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Due volumi di cm. 26,5, pp. viii, 356 (4); (4) 384. Con frontespizi in rosso e 50 tavole fuori testo incise in rame e finemente dipinte raffiguranti le maschere della commedia italiana. Legatura coeva in mezza pelle e percallina verde, dorsi a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Sguardie marmorizzate e tagli colorati. Qualche lievissima fioritura marginale, piccoli segni di scoloritura ai piatti, ma bell'esemplare, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Prefazione di George Sand. Uno dei più rari studi sulle maschere italiane, particolarmente ricercato per l'apparato iconografico in colori d'epoca. Cfr. Brunet 1661 e Vicaire VII, 330.
19085578Havana: Moises V. Codina 1908. Good plus. Seven broadsides each approximately 22 x 7.25 inches plus one double bill measuring about 22 x 15 inches. One broadside printed in red and black. Previously folded. Scattered shallow tears from edges not affecting text with some tape repairs on blank versos. A group of eight playbills spanning eight consecutive days in July 1908 that advertise performances and events at the Gran Teatro Payret in Havana. The theater was built by its namesake Jaoquin Payret in 1877 on a corner across from the Villanueva Railway Station now the Capitolio Nacional de la Habana and initially focused on opera and high-class performing arts to compete directly with other established theaters in the Cuban capital. The building had five floors and a capacity of 2300 but the upper balconies collapsed in 1882 after which the theater changed hands and began to showcase more varied popular offerings.<br /> <br /> These playbills publicize an array of performers including the ballet dancer Millas; a cabaret artist Eline Oreo; a magician and telepath Sidney Richards; Troupe Montrose a group of acrobats an Italian dance troupe Les Casettas; two clowns named Pito and Chocolate; and many others. Notably the programming also includes a heavy rotation of short and feature films such as La Electricidad Liquida 1907; El Inagarrables Pick Pocket 1908; Victima de la Ciencia 1907; En Chine: Voyage sur le Canal Impérial 1908; and Venganza del Dervich 1907. The playbill for Thursday July 16 with its headline and date in red proclaims the debut of Trouppe Merodia a seven-person group of acrobats and cyclists as well as the Cuban premiere of a film titled La Caza de Oso The Bear Hunt.<br /> <br /> The theater was closed by hurricane damage in 1926 but reopened as a cinema in 1935 and in the following years became known as the "Cathedral of Spanish Cinema." The building again fell into disuse and disrepair in the decades following the Cuban Revolution but was restored in 2008. A very interesting group that gives a great sense of day-to-day operations at one of Cuba's most important and historic theaters. Moises V. Codina unknown
1963156237New York: The Living Theatre 1963. Vintage script for the 1963 off-Broadway play. INSCRIBED on the title page by The Living Theatre co-founder-and production designer for the play-Julian Beck: "This is the mimeographed text which The Living Theatre used for its production of the world premiere of the play May 1963. It precedes all other publications of the play. / Julian Beck / NYC Feb 1985."<br /> <br /> The play premiered at The Living Theatre on May 13 1963. It was the recipient of three Obie Awards for Best Production Best Design and Best Direction. Jonas Mekas would film a 1963 performance of the play after it had closed released in 1964.<br /> <br /> A realistic and anti-authoritarian depiction of a US Marine Corps prison based on playwright Kenneth H. Brown's experience being held in a brig for 30 days while serving with the Third Marines at Camp Fuji in the 1950s.<br /> <br /> The Living Theatre revived the play to inaugurate its new permanent location on the Lower East Side in Manhattan on March 29 2007 directed by Judith Malina.<br /> <br /> Self wrappers front wrapper integral with the title page noting credits for playwright Kenneth H. Brown. 52 leaves with last page of text numbered 2-2-45. Mimeograph duplication rectos only. Pages Near Fine bound with two gold brads. The Living Theatre unknown
193558719New York:: Playbill Incorporated 1935-1981. publisher's printed wrappers. A collection of forth autographed Playbills autographed by multiple cast members including Helen Hayes Dorothy Kilgallen Ethel Merman in pencil Jessica Tandy Milo O'Shea and dozens of others. . 8vo. Playbill Incorporated, unknown
London, printed by T. Baldwin, N. 42, Fleet Street, 1770. (Price one Shilling). In 8vo (cm. 18,2); mezza pelle coeva; sguardie colorate; pp. VIII, 2 nn. a 95, (1). Testo in inglese ed italiano. Con l’elenco degli Interlocutori; Inventore de’ Balli il Signor Galeotti; primo Ballo, Divertimenti dell’armata; Secondo Ballo, Feste di Contado; Elenco dei ballerini principali; Pittore macchinista il Signor Bigari. RARISSIMO. La prima data certa nella sua biografia è il 1753: in quell'anno egli si trova certamente a Londra ove partecipa agli intrighi ed alle discussioni che occupano e dividono gli italiani viventi all'ombra dell'"Opera House" o "King's Theatre". Badini, bene introdotto nell'alta società inglese, amico di John Wilkes, il letterato mondano più in voga nella città, riesce a rafforzare in maniera notevole la propria posizione di poeta ufficiale. Nel 1793 è in polemica, sempre per il posto di librettista, con Lorenzo da Ponte, come sempre, l'occasione dello scontro è fornita dalla pubblicazione d'un libro: Il Tributo del Core, una raccolta di poemi del da Ponte sulla morte di Luigi XVI. Tre mesi dopo la pubblicazione del suddetto libro, nello stesso anno 1793, il B. mette in circolazione una sconcia parodia sotto uno pseudonimo: Il Tributo della coglionatura dell'Abate Vittorio Nemesini, Accademico della Crusca e canonico di San Pietro. Dedicato a l'Autore del Tributo del Core, o sia al merito incredibile, non meno che impareggiabile dell'Abate Lorenzo da Ponte. L'attacco è personale, diretto: s'accusa il da Ponte di voler togliere, addirittura rubare, il posto di librettista dell'Opera a "uno che ha servito il Teatro venticinque anni continui, e che nei parti della sua penna si è distinto non solo tra i Poeti italiani, ma anche fra quelli dell’Inghilterra”. Da Ponte, che teneva al corrente Giacomo Casanova degli sviluppi della polemica, lo informava della situazione in una lettera del 10 maggio: Badini "è il primo birbante ch'esista sulla terra... Son dieci anni che non sorte di casa che le domeniche per i debiti; da che pubblicò la satira si nasconde affatto perché teme ch'io lo bastoni. Tutti mi dicono che potrei chiamarlo in giudizio... io non mi degno. Tutto questo ci fa per discreditarmi: e perché crede che mi possano alfine dar il posto di poeta". Le cose stavano a questo punto, allorché la direzione del King's Theatre passò a William Taylor, il quale confermò il Badini nel suo impiego di "poeta" del teatro. Da Ponte, per conseguenza, si vide costretto a trovare altrove lavoro trasferendosi ad Amsterdam, dove lo raggiunse, il 30 ott. 1793, una lettera del Taylor, il quale gli offriva il posto di librettista dell'Opera e uno stipendio annuo di 120 ghinee. Accettò senza esitazioni l'offerta e, tornato in Inghilterra, riuscì nel 1795 a far rappresentare la Scuola de' Maritati, rifacimento d'un lavoro composto alcuni anni prima. Il successo fu grande, confessò Da Ponte, "ad onta di... una satira sanguinosa del sempre infame Badini, che a suo dire fu pagato per farla". Questa satira è la Breve Notizia dell'Opera Buffa intitolata La Scuola de' Maritati o sia Delle Corna: scritta dal celebre Lorenzo Da Ponte, il quale dopo di essere stato Ebreo, Cristiano, Sacerdote, e Poeta in Italia e in Germania, si trova Secolare, Maritato, e Asino in Londra. Il libello fu pubblicato anonimo e portava falsamente come luogo d'edizione Lisbona. Fu invece stampato a Londra nel 1795. Il Da Ponte, forte dei recenti successi, questa volta volle rispondere all'impudente con alcune Piacevoli noterelle sopra il Turpe Libello intitolato Breve Notizia dell'Opera Buffa che ha per titolo La Scuola de' Maritati, composto dal sedicente Vittorio Nemesini, cioè da Carlo Francesco. Gli incontri e gli scontri tra i due continuarono ancora per qualche anno ("Il Badini... m'insidia sempre l'impiego") finché ai principi del 1800 lo stesso Da Ponte fu sostituito nell'impiego di poeta da un certo Bonaiuti. Francesco Badini fu il primo a tradurre in italiano i Pensieri di Pascal. Axs
in-8, (mm 160x95), pp. 68 (i.e. 66), (1), legatura posteriore cart. rustico. Marca tipogr. sul front., iniziali silogr. istoriate. Prima edizione. Sebbene nel frontespizio sia considerata come lavoro originale del Domenichi si tratta di una traduzione letterale della omonima tragedia latina composta a soli 18 anni da Gregorio Correr, e pubblicata anonima a Venezia nel 1558 da Paolo Manuzio (in Academia Veneta). Il Correr (1409-1464) ricevette un'ottima educazione letteraria alla scuola mantovana di Vittorino da Feltre e insieme ai figli del Marchese di Mantova alla corte dei Gonzaga; fu letterato e seguì la corte pontificia nei suoi vari spostamenti; poco prima di morire fu nominato Patriarca di Venezia. Il Domenichi fu uno dei sommi volgarizzatori ed editori di testi classici per Giolito, lo Scotto ed i Giunti. La tragedia, dedicata a Giannotto Castiglione, è tratta da fonti di Seneca e Ovidio, in versi, senza divisione in atti. Edizione piuttosto rara. Buon esemplare, seppur corto in alto con qualche lieve rifilo.. Allacci 648. Clubb 391..
2 opere in un vol. in-4, leg. coeva p. perg. floscia, tit. ms. al dorso e sul taglio infer. Impresa tipogr. sul tit. ed in fine ad ambedue le opere, fregi ed iniz. silogr.- I) Poetica..., ff. (6), 156, ( invertiti i ff. 9-10 e 11-12). Lunga dedica al conte Girolamo Martinengo. Prima edizione di questo ampio trattato in cui l'autorea afferma la superiorità del poeta sul filosofo, ''poiché ha strumenti più efficaci per instillare le virtù negli animi''. - II) Discorso..., ff. (4), 44. Prima edizione, dedicata a Galeazzo Riario, di quest'opera in cui ribadisce le finalità sociali e politiche dell'arte ed afferma che sono da censurare le tragicommedie pastorali, definite ''composizioni mostruose''; il che innescò un'infinita serie di polemiche con Giambattista Guarini fino 1590, ''repliche lunghe, indiscrete e noiose'' (Gamba). Importante e raro assieme di questi due trattati, che rimangono una tipica espressione della cultura della Controriforma avversa al Teatro. Giason De Nores (Cipro 1530 ca. - Padova 1590), compì gli studi a Padova sotto la guida di S. Speroni, cui è debitore della maggior parte delle riflessioni sul problema delle unità dell'opera d'arte teorizzata dalla ''Poetica'' di Aristotele; scrisse opere geografiche, cosmografiche, politiche e retoriche. Convinto aristotelico, intervenne nel 1587 nella polemica suscitata dal ''Pastor Fido'' del Guarini, producendo svariati scritti di notevole importanza. Ottimo esemplare, fresco e marginoso (ininfluente lavoro di tarlo nel margine infer. bianco dei ff. 95-103).. Gamba 1349: «Edizione quanto rara, altrettanto bella». BMC 470. Adams D-304 e Olschki, Choix XII, 18452 (solo la ''Poetica''; Olschki con data errata 1580)..
32820605<p>6 pen and ink and gouache on heavy card. 9 x 12 ½ in. A note on the verso of one states "I have left the extra 3 cm on the top of this picture should you want to include it when it is finally framed." Very good condition.</p><p>These delightful views depict scenes at the Strand Theatre now the Novello Theatre then presenting Tom Stoppard's <i>The Real Thing</i> in London's West End. They range from views of the boxes and theater-goers to the box office to backstage scenes.</p><p><b>The box office advertises the original production of Tom Stoppard's <i>The Real Thing</i> which ran at the Strand from 1982 to 1985.</b></p><p>Provenance: Anthony Peek longtime manager at the Theatre Royal Haymarket.</p>
17372674DBParis, Prault 1737. 4°. (16), 201, (13) S. Mit 12 Kupfertafeln.
18092829BB3 (von 4) Teilen in 1 Band. Leipzig, Breitkopf & Härtel, (1809). Quer-4°. (2) Bl., 50 S., (1) Bl., 62 S., (1) Bl., 29 S. Mit 3 gest. Titelbl. Späterer Halblederband mit dem eingebundenen blauen Orig.-Umschlag.
004537Melton Mowbray: No Publisher Three tickets for various productions at Dalby Theatre: 1. 'Macbeth' with 'High Life Below Stairs' approximately 55mm x 76mm in size dated 21st July with an image of a woman holding a dagger and a chalice; 2. 'The Wonder' with 'Atheling Castle' approximately 54mm x 77mm in size dated July 14th with an image of a dancing woman holding a mask; and 3. 'The Castle Spectre' with a farce called 'Transformed or No' approximately 65mm x 57mm in size dated July 9th with a coloured image of a partially clothed woman in the clouds holding a banner in which the plays and dates are inscribed n.d. but probably very late eighteenth century or very early nineteenth century. All three slightly trimmed each with play titles and date to front in ink and with 'Admission Ticket Not Transferable' to reverse lightly browned 'Castle Spectre' with soiling to top left hand corner but generally clean. Dalby theatre was the private playhouse of Edward Hartropp 1758-1808 at Little Dalby Hall Leicestershire it was demolished in 1945. 'High Life Below Stairs' was a comedy by James Townley; 'The Wonder' was a play by Susanna Centlivre set in Lisbon; 'Atheling Castle' was possibly based on the gothic novel by Ann Radcliffe 'The Castles of Athlin and Dunbayne' first published in 1789; 'The Castle Spectre' was by Matthew Gregory Lewis Monk Lewis first performed in 1797; and 'Transformed or No' has eluded our searches. The BM has all three of these tickets with others pasted on to a sheet of paper C2. 1535-1543 Yale has both 'Macbeth' with the same image used for another play 'Isabella' with 'Lover's Quarrels' and 'Castle Spectre' but not as far as we can tell 'The Wonder'. First Edition. Unbound. Good. Various. Ephemera. No Publisher Paperback
156819224Opuscules - Élégie (60) - Epistres (122) - Ballades (284)- Chants divers (304) - Rondeaux 346) - Chansons (387) - Épigramme (410) - Épigramme et l’imitation de Martial (494) - Estrenes (510) - Epitafes (523) - Cimetière (534) - Complaintes (550).Paris, (Jean Ruelle pour) Gabriel Buon - 1568. RARE.Reliure plein maroquin rouge du XVIIIème. Dos à nerfs orné et doré. Tranches dorées sur marbrures. Roulette dorée intérieure. Pas de rousseur. Très bon état. Format in-16°(12x8).Clément Marot (1496-1544). A la fois héritier des auteurs de la fin du XVe siècle et précurseur de la Pléiade, il est sans conteste le poète le plus important de la cour de François Ier. Malgré la protection de Marguerite de Navarre, la propre soeur du roi, ses sympathies marquées pour la Réforme lui valent plusieurs emprisonnements et deux exils.
188419755Edition originale sur papier courant tirée à 500 exemplaires. Paris, Léon Vanier, libraire éditeur - Léo Trézenik imprimeur - 1884 - 159 pages. Ex-libris F. Renard.Belle reliure demi toile citron. Dos lisse avec titre et auteur. Etui cartonné avec titre et auteur au dos, sur étiquette. Couverture gaufrée bleu azur conservée. Quelques rousseurs sur les 20 premières pages. Très bon état. Format in-12° (19x12).
1872103543Paris, Pagnerre, Libraire-éditeur, impr. Typographie de Drouard et A. moulin, Saint-Denis 1872 17 volumes sur 18. Manque Vol. VI. In-8 22 x 13 cm. Reliures demi-chagrin grenat, dos à nerfs encadrés de petits fers dorés, environ 355 pp. par volume, table à la fin de chaque volume. Reliures avec légers frottis, intérieur très frais.
In-4 p. (mm. 290x215 / 303x211), 2 volumi, tutta tela moderna: il 1° con piatti neri e dorso chiaro, il 2° in blu. Di questo celebre quotidiano satirico, pp. 4 cad. numero, ciascuno con bella xilografia a piena pagina nel t., offriamo "tutto il pubblicato", così composto: - 1848, Anno I, dal n. 1 (sabato, 18 marzo) al n. 219 (sabato, 30 dicembre). Il n. 135 non figura editorialmente (doveva essere giovedì, 21 settembre) ma le date sono esatte. Il mese di settembre ha pure pagine con numerazione errata. - 1849 Anno II, dal n. 1 (martedì, 2 gennaio) al n. 102 (venerdì, 15 giugno). Mancano 2 numeri: il 43 (mercoledì, 21 febbraio) e il 103 (sabato, 16 giugno). Precisiamo che nel 1848 la pubblicazione fu sospesa dal 15 al 27 maggio e nel 1849 dal 15 aprile al 27 maggio. Unito: "L’Arlecchino" “nei teatri”, settimanale dedicato al teatro (usciva ogni domenica), con propria numerazione, sempre di 4 pagine e con xilografia a p. pag., e di cui offriamo "tutto il pubblicato" in XXIII numeri, dal 15 ottobre 1848 al 1° aprile 1849. Tutti questi fascicoli sono inseriti, in base alle date, “nell’Arlecchino comico-politico”. Mancano solo le pp. 3/4 del n. I (15 ottobre 1848) Cfr. Diz. del Risorgimento Nazionale,I, p. 52: “Iniziò le sue pubblicazioni a Napoli il 18 marzo 1848, ed è uno dei giornali più popolari e ricordati di quel periodo tempestoso di vita partenopea. Diretto da Emanuele Melisurgo ed amministrato da Giuseppe Coppola, ebbe redattori ordinari e straordinari: Giuseppe Orgitano, Felice Nicolini ed Achille de Lauzières tra i primi, Michelangelo Tancredi, Giuseppe Rosati e Domenico Ventimiglia tra gli altri.. Di piccolo formato era povero di scritti: il largo disegno del titolo prendeva una metà della prima pagina, e tutta la terza pagina era occupata dalla caricatura, disegnata prima da Enrico Colonna, poi da Luigi Mattei, ma quasi sempre ispirata dal Melisurgo.. Tuttavia il giornaletto, battagliero, ma non violento, pronto alla satira al momento opportuno, mordace ma mai offensivo, incontrò sin da principio il favore del pubblico e vide sempre crescere il numero dei suoi lettori. Il 16 giugno 1849, anno II, n. 103, l’Arlecchino finì di vivere”. Cfr. anche Cat. dei Periodici Popolari del Risorgimento,III,76: “Per i fatti del 15 maggio 1848 la redazione fu assalita dalla polizia; riprese le pubblicazioni il 29 maggio”. Vari fascicoli sono stampati su carta azzurra. Nella ns. raccolta solo gli ultimi 15 numeri con fiorit. e aloni, altrimenti tutta in buono stato.
In folio (cm. 52); pp. (8), XII, (4); brossura editoriale.<BR>L'opera è illustrata da 9 tavole incise (1 antiporta e 8 tavole numerate da I a VIII) in rame raffiguranti:<BR>Veduta prospettica del Teatro.<BR>I. Icnografia Generale del Pianterreno<BR>II. Icnografia Generale del Primo Piano<BR>III. Teatro - Ortografia interna pel lungo, Facciata<BR>IV. Teatro - Sezioni del Salone<BR>V. Particolari della Volta del Salone<BR>VI. Sezione Parziale della Platea<BR>VII.Volta della Platea<BR>VIII. Sipario<BR>L'opera è completa ma sfasciata; i fogli sono in condizioni buone (qualche strappetto sui margini e perdita di un po' di margine interno delle tavole in prossimità del punto in cui sono state tagliate dalla legatura).<BR>Della brossura di copertina sono conservati i piatti che però necessitano di restauro.
Edizione originale. Tutto il pubblicato (196 fascicoli) della prima e della seconda serie (marzo 1954 - febbraio 1958) del settimanale «Il Contemporaneo». Fascicoli sciolti in ottime condizioni conservati in eleganti astucci con titoli al dorso raccolti in 6 cofanetti in tela. Rivista di letteratura, politica e cultura d’ispirazione marxista fondata a Roma nel 1954 sotto la direzione di Romano Bilenchi, Carlo Salinari e Antonello Trombadori. Settimanale fino al febbraio 1958 (quando terminano le pubblicazioni della “seconda serie” caratterizzata dal grande formato 42 x 58 cm), il periodico - che vantava nel proprio comitato direttivo, oltre ai già ricordati Salinari e Trombadori, Abe Steiner, Glauco Viazzi, Carlo Melograni e Renato Guttuso - comincerà a uscire dal marzo di quell’anno con cadenza mensile. Con articoli, interviste e approfondimenti di altissimo livello dedicati alla letteratura, all’arte e alla politica e con le sue pregevoli illustrazioni in bianco e nero, «Il Contemporaneo» si propose, fin dal numero inaugurale, di favorire la «conquista di un modo nuovo di guardare il mondo, senza evasioni e senza pessimismo [...] ma con ferma fiducia nelle possibilità umane di progresso; la conquista di una nuova vita morale è un fatto essenziale per una nuova cultura del nostro tempo».
In-8°; cc. 32, titolo al frontespizio entro cornice architettonica incisa su legno; un legno all’ultima pagina. legatura in piena pergamena, tagli in azzurro. Quadrio V, p. 81.
in-4, pp. (4), XXXII-82-(2), 58; leg. 800esca m.pelle, titolo su tassello e fregi in oro al dorso. Con 6 tavole f.t. incise in rame, più volte ripiegate e, nel testo, testatine, vignette, finalini, capilettera in silografia. Dedica a F.O. Magnocavallo, Conte di Avarengo e Signore di Monromeo. Prima edizione dell'opera maggiore dell'Arnaldi (Vicenza 1716-1794); ideata nel 1749 quando si accese la polemica intorno al teatro Filarmonico di Verona, distrutto da un incendio. Nella prima parte l'a. suggerisce un teatro ideale di tipo secentesco; la sala è a pianta semicircolare contornata da 5 ordini di palchi; nella polemica per la copertura della sala olimpica l'Arnaldi difese il progetto palladiano di una copertura a cassettoni. Esempl. internamente freschissimo ed a pieni margini. Abile ricostruzione alla parte inferiore del dorso.. Berlin Kat. 2790. Wolfheim II, 909. Cicognara 749-50, segnala un'edizione del 1733, impossibile essendo l'autore nato nel 1716. Non in Fowler. Choix d'Olschki 10126..
in-8, pp. (16, compr. le prime 2 bianche), 233, (3), leg. coeva p. perg. molle, tit. ms. al dorso (piccola mancanza al piatt ant. e post.). Caratteristico stupendo frontespizio, inciso in rame, con un uomo in maschera in costume che sorregge una locandina su cui è scritto il titolo. Fregi ed iniz. silogr. Dedica dell'autore a "Lodovico il Giusto re di Francia, e di Navarra" (Luigi XIII). Seconda edizione (la prima, senza le parole "La supplica" nel titolo come la presente, era apparsa a Ferrara nel 1628) Rara, importante e curiosisima opera polemica in difesa della professione dei comici e della commedia. In fine (pp. 216-233) vi è ristampato il breve "Trattato sopra l'arte comica", già apparso a Genova nel 1627. Come nota il Sanesi (II, p. 49), alcuni tra i più noti comici del XVII secolo, oltre il Barbieri (P.M. Cecchini, G.B. Andreini, F. Scala, G.P. Fabri, L. Riccoboni), furono costretti a pubblicare delle opere polemiche per difendersi dai durissimi attacchi di molti teologi e moralisti che, in contrasto con l'atteggiamento benevolo di una parte del clero, "proseguendo la tradizione cattolica medievale, combattevano tenacemente il teatro e scagliavano contro l'arte corrotta e corrompitrice dei comici le accuse più veementi". L'intenzione particolare di questa "supplica" al suo protettore Luigi XIII, da cui aveva ricevuto grandi onori nel periodo trascorso a Parigi, fu quella di difendere la sua prima commedia, rappresentata e "storpiata" da tutte le compagnie teatrali, "L'Inavvertito, ovvero Scapino disturbato, e Mezzettino travagliato", apparsa a Torino nel 1629, più tardi imitata da Molière nello "Étourdi" (1653) ed ispiratrice di alcune scene dello "Amant indiscret" di Philippe Quinault (1654). Il Barbieri (Vercelli 1576 - Modena 1641), fu stimato ed affermato autore di teatro e comico di gran successo. « Niccolo Barbieri est un des plus célèbres Beltrame, si non le créateur du type. Il avait fait partie de la troupe des Gelosi, puis des Fedeli... Il a écrit un très curieux ouvrage, La Supplica... » (Duchartre, La Comédie italienne, 1924, p. 162). Buon esemplare, genuino (con lievissimi aloni d'umido).. BMC, XVII SEC., P.73. MICHEL-MICHEL, I, 107. D.B.IT. VI, pp. 237-8. ENCICL. SPETTACOLO, I, 1480-1. RASI, COMICI ITALIANI I, pp. 265-272..
<p>17,5 cm, in 8° piccolo, rilegature tardo settensche in mezza pelle, piatti marmorizzati, fregi e titoli in oro al dorso, Tomo primo p. <span>XII,(2), 305, (3) Antiporta calcografico stampato su carta forte, con um attore - mimo in abito di scena, finemente inciso su rame. Tomo Secondo (<span>2), 291, (9) Colophon e data dell'opera alla fine del secondo volume con grande e bella marca tipografica xilografata</span> raffigurante una allegoria della dea Atena con motto "Pacis Opus". </span> Numerose testatine geometriche e finalini xilografici figurati. Rara opera storico biografica sui protagonisti dello spettacolo comico teatrale italiano dal 1550 fino alla fine degli anni 70 del XVIII secolo. Rara raccolta che riporta le vicende personali e professionali di numerosi attori ed autori, citando opere, trame di spettacoli, maschere, personaggi e compagnie teatrali. L'opera organizzata in ordine alfabetico contiene anche l'autobiografia del Bartoli e cita numerosi aneddoti e notizie sugli autori suoi contemporanei che ebbe modo di conoscere e vedere personalmente. Qualche piccola e trascurabile macchiolina alle prime due carte del primo volume, altrimenti opera fresca con buoni margini e per lo più ottimamente conservata.</p>
192875930Eugène Fasquelle | Paris 1928 | 14.50 x 20.50 cm | relié
<p>16,5 cm, rilegatura in piena tela, titolo in oro al dorso e in cornice al piatto. Dedica autografa dell'autore a Rudolf Winternitz (architetto) "zur erinnerung an gemeinsamer ... Wien im Jenner 1906". P. 180. Due piccoli timbri nel testo dell'editore "W. Drugulin 18 dez 1905". Rara edizione originale del 1905 (Le bibliografie citano come prima edizione: Berlin, Fischer 1906). German translation: 16,5 Cm, In Leinen gebunden, Titel in gold am am Rucken und am Deckel eingeramt. Autographische Wiedmung von Hofmannsthal an Rudolf Winternitz.(Architekt ). Zweimal erscheint im Text der Stempel vom Heraugeber " W. Drugulin 18 Dez.1905". ERSTE AUFLAGE. Die Bibliographie gibt als Erstdruck: Berlin, Fischer 1906. Das Buch ist in sehr guten Zustand.</p>
In-8°; seconda edizione, pp. (64), al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno. Legatura in piena pelle moderna. all’ultima pagina nota manoscritta e leggero timbro a inchiostro. AGNELLI-RAVEGNANI II,110
19631489Marc Barbezat, à Decines, Isères 1963. Volume in-4 (315 x 250 mm) en feuilles sous couverture de papier japon nacré illustrée en couleurs, rempliée, chemise et étui recouvert de papier bois de l'éditeur. Édition originale des Poèmes Insoumis de Léna Leclercq illustrés de 8 LITHOGRAPHIES ORIGINALES EN COULEURS À PLEINE-PAGE D'ANDRÉ MASSON. 1 DES 25 EXEMPLAIRES SUR JAPON NACRÉ avec la suite des 8 lithographies et 2 lithographies refusées TOUTES SIGNÉES AU CRAYON PAR L'ARTISTE. L'ouvrage est signé au colophon par la poète et le peintre. Les lithographies ont été tirées par Mourlot et le texte imprimé par Audin à Lyon dans la mise en page de Marc Barbezat.