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59462Armand Colin, 2e édition, 2011, 223 pp., broché, pli sur la première de couverture, traces d'usage, état correct.
61973Nathan, collection Nathan Cinéma, 2002, 219 pp., broché, très légères traces d'usage, bon état.
8°, BROSSURA FIG. A COLORI, PG. XIII (3) 141 (3), ALCUNE SOTTOLINEATURE SPARSE A BIRO IN UNA DECINA DI PAGINE. PRIMA EDIZIONE ITALIANA.
In-8 (Cm 24 x 17), pp. 19, brossura editoriale. Collana Documenti di lavoro e pre-pubblicazioni, 356 Settembre 2006 serie F (Semiotiche visive e audio-visive). OTTIMO
Collana di Filosofia e Epistemologia - Traduzione e note di Nicola Colecchia - Prefazione del Traduttore - Introduzione - Appendici - Indice analitico 1 21x15 cm., in brossura, sopraccoperta, pp. 235 (2), alcune figure nel testo, prima edizione italiana, buone condizioni * Comunicazione delle api, denominazione di utensili preistorici, segnaletica, araldica, teatro, pittura, segnali extraterrestri sono i temi essenziali di questa analisi tanto rigorosamente esatta che chiara. La formulazione metodologica ? compiutamente risolta nei saggi su Bujssens, Morris, Martinet, Hjelmslev, Prieto, Levi-Strauss, Barthes, Lacan.
In 8°, br. edit., pp. 354,(5); coll. "Idee Nuove. Volume XLIV". Buona copia con lieve ingiallimento delle pagine (Zb6) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (zb6)
In-8°, pp. 161, brossura editoriale.
<br/>Collana PICCOLA BIBLIOTECA EINAUDI 317<br/>Legatura brossura<br/>Formato Sedicesimo<br/>Num Pagine 448<br/>Traduttore Maria Modena Mayer, Anna Maria Diviso Finoli<br/>Prima Edizione
1980100136515PRINCETON UNIV PR 1980 456 pages 13 97x2 794x21 336cm. 1980. Broché. 456 pages.
ISBN 88-452-1937-2 <BR>p. 205
ill., br. A lungo ci si è interrogati sulle forme e le funzioni delle narrazioni al tempo della globalizzazione, senza tuttavia offrire risposte chiare e argomentate. Il volume prende in considerazione gli aspetti principali della narratività contemporanea, sia occidentale che orientale, con uno sguardo agli scrittori più conosciuti nel mondo, come Murakami e Dan Brown, e alle serie televisive più sperimentali, orientando la prospettiva critica verso il futuro della produzione estetica mondiale. In particolare, nel libro sono analizzati i temi, le forme d'intreccio, i narratori e i personaggi, le costanti spazio-temporali, l'imporsi di autori che sfruttano una platea globale per circondarsi di fanfictioners e trasformarsi in brand-names del tutto appetibili per l'industria editoriale, il diffondersi di modi di lettura immersivi ed empatici, la serializzazione delle storie, il costante riadattamento delle narrazioni (dal verbale al filmico e al televisivo, e viceversa), la pervasiva presenza del fantasy quale stile della globalizzazione che ha sostituito il vecchio realismo magico di origine latino-americana e, infine, il trionfo mondiale del graphic novel.
br. Nel 1924 Heidegger avvia un confronto serrato con la Retorica di Aristotele, vedendo in quest'opera il punto di partenza per comprendere la struttura dell'ascolto del logos. Nelle lezioni di Marburgo sui concetti fondamentali della filosofia di Aristotele, dunque, le pratiche retoriche e non la filosofia del linguaggio esibiscono, agli occhi di Heidegger, gli aspetti strutturali del modo in cui l'essere umano parla con sé stesso quando prende una decisione, deve governare una passione, quando fa i conti con i propri desideri. Aprire all'interno della propria vita degli spazi di autodeterminazione, diventa in questo quadro di riferimento l'effetto della possibilità di far abitare nella propria coscienza i consigli, i rimproveri, le lodi degli altri.
br. "Basi linguistiche" come "basi epistemologiche" della semiotica; basi che delineano una teoria molto precisa: la semiolinguistica, contrapposta a un generico "campo semiotico". Qui il segno verbale occupa un posto di rilievo essendo condizione imprescindibile della riflessione su tutti i segni, verbali e non verbali. È pertanto difficile per la semiotica fare a meno della linguistica, la quale, a sua volta, deve partire dalla nozione di segno, e dunque darsi una costituzione semiotica, per potersi occupare del segno verbale stesso. Una buona ricerca teorica, inoltre, non può prescindere da una "tradizione scientifica": la dimensione storica acquista così una valenza epistemica. In questo quadro il libro colloca la questione dell'arbitrarietà del segno, della traduzione, dell'onnipotenza semiotica delle lingue, della dialettalità della semiosi, della natura stratificazionale del linguaggio, muovendosi con un passo teorico e storico.
br. Le rappresentazioni del lusso nello spazio abitativo veicolate dalla pubblicità consentono di tratteggiare una forma di comunicazione che promuove prodotti di uso quotidiano attraverso elementi simbolici che fanno leva su desideri e aspirazioni. Si tratta di una strategia che raggiunge il suo apice nel primo decennio del XXI secolo. Attraverso l'analisi della comunicazione pubblicitaria è possibile evidenziare come alcuni aspetti, emersi nelle società occidentali della modernità avanzata, si manifestino all'interno della casa sia sotto il profilo estetico sia nel modo di fruirla e di percepirla. Lo spazio scenico all'interno degli spot pubblicitari, soprattutto attraverso la ricostruzione dello spazio abitativo, diviene chiave di lettura della contemporaneità e dei cambiamenti che la caratterizzano. La casa, comunicando visivamente l'identità del suo abitante, risulta essere interessante oggetto di analisi; lo spazio abitativo è inteso come una cornice all'interno della quale si inscrivono le biografi e di chi lo vive: emerge lo stretto legame tra pratiche sociali e configurazione dei luoghi in un reciproco influenzarsi.
br. Che relazione c'è tra l'opera e il suo contesto sociale? Come si può individuare il nesso tra un'opera e il tempo in cui essa "accade", che può anche essere molto distante da quello della sua realizzazione? A partire da questi interrogativi, Stefano Cristante analizza alcuni capolavori apparentemente senza tempo, come il "Trittico delle delizie" di Bosch e "Il mercante di Venezia" di Shakespeare, ed esplora i contorni sociologici delle pratiche artistiche ed esistenziali di menti irregolari come Walter Benjamin, Carmelo Bene e Hugo Pratt.
br. Uno dei temi cruciali della semiotica, dell'ermeneutica, della teoria della comunicazione, dello studio dei media (e ancora a lungo potremmo continuare) è il tema dell'interpretazione: quali sono i suoi limiti, i suoi vincoli, i suoi criteri, le liberta che il lettore/fruitore si puo prendere? Di questo parlano i saggi raccolti in questo volume, che viaggiano fra la critica della tradizione ermetica, l'esplorazione delle interpretazioni più incontrollate di Dante, Leopardi, Joyce, la riflessione sulla comunicazione intracellulare tra DNA e RNA e le confessioni personali dell'autore come lettore degli interpreti del "Nome della rosa" e del "Pendolo di Foucault".
br. Uscito nel 1968, questo libro poneva il problema di una teoria semiologica unificata, quando la discussione sui fondamenti e i limiti di questa disciplina erano ancora agli inizi. In un secondo luogo, nel vivo del dibattito sullo strutturalismo, criticava gli abusi e le degenerazioni "ontologiche" di quello che veniva riproposto come un metodo: e così facendo lasciava intravedere quale sarebbe stata la sorte dell'ondata strutturalista, la sua crisi e il suo riflusso, "La struttura assente" ha suscitato un vivace dibattito nel nostro paese ed e stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo, portoghese, serbo-croato e polacco, in questa edizione il testo è corredato da un'ampia introduzione che ne ricostruisce i punti di partenza storico-culturali e riassume i problemi emersi dalle discussioni che suscitò al suo apparire.
br. In una lunga intervista raccolta in più momenti da Pino Donghi, tra il 2017 e il 2020, Paolo Fabbri ripercorre le vicende e gli snodi della più rigorosa delle discipline inattuali. La semiotica, da passione che travolse gli intellettuali a partire dagli anni Cinquanta, è oggi diventata una disciplina riconosciuta e, soprattutto, un atteggiamento mentale diffuso di curiosità rispetto ai linguaggi e ai discorsi della cultura sociale. Ivi compreso il discorso scientifico. Con il suo sguardo lucidissimo, Paolo Fabbri, uno dei grandi protagonisti internazionali della ricerca intorno ai sistemi di significazione, ripercorre fortune, inciampi, idee, passioni, lotte accademiche e idiosincrasie personali di un'avventura entusiasmante. Ne escono ritratti gustosi di alcuni protagonisti assoluti del dibattito culturale italiano e non solo: Umberto Eco, Roland Barthes, Tullio De Mauro, Pino Paioni, Claude Lévi-Strauss e ovviamente Algirdas Julius Greimas, il maestro di Fabbri e di una generazione di studiosi. Postfazione di Stefano Traini.
br. In una lunga intervista raccolta in più momenti da Pino Donghi, tra il 2017 e il 2020, Paolo Fabbri ripercorre le vicende e gli snodi della più rigorosa delle discipline inattuali. La semiotica, da passione che travolse gli intellettuali a partire dagli anni Cinquanta, è oggi diventata una disciplina riconosciuta e, soprattutto, un atteggiamento mentale diffuso di curiosità rispetto ai linguaggi e ai discorsi della cultura sociale. Ivi compreso il discorso scientifico. Con il suo sguardo lucidissimo, Paolo Fabbri, uno dei grandi protagonisti internazionali della ricerca intorno ai sistemi di significazione, ripercorre fortune, inciampi, idee, passioni, lotte accademiche e idiosincrasie personali di un'avventura entusiasmante. Ne escono ritratti gustosi di alcuni protagonisti assoluti del dibattito culturale italiano e non solo: Umberto Eco, Roland Barthes, Tullio De Mauro, Pino Paioni, Claude Lévi-Strauss e ovviamente Algirdas Julius Greimas, il maestro di Fabbri e di una generazione di studiosi. Postfazione di Stefano Traini.
ill., br. I saggi qui raccolti affrontano gli interrogativi legati alla nozione di "immagine" declinandoli all'interno di ambiti culturali differenti, dall'ebraismo e dall'islam alla Cina, all'India e al Giappone. In questo modo, il volume offre l'occasione di un confronto tra modi diversi di intendere l'immagine nelle principali civiltà e religioni. Il proposito è di far emergere e discutere tratti comuni e, eventualmente, differenze irriducibili. Le prospettive scelte dagli autori coinvolgono significati diversi della nozione di immagine: dall'immagine artistica all'immagine come riproduzione della realtà, dalle immagini religiose al significato che l'immagine assume in rapporto alla scrittura. Lo sfondo teoretico che così viene messo in luce consente di ottenere un punto di vista critico ed equilibrato sull'odierna società dell'immagine e su alcune questioni di attualità molto discusse, a partire dalla questione dell'iconoclastia. Nessuna religione e nessuna cultura rifiutano l'immagine. In misure e modi diversi, l'odio delle immagini e il divieto di produrle attraversano tutte le civiltà e si rivelano sempre il frutto di forzature ideologiche.
ill., br. Contributi di: Denis Bertrand, Giovanni Careri, Lucia Corrain, Ruggero Eugeni, Paolo Fabbri, Jacques Fontanille Alice Giannitrapani, Michele Guerra, Giovanni Manetti Dario Mangano, Francesco Marsciani, Claudio Paolucci, Isabella Pezzini, François Rastier, Augusto Sainati.
br. Umberto Eco ha raggiunto fama mondiale come romanziere, intellettuale pubblico, esperto di filosofia medievale, semiologo e studioso di letteratura, arte, storia. Ma, prima di tutto questo, è stato un grande maestro, all'università e fuori. Claudio Paolucci del professor Umberto Eco è stato uno degli ultimi allievi e suo collaboratore all'Università di Bologna. Ma, prima di tutto questo, è stato un ragazzo che nel 1997 si presenta al ricevimento docenti per mettere in dubbio alcune idee di 'Kant e l'ornitorinco'. "Quel professore, che era incidentalmente l'intellettuale italiano più famoso del mondo, passò ore e ore a discutere con un ragazzo di ventiquattro anni con un look che lo disturbava moltissimo". I pilastri del lavoro di Eco sono stati per decenni l'amore per i dubbi e la fiducia nella negoziazione, l'attitudine a gettare ponti tra idee, persone e istituzioni diverse, l'ironia e il riso come test dell'ordine esistente, ma anche la limpida vocazione alla didattica e alla ricerca. In questo libro, Paolucci tenta una prima ricognizione dell'eredità (filosofica, pubblica, umana e intellettuale) di Umberto Eco, mostrando le strette relazioni interne tra le sue differenti attività: la teoria semiotica e la pratica di romanziere, l'analisi dei mass media e l'amore per il Medioevo, il gusto per la barzelletta e la serietà con cui prendeva il suo lavoro di professore.
brossura Che cosa vuol dire comprendere una frase, un testo, una metafora o una barzelletta? È possibile comprendere solo in parte ciò che qualcuno ci dice? Si può comprendere qualcosa di diverso da ciò che il parlante intendeva? Qual è il rapporto tra significato e comprensione e tra teoria del significato e psicologia? Queste sono alcune delle domande discusse in questo volume, che raccoglie otto contributi di filosofia del linguaggio sul tema della comprensione linguistica. Diversi punti di vista, da quello analitico a quello semiotico, da quello linguistico a quello cognitivo, si intrecciano, componendo un mosaico su un tema classico e importante su cui hanno ragionato, tra gli altri, Wittgenstein, Eco e Lacan.