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8vo, cloth in dj. Translated by Leon J. Weinberger with Dena Ordan This slender anonymous work, spanning 1389 to 1611, presents the priorities and concerns of a Jewish community straddling the late medieval and early modern periods. Ample footnotes and explanations provide the lay reader with sufficient background to understand the references to historical events and figures, to ideologies and to institutions. A comprehensive introduction presents the realities of Prague and Bohemia, as well as offering a helpful discussion of the chronicle and other contemporary Jewish accounts. Conservative Jewish Quarterly In about 1615 an anonymous Jew from Prague composed a short Hebrew chronicle to recount 'the expulsions, miracles, and other occurrences befalling [the Jews] in Prague and the other lands of our long exile.' Abraham David discovered the manuscript [and] added glosses, historical notes, and an introduction. . . . The chronicle, with its brief annual entries, is not a continuous narrative, but does give a feeling of immediacy, like a newspaper. Polin: Studies in Polish Jewry.
pp. xliii-814. Illustrated by map endpapers. original red Cloth, lightly sunned spine, ow Very Good
8vo, br. ed. pp.140. Nell'antitesi tra il collettivismo della società di massa - sostrato imprescindibile dei totalitarismi della prima metà del Novecento - e il suo individualismo atomizzato, Martin Buber coglie il segno più visibile della crisi dell'umano. Muovendo da qui, il volume ripercorre le diverse stazioni dell'agire e del pensiero politico del filosofo ebreo-tedesco: il suo difficile legame con il movimento sionista; l'amicizia con Gustav Landauer; il rifiuto del comunismo sovietico, cui egli contrappone la ricerca di un socialismo religioso e utopico; la resistenza spirituale buberiana negli anni del nazionalsocialismo; il suo instancabile impegno per il dialogo e la riconciliazione, tanto con la Germania posthitleriana quanto all'interno del conflitto arabo-israeliano. Al tempo stesso, vengono ricostruite le invarianti strutturali del discorso politico-sociale buberiano: la comunità, la società, lo Stato.
8vo ril. e sovracop. , pp. 240, cm 14x20. (Saggi Bompiani). L'analisi dell'immagine dell'ebreo tramandata dall'opera di tre personalità della cultura otto-novecentesca si snoda in un percorso che affronta, tanto la storia quanto la politica e la società. Espressione di scuole di pensiero diverse - il socialismo scientifico per Marx, la scienza positivista per Lombroso e l'idealismo liberale per Croce -i tre sono uniti dal comune intento progressista di liberare l'uomo dai pregiudizi. Essi rinvengono nella storia stessa del popolo d'Israele la naturale spiegazione alle ostilità che nei secoli esso si è attirato: il costante rifiuto dell'assimilazione, il timore dell'estinzione della propria identità minoritaria in quella maggioritaria sarebbero alla base della nascita e prolificazione dei pregiudizi nei suoi confronti. L'autore, sulla scorta di Sartre, propone invece un paradigma alternativo: l'ebreo provoca disagio perché portatore di un'identità forte, capace di resistere a violente persecuzioni, una capacità che genera avversione e infine odio antisemita. D'altronde lo stesso sterminio attuato da Hitler e dai suoi alleati non avrebbe potuto prolificare se in larga parte della popolazione europea non si fossero annidati profondi stereotipi antiebraici, che la cultura della modernità non era stata capace di sradicare.
8vo,br. ed., numero pagine 380
8vo grande, br. ed. Dopo aver realizzato il graphic novel tratto dal Diario di Anne Frank, il regista israeliano Ari Folman, affiancato dalla disegnatrice Lena Guberman, racconta di nuovo la storia di Anne. Questa volta però lo fa da un punto di vista originale e insolito, quello di Kitty, l'amica immaginaria a cui sono confidati i segreti del Diario. E attraverso il suo sguardo sognante e determinato ci restituisce tutta la scottante attualità del messaggio di Anne. Un messaggio che dobbiamo tornare ad ascoltare per far sì che le tragedie della Storia non si ripetano. «Non puoi saperlo, Anne, ma oggi il tuo nome è conosciuto in tutto il mondo; tutti hanno letto il tuo diario, quel diario che mi è sempre vicino e che ora è il mio cuore pulsante. E anche se non ti sarà di grande conforto, posso dire che un altro dei tuoi sogni – il sogno di innamorarti – è diventato reale per me grazie all'incontro con Peter. E il mio Peter sta facendo tutto il possibile per realizzare un altro dei tuoi splendidi sogni: aiutare altri bambini come te che ancora oggi soffrono nel mondo, vittime delle armi e delle stragi compiute dagli uomini. Gli stessi uomini che tu credevi fossero fondamentalmente buoni, benché avessero inventato la guerra e i suoi orrori» (Kitty). In una notte di tempesta, nella casa di Anne Frank ad Amsterdam, ormai diventata da decenni un visitatissimo museo, d'improvviso, all'interno della stanza dove è conservato l'oggetto più prezioso di tutti, il manoscritto del Diario, prende corpo la figura di una ragazzina. Ha una chioma di capelli rosso brillante ed è vestita in modo strano per i nostri tempi: è Kitty! L'amica immaginaria a cui Anne ha scritto per due anni si materializza in carne e ossa e ci accompagna in un viaggio sospeso tra passato e presente. Riviviamo con lei i momenti della sua amicizia con Anne: le gioie e le tribolazioni del loro rapporto, i tanti istanti magici di un legame intimo e speciale come nessun altro. Scopriamo insieme a lei, ignara di tutto, la tragica sorte che è toccata alla famiglia Frank. E insieme a lei fuggiamo, perché le autorità la scambieranno per una ladra che ha rubato il Diario; imbattendoci nelle vite dei tanti in fuga da violenze e guerre che oggi sono costretti a nascondersi, come Anne si era nascosta al tempo dei nazisti.
16mo, br. ed.
18x13cm, original brown cloth gilt and black titles, 96pp. 1st ed. Medicine in the Bible.
Bross.ed. in-16 - pp. 324 - intr. e note di Fausto Parente
8vo, ril. un sovracoperta. 483pp. Il campo per famiglie di Auschwitz è l'unico in cui vivono i bambini. Come uccelli rari in gabbia, i piccoli passano le loro giornate nel blocco 31, il paravento di normalità che i nazisti hanno preparato per gli ispettori della Croce Rossa. In questa baracca, che è poco più di una stalla, Fredy Hirsch, un trentenne ebreo tedesco, ha organizzato una scuola clandestina, dotata addirittura di una vera biblioteca. Gli otto volumi che la compongono - fra cui "La breve storia del mondo" di H.G. Wells, un trattato di Freud, "Il buon soldato Svejk" e "Il conte di Montecristo" - sono affidati alle cure della quattordicenne cecoslovacca Edita. Squadernati, strappati e malridotti, i libri sono arrivati al campo per vie clandestine e pericolose, e difenderli non è certo semplice. Edita è disposta anche a rischiare la vita per salvare il suo tesoro, l'unico che le permette di fuggire dal dolore e dal plumbeo grigiore del campo di sterminio. Sarà proprio la sua fiducia nel potere dei libri a consentirle di sopravvivere all'orrore. Una storia vera di coraggio e speranza.
8vo, pp.219. In questo studio, Thomas Kaufmann analizza l'antisemitismo di Lutero nell'ottica di una solida storicizzazione che ne mette in luce tanto la trasversalità tra i cattolici e gli umanisti del suo tempo quanto l'articolata ricezione e le ripercussioni nei successivi cinque secoli, con particolare riferimento al periodo nazionalsocialista. Poco affrontato in Italia, l'antigiudaismo di Lutero, che negli anni prese tratti via via più estremi e toni più polemici, resta un tema su cui - anche visto l'utilizzo forzato dei nazisti di parte dei testi del Riformatore per avallare l'antisemitismo eliminatorio della Shoah - è imprescindibile confrontarsi. In questo saggio, Thomas Kaufmann sceglie di affrontare il tema attraverso la chiave di una fondata storicizzazione, inserendolo nel contesto in cui Lutero visse, nonché la chiave dell'influenza e della ricezione, perlopiù selettivamente mirata, dei testi del Riformatore nel corso dei secoli. Una storicizzazione non certo per giustificare, ma per comprendere e rapportarsi all'eredità di Lutero 500 anni dopo. "La storicizzazione del Riformatore di Wittenberg è l'unica forma adeguata di critica." (Thomas Kaufmann) Prefazione di Daniele Garrone.
8vo, br. ed. 264pp. Roma nel periodo delle leggi razziali. Come è possibile che Giulio Limentani, commediografo di successo, si trovi a seguire un proprio lavoro di scena in un teatro, nascosto in incognito in un angolo del loggione? E come riusciranno a vivere il loro amore i due quindicenni Colomba e Ferruccio, lei ebrea e lui figlio di un gerarca fascista? Infine un tragico dilemma: la classe dirigente ebraica di quegli anni è forse colpevole di aver sottovalutato il pericolo? E se è un figlio ad accusare di questa inadeguatezza il proprio padre?... Tre vicende diverse se pur collegate in cui Storia e Destino intrecciano il loro enigmatico gioco.
8vo, br. ed. Gli ombrelloni colorati sono sistemati accanto ai tavolini. Il bambino chiede: «Nonna, è vietato agli ebrei?». La nonna risponde di sì. Il bambino si limita a dire «Che peccato» e poi si distrae correndo dietro a un pallone. Un uomo cammina lento e impassibile sulle rotaie, deciso a farsi travolgere dal tram. Quando lo sollevano, il corpo sanguina. Sulla giacca, la stella gialla è ancora intatta. Dalla casa di riposo escono ogni mattina quattro vecchiette. Portano i loro sacchetti di pane e devono rimanere fuori fino alle otto di sera per evitare i rastrellamenti. Sembra un dipinto di Bruegel o il motivo grottesco di un'opera teatrale. Ma questa è Amsterdam nei primi anni Quaranta; nessun ebreo può entrare in un edificio pubblico o riposarsi su una panchina nel parco. Negli stessi giorni in cui, nella capitale olandese, Anna Frank ed Etty Hillesum scrivono i loro diari, anche la scrittrice Carla Simons annota la quotidianità del dramma che si consuma sotto i suoi occhi in un tragico crescendo. Rimasto per anni custodito in un archivio di Bologna, questo testo sorprendentemente delicato e drammatico vede ora la luce per la prima volta in Italia.
8vo, br. ed. «Esther Kreitman era la maggiore dei tre fratelli Singer: per età, e forse anche per qualità della prosa». Wlodek Goldkorn,LEspresso. La protagonista di questo romanzo, Deborah, vive nel villaggio polacco di Jelhitz, agli inizi del Novecento, con i genitori e il fratello Michael. Il padre, Reb Avram Ber, è un rabbino seguace della corrente chassidica, che la madre, Reitzela, figlia di un rabbino erudito e di rango superiore, disprezza. Reitzela disprezza il marito, incapace di farsi valere, e anche la figlia, semplicemente per il fatto che sia femmina, poco attraente e quindi difficile da maritare. Mentre Michael riceve una buona istruzione ed è libero di muoversi a piacimento, Deborah è relegata in casa, a sbrigare faccende: non le è permesso di studiare, e nemmeno di leggere, quindi invidia il fratello con tutta lanima, e sogna di sfuggire a una vita limitata ai pettegolezzi e al mercato. Quando però il rabbino si trasferisce con la famiglia a Varsavia, Deborah viene a trovarsi in un ambiente non meno squallido e repressivo. Solo dopo lincontro con una donna che la inizia allideologia socialista, e la introduce in un circolo semiclandestino, comincia a nutrire la speranza di dare uno scopo alla propria vita. Alle riunioni rivede Simon, un giovane attraente, intelligente, conosciuto in precedenza. I due si innamorano ma non sospettano nemmeno lontanamente che il sentimento che nutrono sia reciproco; per di più, quando scopre che Deborah è la figlia del rabbino, Simon le proibisce di tornare agli incontri politici, gettandola in uno stato di assoluta depressione. Temendo di impazzire, la ragazza accetta di sposare un tagliatore di diamanti di Anversa, che si rivela presto pigro e incapace di sollevarsi da una condizione di fame e povertà. Linstabilità mentale della giovane donna si aggrava, e il romanzo si conclude con un sogno spaventoso: Deborah torna a Varsavia, e scopre che i genitori non abitano più lì. Si risveglia dallincubo solo per ritrovarsi accanto al marito, nella casa vuota e silenziosa, in preda alla disperazione.
in-8, 372 p., cartes et tabl. coul. h.t., annexes, br., couv. ill. plast.
8vo. Ril sovracoperta cm 14,5x22,5 pp 273. Raccolta di saggi ebraici e islamici dello prolifico ed eclettiico scrittore. Una ricerca delle scintille divine nella storia dei popoli dl libro
8vo, br. ed. pp.307.
1° edizione, segni di usura sulla copertina 171 pagine circa
8vo. br.cop.fig.a col.con bandelle. Traduz.di D.Leoni. cm.14,5x20, pp.XVIII,172, Coll.di Narrativa,24.
8vo, br. ed. bandelle. A Gerusalemme il soffio caldo dello Sharav accarezza gli oleandri dei viali, le sinagoghe e le moschee, la vita quotidiana di una città all'apparenza pacifica. Così come sembra serena la vita di due donne, due musiciste, giunte in Israele per tenere un concerto: Elisheva, una famosa violoncellista, e Rachel, la sua allieva prediletta, vengono da New York e resteranno a Gerusalemme solo tre giorni. Per entrambe, però, quello è un viaggio nel passato: Rachel, la più giovane, torna in famiglia, combattuta tra l'affetto per il padre, il senso di colpa (sente di aver tradito le sue aspettative di ebreo ortodosso) e il desiderio di fuggire da lui e dalla sua cultura. Anche la più anziana Elisheva è fuggita da qualcosa, anzi sopravvissuta: al campo di concentramento di Majdanek. E scampata alla morte, ma non ai ricordi che non hanno smesso di ossessionarla un solo giorno. A Gerusalemme incontra il suo figlioccio, Daniel, la cui madre era internata insieme a lei. Daniel, che è diventato un agente del Mossad, le consegna una valigia: all'interno c'è un'arma con cui la musicista vuole uccidere l'uomo noto solo come "Henker", il boia di Majdanek. Fuggito in Sudamerica, Henker si è costruito una nuova identità e proprio in quei giorni è a Gerusalemme con una comitiva di turisti. In un romanzo in cui ogni personaggio presenta la sua verità, Chochana Boukhobza intreccia due storie che segretamente risuonano l'una nell'altra, due storie di ferite mai rimarginate, di promesse fatte ai morti, di vendetta
8vo, br. ed. pp.155. Il volume tratta di una figura tra le più importanti del inondo ebraico italiano ed europeo, Tranquillo Vita Corcos, rabbino e medico attivo a Roma tra fine Seicento e primi decenni del Settecento. Stranamente trascurato dalla storiografia sull'ebraismo, Corcos si muoveva abilmente tra le relazioni intrecciate con membri illustri della politica e della cultura romana e italiana - papi compresi -, e quelle con le comunità ebraiche europee, che si rivolgevano a lui come a una indiscutibile autorità. Il personaggio, la vita e le opere di Corcos rinviano a una serie di tematiche storiografiche che illumina il contesto storico-culturale, non solo ebraico, dell'Italia e dell'Europa tra XVII e XVIII secolo e chiarisce quale fu la natura, essenzialmente negoziale, dei rapporti tra ebrei e cristiani ma anche la loro trasformazione nel tempo. Quella esercitata indefessamente da Corcos, politico avveduto, intellettuale complesso, attratto dalla Kabbalah e dal sabbatianesimo, fu davvero un'"arte della mediazione" pur all'interno di una strenua difesa dell'identità ebraica. Siamo di fronte a un personaggio razionale e aperto e a uno sforzo di dialogo e di conciliazione che non impediva però il ricorso a più dure proteste e denunce rivolte agli stessi pontefici per difendere gli ebrei da preconcetti e accuse, come quella, temibilissima, di omicidio rituale.
4to, br. ed. pp. xii-148. Indice analitico a cura di Marina Reinisch.
16mo, br. ed. 167pp. La violenza inaudita della Shoah, le sfide poste dal dopoguerra e il conflitto in Medio Oriente costringono gli ebrei a fare i conti con un'identità in divenire, combattuti fra il rispetto letterale della tradizione e il desiderio di un rinnovamento spirituale e culturale. Perciò, oggi più che mai, occorre chiedersi: cosa significa essere ebrei? Riccardo Calimani racconta, attraverso i suoi occhi e la sua esperienza, il mondo ebraico rivolgendosi a chi ne sa poco o nulla, declinandolo in tutte le sue sfaccettature: dalla cucina kasher alle feste religiose, dal Bar Mitzvah alla storia delle persecuzioni, dal pensiero geniale di Einstein e Freud al proverbiale umorismo ebraico. Questo libro, serio e dissacrante al tempo stesso, insegna che essere ebrei significa forse essere controcorrente, inquieti, allenarsi ad opporre leggerezza e ironia a pregiudizi, diffidenza e contraddizioni.
8vo br. ed. pp. XXVIII-717.