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Rivista Ciclismo - I Campioni del Giorno N. 11 Bovet - Augusto Mignani - 1933 Testo in lingua italiana. Pagine 24 con illustrazioni. Condizioni molto buone.
Rivista Ciclismo - I Campioni del Giorno N. 5 Bertoni - di Guido Giardini - 1933 Testo in lingua italiana. Pagine 24 con illustrazioni. Condizioni molto buone.
Sport Ciclismo - N. Fermi - Viva Girardengo - ed. 1973 ca. Testo in lingua italiana. Pagine 48 con illustrazioni. Copertina morbida. Condizioni molto buone.
C. Ferretti - Quella maglia bianco celeste - ed. 1987 pp. 144 con molte illustrazioni Lingua italiana Copertina rigida Condizioni molto buone
Mm 230x315 Volume nella sua brossura originale, 142 pagine profusamente illustrate in nero lungo l'intero testo. Copia ottima, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 Brossura editoriale con copertina figurata a colori, 508 pagine ricchissime di fotografie e pubblicità dell'epoca. Tutti i risultati di cilismo e gli albi d'oro, tutti gli impianti in Italia, le squadre e gli organici, i dirigenti e i comitati, i dati statistici, i curriculum, i record delle varie specialità, il regolamento internazionale e molto altro. Una macchia di umidità al taglio superiore ma che quasi non interessa le pagine, peraltro opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Andrea "Brontolo" Noè fa parte di quella schiera di ciclisti molto apprezzati da tutti quelli che amano questo sport. Passione, impegno e divertimento sono i tre fattori chiave che l'hanno portato a diventare un professionista leale e generoso e un'icona di uno sport praticato col cuore (e con la testa) prima ancora che con gambe, muscoli e polmoni. Un gregario di lusso, un ruolo in via di estinzione sebbene tanto prezioso. La sua grande professionalità, unita al talento, gli hanno permesso non solo di avere una lunga carriera, ma di vincere praticamente tutto con le squadre in cui ha militato e di conquistare a 38 anni la maglia rosa. Ancora oggi Noè vanta il primato di corridore più longevo ad averla indossata. Questo libro intende raccontare in prima persona non solo la sua storia, ma anche offrire preziosi consigli a tutti gli amanti della bici. Suddiviso in tre parti, "Una vita da gregario" descrive sia le motivazioni personali che hanno portato Andrea Noè a diventare un atleta vincente sia le tappe di avvicinamento al ciclismo di ogni neofita che decide di praticarlo come divertimento domenicale o a livello amatoriale/agonistico. È una guida sui generis - con capitoli in ordine alfabetico, citazioni colte e curiosità sul "circo a pedali" - al cui interno trovano spazio tanti suggerimenti utili per tutti gli amanti di un mezzo unico qual è la bicicletta da corsa.
bross. edit. ill. con bandelle - prima edizione
br. Se pensi è la fine, se pedali arrivi. Una vita all'insegna dell'avventura. È quella che ci racconta l'atleta italiano che più si è distinto nell'ultracycling, specialità del ciclismo in cui si gareggia su lunghissime distanze. Appassionato di bicicletta fin da bambino grazie alle imprese di Marco Pantani viste in Tv, prima di sbarcare all'ultracycling, Omar Di Felice si dedica al ciclismo professionistico. A un tratto, però, arrivano il colpo di fulmine e la grande svolta: Di Felice trova la «Zona Omar», quell'attitudine a superare i propri limiti che permette di crescere e migliorarsi. Ed è proprio questo il messaggio che vuole lanciare: fuori dalla zona di comfort la felicità ci attende. In questo suo nuovo libro il cultore dell'ultracycling, da lui definito come «una vera e propria filosofia di vita», ci coinvolge in alcune delle sue ultime imprese, tra cui l'attraversata in verticale dell'Alaska in inverno e l'iconica Trans America Bike Race (7000 chilometri nel cuore degli Stati Uniti, un coast to coast dall'Oregon alla Virginia), per regalarci un viaggio nella parte più intima di sé tra paesaggi mozzafiato pedalando dalla sua poltrona con vista sul mondo preferita: la sella della sua bicicletta.
brossura La passione per la bicicletta coinvolge e unisce come poche altre attività al mondo, non solo sportive. Fabrizio e Vincenzo, amici di lunga data, l'hanno scoperta quando già avevano famiglia e impegni professionali. Adesso possono dire orgogliosamente di aver pedalato per migliaia di chilometri, scalando montagne, sfidando sé stessi in imprese ciclistiche che sembravano impossibili. Il sogno più grande, però, era quello di attraversare gli Stati Uniti da est a ovest, quando le circostanze della vita glielo avessero consentito. Hanno coinvolto in questo sogno altri quattro amici della loro generazione, Marco, Valerio, Giovanni e Adriano: la risposta è stata entusiasta. E così, senza pensarci troppo, sono partiti.
br. Il giorno prima, l'attesa lieve, agitatissima: cosa accadrà? E poi è il giorno. Lo stadio è una muraglia di colori, di cori, di rumori. Ai lati del percorso gli appassionati di ciclismo si accalcano, attendono, scalpitano sui sandali. Sfilano i campioni in campo. I panchinari. Gli arbitri. Il quarto uomo. Sfilano i campioni sulla strada. I gregari. I fotografi. I "suiveurs" e i giornalisti. Il durante e il dopo. L'attesa, la tensione, la rassegnazione, la gioia. L'euforia. La poesia. Questo è un libro di sport, di calcio e di ciclismo. Di poesia. "Non gioco più, me ne vado": un libro su di noi, che ci riconosciamo in quelle sfide, in quei momenti. Come eravamo, dove eravamo, quando Tardelli urlava sotto il cielo di Madrid, e dove quando, nel 2006, il cielo di Berlino si tingeva d'azzurro e noi ridevamo, piangevamo, urlavamo. Come e dove quando Pantani volava sul Galibier, e come e dove e quando e perché Pantani chiuse le ali in quell'alba grigissima, in quella grigia stanza d'albergo. C'è tutto questo, c'è il giorno memorabile e il giorno comune, il giorno euforico e il giorno disperato, in questo libro. E il giorno come un altro. Non ancora compiuti vent'anni, Gianni Mura inizia la sua carriera alla "Gazzetta dello Sport". Assiste alle partite di provincia, ma subito dopo si trova a raccontare, nel 1965, quello che succede sulle salite estreme, strette, affollate, e sulle discese ventose del Giro.
br. Il 2 gennaio 1960, nell'ospedale civile di Tortona, si spegne il più grande sportivo italiano del Novecento, «forse il più grande di sempre», ucciso a quarant'anni da una malaria non diagnosticata e divampata in un corpo usurato da troppe fatiche. Dell'epopea di Fausto Coppi, della sua rivalità con Bartali, della prigionia e degli scandali si sa tutto, o quasi. Ma il Coppi meno conosciuto, meno raccontato, è proprio quello del 1959. È il suo ultimo anno di uomo e campione, di industriale e manager. Una giostra di ingaggi, passerelle, sconfitte. Un lungo, frenetico addio al mondo del ciclismo, ma anche un silenzioso addio alle mogli, ai figli, ai tifosi, alla gente e alle case di Castellania, «una muta punteggiatura del paesaggio e dell'umanità». L'ultima Roubaix, l'ultimo Baracchi, l'ultimo Tour - non disputato, ma vinto dal suo discepolo migliore -, fino a quell'ultimo viaggio, «inatteso» e fatale, nell'Alto Volta. Un Coppi stremato, esaurito, sfinito eppure ancora curioso, incapace di scendere dalla bici, dove continua a esibirsi con uno stile impeccabile - una perfetta fusione di «muscoli e telaio» -, portando a spasso la propria leggenda a due ruote. Un Coppi inedito, raccontato in mille storie minime ed esemplari - un mito, tutt'altro che ultimo.
ill., br. Il racconto della storia di Fausto Coppi, filtrato da Giorgio Martino, attraverso i ricordi da bambino dei fatti che hanno suscitato particolari emozioni portandolo a una grande passione per il ciclismo e per la professione di radio-telecronista, e che, intanto, costruivano la leggenda del Campionissismo. Una leggenda che, per la morte prematura, ha conservato intatto il volto e il ricordo di un campione eternamente giovane e vincente come in una moderna versione del "Ritratto di Dorian Gray". Seguendo un ordine principalmente cronologico, vengono ripercorsi i momenti e gli episodi più significativi non solo della carriera sportiva, ma anche della vita di colui che ha caratterizzato, con la sua figura e le sue imprese, un'epoca storica contraddittoria del nostro Paese che, mentre si risollevava dalle macerie della guerra, cercando il riscatto anche nello sport con i successi di Coppi, portava ancora i segni di un'arcaica arretratezza di pensiero e di costume di cui proprio Coppi fu vittima esemplare col clamoroso processo per adulterio, autentico trionfo del meschino perbenismo dei tempi.
ill., br. Con Coppi cominciò un altro ciclismo; rimase bellissimo ma cambiò. Subito dopo lui vinsero il Tour i vari Ku?bler, Koblet, Bobet finché il vero successore del Fausto, da lui stesso vaticinato, fu Jacques Anquetil, grande passista, fenomeno delle crono e del gossip. Erano campioni ma diventavano anche divi, ricoperti di soldi e attenzioni, sempre più personaggi mediatici e manager di loro stessi. E il ciclismo, anche il terribile Tour de France, cominciò ad adattarsi a loro, ad addolcirsi, a seguirne caratteristiche tecniche per blandire gli idoli e le loro folle. Ma fino a Gino Bartali, l'ultimo eroico, il Tour fu ben altro. Era stato pensato da Desgrange come una prova estrema, un'avventura perenne, un esercizio di sopravvivenza alle insidie della strada, della natura avversa, degli elementi, una corsa a eliminazione dove soltanto i più stoici avrebbero resistito, e in questo Bartali è stato il più forte di sempre. Questo fu il Tour de France fino a Bartali, una chanson de geste che faceva sognare, che concedeva occasioni formidabili di riscatto a gente di estrazione plebea, dalla scorza di cuoio, che emergeva talora da trincee di fango come lo erano certe strade di montagna degli anni Dieci, come lo rimaseroalmeno fino al Secondo dopoguerra. Quel ciclismo eroico stava nel cuore di intere generazioni di nonni e padri; lo hanno dichiarato estinto i soliti apprendisti stregoni che disegnano strategie di business per qualsiasi sport. Ma che il ciclismo sia ben vivo lo attestano sempre più persone; e che il più bello sia stato quello dei tempi eroici credo lo dimostrino anche le pagine e le foto di questo libro.
ill., br. La storia, non solo sportiva, delle grandi rivalità del ciclismo. Una storia di coppie contro. Dai tempi del Diavolo Rosso fino a quelli di Marco Pantani, passando per Coppi e Bartali, Moser e Saronni, Merckx e Gimondi, Bugno e Chiappucci, ci siamo sempre schierati per l'uno o per l'altro. Rivali e quasi nemici. Ma sempre con un chiodo fisso: arrivare prima di quell'altro.
ril. Ennio Doris e Pier Augusto Stagi, due buoni amici che hanno in comune L'amore per il ciclismo, si incontrano per discutere e condividere i loro ricordi e i loro libri. Così, in questo volume dedicato alle 100 edizioni del Giro d'Italia, ripercorrono la storia del nostro Paese attraverso le tappe più belle e significative della mitica corsa. Giocando a evocare storie e fatti, protagonisti e imprese, selezionano le tappe più belle e le elevano a simboli in un racconto pieno zeppo di aneddoti e passi di autentica letteratura raccolti da testi accreditati, libri rari e pubblicazioni d'epoca. Ne risulta un libro che parla di libri. Una storia che è la summa di altre mille storie. Un prontuario di passione per gli appassionati: quelli veri.
ril. Sergio è un ragazzo quando finisce la sua storia: questa storia. Una storia di fatica, di sudore, di pedali, di salite, di sprint finali, di sacrifici nel non uscire insieme agli amici per preservare il risultato della futura gara. Ciclismo, lo chiamano. Uno sport? Non solo: una passione. Quasi una ragione di vita. Quasi, appunto.
br. Quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali, cantavano Paolo Conte ed Enzo Jannacci. E davvero di strada ne ha fatta tanta, il "Ginettaccio": nelle corse e fuori dalle corse, nella sua irripetibile vita che ha attraversato il Novecento. Quella splendida pedalata che è stata la vita di Bartali è raccontata da un vero scrittore di sport come Leo Turrini, che ci restituisce un ritratto fulminante come un film neorealista. Non solo l'asso del pedale, non solo il rivale di Coppi in un duello passato all'eternità. Ma anche l'uomo che salvò quasi mille ebrei dai nazisti. E che contribuì, con la sua vittoria al Tour de France 1948, a far sì che l'Italia non sprofondasse nel caos dopo l'attentato a Togliatti. Io sto qui e aspetto Bartali, cantavano Conte e Jannacci. Anche noi - si può dire - aspettiamo ancora un campione, un eroe, un uomo così. Sapendo che difficilmente, da quella curva, arriverà mai un altro come lui...
Cento, Comune - Siaca, 1995, 4to (cm. 29,5 x 21) brossura con copertina illustrata a colori, pp. (123) completamente illustrato da fotografie a colori e da fac-simile con le riproduzioni delle pagine di giornali inerenti la tappa a Cento del 78vo Giro d'Italia (stato di nuovo) .
Milano, Treves, 1897, articolo, quattro fototipie ed un'illustrazione xilografica, stralcio con copertina posticcia muta de “Illustrazione Popolare” (fascicolo n. 27) . - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
[S.l., anni '50 del '900], fotografia originale, mm. 112x170. Ottime condizioni.
Due quotidiani Il Resto del Carlino di un solo foglio del 26 e 28 aprile 1944.
In 8ø (cm. 25 x 16,5); pagg. 71; con numerose illustraz. fotograf. a colori n.t.; tela originale con i marchi Jaguar dal 1935 al 1995 e titoli in oro. VG. ** "Nel 1995 Jaguar festeggia i sessanta anni dalla fondazione".
In 4ø (cm. 30 x 21); pagg. non numerate (circa 180); con numerosissime illustrazioni fotografiche n.t.; leggera cartonatura originale illustrata. VG. ** Edizione fuori commercio. Quasi completamente illustrato.
In 8ø (cm. 24,5 x 19,5); pagg. 261; con numerose cartine di linee n.t.; carton. origin. con dorso in tela (con minimo difetto). Alcune note a penna. VG-. ** N. 3. Edizione 15 gennaio 1960.