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1922THEO0159Paderborn, Schöningh 1922/23. gr.-8°, VII, 275 S.; VIII, 474 S., 1 Bl. Vlgsanz.; VI, 312 S.; VII, 378 S.; OHln., berieben, Kanten etwas bestoß., flieg. Vors. tlw. bestemp., Schnitt angestaubt, geringe Stellspuren.
201111198Ad Solem Editions 2011 455 pages 13 2x4x21 4cm. 2011. Broché. 455 pages. Michel-Marie Zanotti-Sorkine prêtre catholique partage dans cet entretien son parcours vers la vie religieuse et les clés de son ministère notamment le primat de la prière et l'attention à la dignité du sacré. L'ouvrage revient sur sa transformation de la paroisse Saint-Vincent-de-Paul à Marseille en un lieu très fréquenté attirant les fidèles par la beauté de la prière et le rayonnement de la lumière du Christ
1985100150539cerf 1985 in8. 1985. Broché. Cet ouvrage de Xavier Thévenot prêtre salésien présente une recherche éthique et théologique fondée sur une enquête menée auprès d'homosexuels chrétiens. Il s'agit d'une thèse de doctorat soutenue en 1980 qui propose une réflexion morale chrétienne sur l'homosexualité masculine en évitant un situationnisme qui ferait norme des faits vécus
ril. Il volume presenta tre lavori di Giuseppe Franzoni uniti da un filo rosso - il problema dei beni comuni del pianeta e del cosmo - che li lega idealmente, anche se non furono pensati in serie, ma nacquero sollecitati dalle circostanze. Il primo documento è "La terra è di Dio", una lettera pastorale pubblicata quando Franzoni era abate ordinario della Basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma; in quanto tale, pur non essendo vescovo, aveva autorità magisteriale sul suo piccolo territorio, ed era membro di pieno diritto della Conferenza episcopale italiana (Cei). Quando perciò uscì il documento - giugno 1973 - grande fu il clamore che esso provocò, e grande l'imbarazzo all'interno della gerarchia ecclesiastica cattolica, essendo l'abate benedettino uno di loro. Uno di loro ma che aveva il coraggio di denunciare le collusioni delle istituzioni cattoliche con la speculazione edilizia nella capitale. "Farete riposare la terra" è il secondo documento di Franzoni sui beni comuni. Il riposo della terra era un altro modo, per chiedere rispetto, amore e cura per la Madre Terra. Il terzo documento - "Anche il cielo è di Dio" all'alba del secondo millennio riprende il discorso già iniziato, ma sottolinea che non solo la terra, ma anche il cielo deve essere rispettato.
brossura Nella vita si commettono sbagli. Il bisogno di chiedere perdono riguarda ogni realtà umana, ma a volte limitarsi a dire "Mi dispiace" non è sufficiente. Attraverso le loro ricerche e il lavoro svolto accanto a centinaia di persone, gli autori di questo volume hanno scoperto cinque aspetti o "linguaggi" fondamentali del perdono: Esprimere rammarico - Assumersi le proprie responsabilità - Cercare di rimediare - Pentirsi sinceramente Chiedere scusa. Con questo strumento è possibile individuare il proprio linguaggio principale del perdono, parlando i linguaggi delle persone amate. Un testo indispensabile per migliorare i rapporti interpersonali.
br. "Il modo come abbiamo esposto la biografia di Padre Francisco de Paula Victor potrebbe dare l'impressione di averla romanzata e che, a volte, nello sceneggiare alcuni episodi ci si sia lascianti prendere la mano dalla fantasia. Se ciò dovesse creare scrupoli, rassicuriamo subito che, come si fa per le fedeli ricostruzioni d'epoca, ci si è basati su documentazione di prima mano e solo per rendere più agevole la lettura si è preferito non appesantire il testo con note di riferimento documentaristico e bibliografico, tuttavia l'intera biografia è basata su documentazione edita ed inedita, studi e saggi". (dalle Annotazioni)
Traduzione di Don Fausto Bosio. Prefazione di Padre Giulio Bevilacqua.
brossura L'evento sinodale che abbiamo vissuto 1. «Su tutti effonderò il mio Spirito; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni» (At 2,17; cfr. Gl 3,1). È l'esperienza che abbiamo fatto in questo Sinodo, camminando insieme e ponendoci in ascolto della voce dello Spirito. Egli ci ha stupito con la ricchezza dei suoi doni, ci ha colmato del suo coraggio e della sua forza per portare al mondo la speranza. Abbiamo camminato insieme, con il successore di Pietro, che ci ha confermato nella fede e ci ha rinvigoriti nell'entusiasmo della missione. Pur provenendo da contesti molto diversi dal punto di vista culturale ed ecclesiale, abbiamo avvertito fin dall'inizio una sintonia spirituale, un desiderio di dialogo e una vera empatia. Abbiamo lavorato insieme, condividendo ciò che ci stava più a cuore, comunicando le nostre preoccupazioni, non nascondendo le nostre fatiche. Tanti interventi hanno generato in noi commozione e compassione evangelica: ci siamo sentiti un solo corpo che soffre e gioisce. Vogliamo condividere con tutti l'esperienza di grazia che abbiamo vissuto e trasmettere alle nostre Chiese e al mondo intero la gioia del Vangelo. La presenza dei giovani ha segnato una novità: attraverso di loro è risuonata nel Sinodo la voce di tutta una generazione. Camminando con loro, pellegrini alla tomba di Pietro, abbiamo sperimentato che la vicinanza crea le condizioni perché la Chiesa sia spazio di dialogo e testimonianza di fraternità che affascina. La forza di questa esperienza supera ogni fatica e debolezza. Il Signore continua a ripeterci: Non temete, io sono con voi.
brossura Questo documento preparatorio propone una riflessione articolata in tre passi. Si comincia delineando sommariamente alcune dinamiche sociali e culturali del mondo in cui i giovani crescono e prendono le loro decisioni, per proporne una lettura di fede. Si ripercorrono poi i passaggi fondamentali del processo di discernimento, che è lo strumento principale che la Chiesa offre ai giovani per scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione. Infine si mettono a tema gli snodi fondamentali di una pastorale giovanile vocazionale. Si tratta quindi non di un documento compiuto, ma di una sorta di mappa per favorire una ricerca, i cui frutti saranno disponibili solo al termine del cammino sinodale.
br. All'inizio di ottobre 2016 papa Francesco ha annunciato il tema della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si terrà a ottobre 2018: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». In vista di quell'appuntamento, è avviata la fase di consultazione di tutto il popolo di Dio mediante il Documento preparatorio, articolato in tre parti: I. I giovani nel mondo di oggi: descrizione di alcune dinamiche sociali e culturali del mondo in cui i giovani crescono e fanno le loro scelte, per una lettura di fede. II. Fede, discernimento, vocazione: «i passaggi fondamentali del processo di discernimento, che è lo strumento principale che la Chiesa sente di offrire ai giovani per scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione». III. L'azione pastorale: tematizzazione degli elementi fondamentali per una adeguata pastorale giovanile vocazionale. Completa il documento il Questionario, le cui risposte costituiranno la base per l'Instrumentum laboris, punto di partenza del lavoro dei Padri sinodali. Il testo è «una sorta di mappa che intende favorire una ricerca i cui frutti saranno disponibili solo al termine del cammino sinodale». Precede il documento una lettera di papa Francesco indirizzata ai giovani.
br. Papa Francesco nutre per i nonni la massima considerazione. La sua convinzione che «il piccolo nucleo familiare non dovrebbe isolarsi dalla famiglia allargata», espressa nell'Amoris laetitia, affonda le radici nella sua esperienza di vita personale: in tanti aneddoti da lui raccontati affiorano i tratti della nonna, che egli ricorda con gratitudine per la grande importanza che ebbe per la sua crescita e per la sua fede.
Quinta edizione riveduta ed ampliata. Colla di testi patristici. Un indispensabile punto di riferimento per l'esperienza cristiana.
ril. In questa nuova edizione, da Napoli, padre Zanotelli tocca tematiche scottanti come quelle dei rifiuti della Campania, dei referendum a tutela dell'acqua pubblica, della corruzione politica, dei potentati economico-finanziari. Come afferma l'attore Marco Paolini nella sua Prefazione Zanotelli è "uno che usa le parole, le lingue come ponti, mai come ostacoli, uno che sa essere messaggio evangelico, rinunciando alla sua voce per darla ai poveri, uno che ti ricorda che non servono i soldi per dare o restituire dignità, né ai ladri, né ai derubati. Un Francesco d'Assisi solido come un faggio trentino, capace di farsi carico del peso della disperazione altrui senza esserne schiacciato".
ill., br. Nascosti nella loro veste scura i preti assumono un'aria indecifrabile. Potrebbe sembrare che si assomiglino tutti, ma è davvero così? Chi sono, da dove vengono, dove vanno? Si tratta di una "professione" in calo di popolarità oppure tra alti e bassi i preti restano sempre a capo del loro gregge? Come parlano al nuovo e avido pubblico delle omelie e come si vestono in questa società sempre in continuo divenire? Sono ancorati alla tradizione o usano le nuove tecnologie e magari perfino i social network? Armato di una rispettosa ironia, questo libro prova a dare qualche risposta, con tono leggero ma attraverso un serio lavoro di ricerca storica e approfondimento. Alcuni capitoli effettuano un'incursione nella storia della musica, della letteratura, del cinema, della pittura e dell'arte in generale, per trovarvi le numerose tracce che i preti hanno lasciato nella nostra cultura e nel nostro costume.
br. Questo saggio trae forza ispiratrice dal dialogo culturale e religioso tra l'Italia e l'Indonesia ed analizza i contenuti dell'esortazione post-sinodale di Giovanni Paolo II La vita Consecrata. I padri sinodali presentano una visione opposta alla visione utilitaristica delle cose e delle persone dimostrando come la vita consacrata sia un segno di gratuità per l'uomo contemporaneo. L'autore propone una ricerca storica (Tradizione), teologica (Bibbia) e di vita spirituale (I Carismi dei fondatori) enucleando i punti essenziali della vita consacrata quali l'identità, la comunione, la missione e la formazione. Su questi quattro elementi essenziali si costruisce la vita religiosa come una consacrazione in rapporto con quella battesimale, come approfondimento e pienezza di essa. Prefazione del prof. Rev.do Don Fabrizio Pieri, postfazione del giornalista ed editore Carlo Guidotti.
br. Il volume indica sia il punto di arrivo di una formazione che definisce il sé in un contesto comunitario, sia il quadro generale della formazione, nel quale devono entrare riferimenti molteplici: l'ambiente e l'individualità, il soggetto e la comunità, la natura e la fede, la libertà e l'obbedienza. Il viaggio in questa complessità, con l'intento di indicare una direzione di marcia, costituisce l'ossatura del presente volume, nato come aiuto a quanti operano e vivono nella vita religiosa per formare gli altri e desiderano rimanere in atteggiamento di formazione permanente per se stessi. Comunità e ambiente formativo, ambiente esterno e ambiente interno alla vita religiosa, maturità umana e formazione alla memoria, la dimensione spirituale e il dinamismo della fede, diventare se stessi e compiere il passaggio dall'identità all'appartenenza, passare dalla scoperta dell'io alla liberazione dell'io per giungere ad essere liberi nel cuore. Le tappe di un itinerario mai pienamente compiuto e da riprendere giorno per giorno.
ril. Chi è prete? È colui che avanza "soprattutto incontro agli occhi che ti guardano". È "il virtuoso del primo passo". Colui al quale il sorriso "conferisce ogni diritto". Quello di penetrare il cuore degli uomini e di farvi entrare la parola di Cristo e la sua salvezza. Ma perché ciò sia possibile occorre che il prete avverta in sé, con forza, il "potere di Cristo". E dunque: "Vergogna ai codardi, agli uomini d'apparato, ai cacciatori di promozioni, agli ossequiosi per interesse, agli sdolcinati che inabissano la Chiesa sotto un ammasso di ipocrisia e di viltà!". Con il linguaggio ispirato del grande predicatore, padre Michel-Marie Zanotti-Sorkine, ex chansonnier nei cabaret di Parigi che all'età di ventotto anni abbandona le scene per vestire l'abito talare, scrive contro la tiepidezza dei sacerdoti responsabile dello scadere della fede nei cuori degli uomini. Nella sua parrocchia, in un quartiere multietnico di Marsiglia, la chiesa, un tempo vuota e destinata all'abbattimento, oggi si riempie di fedeli, gli adulti si fanno battezzare, altri si convertono. Il segreto di questa rinascita è semplice: predicare i grandi precetti della Chiesa, il dono di sé, la carità verso il prossimo e la fiducia in Dio. Questo, padre Michel-Marie, vuole trasmettere a noi e a quei sacerdoti che, troppo tiepidi nel praticare i precetti della Chiesa e l'insegnamento di Gesù, non si curano più dell'avvenire di Dio nelle anime.
In-4°, 831pp, occhietto, antiporta figurato disegnato da Claudio Coello e inciso da François Houat, frontespizio in rosso e nero, numerose incisioni in rame, alcune delle quali recano la sottoscrizione dell’incisore Matthieu Ogier, legatura in pelle con titolo in oro su tassello rosso, fregi, nervature. In-4 °, 831pp, half-title, figured frontispiece designed by Claudio Coello and engraved by François Houat, title page in red and black, several copper engravings, some of which bear the signature of the engraver Matthieu Ogier, contemporary calf binding with gilt title on red label, friezes, bands.
br. Che cos'è, come funziona e quali sono le motivazioni del pastoral counseling? Questo libro offre una riflessione antropologica e teologica su tale prassi, al momento poco approfondita nella chiesa cattolica italiana. L'autrice, a partire dalla realtà ecclesiale statunitense, dove la relazione di aiuto pastorale vanta un'esperienza di alcuni decenni, offre le coordinate per dirne l'identità e la finalità. Attraverso la teoria della coscienza e della conoscenza di sé proposta dal noto teologo Bernard Lonergan, vengono delineati una mediazione teologica e un quadro interpretativo articolati di questa pratica pastorale. Inoltre, l'analisi di un caso individuale e un attività di gruppo diventano la cifra per comprendere anche praticamente lo scopo del pastoral counseling: offrire alla coscienza la consapevolezza di sé per un agire qualitativamente cristiano. Sulla scia anche dell'esortazione apostolica Amoris laetitia che suggerisce tale prassi ecclesiale (n.204), questo lavoro di ricerca vorrebbe tratteggiare possibili scenari per una nuova primavera pastorale. Prefazione di Andrea Toniolo. Postfazione di Gerard Whelan.
br. Per scoprire la nostra strada bisogna tornare dentro di sé e indietro. A monte di ogni uomo c'è una visione, una vocazione, una voce che chiama. Siamo chiamati per realizzare la visione che il Creatore ha su di noi, che è l'amore. A questo scopo, Lui ci dà il tempo, ci fa incontrare le persone, ci offre doni e talenti. E poiché il nostro fondamento è posto in un Dio che ci crea rivolgendoci la parola, a noi è accessibile attraverso il dialogo. Perciò la vocazione si realizza nel dialogo, non come l'esecuzione di un diktat. Ma l'amore presuppone un lungo cammino per giungere alla sua maturità. Ci sono delle tappe in questa chiamata. Uno si fidanza, entra in noviziato, in seminario, con una grande buona volontà, ma anche con tante sue idee. La scelta è il massimo che ha potuto fare in quel momento. Occorre allora che muoia alle sue idee, a quello che si aspetta, per risuscitare ad una vita di sinergia, sua e di Dio insieme.
In-8 (cm. 23.90), brossura, pp. (12), 244, (2), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo ed un dizionario onomastico, toponomastico e illustrativo. Trascrizione e traduzione di Gabriella Marelli. In buono stato (good copy).
brossura Il dialogo della Chiesa cattolica con il mondo moderno, nonostante la buona volontà e gli innumerevoli tentativi fatti, è condizionato da tutta un'impostazione dottrinale che ai nostri contemporanei appare come una barriera insormontabile tra la loro ricerca religiosa e il vangelo di Gesù. È possibile superare questo blocco e riscoprire il messaggio originale di Gesù? Per rispondere a questa domanda è necessario riandare alla svolta che il movimento cristiano ha avuto alla fine del primo secolo. Essa è attestata da alcune lettere del Nuovo Testamento in cui appare per la prima volta quella forma di cristianesimo che ha preso il nome di "cattolicesimo". Solo prendendo coscienza di questa svolta sarà possibile risalire all'indietro per capire chi è stato veramente Gesù di Nazaret e in che cosa consisteva la sua "buona notizia". Solo così il vangelo di Gesù ritroverà tutta la sua forza sovversiva e avrà ancora un significato per il mondo moderno nella sua ricerca di giustizia, di uguaglianza e di solidarietà fra tutti gli esseri umani.
br. "Il mio motto episcopale suona così: per il servizio della verità essere pronto ad amare le avversità." Inizia con queste parole il dialogo del cardinale Carlo Maria Martini con i lettori del "Corriere della Sera", uno spazio in cui tocca con grande semplicità le questioni cruciali alla base del nostro vivere quotidiano. Perché crediamo? Perché perdiamo la fede? Che senso ha la sofferenza, la morte, il dolore degli innocenti? Qual è il rapporto tra scienza e fede? Nelle sue risposte il cardinale Martini, attento e partecipe osservatore delle tensioni e inquietudini del tempo presente, affronta anche i temi più scomodi dell'attualità, come lo scandalo della pedofilia o il dibattito sul celibato dei sacerdoti, sul confronto con l'Islam e sulla nuova sfida dell'integrazione con gli immigrati, rivelando il suo ruolo di pastore e guida per i cristiani, e al contempo di figura di riferimento per i non credenti. Con uno stile colloquiale e con un ragionamento pacato e apparentemente semplice, le parole di Martini toccano le corde più profonde del cuore di ogni persona, stimolando interrogativi, senso critico e riflessioni. Pagina dopo pagina emerge la profonda fede del cardinale, ma anche la sua straordinaria conoscenza biblica che, attraverso il conforto delle Scritture, ci incoraggia a disporci con autenticità al cammino di ricerca che ciascuno di noi deve compiere, nel mondo e dentro di sé. Prefazione di Ferruccio De Bortoli.
br. Il Concilio Vaticano II, il ventunesimo nella storia della Chiesa, fu aperto da Giovanni XXIII l'11 ottobre 1962 e chiuso da Paolo VI l'8 dicembre 1965. Nonostante le attese e le speranze di tanti, l'epoca che lo seguì non rappresentò per la Chiesa una "primavera" o una "pentecoste" ma, come riconobbero lo stesso Paolo VI e i suoi successori, un periodo di crisi e di difficoltà. Questa è una delle ragioni per cui si è aperta una vivace discussione ermeneutica, in cui si è inserita l'autorevole voce di papa Benedetto XVI che ha invitato a leggere i testi del Concilio in continuità con la Tradizione della Chiesa. Al dibattito in corso, Roberto de Mattei offre il contributo non del teologo, ma dello storico, attraverso una rigorosa ricostruzione dell'evento, delle sue radici e delle sue conseguenze, basata soprattutto su documenti di archivio, diari, corrispondenze e testimonianze di coloro che ne furono i protagonisti. Dal quadro documentato e appassionante tracciato dall'autore, emerge una "storia mai scritta" del Vaticano II che ci aiuta a comprendere non solo le vicende di ieri ma anche i problemi religiosi della Chiesa di oggi.