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in-8, 94 pp., broché, couv. Bel exemplaire [SO-3]
br. Paolo Fabbri ha partecipato all'edificazione della scienza dei segni e della significazione sin dalle sue origini, collaborando con Umberto Eco in Italia e Algirdas Greimas in Francia. Per lui, la semiotica non è mai stata una disciplina fine a se stessa, meno che mai esoterica, chiusa nei recinti universitari, semmai uno strumento per leggere, in modo traversale e creativo, il mondo contemporaneo, per interpretare la cultura, la società e la storia di oggi, ma anche per dare un senso all'esperienza quotidiana, il vissuto idiosincratico, la sensorialità. La raccolta di conversazioni che qui presentiamo rende conto di questo percorso a più binari, dove la riflessione teorica sui molteplici linguaggi umani e sociali si incrocia con quella sui discorsi della contemporaneità: i media, le arti, la letteratura, le immagini, e soprattutto le loro reciproche, costanti traduzioni. Autore di diversi libri - La svolta semiotica, Elogio di Babele, Segni del tempo tra gli altri - tradotti in più lingue, Fabbri è soprattutto un affabulatore e un conversatore, un oratore e un didatta. Questi testi provano a ricostruire tale patrimonio intellettuale orale e disperso, dando testimonianza di un lavoro in fieri di straordinaria ricchezza.
br. Paolo Fabbri ha partecipato all'edificazione della scienza dei segni e della significazione sin dalle sue origini, collaborando con Umberto Eco in Italia e Algirdas Greimas in Francia. Per lui, la semiotica non è mai stata una disciplina fine a se stessa, meno che mai esoterica, chiusa nei recinti universitari, semmai uno strumento per leggere, in modo traversale e creativo, il mondo contemporaneo, per interpretare la cultura, la società e la storia di oggi, ma anche per dare un senso all'esperienza quotidiana, il vissuto idiosincratico, la sensorialità. La raccolta di conversazioni che qui presentiamo rende conto di questo percorso a più binari, dove la riflessione teorica sui molteplici linguaggi umani e sociali si incrocia con quella sui discorsi della contemporaneità: i media, le arti, la letteratura, le immagini, e soprattutto le loro reciproche, costanti traduzioni. Autore di diversi libri - La svolta semiotica, Elogio di Babele, Segni del tempo tra gli altri - tradotti in più lingue, Fabbri è soprattutto un affabulatore e un conversatore, un oratore e un didatta. Questi testi provano a ricostruire tale patrimonio intellettuale orale e disperso, dando testimonianza di un lavoro in fieri di straordinaria ricchezza.
br. I cinesi, in politica e in poesia, privilegiano l'espressione allusiva, la formulazione involuta; al confronto diretto preferiscono la sottigliezza di un approccio obliquo. Piuttosto che considerare questa differenza in termini naturalistici o psicologici, Jullien ci mostra la logica di tale strategia del senso. Ma ci porta anche a riflettere su alcuni dei nostri "partiti presi" teorici: soprattutto su quello che pretende di considerare l'oggetto del discorso come il solo in grado di interpretare lo sdoppiamento della parola nella cosa e nell'idea. Nei testi della tradizione cinese scopriamo quindi un discorso dell'"indizio" che non punta alla generalità delle essenze, ma integra le prospettive semiotiche con continue variazioni di senso.
br. Questo libro raccoglie gli scritti che Gianfranco Marrone ha dedicato alla figura del commissario di polizia Salvo Montalbano: personaggio a tutto tondo di intramontabile successo, e modello di riferimento per numerosissimi avatar letterari, televisivi, mediatici. Tali scritti mettono alla prova i modelli d'analisi della semiotica su un ampio spettro ampio di opere e testi in costante dialogo fra loro (romanzi, film, fumetti, pietanze, itinerari turistici...), studiandoli ai loro diversi livelli e dimensioni del senso. Una ricostruzione al tempo stesso puntigliosa e profonda di un universo sociale e antropologico, geografico e ideologico - quello camilleriano e montalbanesco - che fatica a porre una differenza, e a trovare un confine sensato, fra invenzione creativa ed esperienza vissuta, o, se si preferisce, tra finzione e realtà. Più che domandarsi se le avventure di Montalbano abbiano un qualche aggancio col mondo preteso reale, e se dunque lo rappresentino degnamente, qui ci si chiede quanto esse siano efficaci, intervengano cioè in esso, formandolo e trasformandolo.
br. "Roman Jakobson ci ha fatto un meraviglioso regalo: ha donato la linguistica agli artisti. È lui ad aver operato la connessione vivente e sensibile tra la più esigente delle scienze umane e il mondo della creazione. Egli rappresenta, al tempo stesso con il suo pensiero teorico e con le proprie ricerche specifiche, l'incontro del pensiero scientifico e del pensiero creativo" (Roland Barthes, 1978). Roman Jakobson (Mosca 1896-Boston 1982) fu tra i fondatori del Circolo linguistico di Mosca nel 1915, della Società per lo studio della lingua poetica (Opojaz) a Pietroburgo all'inizio del 1917 e del Circolo linguistico di Praga nel 1926. È noto il suo incontro, trasferitosi negli Stati Uniti, con Claude Lévi-Strauss durante il suo insegnamento nell'École libre des hautes études a New York. Il contributo di Roman Jakobson allo studio dei segni verbali e non verbali e quindi alla fondazione della semiotica è enorme, dato che "tutta la sua esistenza scientifica è stata l'esempio vivente di una continua Ricerca della Semiotica", come si esprime Umberto Eco nel suo saggio del 1976 sull'influenza di R. Jakobson nello sviluppo della semiotica per il volume dedicato al suo ottantesimo compleanno, volume cui partecipò anche Thomas A. Sebeok, che volle poi fare del suo testo l'espressione del riconoscimento del ruolo svolto da Jakobson nella dottrina dei segni riproponendolo nel libro Il segno e i suoi maestri.
br. Edizione arricchita dalle ricerche testuali di Godel e di Engler e corredata del puntuale "Commento" di Tullio De Mauro, diventato ormai parte integrante del testo anche nell'edizione francese e nelle versioni in altra lingua. Ferdinand de Saussure (Ginevra, 1857-1913) non completò mai il "Cours" al quale aveva atteso a partire dai suoi vent'anni. Nella forma attuale esso è la ricostruzione dei corsi ginevrini tenuti fra il 1906 e il 1911.
Augieri, Carlo A. ( a cura di) Simbolo, metafora e senso nella cultura contemporanea : atti del Convegno internazionale, Lecce, 27-29 ottobre 1994. Lecce, Milella 1996 multilingual, 435 1996. Copertina editoriale in brossura pieghevole e sovraccoperta alettata. 435 p. ; 21 cm. LF41
1970100133160University of California Press 1970 336 pages in8. 1970. Broché. 336 pages.
INTRODUZIONE E APPENDICE DI CESARE SEGRE, TRADUZIONE DI GIOVANNI CARAVAGGI IL SAGGIATORE 1971 554 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI E MACCHIE ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
In 8°, br. edit. con titoli anche al dorso, pp. LXXX,132,(8); ottima copia, intonsa (Ya9/d) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (Ya9/d)
Mm 150x210 Collana "Saggi" - Brossura editoriale, 311 pagine. Alcune sottolineature e postille ai margini alle prime 50 pagine, peraltro buona copia. Testo a cura di Simonetta Salvestroni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
19691599Mouton In-8 Couverture souple La Haye 1969
br. Charles Sanders Peirce (1839-1914) è il massimo filosofo americano. Inventore di tre termini cruciali, pragmatismo, semiosi, abduzione. Peirce è al contempo il padre della semiotica e l'autore di una originale interpretazione del mondo. Gli scritti di questo volume nascono da seminari e convegni tenuti a Milano nel centenario della morte, sotto l'egida del Club Psòmega, dell'Università Statale e del Politecnico. È un volume che rappresenta tutte le correnti degli studi peirceani in Italia: dagli aspetti e problemi teorici e ontologici, alle relazioni e influenze di Peirce su filosofi e semiotici contemporanei, sino alle applicazioni e reinterpretazioni della sua riflessione alla realtà odierna. Il libro si apre con tre introduzioni alla discussione e considerazione complessiva di Peirce: tre visioni d'insieme su questioni centrali - una ricognizione sulla "semiosi progettuale" nel progresso della ricerca peirceana, di Massimo Bonfantini; la difesa della fondamentalità dell'icona, ovvero dell'"iconismo primario", da parte di Umberto Eco; e una "nuova antropologia pragmatica", che si ispira a Peirce, ma non solo di Rossella Fabbrichesi.
br. Il volume raccoglie contributi sul discorso pubblicitario esaminato secondo un approccio linguistico-comunicativo e semiotico, rispettando quindi la peculiare natura segnica verbo-visiva propria dell'advertising. I saggi offrono un ventaglio di prospettive e di analisi e propongono un corpus significativo, senza mai trascurare la complessità delle diverse pratiche persuasive e manipolative pubblicitarie, spesso raffinate e strategicamente mirate al target group che i messaggi e le immagini intendono catturare. Partendo dal testo pionieristico di R. Barthes "Rhétorique de l'image" del 1964, considerato il fondamento degli studi sulla semiotica della pubblicità, e tenendo conto della rilevante incidenza sociale dell'advertising, vengono esaminate le forme di comunicazione della pubblicità dell'abbigliamento femminile dominanti nel corso degli anni. Sono pure sottoposti ad analisi semiotica alcuni spot corrispondenti a cinque modelli di auto monovolume specchio della rappresentazione valoriale della famiglia. Viene indagata anche la retorica di un genere particolare come quello del linguaggio pubblicitario del calcio carico di contenuti ideologici e viene inoltre dimostrata la potenzialità interlinguistica e cross-culturale dei testi pubblicitari nella didattica delle lingue straniere. Conclude questa sìlloge un'analisi dei tipi di citazione di famose locuzioni latine negli annunci, quali efficaci manifestazioni linguistiche della valenza intertestuale e della forza persuasiva delle sentenze antiche nel discorso pubblicitario.
ill., ril. "Sulle spalle dei giganti" rappresenta per i lettori di Eco un evento festoso. Lontano dalle aule universitarie, dai congressi accademici, dalle cerimonie onorarie, Eco scrive questi testi, nel corso di tre lustri, per intrattenere gli spettatori (che ogni volta per lui accorrono a frotte) della Milanesiana, il festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi. Testi che il più delle volte traggono spunto dal tema stesso che ogni anno la Milanesiana si dà, per poi scorrere lungo rivoli di un repertorio che attinge alla filosofia quanto alla letteratura, all'estetica, all'etica e ai mass media. Come dire: la quintessenza dell'universo echiano, raccontato con un linguaggio affabile, intriso di ironia, talora giocoso, affilato quando necessario. Le radici della nostra civiltà, i canoni mutevoli della bellezza, il falso che si invera e modifica il corso della storia, l'ossessione del complotto, gli eroi emblematici della grande narrativa, le forme dell'arte, aforismi e parodie sono alcuni degli spunti di attrazione di un libro arricchito dalle immagini che l'autore usava proiettare nel corso del suo dire.
br. La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell'uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos'è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne - da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner - gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c'è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all'origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l'uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.
br. La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell'uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos'è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne - da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner - gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c'è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all'origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l'uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.
brossura Il Lessico di Iconografia Cristiana ha goduto di una favorevole accoglienza in Germania. Il testo si caratterizza non solo per la notorietà dell'autore Gerd Heinz-Mohr ma anche per la ricchezza di notizie ivi contenute, per la preziosità di certi riferimenti, per il numero stesso delle voci, che sono quattrocentosessantasette ordinate alfabeticamente in modo da rendere agevole la consultazione. Il volume prende in considerazione numerosi personaggi biblici e mitologici, figure allegoriche, i più svariati strumenti e oggetti, simboli figurati e astratti, specie animali reali e fantastiche, concetti, dogmi. Le citazioni spaziano nei campi dell'Antico e del Nuovo Testamento, con comuni riferimenti al mondo classico e a quello extraeuropeo soprattutto orientale; gli esempi figurativi gettano più di uno sguardo sulle manifestazioni artistiche dell'intera Europa attraverso i secoli. Esso dunque fornisce ampia materia per lo studio della storia dell'arte, per la trasmissione di tipologie e iconografia, per la conoscenza e l'interpretazione dei simboli e per la semiologia. Secondo l'autore infatti il Lessico intende avere un'utilità pratica, aiutando a dischiudere un mondo affascinante. Esso vuole aprire la strada a una penetrazione di quelle opere figurative oggi esteriormente accessibili con maggiore facilità e in maggiore misura che un tempo. Nelle attuali tendenze culturali e storiografiche più sensibili all'interdisciplinarità, per cui l'iconografia e il simbolo presenti in ogni manifestazione artistica diventano validi strumenti ausiliari o addirittura essenziali per la comprensione di determinati momenti della nostra civiltà, che è stata, fino ai nostri giorni, religiosa, siamo convinti che il Lessico del Mohr offra più di una informazione occasionale e permetta invece di riacquistare conoscenze storiche che si erano perdute, rafforzando così la capacità di vedere, di giudicare e di riconoscere.
ill., br. L'unico libro di Gunther Kress a oggi tradotto in Italia, rappresenta un compendio e un punto di arrivo in tema di multimodalità da parte dello studioso che ha fondato e continua a giocare un ruolo decisivo nell'elaborazione del campo degli studi multimodali. Scritto in maniera accessibile e fornito di una ricca gamma di foto e illustrazioni a supporto, esemplificazione e dimostrazione delle questioni trattate, il testo si prefigge esplicitamente di trattare la comunicazione in quanto fatto quotidiano, coprendo così temi e questioni raramente discusse in saggi di questo tipo, dalle bustine del sale e del pepe, ai disegni dei bambini, dalle foto e i timbri sui passaporti ai più moderni cellulari, dalle mappe concettuali agli utensili domestici, dai segnali stradali ai libri di testo e alle pagine web. Gunther Kress presenta un approccio alla comunicazione estremamente contemporaneo e applicabile a molteplici campi della comunicazione. Fornisce il quadro di riferimento necessario per comprendere gli studi multimodali e le basi nonché i motivi della necessità di una prospettiva teorica unificata alle diverse tipologie di testo contemporaneo.
brossura Dinanzi alle crescenti trasformazioni dei processi comunicativi che ridisegnano di continuo gli scenari sociali e i loro attori, si avverte da più parti l'esigenza di un rinnovamento degli studi sul linguaggio e sulla società, ma anche la necessità di una loro reciproca integrazione. Da qui la nascita e la diffusione della sociosemiotica, affascinante avventura intellettuale di cui questo libro ricostruisce i fondamenti teorici e i modelli d'analisi. La moda, la televisione, il giornalismo, la pubblicità, la politica e la spazialità vengono interpretati come discorsi e come testi che circolano nella cultura di massa, intrecciandosi e confondendosi tra loro. Da queste riflessioni si ricava un'immagine della società contemporanea.
br. Nell'ambito della parola anonima della storia, le digressioni della pratica del raccontare, attraverso differenti generi di discorso, offrono spazio per la riflessione, il ripensamento critico, l'ascolto, il dialogo, l'incontro, l'accoglienza reciproca. Prima parte "Racconti dal tempo del sogno" - Seconda parte "Tra emigrazione e migrazione" - Terza parte "Raccontare del differire" - Quarta parte "Discorrendo al tempo dell'indifferenza globalizzata".
br. Nell'ambito della parola anonima della storia, le digressioni della pratica del raccontare, attraverso differenti generi di discorso, offrono spazio per la riflessione, il ripensamento critico, l'ascolto, il dialogo, l'incontro, l'accoglienza reciproca. Prima parte "Racconti dal tempo del sogno" - Seconda parte "Tra emigrazione e migrazione" - Terza parte "Raccontare del differire" - Quarta parte "Discorrendo al tempo dell'indifferenza globalizzata".