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br.
brossura Trattasi della seconda edizione dell'opera, opportunamente aggiornata. Sui dialetti incombe un processo irreversibile d'italianizzazione ed è in continuo movimento verso nuove forme parlate. Era doveroso, pertanto, raccogliere il patrimonio linguistico della città di Crotone, ricco, significativo, esplicativo dello spirito di un popolo, da riconoscere come un bene culturale e conservare con la massima cura. Il dialetto è un pezzo incommensurabile della nostra storia, radici, cultura millenaria, e se andasse perduto non potremo più esprimerci in quell'insieme di sensazioni, suggestioni, sonorità, profumi ed emozioni che solo esso sa donare. I motivi su citati, quindi, mi hanno spinto a realizzare tale "strumento", in grado di proporsi come guida, e di agevolare l'approccio alla terminologia dialettale arcaica. Era necessario partire dagli aspetti storici di Crotone (cap. 1), in modo da annodare il legame tra la storia e la lingua, soprattutto per poter spiegare e giustificare le origini greche, latine, spagnole, francesi, arabe... dei vari termini dialettali. Infatti, risulta facile intuire come alla formazione di una parlata locale, abbiano concorso diversi elementi tra cui quelli geografici (territorio, orografia, estensione...) e storici (civiltà, assedi, dominazioni, incursioni, colonizzazioni...). All'interno di ogni regione, che presenta una tipologia dialettale propria, sussistono sottovarietà locali caratterizzate a volte da differenze notevoli, le cui identificazioni si basano su criteri fonologici, morfologici e lessicali ampiamente trattati nei capitoli 2), 3) e 4). Il cap. 5) Dizionario crotonese-italiano, risulta costituito da circa 7700 lemmi e oltre 2000 tra frasi esemplificative, modi di dire, detti e proverbi popolari. Il processo di realizzazione dello stesso e il relativo "work in progress", descritto puntualmente in premessa del capitolo, è risultato molto impegnativo e ha richiesto diversi anni di paziente e certosino lavoro.
Paris, Librairie Delagrave, "Bibliothèque des chercheurs et des curieux", 1946. In-12 broché, 189 pp. Avec une introduction.
brossura Perché un vocabolario Catanese-Italiano? Forse ai più potrà presentarsi come un atto di presunzione di chi vuole, a tutti i costi, dare risalto al proprio parlare, facendolo assurgere inopinatamente al superiore rango di lingua vera e propria, differenziandola così dalla comune definizione di dialetto come sistema di lingua limitato ad un ambito geografico e per molteplici aspetti, ben definito, ma che per sé intende abbracciare gli inconsueti caratteri di una tradizione letteraria abbastanza circoscritta. Se poi si prende in considerazione il cosiddetto dialetto siciliano, si evidenziano subito i molteplici aspetti di ogni parola con diecine e diecine di varianti fonetiche e morfologiche in dipendenza della diversità dei luoghi ma principalmente dall'uso tramandato nel tempo e che ancor oggi se ne fa. Nello specifico il testo del vocabolario è diviso in tre sezioni: la prima contiene brevi nozioni grammaticali sul catanese; la seconda, il vocabolario vero e proprio con oltre 9500 lemmi; e la terza, in appendice, una raccolta di nomi propri catanesi, una curiosa lista di nomi di abitanti, i nomi di alcuni luoghi caratteristici della città e i nomi di mestieri, secondo proprio il parlare catanese e quanto una popolare tradizione ha tramandato.
br. Questo dizionario è un'avventurosa spedizione alla ricerca del tesoro linguistico dei nostri dialetti, dalle vallate alpine all'estremo Meridione. Spesso oscurati e repressi in nome della costruzione di una lingua italiana standard, i dialetti custodiscono un vero patrimonio di parole ed espressioni, che ha nutrito con la sua linfa gli scritti "italiani" di alcuni dei nostri maggiori poeti e narratori: da Foscolo a Calvino, da Verga e Serao a Pasolini, passando per Deledda, D'Annunzio, Gadda, Montale, Landolfi... Ma non solo. Il criterio adottato da Manlio Cortelazzo e Carla Marcato infatti non si limita alle testimonianze letterarie: registra l'ingresso di forme italiane nei dialetti e di forme dialettali nell'italiano (la cassata, il grissino), riconosce l'unicità di termini dialettali che non hanno un corrispettivo italiano (come le ormai celebri accabadòras), ricostruisce complicate etimologie (dai bagigi, le arachidi che vengono dall'arabo habb per "bacca" fino al ghiotto supplì, che al francese surprise deve l'allusione alla "sorpresa" del ripieno). Il "Dizionario etimologico dei dialetti italiani" è una vera e propria miniera linguistica, insieme valido strumento scientifico, documento storico-culturale e wunderkammer che riserva scoperte continue per tutti i lettori curiosi.
br. Dizionario (parziale) di parole venete.
Very Good Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 43, [1]; 20 p. Mecaz ve argo lûgatçesi [Ikii kitap birarada].
br. Il parlato è l'oggettivazione del pensiero; il pensiero è un tentativo di spiegare a noi la realtà che ci circonda. Solo che la relazione tra ordo verbarum, ordo idearum, ordo rerum non è sempre così speculare e simmetrica, come il pensiero comune immagina. Quando comunichiamo utilizziamo circuiti linguistici convenzionali, aforismi, modismi espressivi che veicolano il pensiero verso altri, verso l'esterno modificandolo e impacchettandolo per farsi comprendere. Il linguaggio dialettale ha una particolarità: è semplice, fresco, immediato, comprensibile. Si adatta di più all'ascoltatore e proviene dall'esperienza vissuta. È figlio della civiltà della fame, della povertà, Vox populi vox Dei. Con questo, si afferma che il pensiero, comune e condiviso, è espressione di una verità forte! In questo percorso, si fruga tra il parlato dialettale per trovare tracce ed orme di un sentito comune riguardante l'universo femminile. Sentenze, modi linguistici, aforismi modellati dalla gente semplice ed arguta che, con una frase, cerca di consegnare la propria rappresentazione del mondo.
Cartonn?. 763 pages. 15 x 23,5 cm.
Larousse, 1990. Fort In-8 relié cartonnage bleu éditeur de 763 pages. Très bon état.
PARIS, Ed. Perceval-Ozanne - 1957 - In-8 broché, couverture illustrée - Illustrations 2 couleurs - Tirage limité sur Velin alfa - 268 pages - Très propre Préface du vice-amiral d'escadre MOREAU
Firenze, “Le Lingue estere”, 1950, in-8, br., pp. 16. Estratto.
brossura Il volume "Così si dice(va) a Castelluccio" parla del dialetto di un piccolo paese della provincia di Salerno: Castelluccio Cosentino distante 38 Km da Eboli, "ove Cristo si è fermato", attraverso proverbi, detti e modi di dire, tradotti e commentati dall'autore. Questo lavoro presenta una vera e propria grammatica, probabilmente la prima mai pubblicata nella zona degli Alburni, costituita da uno studio attento dei suoni e da una rassegna breve, ma dettagliata, accompagnata da esempi delle caratteristiche morfosintattiche e lessicali del dialetto parlato negli Alburni. La prefazione dell'opera è a cura di Giuseppe Di Palma, il quale sottolinea l'approccio "metodologico" dell'autore nella sua ricerca: "tentativo importante quello dell'Autore perché in queste forme proverbiali, giunte fino a noi quasi sempre attraverso la tradizione orale, è possibile cogliere il modo di pensare, la saggezza antica di questa gente."
A clean, unmarked book with a tight binding. 150 pages.
The Title 'A Sanskrit Reader: With Vocabulary and Notes written/authored/edited by Charles Rockwell Lanman', published in the year 2017. The ISBN 9788121290371 is assigned to the Paperback version of this title. This book has total of pp. 434 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Reference / Words, Language & Grammar / Vocabulary, Slang & Word Lists. Size of the book is 13.34 x 21.59 cms Vol:-
The Title 'A Sanskrit Reader: With Vocabulary and Notes written/authored/edited by Charles Rockwell Lanman', published in the year 2017. The ISBN 9788121290364 is assigned to the Hardcover version of this title. This book has total of pp. 434 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Reference / Words, Language & Grammar / Vocabulary, Slang & Word Lists. Size of the book is 14.34 x 22.59 cms Vol:-
br. Il volume propone un'analisi sull'italiano neostandard da una prospettiva innovativa: quella dei testi di genere sportivo. Alla base del corpus di italiano scritto preso in esame da Chalupinski, infatti, ci sono titoli, occhielli, porzioni di testi tratti dai quotidiani più letti, ancor più di quelli di cronaca. La ricerca si fonda sui vari fenomeni morfosintattici della varietà: dall'uso dei clitici "ci", "ne", "lo" come marche complementari alla diminuzione dell'uso del congiuntivo in modalità epistemica, solo per fare qualche esempio. Un libro, dunque, che coniuga più "anime": quella rigorosa di saggio scientifico e quella di lettura divulgativa che può incuriosire gli appassionati della carta stampata e quelli di lingua italiana.
br. Come si caratterizza, nell'Italia contemporanea, il rapporto fra italiano e dialetto? Quanto hanno influito e influiscono l'uno sull'altro? Il libro risponde a queste domande esaminando italiano e dialetto nella prospettiva del contatto linguistico. All'esposizione delle possibilità di impiego dei due codici nella conversazione segue l'illustrazione delle loro modalità di influenza reciproca, nella cornice dei fenomeni di prestito e calco. Chiude il volume uno sguardo d'insieme sulle manifestazioni del contatto in ambito italoromanzo.
Paris, Mazarine, 1985. Fort in-8, broché, couverture illustrée en couleurs, 447 pp. Exemplaire en bel état.
brossura La lingua napoletana, come d'altronde tutti i dialetti, vive il suo inarrestabile declino. Il processo di omologazione alla lingua italiana e l'immissione nel tessuto linguistico dell'Italia meridionale di altre forme di linguaggi nonché di nomenclature di provenienza straniera mettono a dura prova la conoscenza della lingua e della cultura napoletana. È possibile arginare il fenomeno di decadenza? Rispondo subito di no: la lingua è uno strumento mobile che non si lascia facilmente ingabbiare. Ma certamente si può preservare dall'oblio la lingua napoletana quale risulta fissata nella scrittura letteraria. La conoscenza delle strutture linguistiche e del ricco patrimonio lessicale, potrebbe consentire la lettura e fruizione di un patrimonio letterario di grande livello, senza che a breve sia necessaria una preliminare traduzione. Quindi non il napoletano parlato, ma quello scritto. Questo libro vuole offrire un modesto contributo di conoscenza non solo del percorso evolutivo che ha portato l'idioma napoletano ad essere una lingua con una sua precisa identità e specificità, ma anche delle forme più tipiche dell'espressività napoletana.
LES EDITIONS DEFRANCE. 1952. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. convenable. Mors fendus. Intérieur acceptable. 264 pages - Dos fané. OUVRAGE E NFRANCAIS TRADUIT DE L'ARGOT.
in-12, 255 pages, qq illustr., broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [DV-1]
Larousse 1977, In-12 broché, 256 pages. Bon état
br. Cos'è la lingua, e cos'è il dialetto? Cosa esprimiamo con l'una e cosa esprimiamo con l'altro? In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, in cui trovano posto Manzoni e Gassman, Pasolini e il commissario Montalbano, Benigni e Pirandello, oscuri maestri elementari e professori di educazione fisica, poesia, romanzo e teatro, Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente. E una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.