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br. Il volume è una nuova edizione dei "Problemi di linguistica generale" (1966-1974), testo che raccoglie il pensiero di Émile Benveniste, erede di Saussure e pioniere della svolta testuale in campo linguistico e semiotico del XX secolo. Con una traduzione riveduta, gli articoli proposti si soffermano sulla ricerca di Benveniste nell'ambito dei segni e dei linguaggi: dagli studi antropologici del lessico culturale indoeuropeo alla sua originale e indipendente teoria della semiotica contemporanea. È infatti la definizione dell'istanza della enunciazione, che pone al centro dell'attività linguistica la presenza e l'esperienza del soggetto parlante e le modalità con cui si appropria della lingua in un rapporto dialogico, uno dei principali contributi del linguista: solo nel linguaggio e attraverso il linguaggio si può trovare l'espressione della soggettività dell'individuo, poiché solo nel codice verbale ci sono i segni con cui l'individuo si appropria del linguaggio attraverso la manifestazione dell'enunciazione. Il volume contiene anche due scritti di Benveniste inediti in italiano: sull'espressione indoeuropea dell'eternità e sulla terminologia del sacro e del profano.
8°, cm 21, pp. VI, 258, brossura editoriale, eccellente conservazione. Seconda edizione.
Features: Fiery Vesuvius; The Peregrine Falcon's Return; Marine Chart Revisions Urged; In the Wake of Typhoon Pamela - survey of the effect on the Guan Reefs; Offshore Migration of Land Birds - Weather Fronts assist long-distance fliights; Meteors; Underwater Archeology - Photogrammetry of artifacts near Bimini; Native Iron in Western Greenland - discovery and interpreation; Semiotics; St. Lucia Expedition - to collect and photograph wildlife. Moderate wear. Unmarked. A sound copy. Book
br. La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell'uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos'è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne - da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner - gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c'è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all'origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l'uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.
br. La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell'uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos'è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne - da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner - gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c'è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all'origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l'uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.
Bologna, il Mulino, 1970, 8vo brossura, pp. 161 con sottolineature a biro. Copia da studio.
8°, mm 220x130, pp. 142 (2), brossura editoriale, ottimo stato di conservazione, minime tracce d'uso alla copertina, interno perfettamente conservato come nuovo. Collana "Filosofia e problemi d'oggi", n. 34, introduzione di Dario Antiseri, traduzione a cura diDario Antiseri.
br. La comunicazione si presta alle più diverse declinazioni disciplinari, dalla psicologia, alla semiotica, alla sociologia. Meno battuta è la strada che questo libro si propone di percorrere: la comunicazione come oggetto di analisi della filosofia, in rapporto ai processi del pensiero, alle mosse cognitive che entrano nelle relazioni personali e sociali, alle grandi correnti filosofico-scientifiche della contemporaneità.
Mm 170x240 Volume nella sua brossura originale, vi + 105 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. La fotografia è sempre stata un oggetto teorico dispettoso: paradossale e sfuggente. Da un lato il suo rapporto con la cosiddetta realtà, dall'altro il suo controverso statuto estetico, e su tutto il suo enorme valore sociale. Una sola cosa si può dire con assoluta certezza: produce senso. Un punto di partenza per questo libro, che ha come obiettivo descrivere i meccanismi che lo rendono possibile, indagando la relazione che si istituisce fra visibile e intelligibile. È un'altra semiotica della fotografia quella che qui Floch teorizza e mette in pratica, che non va a caccia di essenze ma di dispositivi, lasciando che emergano dalle immagini. Cinque capolavori la cui analisi diventa non una caccia ai significati, ma una teoria del fotografico: "Fox-terrier sul Pont des Arts" (1953) di Robert Doisneau, "L'arena di Valencia" (1933) di Henri Cartier-Bresson, "Il ponte di terza classe" (1907) di Alfred Stieglitz, "La cancellata bianca" (1916) di Paul Strand, "Nudo" (1952) di Bill Brandt. In appendice, un saggio che, discutendo a proposito di un museo della fotografia, solleva una questione attualissima: l'esposizione, e dunque la visione, delle fotografie.
br. La fotografia è sempre stata un oggetto teorico dispettoso: paradossale e sfuggente. Da un lato il suo rapporto con la cosiddetta realtà, dall'altro il suo controverso statuto estetico, e su tutto il suo enorme valore sociale. Una sola cosa si può dire con assoluta certezza: produce senso. Un punto di partenza per questo libro, che ha come obiettivo descrivere i meccanismi che lo rendono possibile, indagando la relazione che si istituisce fra visibile e intelligibile. È un'altra semiotica della fotografia quella che qui Floch teorizza e mette in pratica, che non va a caccia di essenze ma di dispositivi, lasciando che emergano dalle immagini. Cinque capolavori la cui analisi diventa non una caccia ai significati, ma una teoria del fotografico: "Fox-terrier sul Pont des Arts" (1953) di Robert Doisneau, "L'arena di Valencia" (1933) di Henri Cartier-Bresson, "Il ponte di terza classe" (1907) di Alfred Stieglitz, "La cancellata bianca" (1916) di Paul Strand, "Nudo" (1952) di Bill Brandt. In appendice, un saggio che, discutendo a proposito di un museo della fotografia, solleva una questione attualissima: l'esposizione, e dunque la visione, delle fotografie.
brossura Sarde a beccafico, cuscus, minestra di tenerumi, caponata, pasta alla Norma, pasta con le sarde, involtini di carne, cassate e cannoli, fritture varie: ecco i più tipici piatti della tradizione gastonomica siciliana, stereotipi alimentari tanto amati sia dai turisti sia dai siciliani doc. Ma cosa rende così apprezzate queste pietanze? E, soprattutto, cosa fa sì che siano diventate fra le più rappresentative della cucina - e in generale della cultura - siciliana? Se la tradizione è un'innovazione riuscita, un'invenzione efficace, questo volume prova a spiegare, con gli strumenti della semiotica, attraverso quali dispositivi antropologici, discorsivi e testuali sia nata - e soprattutto si sia affermata - la tradizione culinaria siciliana. Ogni capitolo del libro prende in considerazione uno di questi piatti, scavando nel profondo della loro significazione e ricostruendone le forme semiotiche: quelle che fanno venire l'acquolina in bocca, sbandierando al tempo stesso una mitologica identità locale. Ne viene fuori un apparato culinario composito ma coeso, articolato sulla base di una serie di relazioni logiche che legano tra loro piatti e ingredienti, pratiche sociali e racconti dell'origine, preparazioni e degustazioni, cuochi e commensali.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. RARO. La questione della testualità ha certamente accompagnato lo sviluppo della semiotica, ma oggi si deve confrontare con il rinnovamento interno dei paradigmi e con il moltiplicarsi delle forme testuali La nozione di testo, originariamente nata in ambito filologico letterario, è stata progressivamente allargata dalla semiotica, venendo man mano a comprendere testi orali, visivi, audiovisivi ecc., per approdare a forme di testualità assai peculiari, come quelle rese possibili dai nuovi mezzi elettronici, o ad altre dal carattere incerto e liminare (eventi, percorsi, pratiche quotidiane ecc.) ben distanti dalla tradizionale idea di testo chiuso e definito. Parallelamente, anche i modelli teorici si sono differenziati e raffinati, e così le stesse definizioni di testo. Il volume, che raccoglie gli atti del XXVIII Convegno dell'Associazione Italiana di Studi Semiotici (A.I.S.S.), svoltosi nei giorni 6-7-8 ottobre 2000 a Castiglioncello (Livorno), risponde all'esigenza di mettere a fuoco una rinnovata centralità della semiotica come disciplina, in particolare nella sua veste di teoria e metodica dell'analisi testuale. A una prima sezione che raggruppa interventi di carattere più generale e metodologico segue quindi una serie di sezioni che affrontano forme della testualità via via più particolari, a partire dal più classico testo letterario fino all'ultima, dedicata al confini della testualità. Saggi di: Jacques Geninasca, François Rastier, Massimo Bonfantini, Susan Petrilli, Augusto Ponzio, Eric Landowski, Francesco Marsciani, Felice Cimatti, Gian Paolo Caprettini, Stefano Gensini, Arianna De Luca, Maria Giovanna Onorati, Patrizia Violi, Andrea Bernardelli, Roberto Pellerey, Francesca Mirizzi, Paolo Fabbri, Lucia Corrain, Romana Rutelli, Nicola Dusi, Francesca De Ruggieri, Cinzia Bianchi, Gianni Sibilla, Paolo Peverini, Nicoletta Vittadini, Carlos A. Scolari, Daniele Barbieri, Alessandro Perissinotto, Isabella Pezzini, Veruska Sabucco, Gianfranco Marrone, Ruggero Eugeni, Cristina Demaria, Cecilia Gallotti, Vanni Codeluppi. Descrizione bibliografica Titolo: Forme della testualità. Teoria, modelli, storia e prospettive. Atti del 28° Convegno dell'associazione italiana di studi semiotici (A.I.S.S.), (Castiglioncello 2000) Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Paolo Bertetti, Giovanni Manetti Traduzione di: Laura Barcellona Editore: Torino: Testo & immagine, Ottobre 2001 Lunghezza: 396 pagine; 22 cm ISBN: 8883820436, 9788883820434 Collana: Volume 17 di Controsegni: Saggistica; Volume 28 di Atti del convegno della Associazione Italiana di Studi Semiotici Soggetti: Linguistica, Lingua, Filosofia, Studi semiotici, Società, Politica, Comunicazione, Studi culturali interdisciplinari, Semiotica, Semiologia, Insegnamento, Apprendimento delle lingue, Didattica, Oralità, Scrittura, Segni, Letteratura, Critica, Consultazione, Modernità, Reti, Cinema, Videotape, Discorsività, Testualità, Fenomenologia, Testo letterario, Poesia, Giacomo Leopardi, Pietro Bembo, Utopia, Dialogicità, Simbolismo, Ahmadou Kourouma, Tiziano, Pittura, Incoronazione di spine, Testi audiovisivi, Ricezione, Riproducibilità, Fruizione, Pubblico, Immaginario, Visioni, Tradurre, Traduzioni, Peter Greenaway, Wim Wenders, Sociologia, Scienze sociali, Televisione, Schermo, Retorica, Narrativa, Outside, Ipertesto, Marketing, Strategie comunicative, Iperfiction, Iperlibri, Ebook, Riven, Interpretazione, Analisi, Lettura, Limiti, Forme ibride, Teorie letterarie, Linguaggio giovanile, Testi, Paradigma semiotico, Multimedialità, I-Ching, Divinazione, Arte divinatoria, Marche, Prodotti, Consumismo, Immaginario, Consumatori, Immagine, Marco Lombardi, Fedeltà, Clienti, Personificazione, Prestazioni, Eventi, Social marketing, Pubblicità, Advertising, Cultura, Antropologia, Testi interattivi, Arcade, Videogiochi, Videogame, Riflessi, Tassonomia, Reazioni, Rapidità, Parole, Genere, Libri Vintage Fuori catalogo, Bibliografia, Riferimento, Turing, Greimas, Contenuto, Spazio, Estetica, Marche globali, Andrea Semprini, Jean Noël Kapferer, Baudrillard, Lyotard, Postmodernismo, Klein, No-logo, Inconscio, Murray, Landow, Propp, Levin Schuking, Linguistics, Language, Philosophy, Semiotic Studies, Society, Politics, Communication, Interdisciplinary Cultural Studies, Semiotics, Semiology, Teaching, Language Learning, Didactics, Orality, Writing, Signs, Literature, Criticism, Consultation, Modernity, Networks, Speech, Textuality, Phenomenology, Literary text, Poetry, Dialogicity, Symbolism, Painting, Crowning with thorns, Audiovisual texts, Reception, Reproducibility, Fruition, Audience, Imaginary, Visions, Translate, Translations, Sociology, Social sciences, Television, Screen, Rhetoric, Narrative, Outside, Hypertext, Communication strategies, Hyperfiction, Hyperbooks, Interpretation, Analysis, Reading, Limits, Hybrid forms, Literary theories, Youth language, Texts, Semiotic paradigm, Multimedia, Divination, Divination art, Brands, Products, Consumerism, Imaginary, Consumers, Image, Loyalty, Customers, Personification, Performance, Events, Advertising, Culture, Anthropology, Interactive Texts, Reflections, Taxonomy, Reactions, Speed, Words, Genre, Out of print books, Bibliography, Reference, Content, Space, Aesthetics, Global brands, Postmodernism, Unconscious Parole e frasi comuni base caratteristiche complesso comunicazione contenuto contesto continua conto corpo costituisce cultura definire dialogo differenza dimensione discorso diversi effetti elementi enunciazione esempio figura film fondo forme funzione generale genere generi gioco Greimas immagini interno interpretazione Klee lettura linea lingua linguaggio linguistica livello logica luogo marca Milano modello mondo narrativa narrazione opera orale osservare parlato parole passato pensare percorso pratica processo programma punto di vista questione racconto rapporto rappresentazione realtà relazione ricerca riferimento risultato romanzo ruolo scienze scritto scrittura segni semantica semiotica senso serie significa significato sistema situazione sociale soggetto spazio storia strategie struttura studio teoria teorica termini testo testuale traduzione trasformazione umano visivo
LIGUORI 2001 596 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. Il testo si caratterizza come un lavoro al contempo storicoe teorico. Storico: in quanto ripercorre alcune delle tappe edei temi fondamentali che hanno attraversato la storia della fotografia nel XX secolo (dalla fotografia sociale al reportage), mettendo in luce il valore delle singole pratiche fotografiche in rapporto agli eventi storici,sociali e politici, nonché alla sensibilità e al gusto del tempo. Teorico:in quanto si è posto l'obiettivo di tematizzare i grandi problemi che stanno a fondamento della fotografia come fatto di cultura in un'epoca come la nostra in cui l'immagine ha assunto un ruolo di grande rilievo nell'esistenza di ognuno di noi. La politica, la guerra, i fenomeni di moda, l'erotismo: cosa sarebbero questi significativi settori della storia e dell'esistenza senza l'immagine riproducibile, senza la fotografia, il cinema, la televisione? La planetarizzazione di tali ambiti, nel senso soprattutto delle conoscenze che abbiamo delle loro specificità o dei comportamenti da noi adottati nella pratica, dipende, in modo determinante, dal ruolo svolto dall'immagine, dalla sua capacità di mettere tutto alla portata di tutti, di far conoscere la maggior parte di cose al maggior numero possibile di individui.
8°, pp. 32, brossura editoriale, titolo in rosso e blu al piatto, esemplare molto buono, opuscolo stampato per l'autore
8°, pp. 40, brossura editoriale, titolo al piatto, Estratto dagli annali della facoltà di magistero dell'Università di Bari, Vol. II, Anno, 1961, Esemplare ottimo
LA NUOVA ITALIA SCIENTIFICA NIS 1996 266 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Negli ultimi decenni, con l'avvento della "società dell'informazione", l'idea di comunicazione ha assunto centralità nella lettura della vita economica e sociale contemporanea. Tutta la realtà umana può essere interpretata come comunicazione, cioè l'insieme delle modalità usate nelle diverse fasi storiche per emettere, trasmettere, ricevere e conservare un messaggio, sia esso testo scritto, parola o impulso elettrico codificato. In apparenza immateriale e delocalizzato, il "sistema dei media" è invece una componente fondamentale nell'organizzazione dello spazio e delle sue gerarchie (le città e le regioni, i centri e le periferie, le identità nazionali e quelle locali). Indice Introduzione / Comunicazione e società / Il sistema dei media / La rivoluzione digitale / La società dell'informazione / Telepolis: quartieri e piazze della città-mondo / Il laboratorio Stati Uniti / Successi e sconfitte del Giappone / L'Europa tra integrazione e identità nazionali / I ritardi dell'Italia / Il cantiere del XXI secolo: le reti telematiche.
br. Rileggendo le "Ricerche filosofiche" con gli occhi dei teorici della complessità, posso affermare che Wittgenstein si concentra su una idea di gioco che nel suo svolgersi prevede sviluppi creativi, innovazioni che non possono essere previste prima che il gioco abbia luogo. Prendendo a prestito parole dai teorici della complessità, ho chiamato questa idea giocare sull'orlo del caos, per evidenziare il concetto che giocare significa costruire collettivamente, secondo regole flessibili, una trama semantica che deve essere costantemente mantenuta viva con l'aiuto della tecnica, del talento e delle capacità dei giocatori; altrimenti, se ciò non avviene, il gioco rischia di crollare verso il disordine semantico. Il gioco diventa, così, quello spazio regolato che al suo interno lascia spazio alla creatività. Esso sviluppa creatività, cioè la possibilità di creare innovazione, la possibilità di cucire un ricamo semantico che si differenzia sempre e sempre più. Frutto di processi creativi, l'innovazione diventa quel processo che si sviluppa all'interno di una ecologia semantica regolata; solamente all'interno di una tradizione ereditata prendono l'avvio processi innovativi che provano a modificare, trasformare e rivoluzionare del tutto lo sfondo semantico ereditato.
8°, 20 cm, pp. 57; 57, testo in italiano e inglese. Brosura editoriale, titolo al piatto e dorso, esemplare come nuovo
8°, pp. (28), brossura editoriale, estratto dagli Atti dell'Accademia Pontaniana. Alcuni segni a penna e a matita, firma dell'Autore alla copertina, per il resto esemplare molto buono
Marrone, Gianfranco Gustoso e saporito : introduzione al discorso gastronomico. Firenze, Giunti ; Milano : Bompiani 2022 italian, 350 ST1181PBrossura editoriale,volume come nuovo, illustrato, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 350 pagine circaCopertina come da foto
leggeri segni del tempo