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Milano, De Vecchi Editore, 1969, in-8, cart. edit. con sovracc., pp. 366. Con ill. in b.n. f.t. (Sguardie difettose; anche le pp. 109-112, che presentano mancanza dell'angolo sup. est.).
Paris, Buchet Chastel 1992. In-8 broché de 333 pages; Très bon état
(Codice PD/0852) In 8° (23 cm) 96 pp. Brossura originale, ottimo volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill. Prodotti tra i maggiori della rivoluzione tecnologica di questi ultimi due secoli, i farmaci sono ormai così connaturati alla quotidianità dell'uomo contemporaneo da apparire come se fossero stati compagni inseparabili fin dai primordi della nostra specie. Strumenti di dominio sulla natura nella lotta per la sopravvivenza, ai farmaci viene ora attribuita l'ulteriore capacità di trascinare oltre le soglie della percezione, come se anche ciò fosse il frutto di un rapporto primordiale tra farmaco e uomo, fisiologicamente ineluttabile. Ma l'instaurarsi di questo rapporto ha avuto bisogno di un lunghissimo periodo di incubazione.
br. Paese non produttore, l'Italia rimase al riparo dalla diffusione della droga fino alla Grande Guerra, quando la cocaina si infiltrò nei locali alla moda delle grandi città. Ciò non le impedì tuttavia di partecipare al processo diplomatico che pose le basi del controllo internazionale sul traffico degli stupefacenti, non solo per accrescere il proprio prestigio internazionale, ma anche per la posizione geografica, che la esponeva al transito tra le zone di produzione e i mercati europei e nordamericani, traffico al quale già allora partecipava attivamente la malavita italoamericana. Iniziò così una scalata di provvedimenti repressivi che continuò nel secondo dopoguerra, non riuscendo tuttavia a impedire che il traffico di stupefacenti raggiungesse livelli di efficienza sempre maggiori. Attingendo a fonti d'archivio politico diplomatiche e alla letteratura sanitaria, il libro ricostruisce per la prima volta le vicende della droga in Italia tra la fine dell'Ottocento - quando era già ben radicato l'uso voluttuario di oppio, morfina e cocaina al di là delle Alpi - e il 1970, quando esplose la grande epidemia di abuso di eroina.
vi + 164pp., red cloth, in the series "Seelsorger-Praxis" vol.XVII, 17cm., text in gotic german, stamp, G
R. O1.
La découverte 1995. In-8 broché de 271 pages. Très bon état
Broch?. 109 pages.
brossura
Broch?. 331 pages.
Broch?. 116 pages. Format de poche.
In 8°, br. edit., pp. 229,(3); prima ed., ottimo es.. (x062/bis/d)
br. Si propone di fornire una breve ricognizione dei principali aspetti della nuova disciplina penale in materia di stupefacenti, recentemente "travolta" da alcune vicende che ne hanno apportato delle radicali modifiche. Tramite l'esame dei diversi passaggi che la disciplina ha attraversato, a partire dalla recente declaratoria di incostituzionalità, per giungere fino all'intervento legislativo del maggio 2014, l'obiettivo è quello di illustrare il nuovo quadro normativo, alla luce delle sue più recenti interpretazioni giurisprudenziali, non omettendo di raffrontarlo con la ormai superata disciplina introdotta dalla c.d. Legge Fini-Giovanardi.
24 cm, brossura editoriale; pp. 48
P. BIANCO Droga di classe: il traffico di stupefacenti dall'assassinio di Tiffany all'arresto di Torri. Roma, La Nuova Sinistra 1972 italian, 103 p9 Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda, fotografie in b\n 103 pagine circa Copertina come da foto Titolo completo: Droga di classe: il traffico di stupefacenti dall'assassinio di Tiffany all'arresto di Torri
ill., br. Un'indagine sull'argomento più controverso e scivoloso del mondo: lo spaccio di droga. Una serie di interviste a pusher indipendenti che per la prima volta si raccontano. Dall'olocausto dell'eroina negli anni ottanta fino al techno-smazzo di oggi reso possibile dal binomio darkweb/bitcoin. Le organizzazioni criminali gestiscono la stragrande maggioranza del traffico mondiale e sono in grado di influenzare le politiche di intere nazioni. Sono strutturate come multinazionali: consigli di amministrazione, manager, consulenti bancari per il riciclaggio, contadini e operai che producono e imbustano e infine tanti soldati che spacciano per le strade. Ci sono però donne e uomini che vivono nel milieu della droga cercando di aggirare questi sistemi mafiosi, proprio come i protagonisti di Diversamente pusher. Soggetti che in genere preferiscono rapporti ispirati a modelli più umani, mutuati dalla prassi delle controculture, della vecchia malavita o delle economie alternative. Le loro storie si contrappongono all'immaginario creato e manovrato dalle grandi aziende dell'intrattenimento che sembrano avere l'esclusiva legittimità per parlare di sostanze stupefacenti, intossicandoci con saghe epiche su Pablo Escobar, sui cartelli messicani, sui "bad guys" italoamericani e ultimamente con poco realistiche serie tv alla "Breaking Bad". Se questi sono i modelli mainstream è meglio rivolgersi altrove per trovare un briciolo di senso etico nel delicato rapporto tra noi e le sostanze che alterano gli stati di coscienza. Pablito el Drito ha trascorso sei mesi tra i battitori liberi dello spaccio per capire chi sono, come vivono e cosa pensano.
IN-8°, PP. 233 (4), CART. EDIT., COP. ILL. COL. DI IVAN GONGALOV, OTTIMO STATO (F), (SMASH, 1). PT4B 211
br. L'Inferno esiste, è sulla Terra e ha un nome. Lo chiamano il bosco di Rogoredo e si trova a poche fermate di metropolitana dai grattacieli sfavillanti di Milano. È la più grande zona di spaccio a cielo aperto d'Italia, qui arrivano da tutta Europa dannati che per pochi euro comprano dosi di eroina da diavoli che vendono sogni di morte. Sono tante le storie raccontate in queste pagine: Carlo, che ha alle spalle tante perdite e tanto dolore e ora si aggira dentro il boschetto in una danza macabra e senza sosta, sempre alla ricerca di una dose; Regina, che ha il collo lungo come le donne nei quadri di Modigliani e vuole solo sballarsi; Luna che ha perduto se stessa e fatica a ritrovarsi e Silvia, una ragazza perbene, semplice, caduta per caso nel tranello della droga, mentre il padre continua a cercarla ogni giorno per le strade della città. La giornalista Micaela Palmieri, insieme a un cameraman e a un volontario, ha passato una notte nel bosco della droga e si è immersa in tutto il suo orrore e nella solitudine di queste vite piene di niente. Il risultato è questo libro: un'inchiesta dura, straziante e necessaria che, in forma romanzata, racconta storie di una vita drammaticamente vera. Ma oltre all'abisso della dipendenza e della violenza queste pagine parlano anche della voglia di ricominciare, perché nessuno esce dal bosco uguale a come ci è entrato. Prefazione di Alessandro Rodino Dal Pozzo, presidente della Comunità San Patrignano.
(Saggi). 8°, pp.162 (14). Br. edit. con sovrac. ill.
Torino, Einaudi, 1966, in-8, br. editoriale.
Torino, Giulio Einaudi editore, 1966, in-8, brossura editoriale, pp. 162, [12]. Coll. Saggi, n. 394.