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64009Rencontre 15 janvier 1993, Sorbonne, revue Mscope, numéro Hors série, avril 1994, CRDP de Versailles, 128 pp., broché, tampon "specimen", un nome en première page, bon état.
64010Revue Mscope, numéro 4, avril 1993, CRDP de Versailles, 176 pp., broché, un nome en première page, bon état.
64011Revue Mscope, numéro 6, décembre 1993, CRDP de Versailles, 192 pp., broché, un nome en première page, bon état.
64012Revue Mscope, numéro 8, septembre 1994, CRDP de Versailles, 192 pp., broché, un nome en première page, bon état.
Cm. 22,7, br. edit., pag. (8) 264 (2). Interessantissimo studio sui tentativi nel tempo di creare una lingua unica. Ottimo esemplare, non comune.
Brossura, cm17x24.5, pp 50 (2); 10 disegni in nero nel testo. Analisi semiologica della rappresentazione del Diavolo nei fregi della Cattedrale di Aosta e della Collegiata di S. Orso. Coll. CRS preprint #4.
Terza edizione<br/>Collana GLI STRUZZI 50<br/>Legatura brossura<br/>Formato Ottavo<br/>Num Pagine 242<br/>Traduttore Lidia Lonzi<br/>Prima Edizione
In-8 (Cm 24 x 17), pp. 19, brossura editoriale. Collana Documenti di lavoro e pre-pubblicazioni, 356 Settembre 2006 serie F (Semiotiche visive e audio-visive). OTTIMO
br. Il volume raccoglie interventi e saggi pubblicati nel corso di molti anni di ricerca. I temi sono quelli caldi del dibattito semiotico contemporaneo: collocazione della semiotica nell'ambito delle scienze umane e delle filosofie contemporanee, valore e sviluppi di una semiotica delle passioni e degli affetti, ruolo giocato dal corpo all'interno di una teoria della significazione, prospettive di sviluppo e messa a punto di una teoria estesa della simbolizzazione e/o immagine per l'analisi dei fenomeni testuali. La risistemazione tematica e l'accorpamento dei contributi (originariamente disseminati tra le svariate occasioni del dibattito scientifico e spesso diventati introvabili) permette di mettere in prospettiva un percorso di ricerca che si rivela dominato da un progetto scientifico coerente e allo stesso tempo aperto sugli sviluppi di una disciplina della significazione che continua a "mordere" sui valori di senso in gioco nella società contemporanea.
br. Il volume raccoglie interventi e saggi pubblicati nel corso di molti anni di ricerca. I temi sono quelli caldi del dibattito semiotico contemporaneo: collocazione della semiotica nell'ambito delle scienze umane e delle filosofie contemporanee, valore e sviluppi di una semiotica delle passioni e degli affetti, ruolo giocato dal corpo all'interno di una teoria della significazione, prospettive di sviluppo e messa a punto di una teoria estesa della simbolizzazione e/o immagine per l'analisi dei fenomeni testuali. La risistemazione tematica e l'accorpamento dei contributi (originariamente disseminati tra le svariate occasioni del dibattito scientifico e spesso diventati introvabili) permette di mettere in prospettiva un percorso di ricerca che si rivela dominato da un progetto scientifico coerente e allo stesso tempo aperto sugli sviluppi di una disciplina della significazione che continua a "mordere" sui valori di senso in gioco nella società contemporanea.
TRADUZIONE DI GLAUCO VIAZZI GUIDA EDITORI 1989 155 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO. «Mangiatore di storia», secondo la prima definizione che ce ne dà Barthes, con la sua onnivora attività e la sua straordinaria scrittura Michelet domina il riappropriarsi del passato da parte dell'Ottocento borghese. Ma nel suo rapporto col Tempo Barthes non scorge solo la superficie di quella fede nell'uomo e nelle sue realizzazioni che spingevano Hugo ad annoverare Michelet «tra gli eroi del progresso e del pensiero», Sotto la superficie si cela «un reticolo organizzato di ossessioni», fantasie sul sesso, sul sangue, sulla donna, che rompono per Barthes la levigatezza dello storico democratico, cantore della Rivoluzione, e ne svelano le vive e oscure irrequietudini. Parole e frasi comuni affatto Astarte bambino Barbaro benefico Bibbia dell'Umanità bisogna Borgogna caffè calore Carlo il Temerario carne Citato da J.-M codesta collana Collège de France corpo Cristianesimo cuore d'altronde dato dice dinnanzi diventa dolce donnaEcco elemento emicranie esempio fantasmagoria fatale feconda femmina femminile figlio Fiore di sangue forza Germania Giovanna d'Arco Giustizia gnostica Goffredo di Buglione Grazia guardare invece Jules Michelet l'acqua l'amore l'idea l'uomolacrime leggi lesbismo levigato Luigi XIV Marat mare maschio matrimonio Medioevo mente moglie momento mondo morale morte muda Napoleone natura nausea occhi pallida passato pelle pertanto pianta pletora sanguigna poco popolo potere Prefazione proprioragazza razza resta ritmo Robespierre romanzo Saint-Just screditata sessi dello spirito sogno soltanto sorta sostanza sposa sterile Storia del XIX Storia della Rivoluzione Storia di Francia storia micheletista storico Testi di Michelet tratta trova uomini uomo vale a dire vede vergine Visitandine visto viva vuoto XIX secolo XVIII secolo
VS - Versus. Quaderno di studi semiotici, 44-45, maggio-dicembre 1986. Un volume di 251 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13,5x21,5 cm. Ottime condizioni. In lingua inglese. Contributi di Jon Barwise, Umberto Eco, Gilles Fauconnier, Ray Kackendoff, Philip N. Johnson-Laird, George Lakoff, Wendy G. Lehnert, Roger Schank and Alex Kass, Bas van Fraasen, Yorick Wilks.
Max Black Max Black. Linguaggio e filosofia. Milano-Roma, Fratelli Bocca Editori 1953 - I italiano, cm 20 x 13 309 La copertina mostra i segni del tempo. Quarta di copertina usurata. Pagine intonse e leggermente ingiallite.
xxxiv, 258 pages. English version of Maupassant - la semiotique du texte. Includes the unabridged text of Two Friends. Average wear. Usual library markings. Tight and square. A sound reference copy. Book
br. Come i flaubertiani Bouvard e Pécuchet, i "Due amici" di Guy de Maupassant si incontrano su un boulevard parigino, innaffiano con assenzio la loro nostalgia per i tempi di pace e decidono l'azzardo: tornare a pesca, malgrado Parigi sia assediata, "affamata e rantolante", nel pieno della guerra franco-prussiana. È il racconto scabro e tragico che nel 1959 avrebbe ispirato a Mario Monicelli il film La grande guerra. Ma è anche l'opera che il semiologo Greimas scelse per compiere l'impresa di cui questo libro è, a sua volta, il resoconto: quella di far emergere dalla lettura di un solo testo un'intera teoria semiotica, per comprendere come il testo dice quel che ha da dire. Non tanto "il testo di Maupassant", né "il testo in quanto letterario" e neppure "il testo in quanto linguistico": il testo in quanto Testo. Da questo capolavoro di acume teorico la semiotica ha appreso fra l'altro come voci, pensieri e passioni costruiscono una storia al pari delle azioni. Ma in un orizzonte ancor più generale ha compreso che della sua analisi il testo non è solo l'oggetto primario: ne è anche il motore.
Brossura, cm 18x10, pp 96 (8). Traduzione di Clara Lusignoli. Coll. La ricerca letteraria, Serie critica #3; prima edizione.
brossura
Intelligenza percettiva, creatività, progetto. Roma 1998. In 16° gr.; pp. 232, con 72 figg. in bn. nt.
1973119721973 Tours, Mame (Collection "Univers Sémiotiques"), 1973, in 8° broché, 187 pages.
br. C. G. Jung nel Libro rosso afferma: "Dalla bocca esce la parola, il segno, il simbolo. Se è segno, la parola non significa nulla. Se invece è simbolo, significa tutto". Parola, segno e simbolo sono tre realtà distinte di cui facciamo quotidianamente esperienza, anche se forse raramente ce ne accorgiamo, e su di essi ci soffermiamo accuratamente a riflettere. Tutti noi sapremmo spiegare, qualora ci venisse richiesto da un interlocutore di parlarne, che cos'è la parola, così come non avremmo dubbi in merito a ciò cui la parola "segno" rimanda; la situazione sembra invece complicarsi quando arriviamo al simbolo. Sembra quasi che ne abbiamo completamente smarrito il significato e che pertanto non sappiamo più nemmeno riconoscere le occasioni in cui ci capita di farne esperienza. Eppure - nota Jung nel Libro rosso - il simbolo è tutto. Questa curiosa condizione che accomuna gli uomini del nostro tempo, ossia il fatto che essi non possano rinunciare di fare esperienza di simboli all'interno della loro vita e che al contempo però non sappiano più che cosa questo significhi, ha spinto gli autori del presente volume a trovarsi insieme a riflettere su questo fenomeno.
br. Dedicato all'intrico logica/dialogica/ideologica e al rapporto funzionalità/eccedenza del significare, questo libro riflette sulle tematiche inerenti il dialogo e narrazione, la retorica e letteratura, la metamorfosi del critico. Indaga sui rapporti tra comunicazione, guerra e senso comune e sui modi di argomentare la guerra e la pace, per giungere all'analisi dell'intertestualità nella musica, nel teatro e nel cinema. Mette a fuoco alcune questioni concernenti la semiosi sia come modellazione, che come comunicazione. Le modalità dell'inferenza logica, la dimensione dialogica e la critica dell'ideologia richiedono che il loro studio passi attraverso lo studio dei segni e una considerazione dello diverse funzioni di questi ultimi.
1981100137764Hackett Publishing Co Inc 1981 536 pages 15 24x2 79x22 61cm. 1981. Broché. 536 pages.
pp. 111, mm 215, brossura, coll. Campo semiotico.
br. Come è nata la "semiotica" e su quali altre basi avrebbe potuto svilupparsi una "semiologia"? Questo libro testimonia un dibattito del passato e ne apre uno di interesse non solamente storicodisciplinare. Al centro è il linguista Roman Jakobson, "l'ultimo dei grandi vecchi", come lo ha definito Umberto Eco (in un articolo ora raccolto per la prima volta in questo libro). Pochi anni dopo Eco passò in rassegna i contributi alla semiotica dello stesso Jakobson. In questo dialogo a distanza interviene un saggio scritto per questa occasione da Nunzio La Fauci, che ricostruisce criticamente fasi e modi con cui i protagonisti sono giunti alla semiotica, mostra le relazioni, e quindi le differenze, fra la linguistica e la nuova disciplina, risale verso le origini sino a trovare nella definizione di "segno" la possibile radice di un equivoco ormai secolare. Con un saggio introduttivo di Umberto Eco e un saggio conclusivo di Nunzio La Fauci.