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in-8°, 235 pages, illustre hors texte N/B, broche, couverture illustree plastifiee à rabats. Bel exemplaire. [NV-1][AZ-6]
br. Ogni lingua ha una diversa prospettiva per interpretare il mondo, e dunque delle parole uniche, che non esistono in nessun'altra, che non si possono tradurre direttamente. Queste gemme fioriscono ancor di più nei dialetti, e "Mai pe iabbu", se tradurre non si può, prova a raccontarne alcune del Salento. "Bbampare, iundulu, fazza Ddiu, malesciana, squariare...": di oltre 40 vocaboli ed espressioni si dà il significato, l'etimo, il modo in cui usarli, i proverbi, le citazioni. E alcune interpretazioni personali di personaggi pubblici salentini: Alessandro Barbano, Davide Barletti, Cesko degli Après La Classe, Antonio Errico, Elisabetta Liguori, Cataldo Motta, Paolo Perrone, Antonio Prete, Livio Romano, gli Scemifreddi, Simona Toma, Edoardo Winspeare. Se sono la semplificazione e l'omologazione a trionfare nel mondo globalizzato, allora vale il "Lost in translation": bisogna perdere qualcosa per ritrovarsi.
ill., br. ...Un'antica sapienza contadina - ancora viva tra gli anziani di questa terra - che l'autore ha raccolto e trascritto in questo libro, evitando note e fonetiche ortodosse, infarcite di incomprensibili segni diacritici, spesso poco leggibili ai più. Per una migliore fruibilità, l'autore ha scelto di condurre una trattazione condita di aneddoti e di sano umorismo, che ha sempre ritenuto "il sale della vita".
ill., br. Non occorre essere bergamaschi purosangue per immergersi nella lettura di questo libretto. Basta non assumere un assurdo atteggiamento di sufficienza nei confronti della cultura popolare, dalla quale tutti proveniamo e nella quale affondano saldamente le nostre radici. Basta rendersi conto delle enormi risorse espressive del dialetto, sorto millecinquecento anni fa sulla dissoluzione del latino imperiale, parlato in modo diverso da una zona all'altra della Penisola a seconda dei sostrati linguistici. Come già in una recente opera, intitolata "Bergamascando", si sono adunate qui più di cinquecento locuzioni tipiche del bergamasco, alcune ormai cadute in disuso ma ben attestate dalla letteratura dei secoli passati, altre tuttora presenti e vive nel quotidiano linguaggio comune. Spontaneamente fiorite sulle labbra della nostra gente, tali locuzioni appaiono ispirate da una schiettezza sorgiva, non di rado manifestata da sentimenti che, vestendo di volta in volta i panni della parodia e del paradosso, trasvolano dall'arguzia all'ironia, giungendo a sfiorare la satira e il sarcasmo.
in-12, 255 pages, qq illustr., broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [DV-1]
brossura Il libro è una raccolta di modi di dire in dialetto veneto, in gran parte ancora in uso, vere e proprie immagini linguistiche che rievocano, con precisi dettagli, quel mondo da cui si estraggono gli aspetti più significativi della tradizione. L'autrice ha raccolto circa cinquecento voci attinte dal suo vocabolario personale e familiare e le ha analizzate accompagnandole con esempi concreti nel tentativo di conservare un patrimonio che appartiene a una regione, il Veneto, che a lungo è rimasto attaccato alle mille sfaccettature delle varietà linguistiche locali, tramandate di generazione in generazione. Il tutto vuole essere una testimonianza di un parlato ancora vivo, con impronte indelebili del passato; è il segno di una società in continua evoluzione, sospesa fra ieri e oggi, di cui il linguaggio rimane l'esempio più evidente, più facilmente riconoscibile e descrivibile. Con una prefazione di Gianna Marcato.
in-12, 163 p., broché, couv. ill. Couverture salie sinon bel exemplaire. [JU-1]
br. Qui troverete: Storia e caratteri della lingua friulana. Studi linguistici, grafia normalizzata, koinè, varianti, grammatica e forme idiomatiche della lingua friulana, ma anche la gloriosa storia della sua letteratura dotta e popolare con una scelta antologica dei testi dei principali scrittori e poeti del Friuli. Un ricco apparato di schemi didattici, box esplicativi e finestre tematiche di approfondimento (Agriculture, Cjase, Comuns, Cusine, Datis climaterichis, Famee e parintât, Cuarp uman, Farmacie, Fiestis e sants dal calendari, Glesie, Malatiis, Numars, Onomastiche, Tabelis, Tiermins Aministratîfs, Tiermins de tradizion furlane dal popul, Timp atmosferic e Timp cronologjic) arricchisce questo dotto repertorio della lingua identitaria di un popolo minoritario, ma dotato di una propria lingua e di una propria civiltà.
français In-12 de (3)-140 pp.; broché de l'éditeur. Réédition de l'édition de 1883.
Larousse 1977, In-12 broché, 256 pages. Bon état
brossura Vocabolario del dialetto parlato a Tagliacozzo, antichissima città d'arte in provincia dell'Aquila. Raccolta di circa 2000 vocaboli con caratteristiche fonetiche e/o etimologiche proprie differenziate dalla lingua ufficiale con traduzione, circa 300 tra proverbi, detti popolari e frasi idiomatiche.
Paris, Editions du Dauphin 1956. In-12 broché de 254 pages. Couverture illustrée.
in-16, 347 pages, lexique, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [DV-1]
Hardcover in-8, 313 pages, cartonnage sous jaquette illustrée. Accrocs à la jaquette sinon bel exemplaire. [BAT-4]
ill., ril. Mangiare friulano. Sempre più spesso l'elenco delle pietanze di ristoranti, osterie e agriturismi è scritto in friulano. Intendiamo nella lingua friulana prevista dalla legge 482/1999, che stabilisce le norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Non sempre la terminologia è corretta, anche ammettendo le tante varianti che la lingua friulana possiede. Ci sono dei termini che vengono usati solo in alcune zone, altri, invece, comuni a tutto il Friuli. Inoltre, non sempre, si conosce il corrispondente friulano dei termini italiani. Si è pensato di redigere un piccolo "lessico" che sia di aiuto per coloro che intendano predisporre la lista delle pietanze adoperando la lingua friulana. Un modo per contribuire al corretto uso del linguaggio che appartiene alla nostra terra. Un modo anche per ricordare termini che sono poco usati o praticamente dimenticati. Abbastanza spesso si assiste a delle dispute, sempre pacifiche, su qualche parola. Con la consulenza del professor Giovanni Frau, già docente all'Università di Udine di Lingua e cultura ladine e di filologia romanza.
br. Cos'è la lingua, e cos'è il dialetto? Cosa esprimiamo con l'una e cosa esprimiamo con l'altro? In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, in cui trovano posto Manzoni e Gassman, Pasolini e il commissario Montalbano, Benigni e Pirandello, oscuri maestri elementari e professori di educazione fisica, poesia, romanzo e teatro, Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente. E una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.
ill., br. Ennio Italo Rao convinto che le lingue siano i mattoni delle civiltà, studia la lingua parlata nel territorio, analizzandone tutte le sfumature e le coloriture. Da una tale analisi ne viene fuori un interessante studio sui vocaboli, sui costrutti sintattici, sulle regole grammaticali e sui detti del luogo che di esso sono manifestazione. Nella disamina di questi elementi, il lettore entra in contatto con un mondo bucolico e "genuino", distante dalla forte globalizzazione linguistica nell'ultimo secolo accentuata dall'operato dei mezzi di comunicazione di massa. In particolare, il lettore del luogo scopre di essere il "madrelingua" di una lingua antica, fondamentalmente latina, ma al contempo greca, francese, castigliana, catalana, araba, provenzale, normanna. Egli apprende che la lingua non è il solo mezzo con cui scambiarsi idee, informazioni e opinioni, ma rappresenta il modo di essere dell'uomo, il riassunto "parlato" della vita di decine di generazioni.
ill., br. Nello slang bolognese si manda qualcuno a spendere quando lo si vuole mandare a quel paese; affermare che qualcuno è "sano" significa trovarlo molto attraente e fare una cosa "alla vecchia" vuol dire farla con semplicità, come una volta. Si tratta di significati impensabili per la maggior parte delle persone, non solo straniere, ma anche connazionali. Ecco il volume che aiuta a districarsi fra queste vere e proprie "trappole" linguistiche: in ordine alfabetico i termini o le frasi dello slang bolognese, ognuno con il significato italiano e la traduzione inglese, così che anche i visitatori stranieri potranno "intripparsi" (appassionarsi) sempre di più alla città di Bologna.
br. Questa nuova edizione "tascabile" del vocabolario di Camillo Brero e Michele Bonavero è un aiuto per scegliere le parole giuste, arricchire e perfezionare l'uso corretto della lingua Piemontese: Oltre 23.000 vocaboli; Grafia e pronuncia; Nomi propri; Numeri cardinali e ordinali; Regole grammaticali di base; Esempi e modi di dire.