445 résultats
1982dk1005Rocher Documents Broché 1982 In-8 (14 x 22,5 cm.), broché, couverture illustrée ,162 pages, illustrations noir et blanc in-texte ; coiffes et coins légèrement frottés, dos plissé, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
16424Paris, Les Editeurs Français Réunis, 1980. 13 x 21, 326 pp., broché, bon état.
8vo, 188 p.; 22 cm. Legatura editoriale con sovracoperta. ingiallimento, alcune sottolineature e segni a matita, altrimenti buono. Dalla quarta di copertina: Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo», scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo». 11 Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima. Il Sabato è un giorno di armonia e di pace, che illumina anche gli altri giorni della settimana. È comunione dell'universo con Dio. «Il Sabato», spiega Heschel, «è il contrappunto del nostro vivere, è la melodia continua attraverso tutte le agitazioni e vicissitudini che incombono sulla nostra coscienza; è la consapevolezza che Dio è presente nel mondo». Celebrare il Sabato significa curare il proprio io dalle ferite che riceve nella vita quotidiana, riannodare i fili della quiete, dissipare le illusioni e i miraggi per ritrovare la realtà. Con quest'opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo, Abraham Joshua Heschel ci offre una meditazione preziosa sul giorno di festa e sul suo profondo significato, che noi moderni dimentichiamo spesso.
1906gm482Hinrichs J. C. Biblia Hebraica Broché 1906 In-8 -14.5x22.5 cm), broché, 831 à 907 pages, de droite à gauche, Biblia hebraica n°10 : Duodecim prophetae ; coiffes et dos frottés, manque de 3 cm au dos, assez bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1909gm206Hinrichs J. C. Biblia Hebraica Broché 1909 In-8 -14.5x22.5 cm), broché, 1161 à 1221 pages, de droite à gauche, Biblia hebraica n°14 : Libri Danielis esrae et Nehemiae, ouvrage en hébreu ; coiffes et dos frottés, rares annotations, assez bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
16mo. br. ed. 473pp illustations. Avec Vidal Nahoum mourut en 1984 l'un des survivants du monde englouti de la Salonique séfarade où il était né en 1894. Son grand-père venait de Toscane et parlait italien, sa langue maternelle était l'espagnol du XVe siècle, mais, tout jeune, il sut s'exprimer en français et en allemand. Naïf et malin, animé d'un optimisme et d'une gaieté sans faille, d'un sens de la famille quasi religieux et d'un goût inépuisable pour la nourriture, il traversa les guerres balkaniques, l'écroulement de l'Empire ottoman et les deux guerres mondiales. A partir de documents historiques et personnels, Edgar Morin, son fils, restitue ici son histoire irremplaçable, celle des hommes et femmes de sa famille, celle d'un XXe siècle marqué par la complexité des relations entre l'Orient et l'Occident.
16247Broché - 17 x 22 - 351 pp - année 1962 - Editions Presses Universitaires de France - Cartes -
16mo, br. ed. 382pp. The German-Jewish Dialogue offers a unique selection of short stories, plays, poems, essays, letters, and diary entries that illustrates through literature the history of German-Jewish relations. From the eighteenth century, when civil rights for Jews were first proposed, through the 1990s and contemporary considerations of the Holocaust, this anthology sheds light on the interaction between Jews in Germany and Austria and their fellow Gentile Germans with works of high literary merit, each introduced with a short preface. Ritche Robertson's lucid introduction puts the selections in their historical context and his translations make available in English--in some cases for the first time--both Jewish writers on various aspects of Jewish experience and responses of Gentile writers to the Jews in their midst.
8vo, cart ed. sovracoperta, pp. 181.
8vo, br. ed. 103pp. Accusa del sangue è l'espressione ebraica che da quasi mille anni a questa parte gli ebrei sono stati costretti a imparare. Essa designa ellitticamente l'accusa rivolta contro gli ebrei, di usare il sangue dei cristiani come ingrediente dei cibi e delle bevande prescritti per le feste pasquali". Così il grande studioso del mito Furio Jesi esordisce in questo suo libro. L'accusa del sangue non è fondata su fatti, è un'invenzione. Per controbatterla occorre smontare la convinzione dell'accusatore, scavando nelle figure immaginarie dell'antisemitismo, sia di quello popolare sia di quello colto. Ovvero è necessario comprendere non solo i miti, ma la macchina mitologica che produce superstizioni, credenze, luoghi comuni. Jesi si addentra nella cultura profonda, nelle ossessioni dell'antisemitismo moderno, individuandone le permanenze antiche. Perché l'accusa del sangue non è una credenza che si è persa nella notte dei tempi, ma riguarda anche periodi a noi vicini. Ricomparsa a Damasco nel 1840 (l'episodio da cui prende le mosse questo saggio) e ripetutasi più volte nel corso del Novecento, essa parla delle molte paure che popolano la nostra quotidiana attualità
Traduzione di Mantovani V. 8vo; br., pp. 164, cm 14,5x22. (I Narratori). Etgar Keret racconta sette anni della sua vita a Tel Aviv: la nascita del figlio, la storia della sorella ultraortodossa e dei suoi undici figli, i tassisti irascibili, i genitori superstiti dell'Olocausto, le movimentate tournée letterarie. e l'atteggiamento non banale da assumere quando suona la sirena dell'allarme antiaereo. Etgar Keret ci offre in queste cronache intime una sorprendente radiografia dei suoi contemporanei, un condensato di vita, humour ed emozione
16mo. leg.ed. sovracopertaTraduz.di E.Manacorda Lantermo. cm.12x17, pp.401, 16 figg.bn.in tavv.ft.e 7 tavv.bn.nt. strappetto riparato dietro la sovracoperta, altrimenti ottimo.
16mi, br. A cura di Gianfranco Bonola. cm.11,5x19,5, pp.163, Coll. Schulim Vogelmann, 76
8vo, br. ed. La ricerca della verità sulla dolorosa scelta di Giuseppe Jona (1866-1943), medico ebreo e presidente della Comunità Israelitica di Venezia, morto suicida il 16 settembre 1943, si snoda come un'indagine appassionata per ricostruire il profilo psicologico del professore e comprendere la situazione storica che lo indusse a scegliere la morte come un fermo atto di negazione della barbarie nazista che gli avrebbe imposto di riconoscere e segnalare gli ebrei veneziani avviandoli alla deportazione. Per cogliere l'eredità scientifica e culturale di Giuseppe Jona sono qui proposti anche due suoi saggi: "Venezia medica del Settecento" e "La nostra sala anatomica" che tra i tanti lavori sientifici del Professor Jona, testimoniano del profondo legame con la storia della sanità veneziana.
1972154619Garden City, New York: Doubleday 1972. XXX, 271 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
8vo - over 7¾" - 9¾" tall. "Containing the structure, growth and preservation of the Bible, introductions to the several books with summaries of the contents, history and chronology, indexes, a concordance and maps of places" 746pp 8 double page coloured maps rear of book
8vo, br. ed. 190pp. Fra il 1875 e il 1914 sbarcarono a Buenos Aires più di cinque milioni di stranieri. Molti di questi immigrati erano ebrei provenienti dai più disparati luoghi dell'Europa orientale. Dalla fusione di tutte le culture che in quel paese si erano incontrate nasceva il tango. L'apporto degli ebrei a questa avventura collettiva ha contribuito a fare di questo ballo-canzone un'arte universale. Gli ebrei lottarono duramente per integrarsi in Argentina, paese in cui i sentimenti antisemiti erano largamente diffusi. Per molti di loro il tango, musica e danza scandalosa per la borghesia "porteña", fu un mezzo di assimilazione e non è un caso se entrambi ebbero come comuni nemici sia i militari golpisti, che i movimenti fascisti.
40163Paris, Le Centurion, 1983. 17 x 25, 244 pp., nombreuses illustrations, broché, bon état.
332 pp.+ Color FoldMap, Blue Hardback, Gilt title, VG, 1st ed.(4 months trip in Egypt, Palestine & Syria)
8vo, ril. ed. sovracop. pp.xx-308. Per gran parte del XX secolo, l'Europa è stata perseguitata da una minaccia scaturita dalla propria immaginazione: il bolscevismo giudaico. Questo mito - che riteneva il comunismo un complotto ebraico volto a distruggere le nazioni d'Europa - era una fantasia paranoica, eppure i timori di una cospirazione giudaico-bolscevica si affermarono dopo la Rivoluzione russa e si diffusero in tutta Europa. E durante la Seconda guerra mondiale tali paure contribuirono a seminare la morte, l'odio e l'orrore. Il racconto di Paul Hanebrink inizia con i movimenti controrivoluzionari che turbavano l'Europa alla fine della Prima guerra mondiale. Fascisti, nazisti, cristiani conservatori e molti altri europei, terrorizzati dal comunismo, immaginavano i bolscevichi ebrei come nemici sul punto di varcare i confini per sovvertire l'ordine dall'interno con le loro idee devastanti. Negli anni che seguirono, il bolscevismo giudaico fu un'arma politica potente e facile da usare. Dopo l'Olocausto, quello spettro, lungi dal morire, semplicemente si modificò, diventando uno dei componenti della guerra fredda. Dopo un'ennesima trasformazione, persiste ancora oggi su entrambe le sponde dell'Atlantico nella politica tossica del nazionalismo di destra rivitalizzato.
8vo, br., pp. 255, cm 14x21. (Antidoti). Nella storia delle civiltà, l'intelletto umano ha sempre cercato una risposta all'origine dell'universo e della vita attraverso la scienza, il mito, la religione, la filosofia. Una sete di sapere che con il trascorrere dei secoli non ha perso il suo fascino e si è rinnovata aprendosi a frontiere scientifiche sempre più stimolanti. David Jou, fisico spagnolo e membro autorevole della Real Academia de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales, affronta il quesito sui misteri della vita e del cosmo ripartendo dalle origini, dal principio biblico del Genesi in cui "Dio creò i cieli e la terra, e la terra era informe e vuota", e proseguendo in un viaggio in cui il dialogo tra scienza, letteratura e religione rivela al lettore aspetti davvero insoliti sui segreti della creazione. Riscrivere la genesi rilegge le concezioni filosofico-religiose più importanti sull'origine dell'universo alla luce della cosmologia contemporanea. Scopriamo così che Platone, la gnosi di Alessandria d'Egitto o le teorie di Newton, Darwin, Einstein e Galilei si accompagnano con l'energia oscura, le supercorde, le simmetrie rotte o le dimensioni cosmiche della vita, fanti modi di scrivere, reinterpretare e confutare la genesi, dal V secolo a.G fino alla cosmologia fisica contemporanea. Un percorso affascinante che ha inizio con la comprensione del legame tra la creazione del mondo e le teorie più recenti sulle fluttuazioni del vuoto quantico.
18657Actes Sud - actes noirs - Janvier 2011 - In-8, broché couvertre de cette collection, 219 pages. Très agréable.
177pp Softcover Very Good Condition
16mo br. ed. Couverture souple. Traduit de l'Allemand par Laure Bernadi avec le concours du Centre National du Livre
8vo, br. ed. pp.xx-318