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in-8, 397 pages, cartonnage de l'éditeur. Tres bel exemplaire. [EN-7]
in-16, 347 pages, lexique, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [DV-1]
in-8°, 235 pages, illustre hors texte N/B, broche, couverture illustree plastifiee à rabats. Bel exemplaire. [NV-1][AZ-6]
2 volumes In-8, 207-207p. Edition définitive. Le volume I porte une mention de 9e mille, le volume II ne comporte pas de mention. Illustrés de nombreux dessins en noir de Steinlen. Bon exemplaire.
Un volume de format petit in 4° (12x18,5cm); de 208 pp.; sur vélin fort , papier jauni; très nombreuses illustrations dans le texte par Steinlen; reliure de l'époque en demi chagrin ébène; dos à 5 nerfs orné de fleurons dorés; titre doré; date en pied; tête dorée. Couverture conservée. Mention de 22e mille. Quelques rousseurs dans le texte; sinon reliure parfaitement exécutée et en parfait état. Exemplaire séduisant. Voir les photos.
8vo, 21.8cm. Pp. [iv],468,[2] pp. printed in double columns, vignette on title-page (reproducing medal portrait of B.), decorated initials. Modern boards lined with green vergé paper, printed title label on backstrip, orig. printed decorated wrappers bound in. Some thumbing to original covers, little foxing to few pages at beginning, very good otherwise. - Second edition, as scarce as the first of 1901, in fact a reissue of the first with addition of a supplement on pages 459-468.
ill., ril. Le parole del dialetto dimenticate. 226 parole del dialetto e del gergo in un libro che viaggia tra canzoni, immagini, ricordi e presente che si intreccia con il passato di quel borgo diventato città e poi metropoli.
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
br. Cos'è la lingua, e cos'è il dialetto? Cosa esprimiamo con l'una e cosa esprimiamo con l'altro? In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, in cui trovano posto Manzoni e Gassman, Pasolini e il commissario Montalbano, Benigni e Pirandello, oscuri maestri elementari e professori di educazione fisica, poesia, romanzo e teatro, Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente. E una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.
Larousse 1977, In-12 broché, 256 pages. Bon état
in-12, 255 pages, qq illustr., broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [DV-1]
LES EDITIONS DEFRANCE. 1952. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. convenable. Mors fendus. Intérieur acceptable. 264 pages - Dos fané. OUVRAGE E NFRANCAIS TRADUIT DE L'ARGOT.
brossura La lingua napoletana, come d'altronde tutti i dialetti, vive il suo inarrestabile declino. Il processo di omologazione alla lingua italiana e l'immissione nel tessuto linguistico dell'Italia meridionale di altre forme di linguaggi nonché di nomenclature di provenienza straniera mettono a dura prova la conoscenza della lingua e della cultura napoletana. È possibile arginare il fenomeno di decadenza? Rispondo subito di no: la lingua è uno strumento mobile che non si lascia facilmente ingabbiare. Ma certamente si può preservare dall'oblio la lingua napoletana quale risulta fissata nella scrittura letteraria. La conoscenza delle strutture linguistiche e del ricco patrimonio lessicale, potrebbe consentire la lettura e fruizione di un patrimonio letterario di grande livello, senza che a breve sia necessaria una preliminare traduzione. Quindi non il napoletano parlato, ma quello scritto. Questo libro vuole offrire un modesto contributo di conoscenza non solo del percorso evolutivo che ha portato l'idioma napoletano ad essere una lingua con una sua precisa identità e specificità, ma anche delle forme più tipiche dell'espressività napoletana.
Paris, Mazarine, 1985. Fort in-8, broché, couverture illustrée en couleurs, 447 pp. Exemplaire en bel état.
br. Come si caratterizza, nell'Italia contemporanea, il rapporto fra italiano e dialetto? Quanto hanno influito e influiscono l'uno sull'altro? Il libro risponde a queste domande esaminando italiano e dialetto nella prospettiva del contatto linguistico. All'esposizione delle possibilità di impiego dei due codici nella conversazione segue l'illustrazione delle loro modalità di influenza reciproca, nella cornice dei fenomeni di prestito e calco. Chiude il volume uno sguardo d'insieme sulle manifestazioni del contatto in ambito italoromanzo.
br. Il volume propone un'analisi sull'italiano neostandard da una prospettiva innovativa: quella dei testi di genere sportivo. Alla base del corpus di italiano scritto preso in esame da Chalupinski, infatti, ci sono titoli, occhielli, porzioni di testi tratti dai quotidiani più letti, ancor più di quelli di cronaca. La ricerca si fonda sui vari fenomeni morfosintattici della varietà: dall'uso dei clitici "ci", "ne", "lo" come marche complementari alla diminuzione dell'uso del congiuntivo in modalità epistemica, solo per fare qualche esempio. Un libro, dunque, che coniuga più "anime": quella rigorosa di saggio scientifico e quella di lettura divulgativa che può incuriosire gli appassionati della carta stampata e quelli di lingua italiana.
The Title 'A Sanskrit Reader: With Vocabulary and Notes written/authored/edited by Charles Rockwell Lanman', published in the year 2017. The ISBN 9788121290371 is assigned to the Paperback version of this title. This book has total of pp. 434 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Reference / Words, Language & Grammar / Vocabulary, Slang & Word Lists. Size of the book is 13.34 x 21.59 cms Vol:-
The Title 'A Sanskrit Reader: With Vocabulary and Notes written/authored/edited by Charles Rockwell Lanman', published in the year 2017. The ISBN 9788121290364 is assigned to the Hardcover version of this title. This book has total of pp. 434 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Reference / Words, Language & Grammar / Vocabulary, Slang & Word Lists. Size of the book is 14.34 x 22.59 cms Vol:-
A clean, unmarked book with a tight binding. 150 pages.
brossura Il volume "Così si dice(va) a Castelluccio" parla del dialetto di un piccolo paese della provincia di Salerno: Castelluccio Cosentino distante 38 Km da Eboli, "ove Cristo si è fermato", attraverso proverbi, detti e modi di dire, tradotti e commentati dall'autore. Questo lavoro presenta una vera e propria grammatica, probabilmente la prima mai pubblicata nella zona degli Alburni, costituita da uno studio attento dei suoni e da una rassegna breve, ma dettagliata, accompagnata da esempi delle caratteristiche morfosintattiche e lessicali del dialetto parlato negli Alburni. La prefazione dell'opera è a cura di Giuseppe Di Palma, il quale sottolinea l'approccio "metodologico" dell'autore nella sua ricerca: "tentativo importante quello dell'Autore perché in queste forme proverbiali, giunte fino a noi quasi sempre attraverso la tradizione orale, è possibile cogliere il modo di pensare, la saggezza antica di questa gente."
Firenze, “Le Lingue estere”, 1950, in-8, br., pp. 16. Estratto.
PARIS, Ed. Perceval-Ozanne - 1957 - In-8 broché, couverture illustrée - Illustrations 2 couleurs - Tirage limité sur Velin alfa - 268 pages - Très propre Préface du vice-amiral d'escadre MOREAU
Larousse, 1990. Fort In-8 relié cartonnage bleu éditeur de 763 pages. Très bon état.
Cartonn?. 763 pages. 15 x 23,5 cm.