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br. La teoria della narrazione, fondata da maestri della semiotica quali Propp, Greimas e Lévi-Strauss, è stata poi oggetto di grande attenzione anche da parte di psicologi, storici, specialisti di letteratura e di cinema, di marketing e di comunicazione politica, sicché oggi il tema dell'espressione narrativa, o dello storytelling, si presenta come centrale. Nel libro, una rilettura in chiave attuale delle teorie classiche offre una visione profondamente nuova dell'universo narrativo: una prospettiva che tiene conto anche degli apporti di altre discipline, dell'odierna attenzione per gli impieghi operativi del narrare, nonché dello stretto legame che le forme narrative intrattengono con i processi emozionali e con i tanti modi in cui cerchiamo di rendere leggibile la realtà che ci circonda e di dare un senso alla nostra esperienza di vita. Il volume vale dunque come introduzione aggiornata alla materia, di cui propone una sistemazione teorica nuova e originale, presentata grazie anche a un ricco apparato di esempi che spaziano dalla letteratura al cinema, dal folclore alla musica, dal melodramma alla pubblicità.
1972150324Paris: Librairie Larousse 1972. 238 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
br. C. G. Jung nel Libro rosso afferma: "Dalla bocca esce la parola, il segno, il simbolo. Se è segno, la parola non significa nulla. Se invece è simbolo, significa tutto". Parola, segno e simbolo sono tre realtà distinte di cui facciamo quotidianamente esperienza, anche se forse raramente ce ne accorgiamo, e su di essi ci soffermiamo accuratamente a riflettere. Tutti noi sapremmo spiegare, qualora ci venisse richiesto da un interlocutore di parlarne, che cos'è la parola, così come non avremmo dubbi in merito a ciò cui la parola "segno" rimanda; la situazione sembra invece complicarsi quando arriviamo al simbolo. Sembra quasi che ne abbiamo completamente smarrito il significato e che pertanto non sappiamo più nemmeno riconoscere le occasioni in cui ci capita di farne esperienza. Eppure - nota Jung nel Libro rosso - il simbolo è tutto. Questa curiosa condizione che accomuna gli uomini del nostro tempo, ossia il fatto che essi non possano rinunciare di fare esperienza di simboli all'interno della loro vita e che al contempo però non sappiano più che cosa questo significhi, ha spinto gli autori del presente volume a trovarsi insieme a riflettere su questo fenomeno.
br. Il libro nasce dal desiderio di concentrarsi sulla scrittura del quotidiano mediale, o meglio, sulle scritture, che rappresentano allo stesso tempo il "grande problema" del digitale (spesso metafora di corpi inermi, di una comunicazione ossessiva...) e "la sua soluzione" (cioè competenze di produzione di senso, di creatività, di nuove professioni...). Il volume si sviluppa con un approccio che va dal livello del "sacro" transdisciplinare (dall'antropologia dei media alla psicologia e alla filosofia del web), a quello del "profano" dei comportamenti dell'utente post-moderno, che sovente si serve dei media in modo (apparentemente?) poco significativo. Il testo offre sia taluni spunti teorici sulla natura dello scritto mediale, sia un quadro concreto (orientato al saper fare) di pratiche formative e didattiche dedicate alle scuole, per favorire sia lo sviluppo delle competenze tecnologiche utili al saper scrivere con i media sia l'acquisizione di una consapevolezza matura delle potenzialità dei linguaggi mediali. Presentazione di Ambrogio Artoni.
br. Il libro nasce dal desiderio di concentrarsi sulla scrittura del quotidiano mediale, o meglio, sulle scritture, che rappresentano allo stesso tempo il "grande problema" del digitale (spesso metafora di corpi inermi, di una comunicazione ossessiva...) e "la sua soluzione" (cioè competenze di produzione di senso, di creatività, di nuove professioni...). Il volume si sviluppa con un approccio che va dal livello del "sacro" transdisciplinare (dall'antropologia dei media alla psicologia e alla filosofia del web), a quello del "profano" dei comportamenti dell'utente post-moderno, che sovente si serve dei media in modo (apparentemente?) poco significativo. Il testo offre sia taluni spunti teorici sulla natura dello scritto mediale, sia un quadro concreto (orientato al saper fare) di pratiche formative e didattiche dedicate alle scuole, per favorire sia lo sviluppo delle competenze tecnologiche utili al saper scrivere con i media sia l'acquisizione di una consapevolezza matura delle potenzialità dei linguaggi mediali. Presentazione di Ambrogio Artoni.
Marrone, Gianfranco Gustoso e saporito : introduzione al discorso gastronomico. Firenze, Giunti ; Milano : Bompiani 2022 italian, 350 ST1181PBrossura editoriale,volume come nuovo, illustrato, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 350 pagine circaCopertina come da foto
In 8', br.ed., pp.236. ; segni d'uso ai piatti , pieghe e abrasioni al dorso, firma di appartenenza all'occhiello, sottolineature e segni ai margini n.t., pieghe di stampa a p.231-254. modesto es.Prima edizione.
leggeri segni del tempo
OTTIMO STATO
OTTIMO STATO
8°, BROSSURA, PG. 239 (9), BUONO STATO. PRIMA EDIZIONE. (C)
In-8°, pp. 239, (7). Cartoncino editoriale. Un testo è una macchina pigra chhe chiede al lettore di fare una parte del suo lavoro.
Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1985, in-8, br. editoriale, pp. 174. Coll. Studio, enciclopedia filosofica.
Mm 130x195 Brossura editoriale di pagine 174. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ALFREDO GUIDA 2003 107 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Parole e frasi comuni Agamennone Alcinoo all'interno ambiente antica Apollonio Rodio appare archi architettonico base biblico bizantina casa Cava d'Ispica chiesa cielo città conoscenza contesto corrispondenza costruito costruzione cristiana Cristo cubiti cultura micenea culturale cupola Darcque decodificazione dell'architettura dell'imperatore dimora divina dòma elementi èTti Eumeo èvi figlio figura forma formula funzionale funzione gerarchie Gerusalemme celeste Giamblico Giustiniano Hautecoeur ièv imperiale KaTà KOÙ l'immaginario lessicale lunghezza luogo Mazarakis Menelao messaggio miceneo misurò modello Mycenae Nestore numero Odissea Omero palazzo Paolo Silenziario parole usate Penelope personaggio piano Piatone plurale porte presbiterio Procopio Procopio di Cesarea progettuale quadrato racconto rapporto reggia regina riconoscimento riferimenti risimbolizza rivestito ruolo sala Salomone Santa Sofia semantica sembra semiotica significati indiretti significato/funzione simbolica spazi architettonici spaziale spazio stanza Telemaco teologia termine megaron tettonico Tfjq Tolq TOÙ TÒV traduzione triangolo trichora triconco Ttepi Ulisse venti cubiti vocabolo yàp
1992100136501Northwestern University Press 1992 153 pages 14x21 5x1 7cm. 1992. Broché. 153 pages.
27493Paris, Seuil, 1969. Coll. "Tel Quel". In-8 (205x140mm) broché, 379 p. Quelques petites annotations au crayon à papier. Bon état général.
15964Presses Universitaires de Lyon, Groupe d'Entrevernes, 1979 - In-8, couverture noire titrée en Blanc, 208 pages - Index et Bibliographie.
Mm 150x210 Brossura editoriale di pagine 314. Opera in ottime condizioni.
1^ Edizione - in 8° - brossura editoriale con alette - 159pp -sono presenti illustrazioni - ottime condizioni 12/22
br. Il tema dell'efficacia regolativa del ritmo è al centro di questo volume, che ne interpreta in modo originale la potenza intertestuale e transdisciplinare. Al centro, la facoltà di patemizzazione conseguente al riconoscimento sensibile della struttura ritmica, e il potenziale di transcodifica, ovvero di tenuta figurale del formante ritmico. Se è vero che la società contemporanea ci interpella e ci sollecita alla ricerca di forme di convergenza tra diverse forme di testualità, ecco che la questione ritmica appare di prepotente attualità, là dove sia intesa come schema atto a gestire lo scambio e il dialogo tra narratività profonda e figuratività di superficie.
br. Il tema dell'efficacia regolativa del ritmo è al centro di questo volume, che ne interpreta in modo originale la potenza intertestuale e transdisciplinare. Al centro, la facoltà di patemizzazione conseguente al riconoscimento sensibile della struttura ritmica, e il potenziale di transcodifica, ovvero di tenuta figurale del formante ritmico. Se è vero che la società contemporanea ci interpella e ci sollecita alla ricerca di forme di convergenza tra diverse forme di testualità, ecco che la questione ritmica appare di prepotente attualità, là dove sia intesa come schema atto a gestire lo scambio e il dialogo tra narratività profonda e figuratività di superficie.
brossura Come funzionano i videogiochi, e cosa accade quando li giochiamo? Scopo di Semiotica dei videogiochi è decifrare il linguaggio con cui videogioco e giocatore si scambiano informazioni e valori, si seducono ed entrano in conflitto, dando origine al fenomeno dell'interazione. I videogame sono esaminati a partire da una prospettiva semiotica, con il fine di sviluppare tanto una teoria generale della testualità videoludica quanto una pratica di analisi dei singoli videogiochi. Rielaborando una vasta pluralità di prospettive teoriche (la semiotica generativa di Greimas, quella interpretativa di Eco, la sociosemiotica di Landowski, le riflessioni sul semisimbolico, la semiotica dei mondi possibili di Pavel e Dole, la semiotica delle passioni, la teoria letteraria degli ipertesti, il decostruzionismo di Culler e il neopragmatismo di Rorty) e componendole all'interno di una proposta analitica unitaria, Semiotica dei videogiochi propone un approccio originale che dà conto delle strutture testuali dei videogame così come della dimensione pragmatica della loro ricezione, con il fine di contribuire alla fondazione del paradigma teorico dell'interattività.
brossura In epoca di comunicazione globale l'uomo, unico animale semiotico, cioè capace di riflessione sui segni e sul comunicare, ha una grande responsabilità nei confronti della vita e della sua qualità, nonché dell'intero sistema planetario. La semiotica non può esimersi da una riflessione cruciale della conteporaneità: la sua antica vocazione a "far star bene la vita" occupandosi, come "semeiotica", dei sintomi, soprattutto in ragione della sempre maggiore interferenza nella comunicazione, tra la sfera storico-sociale e quella biologica, tra la sfera culturale e quella naturale, tra semiosfera e biosfera.