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8vo, br. ed.
8vo, br. ed. pp.278. Un memoir, i ricordi dell'autore: la sua famiglia, la famiglia d'origine della madre, i due villaggi che l'hanno visto bambino. E i personaggi veri che popolano Leoncin e Bilgoraj - il padre sognatore, ingenuo, fragile, affascinato dal chassidismo con la sua vena mistica, le sue danze e i suoi canti, ma incapace di mantenere la famiglia a un livello accettabile; la madre, donna colta e intellettuale; il nonno, rabbino autorevole e benestante; la nonna, regina di una cucina generosa e affollata - sono, se possibile, ancora più vivi e originali di quelli dei romanzi, come se l'autore, mentre scrive, stesse rivivendo quei giorni lontani, e li raccontasse con lo stesso sguardo critico, ironico, ma affettuoso e tollerante che gli appartiene sempre. Una storia vera, calata nell'ambiente ristretto di due villaggi d'antan, che in realtà rivela un intero universo.
8vo, br. ed.
8vo, ril in sovracoperta. qualche ingiallimento dovuto all'età, altrimenti ottimo.
8vo, br. ed.
8vo, br. ed. «Esther Kreitman era la maggiore dei tre fratelli Singer: per età, e forse anche per qualità della prosa». Wlodek Goldkorn,LEspresso. La protagonista di questo romanzo, Deborah, vive nel villaggio polacco di Jelhitz, agli inizi del Novecento, con i genitori e il fratello Michael. Il padre, Reb Avram Ber, è un rabbino seguace della corrente chassidica, che la madre, Reitzela, figlia di un rabbino erudito e di rango superiore, disprezza. Reitzela disprezza il marito, incapace di farsi valere, e anche la figlia, semplicemente per il fatto che sia femmina, poco attraente e quindi difficile da maritare. Mentre Michael riceve una buona istruzione ed è libero di muoversi a piacimento, Deborah è relegata in casa, a sbrigare faccende: non le è permesso di studiare, e nemmeno di leggere, quindi invidia il fratello con tutta lanima, e sogna di sfuggire a una vita limitata ai pettegolezzi e al mercato. Quando però il rabbino si trasferisce con la famiglia a Varsavia, Deborah viene a trovarsi in un ambiente non meno squallido e repressivo. Solo dopo lincontro con una donna che la inizia allideologia socialista, e la introduce in un circolo semiclandestino, comincia a nutrire la speranza di dare uno scopo alla propria vita. Alle riunioni rivede Simon, un giovane attraente, intelligente, conosciuto in precedenza. I due si innamorano ma non sospettano nemmeno lontanamente che il sentimento che nutrono sia reciproco; per di più, quando scopre che Deborah è la figlia del rabbino, Simon le proibisce di tornare agli incontri politici, gettandola in uno stato di assoluta depressione. Temendo di impazzire, la ragazza accetta di sposare un tagliatore di diamanti di Anversa, che si rivela presto pigro e incapace di sollevarsi da una condizione di fame e povertà. Linstabilità mentale della giovane donna si aggrava, e il romanzo si conclude con un sogno spaventoso: Deborah torna a Varsavia, e scopre che i genitori non abitano più lì. Si risveglia dallincubo solo per ritrovarsi accanto al marito, nella casa vuota e silenziosa, in preda alla disperazione.
prime edizioni Collana I grandi narratori d'ogni Paese 18,5x11 cm., legatura in piena tel con scritte e motivi in oro al piatto, titolo in oro al dorso, sovraccoperta, pagg. 940, 1° edizione italiana, ottime condizioni. è il sesto atto di una grande tragedia che si svolge sulla scena del mondo
8vo, br. ed. Gli ombrelloni colorati sono sistemati accanto ai tavolini. Il bambino chiede: «Nonna, è vietato agli ebrei?». La nonna risponde di sì. Il bambino si limita a dire «Che peccato» e poi si distrae correndo dietro a un pallone. Un uomo cammina lento e impassibile sulle rotaie, deciso a farsi travolgere dal tram. Quando lo sollevano, il corpo sanguina. Sulla giacca, la stella gialla è ancora intatta. Dalla casa di riposo escono ogni mattina quattro vecchiette. Portano i loro sacchetti di pane e devono rimanere fuori fino alle otto di sera per evitare i rastrellamenti. Sembra un dipinto di Bruegel o il motivo grottesco di un'opera teatrale. Ma questa è Amsterdam nei primi anni Quaranta; nessun ebreo può entrare in un edificio pubblico o riposarsi su una panchina nel parco. Negli stessi giorni in cui, nella capitale olandese, Anna Frank ed Etty Hillesum scrivono i loro diari, anche la scrittrice Carla Simons annota la quotidianità del dramma che si consuma sotto i suoi occhi in un tragico crescendo. Rimasto per anni custodito in un archivio di Bologna, questo testo sorprendentemente delicato e drammatico vede ora la luce per la prima volta in Italia.
8vo, hardcover in dj, small owner signature, ow. as new in as new wrapper. 161 pages. 23 cm. First edition. Covers the period of the Chmielnicki Massacre and the Thirty Years War, and the movement of impoverished refugees into Western Europe. Moses Avigdor Shulvass (1909–1988) , "scholar and educator. Born in Plonsk, Poland, Shulvass studied in Berlin. He lived in Erez Israel from 1938 to 1948 and then immigrated to the United States, where he eventually became professor of Jewish history at Spertus College of Jewish Studies in Chicago. His publications in many languages include historical studies on Italian Jewry. Of special interest are his books Roma ve-Yerushalayim (‘Rome and Jerusalem, ’ 1945) ; Hayyei ha-Yehudim be-Italyah bi-Tekufat ha-Renaissance (‘Jewish Life in Renaissance Italy, ’ 1955) ; and his biographical sketch of Samuel David Luzzatto with documentary supporting material, Pirkei Hayyim (1951) . He also published two volumes of essays on various aspects of Jewish history, Bi-Zevat ha-Dorot (‘In the Grip of Generations, ’ 1960) and Between the Rhine and Bosphorus (1964) as well as Die Juden in Wuerzburg waehrend des Mittelalters (1934) . He also wrote From East to West (1971) , Jewish Culture in Eastern Europe (1975) , and The History of the Jewish People (1982) . " (EJ 2008) Subjects: Jews - Germany - History - 1096-1800. Jews - Poland - History. Jews - Migrations. Joden. Migratie (demografie) Migration. Geschichte 1600-1800
8vo, br. ed. xiv-265pp. complimentary paaste down ow. as new.
8vo pp.159 in sefardi ladino w. turkish alphabet, unique collection on turkish jewish sefardi traditions. tradizioni in ladino, spagnolo sefardita degli ebrei di turchia, costantinopoli, istanbul. stambul estanbol.
8vo, br, ed. 219pp. Sophie, ebrea bella, colta ed elegante, nasce ad Aleppo negli anni '20. Studia in Francia e dopo essere sfuggita alle leggi razziali si trasferisce in Italia con l'amato Maurice e la primogenita Aline. Nella Milano del dopoguerra si fa notare per lo stile anticonvenzionale: è una giovane donna sofisticata e benestante che con le figlie parla solo in francese e preferisce andare alla Scala invece che in sinagoga. Elegante e indomabile, Sophie guida (anche il motoscafo), gestisce e amministra la famiglia come fosse lei "il maschio" (il marito è spesso lontano per lavoro e di lei si fida). La sua vita scorre raccontata dalla figlia Esther: sullo sfondo la guerra, l'esilio, i profughi, il boom economico, il bel mondo, gli ebrei e la loro cultura. Fino a che Sophie, che è diventata nonna e ha perso Maurice, comincia a sentirsi isolata. Soffre. La sua camminata eretta e svelta si fa tentennante. Il dolore alla schiena è pungente. Il passo piano piano più debole. Sophie, che ha sempre curato molto il suo aspetto, è sconvolta dal decadimento. E quando la malattia la mangia piano piano, lei decide di offrire tutta se stessa prima di abbandonare il gioco. Con fermezza e dignità. Le stesse con cui ha governato la sua vita e quella delle quattro figlie, che devono trovare un accordo e assecondare la decisione ultima di una madre che si farà rispettare fino in fondo dalla vita e dal tempo.
8vo, rilegatura edit. in sovracoperta. 240 pp. Resoconto dell'organizzazione clandestina che permise ad almeno 25.000 profughi di emigrare in Israele dalle coste italiane nel dopoguerra. Prefazione di Guido Lopez. Con 29 foto fuori testo. In fine indice dei nomi.
177pp Softcover Very Good Condition
br. ed. , 'Absolutely, definitively alone', a young Jewish student in Romania tries to make sense of a world that has decided he doesn't belong. Spending his days walking the streets and his nights drinking and gambling, meeting revolutionaries, zealots, lovers and libertines, he adjusts his eyes to the darkness that falls over Europe, and threatens to destroy him. Mihail Sebastian's 1934 masterpiece, now translated into English for the first time, was written as the rise of fascism forced him out of his career and turned his friends and colleagues against him. For Two Thousand Years is a prescient, heart-wrenching chronicle of resilience and despair, broken layers of memory and the terrible forces of history.
8vo, br, ed. xxv + 641pp., map, index, Account of living through the 'Antisemitic Factory' of Bucharest in the 30s and WWII through the diary of a young Jewish writer.
8vo ril. ed. pp.439, ottimo
pp. 204 vg softcover
8vo, br ed. bandelle pp.xii-292. Poco prima di morire Gershom Scholem ampliò notevolemente il testo dei suoi ricordi di gioventù "Da Berlino a Gerusalemme". Mentre nella prima versione veniva descritto l'ambiente ebraico tedesco durante la Prima guerra mondiale, in questa edizione il centro della sua analisi si sposta maggiormente verso Gerusalemme, soprattutto con il progetto di una nuova vita culturale e sociale per lo Stato di Israele. È la storia di un itinerario intellettuale ricco di incontri con alcune figure chiave del periodo come Martin Buber, Franz Rosenzweig e Samuel Agnon che, nello stesso tempo, rivela il tentativo di definire una nuova identità ebraica, attraverso la difesa della lingua e le ricerche sulla mistica.
I° edizione Einaudi. 8vo, br. ed. , sovracop.Traduzione di Marina Sartorio. Pagine 96
In 8°,pp. XVI,603,(7). Tela editoriale con sovracoperta figurata. Copia in buono stato. Collana di studi religiosi. problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.