro duro, coinvolgente ed emozionante, da cui è stato tratto l'omonimo film con Steve Carell e il candidato Premio Oscar Timothée Chalamet.
No marks or inscriptions. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped or marked or torn or creased with minor traces of storage. 354pp. Autobiography of racing cyclist David Millar who was at the top of his profession as a Tour de France yellow jersey wearer and a World Champion time triallist when he was caught taking drugs. This account follows his time before and after.
brossura «Questo è ciò che succederà a chiunque non capisca, il messaggio è destinato a tutti». Ecco un minaccioso narcomanta, poche parole su un lenzuolo insanguinato, in una storia di giornalisti trucidati, cadaveri decapitati, horrorismo, scontri a fuoco e massacri: se tutto questo vi attira significa che la necropolitica funziona e in questo libro è spiegato perché. Una narcostoria che apre il sipario sulla vicenda dei quarantatre studenti desaparecidos di Ayotzinapa e si snoda attraverso un secolo di proibizionismo armato in cui Stati Uniti e Messico insieme hanno costruito la politica della guerra alle droghe, con lo scopo di controllare profitti del narcotraffico e popolazioni coinvolte al di qua e al di là del muro in costruzione. To be continued...
br. Coca, farlopa, perico, fariña. Nella storia galiziana nessun prodotto è mai stato commercializzato con tanto successo. Negli anni ottanta e novanta infatti quasi tutta la cocaina che sbarcava in Europa faceva il suo ingresso dai porti della Galizia, che allora ha rischiato di trasformarsi in un vero e proprio narcostato. Oltre alla posizione geografica privilegiata, la Galizia aveva tutte le carte per diventare una "nuova Sicilia": ritardo economico, una tradizione secolare di contrabbando via terra, mare e fiumi, e un atteggiamento di tolleranza ammirata verso una cultura criminale ereditata dall'epoca degli "inoffensivi" e "benevoli" boss del tabacco. I clan, potenti e intoccabili, sono cresciuti in un clima di massima impunità grazie all'inerzia - se non alla complicità - della classe politica e delle forze dell'ordine. Attraverso le testimonianze dirette di boss, piloti di aerei, pentiti, giudici, poliziotti, giornalisti e madri di tossicodipendenti, Nacho Carretero disegna con minuzia uno scenario criminale spesso sottovalutato, ma che ha annientato il tessuto sociale, economico e politico della regione spagnola, che ancora oggi paga il prezzo delle attività dei clan del narcotraffico, tutt'altro che estinti.
br. La relazione tra gli otto uomini più potenti del XX secolo e i loro medici è al centro di questo saggio. Da Hitler a Mussolini, da Stalin a Churchill, il libro apre a nuovi retroscena su coloro che scrissero la storia del Novecento, ma anche sull'influenza che la medicina esercitò sulle loro azioni. Testimoni e custodi di segreti pubblici e debolezze private, i dottori mettevano davvero al primo posto la salute dei loro pazienti? E, nella scelta del medico, quanto influivano le doti di riservatezza? E quanto contava, davvero, la competenza? Uno studio sul passato che solleva inquietanti interrogativi sul tempo presente: conoscere lo stato di salute di un leader politico può mettere in pericolo un Paese?
br. La relazione tra gli otto uomini più potenti del XX secolo e i loro medici è al centro di questo saggio. Da Hitler a Mussolini, da Stalin a Churchill, il libro apre a nuovi retroscena su coloro che scrissero la storia del Novecento, ma anche sull'influenza che la medicina esercitò sulle loro azioni. Testimoni e custodi di segreti pubblici e debolezze private, i dottori mettevano davvero al primo posto la salute dei loro pazienti? E, nella scelta del medico, quanto influivano le doti di riservatezza? E quanto contava, davvero, la competenza? Uno studio sul passato che solleva inquietanti interrogativi sul tempo presente: conoscere lo stato di salute di un leader politico può mettere in pericolo un Paese?
br. ""Perché occuparsi della storia di Sanpa? Perché raccontarla oggi?" È quello che si chiede Carlo Gabardini quando gli viene proposto di realizzare un documentario sulla comunità di recupero di San Patrignano e sul suo fondatore, Vincenzo Muccioli. Una vicenda che evoca telegiornali lontani, santificazioni e demonizzazioni, opinioni e pregiudizi, polemiche, episodi mai del tutto chiariti. Ma è davvero solo questo? Iniziando a fare le ricerche Gabardini, come Alice nella tana del Bianconiglio, intraprenderà un viaggio di scoperta che è anche un viaggio nella memoria. La memoria di una generazione, i nati tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '80, che in modi diversi hanno avuto a che fare con la delusione dell'eroina, con la fascinazione per la dissoluzione, con il disagio di quando, bambini, si incontrava un "drogato", un disagio che forse sottintendeva la paura di diventare così, una volta cresciuti. E oggi che siamo più grandi, che effetto fa rivangare il percorso educativo di un intero Paese scandito dalla televisione mentre fissa una memoria collettiva? La storia di San Patrignano diventa davvero una storia comune, che mischia il pubblico, il racconto di quegli anni divisi tra una fiducia sconfinata nel presente e la paura che qualcosa di inesorabile stesse per accadere, e il privato quotidiano attuale della domanda: "Davvero pensiamo che la droga sia una questione risolta nel passato? E come mai quel passato abbiamo deciso collettivamente di seppellirlo?" Costruito come un collage, alternando la ricostruzione delle indagini che hanno portato alla realizzazione dell'acclamata docuserie Netflix, all'evocazione dell'Italia degli anni '80 - che Gabardini fa rivivere evocandone atmosfere, desideri e timori -, alle proprie vicende familiari e personali, come la drammatica storia d'amore di Marco. "Tutti abbiamo avuto un tossico in casa oppure ci siamo chiesti se il tossico eravamo noi. Far finta di dimenticare è sempre un piano fallimentare." In parte memoir, in parte saggio, in parte inchiesta, in parte riflessione sul raccontare la realtà, il libro di Gabardini è una lettura indimenticabile, una freccia indirizzata, al tempo stesso, verso la mente e il cuore dei lettori."
br. Di regola, si pensa che criminalità e Stato siano due realtà contrapposte. Questa convinzione vede, nello Stato, un'entità omogenea che agisce allo scopo di far rispettare le leggi e, nel crimine organizzato, come ad esempio il narcotraffico, un soggetto che agisce secondo modalità che le infrangono. Il raggiungimento di questi due obiettivi genera comportamenti parimenti violenti: lo Stato ricorre alla coercizione, il crimine organizzato alla corruzione, al sequestro, all'omicidio o al terrorismo. Gli studi più recenti, però, dimostrano che il rapporto tra Stato e crimine organizzato non si è basato sempre e solo sullo scontro. Infatti, in alcuni casi, il crimine organizzato è riuscito ad infiltrarsi e a corrompere alcune Istituzioni dello Stato per raggiungere obiettivi, ovviamente illegali. Utilizzando la Teoria delle Reti Sociali, gli autori analizzano la molteplicità delle relazioni funzionali tra le Reti criminali organizzate e le Istituzioni pubbliche che, in alcuni Paesi, riescono a 'riconfigurare' lo Stato al servizio di interessi illeciti. Oltre ad analizzare le Reti illecite di Colombia, Messico e Guatemala, gli autori sviluppano proposte di politica pubblica e di coordinamento istituzionale a livello internazionale al fine di migliorare le capacità nazionali e internazionali di prevenzione, controllo e contrasto penale e sociale - del fenomeno delle reti illecite. Prefazione di Vincenzo Scotti. Presentazione di Aldo Musci.
ill., br. Come si può parlare di sostanze psicotrope eludendo la questione del piacere e del dolore a esse correlata? L'affacciarsi di nuove droghe, il ritorno di stupefacenti già noti ma potenziati, insieme a una sempre maggiore espansione del mercato impongono il superamento dell'autoreferenzialità da parte delle scienze naturali e di quelle umane e sociali. Il volume, nell'intento di coniugare visione organicista e umanistica, riporta le voci di alcuni consumatori accanto ad approfondimenti sulle sostanze più note e diffuse. Il bisogno di consapevolezza di una realtà così complessa richiede infatti una lettura sistemica, comprensiva del come e del perché le sostanze siano, allo stesso tempo, risposta appagante e rischiosa della ricerca del piacere. Fuori da moralismi e accenti iperallarmistici, l'obiettivo non è la semplificazione che banalizza ma neppure la stigmatizzazione che colpevolizza. Più semplicemente il tentativo di conoscere scendendo in profondità: perché la comprensione non transita mai dalle parti del giudizio.
ill., br. La criminalità organizzata dedita al narcotraffico ha portato l'America Latina a essere la regione più violenta al mondo. Le lunghe carovane di donne, uomini e bambini che dall'America Centrale si dirigono verso gli Stati Uniti non sfuggono da guerre civili, ma dalla violenza che domina quasi indisturbata i propri paesi. I "narcos" sono autori di spietati crimini e per ottenere sempre maggiori profitti si infiltrano, con la corruzione e il riciclaggio, nelle economie dei paesi della regione, anche di quelli maggiormente sviluppati. Nel presente volume vengono descritte le organizzazioni criminali nelle aree geografiche dove operano, dando un quadro delle conseguenze delle loro azioni sui vari settori della vita di uno Stato. Il narcotraffico è un fenomeno ormai globalizzato che, attraversando i continenti, costituisce una seria minaccia per tutte le società del mondo civilizzato.