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brossura "Fa minga la figüra del cicculatée", "Lasal in dal so broeud", "El dorma da la quarta", "Tutt a 'n bott": ormai non capita quasi più neanche in campagna di sentire queste belle espressioni dialettali. Poche parole e una grande efficacia comunicativa: "Sun mezz in gèsa" per dire che uno non stava tanto bene, mentre a mettere pace quando moglie e marito avevano avuto da discutere tutto il giorno arrivava "l'avucatt Cuerta". L'autore, che per il dialetto prova infinite emozioni, ci accompagna in un nuovo viaggio fra i pensionati del "canton di ball" che ci raccontano storie, aneddoti e tradizioni popolari della cultura meneghina che si vanno perdendo.
ill., br. I modi di dire sono capaci di tradurre concetti e pensieri in espressioni verbali, facilitando un'intesa fra chi parla e chi ascolta. Spesso dietro un modo di dire c'era e c'è una storia che va raccontata per capire meglio il significato e, al tempo stesso, esaltare la capacità di sintesi del dialetto. Da un fatto, più o meno importante, nasce un modo di dire che entra nel linguaggio comune. Motti e detti milanesi: quando una semplice frase può creare curiosità e simpatia. E come non citare le eccellenze gastronomiche milanesi? La cucina milanese è poco ricordata se non quei pochi piatti da tutti conosciuti, e invece è ricca di gustose sorprese che vanno riscoperte e rivalutate.
Attaboys, Gorgers, Night-Hawks and Widos, the street argot of the past is every bit as colourful and irreverent as todays hip hop and bling. Slang has always aroused strong opinions, but whether you agree with Alan Bennett that there is something suspect about those in the vanguard of slang or with John Galsworthy that it is vigorous and apt, this fascinating new compendium unveils a wealth of information about the fads and peccadilloes of bygone days. What does it say, for instance, about the English that they once had over 100 terms for gin, including Stark Naked, Stinkious, and Wind? Always inventive, frequently hilarious and occasionally utterly outrageous slang is an exuberant celebration of the comic possibilities of everyday life. From Monday Mice to Marriage Music, Wiffle-Woffles to Bummaree, dip into the pages of Bingo Boys and Poodle-Fakers and discover the rough and rumbustious delights of Shakespeare's man of fire-new words, fashions own knight: the ever-changing underworld of the English language.117p. illus. decorated endpapers Book
br. La valorizzazione e la promozione delle lingue regionali e minoritarie presenti in Italia, sostenuta da un diffuso favore da parte delle popolazioni interessate, trova una sua particolare declinazione in ambito scolastico. Partendo da una riflessione generale su aspetti relativi alla normativa di tutela e passando per l'ormai consolidata esperienza svolta dagli istituti che sviluppano competenze al loro interno o si giovano del supporto delle agenzie formative del territorio, il volume propone una descrizione delle due maggiori lingue regionali del nostro Paese, quella friulana e quella sarda, tracciandone un essenziale profilo linguistico e analizzando le condizioni che ne hanno permesso una prima introduzione nei curricoli scolastici. Di prospettiva, anche per il possibile coinvolgimento di altri contesti dove insistono lingue di minoranza, è la sezione conclusiva del lavoro che affronta la questione della certificazione delle competenze glottodidattiche del docente di friulano e di sardo. La sfida da vincere, ancora una volta, è quella della qualità della didattica, qualità che sola può assicurare la trasmissione ai più giovani dell'insieme dei saperi, dei valori e delle sensibilità che costituiscono il patrimonio tradizionale delle nostre comunità.
br. Anche se ormai la lingua italiana non è più - come già per secoli - patrimonio di una minoranza della popolazione, ancora oggi oltre due terzi degli italiani usano quotidianamente un dialetto, in alternanza con la lingua nazionale. Questa resistenza della dialettofonia fa sì che la conoscenza della realtà linguistica dell'Italia contemporanea non possa dirsi completa se si escludono i dialetti. La varietà, la ricchezza, la vivacità d'uso, la classificazione, la storia, i caratteri distintivi dei dialetti italiani e la metodologia del loro studio in un manuale sistematico, completo, sintetico, aggiornato.
br. 'Vicende storiche della lingua di Roma' s'intitola il saggio con cui, nel 1929, Clemente Merlo dava avvio agli studi scientifici moderni sul romanesco antico, mentre pochi anni dopo, nel 1932, Bruno Migliorini definiva la storia del romanesco come «la storia del suo disfacimento, dovuto all'azione esercitata per secoli su di esso dal toscano che gli si sovrappose». I due nomi citati stanno per le due tradizioni di ricerca, quella glottologica e quella storico-linguistica, che da allora su questo oggetto proteiforme si sono esercitate, evidenziandone da un lato le specificità strutturali rispetto alla lingua nazionale, dall'altro la particolarità sociolinguistica nel panorama italiano, particolarità che consiste proprio nell'aver instaurato col volgare sovraregionale una precocissima osmosi.
br. Oggi, al posto dell'originale lingua bolognese, ne sta nascendo un'altra che non ho timore di definire abusiva, priva di colori, gremita di orrendi strafalcioni e sgrammaticature. La mostruosa abitudine va sempre più diffondendosi, ma non è tutto. Si è imposto anche l'uso di abbandonare il nostro originale modo di esprimerci, fantasioso, arguto e colorito, a favore di una fraseologia piattamente adagiata sull'italiano. Così facendo, si contribuisce semplicemente a uccidere il nostro dialetto. Per dire "È un ragazzino debole" ci si appoggia pigramente su un facile L é un ragazlàtt dàbbel, ignorando espressioni genuine e di bellezza lessicale ben superiore, come L é un ragazlàtt scarnécc', oppure L é un pôver agnusdèi o Al bàvv in una lómm. Dunque, la "battaglia" non deve essere soltanto verso gli errori evidenti, relativi a vocaboli, sparsi qua e là da chi il dialetto non lo conosce ma anche per difendere e salvare la qualità fraseologica del dialetto autentico, riconquistando e valorizzando le belle espressioni originali della tradizione. Ecco dunque, in questa ennesima piacevole fatica, una raccolta di frasi caratteristiche del dialetto bolognese presentate partendo dall'italiano, considerato l'attuale costante regresso del numero di dialettofoni. Le ho inventariate, certo senza pretendere di essere esaustivo, per soddisfare legittime curiosità e - perché no - per aiutare chi ancora volesse parlare o si ostinasse a scrivere usando la lingua di Bologna.
in-12, XVIII-238 pp+ partition de la chanson "Coeur brise", broche, couv. Bon etat. [CA33-7]
fort vol. in-8°, 671 pages, illustre hors texte N/B, broche, couverture illustree plastifiee. Bel exemplaire (pli de lecture au dos). [BL-5]
in-8°, 510 pages, lexique, broché, couverture illustrée. Couverture recouverte d'adhesif transparent, quelques cachets, sinon bel exemplaire. [NV-21][AB-1+]
Hardcover in-8, 313 pages, cartonnage sous jaquette illustrée. Accrocs à la jaquette sinon bel exemplaire. [BAT-4]
in-8, 348 pp., illustrations hors texte N/B, broché, couverture illustree. Bon etat. [HI-10]
in-8, 531 pp., illustrations hors texte N/B, broche, couverture illustree à rabats. Bon etat. [AZ-16]
Reliure de l'éditeur. 398 pages. Jaquette.
Volume in 4° piccolo legato in mezza pelle (piccola mancanza alla cuffia superiore), titolo al dorso, sguardie marmorate, occhiello, frontespizio, 236 pp., vignette silografiche nel testo. Lo slang parigino, la parlata del popolo e (perché no?) della malavita o meglio di quella zona grigia che ne delimita i confini. Curiosissimo ed interessantissimo prontuario arricchito da una piacevole e stuzzicante iconografia. Raro a reperirsi, in bello stato.
in-8°, 255 pages, broche, couverture illustree plastifiee. À letat de neuf. [CA32-3] Avec, en annexe : L’argot des drogues de synthèse.
In-8, 304p. Préface de Francis Carco. Bon exemplaire.
in 24° br. pp.192
In-12, 192p. Nouvelle édition. Précédé d'une histoire de l'argot par Clément Casciani. Couverture légèrement tachée.
Dernière refonte "complètement refait[e] par l'auteur" du "dictionnaire universel" (de 1856) de Maurice LA CHATRE (1814-1900), éditeur militant plusieurs fois condamné pour ses publications, qui le présente comme "une oeuvre de propagande démocratique et sociale", "une oeuvre de combat destinée à détruire la superstition qui, un siècle après Voltaire, Rousseau, d'Holbach, Diderot et d'Alembert, nous étreint encore, pieuvre gigantesque, de ses innombrables tentacules"; avec la collaboration de rédacteurs socialistes ou anarchistes, d'André GIRARD, Edouard-Auguste SPOLL, Hector FRANCE, Jean GRAVE, "etc"; dans le 4è volume, un "Dictionnaire de la langue verte - Archaïsmes - Néologismes - Locutions étrangères - Patois" par l'écrivain Hector FRANCE (1837-1908); lettre-préface de l'écrivain Léon CLADEL (1835-1892) à Maurice LA CHATRE; texte sur 3 colonnes; 8 cartes couleurs doubles pages hors texte, vignettes (dont bandeaux, le 1er étant un portrait de l'auteur), lettrines. Exemplaire bien complet en 5 volumes: 1/ A-C; 2/ D-L; 3/ M-S; 4/ T-Z + "Dictionnaire de la langue verte [...]"; 5/ "Appendice". Français
ill., br. Gli insegnamenti che arrivano dal Giappone sono più attuali che mai, anche in Occidente. Ma in cosa consiste esattamente lo spirito giapponese? L'antico nome del Giappone era Yamato che, scomposto nei suoi ideogrammi, significa oggi «Grande Wa», cioè «Grande Armonia». E quell'armonia, che è priorità della cultura nipponica e domina parole e atteggiamenti del suo popolo, è anche un concetto in cammino, un sistema di assorbimento, scelta e adattamento, che fa del Giappone il magico mistero che affascina il mondo. Laura Imai Messina, autrice italiana trapiantata a Tokyo, ci svela qui la profonda filosofia di Wa traendo spunto dalle 72 stagioni che compongono l'antico calendario giapponese e raccontandoci il senso nascosto in nomi pieni di poesia. Con la nuova fascetta-ikebana puoi creare un kimono di carta.
In 16, pp. 296 + (8 ultima bianca). Piena pelle coeva con fregi oro al dorso e dentelle ai tagli dei piatti. Antico tim. di est. bibl. Perfetto esemplare di quella che viene considerata la migliore e piu' completa edizione di questa raccolta di scritti nel gergo della delinquenza che, nella penisola iberica, e' definito 'germania'. Vennero pubblicati per la prima volta nel 1609. Questa edizione contiene anche un dizionario del gergo stesso e un discorso sull'origine ed espulsione dei Gitani.
Ex-library book with the usual stamps and markings. Spots on buckram cloth cover. Oblong format: 9 5/8"w x 7 3/8"h. "Brave Johnny O'Hare would be just another boaster routed by something routine except that this is set ""way down there/ In the upside-down land/ of koala bear"" where ""dingoes howl and crocodiles lie/ In warm deep pools/ Under summer sky"" and ""the kookaburra in the tall gum tree/ Laughs and hoots, 'Ha, ho, hee, hee'."" And where brave Johnny O'hare scoffs at tales ""of the Bunyip there."" [Kirkus Review]
Volume in lingua inglese; seconda sezione. Sovraccoperta illustrata e minimamente ingiallita dal tempo con abrasioni e piccoli strappi ai margini e leggere tracce di usura da sfregamento ai piatti. Piccolo segno a matita alla controguardia anteriore e pagine minimamente ingiallite dal tempo dal testo a due colonne con rare e piccole illustrazioni in nero. Numero pagine 766. USATO