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16x11. 255p. Algo deteriorado.
Roma, 1924, 16 marzo, fascicolo di 16 pagine de "La tribuna illustrata", con copertina illustrata.
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 22/07/1951
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 15/07/1956
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 20/08/1961
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 26/06/1960
8° tela edit. sovrac. figur. (lievi strappetti margin.), pp. 518. Coll. "Le Scie". Buon esempl.
Roma, 1962, 22 aprile, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 40 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1962, 25 febbraio, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 40 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1958 maggio 11, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 32 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1932, 3 luglio, cop. a colori de La Tribuna Illustrata, con fasc. completo di 16 pp.
Roma, 1927 gennaio 16, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 16 de "La Tribuna illustrata – Supplemento illustrato de La Tribuna"
Roma, 1957, 10 novembre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di, pp. 32 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1952, 14-21 settembre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 24 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1962, 2 dicembre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 40 de "La Tribuna illustrata" .
Roma, 1954, 5 dicembre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 24 de “La Tribuna Illustrata".
384pp. 28 cm. Hardcover Very good condition
244 p., illus. Hardcover Very good condition good
br. La boxe: adorata o detestata; impossibile comunque che risulti indifferente. Proprio per tale ragione, tra i tanti libri dedicati alle storie del ring, sono stati concepiti e scritti "I racconti delle sedici corde". L'intento dell'autore è certo interessare coloro che amano una delle più antiche e gloriose discipline sportive, ma anche e soprattutto quello di coinvolgere chi il pugilato non lo conosce o addirittura lo rifiuta. I protagonisti si muovono attorno alle corde del quadrato, ma le loro vicende altro non sono che un piccolo "spaccato" delle mille avventure che la vita riserva a ciascuno di noi, talvolta epiche, altre drammatiche, più spesso anonime. Il "dietro le quinte" della boxe, dove probabilmente si manifesta la parte più affascinante di questo sport che non è solo sport, alla fine non è che un'occasione per trovarsi a contatto con vari problemi esistenziali di giovani e meno giovani, indipendentemente dal fatto che essi abbiano i guantoni alle mani.
brossura Dentro il ring invisibile che Alban Lefranc costruisce intorno al giovane Cassius Clay, verità e immaginazione lottano corpo a corpo per dare vita a una biografia visionaria e incandescente. Tutto nasce da un fatto di cronaca che ha cambiato la storia degli Stati Uniti: il macabro omicidio di Emmett Till, l'adolescente afroamericano massacrato il 28 agosto 1955 nella cittadina di Money, Mississippi, per aver osato importunare una donna bianca. Cassius ha quasi la stessa età della vittima e ancora non sa che un giorno diventerà Muhammad Ali, "The Greatest", ma sarà proprio l'immagine scioccante di quel volto sfigurato - pubblicata su tutti i giornali del paese - a trasformare un ragazzino di Louisville nel più straordinario dei combattenti. "La sera mio padre ci parlava di Emmett e ci raccontava in modo accorato il delitto. Continuai a pensare a lui, fino al giorno in cui mi venne in mente come far pagare ai bianchi la sua morte". È da questa confessione che Lefranc parte per raccontare Ali prima di Ali - ovvero la genesi dell'atleta che più di ogni altro ha saputo trasformare l'impresa sportiva in un atto politico, civile e rivoluzionario.
br. Riuscito a scappare da una situazione terribile, con un padre che lo brutalizzava tra i campi di cotone dell'Arkansas, Sonny Liston fece in tempo a raggiungere sua madre a Saint Louis, a tredici anni, prima di finire nel penitenziario di Jefferson City. Capace di reagire al branco che voleva sottometterlo, fu notato dai cappellani della prigione che ne riconobbero l'immenso talento. Dopo aver sbaragliato il campo tra i dilettanti Liston portò a termine una delle più rapide e devastanti scalate al titolo mondiale dei pesi massimi, culminata nei due incontri fulminei con Floyd Patterson. Finito in mano alla mala che lo aveva tolto di galera e che controllava la boxe, fu costretto a eseguire gli ordini del boss Frankie Carbo fino alla fine dei suoi giorni, quando fu trovato senza vita a causa di un'iniezione di eroina pur avendo il terrore degli aghi. Considerato dai più grandi esperti ed interpreti della noble art, compresi George Foreman e Mike Tyson, il pugile più potente e spaventoso che sia mai salito sul ring, Liston deve gran parte della sua fama ai due incontri con Cassius Clay e Muhammad Ali. Sia il match mondiale di Miami, che la rivincita di Lewinston, sono avvolti dal "mistero", tanto che dopo cinquant'anni l'FBI ha deciso di riaprire il caso sul primo incontro, considerandolo truccato. Ed è proprio sulla prima sfida di Miami, nel 1964, che si raccoglie questo libro, dando per scontata la messinscena del secondo atto, quello del "pugno fantasma". Come ha potuto un campione del mondo in carica restare seduto sul suo sgabello dopo sei round, in una situazione di perfetta parità, per un improbabile dolore alla spalla? Non era forse dato favorito 7 contro 1 nei confronti di Clay? E la mafia dei Carbo, dei Palermo, dei Vitale, non spalmò forse decine di milioni di dollari puntando contro Liston?
ill., br. Il mondo del pugilato, sia esso clandestino o professionistico, è sconvolto dalla presenza di un fighter freddo, impassibile, che sembra essere invincibile. Dietro a tanto clamore, questo algido lottatore insegue un impulso all'autodistruzione piuttosto che l'affermazione della sua carriera e della sua forza. Una storia di boxe, per i testi di Caribu Marley, che ci parla di riscatto e vite difficili. Una delle prime opere del Maestro Taniguchi che esplora i lati più oscuri dell'animo umano, in un volume unico, per continuare a vivere il suo tratto immortale.
ill., br. Domenica 2 ottobre 1988, giornata conclusiva delle Olimpiadi di Seul. Sale sul ring un ventenne, si chiama Giovanni Parisi. Convocato all'ultimo minuto, è lì a giocarsi la medaglia d'oro dei pesi piuma. Il mondo assiste al miliardesimo ko della storia del pugilato, ma anche agli occhi più attenti sfugge il pugno che dopo 1 minuto e 41 secondi manda al tappeto Daniel Dumitrescu. Il pugno non si vede, sembra un'illusione, neanche a riguardarlo al rallentatore si capisce da dove parte. Quel pugno parte da molto lontano. Giovanni Parisi nasce a Vibo Valentia nel 1967, a tre anni si trasferisce con la famiglia a Voghera. Un'infanzia faticosa, segnata dalla povertà e da un padre assente. La madre cresce i tre figli insegnando loro la dignità e la determinazione, due doti che serviranno molto a Giovanni. La sua strada sarà il pugilato, sudore, fatica, pugni presi e dati per arrivare al traguardo: il successo sportivo e la serenità di una famiglia, con la moglie Silvia e tre figli. Caparbio, forte, coraggioso Parisi credeva di essere invincibile, ma l'avversario che lo ha sconfitto è stato un incidente d'auto, nel marzo del 2009. "Il pugno invisibile" è la storia di Giovanni Parisi, del suo mondo e delle persone che lo hanno abitato. Interviste, descrizioni, piccole follie e istanti compongono una biografia che è il romanzo di uno dei più grandi campioni italiani degli ultimi anni.
No marks or inscriptions. No creasing to covers or to spine. A very clean very tight copy with bright unmarked red cloth boards, slight foxing to page edges, rubbing to spine ends and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped but in poor condition with a few small pieces missing. 160pp. With articles and stories from Frank Richards, Len Hutton, Cyril Washbrook and others