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Einaudi, Torino, Pubblicazione settimanale, 2 gennaio 1975. Nuovo Politecnico 66. In 8vo piccolo lungo, pp. 66, bross. edit. Modeste imperfezioni di copertina, molto buono l'interno. .
16°, mm 200x130, pp. 83, brossura editoriale illustrata da fotografia di Lazzaro, collana "I Narcisi". Volume come nuovo, fuori catalogo.
CAROCCI 2001 580 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO E TRACCE DI POLVERE ALLA COPERTINA E AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Come è avvenuta, in soli cinquant’anni, la trasformazione di un paese socialmente arretrato, debole dal punto di vista degli apparati industriali e con un basso livello di scolarizzazione in un paese europeo discretamente moderno, aperto alla multimedialità e orientato all'innovazione culturale I molteplici contributi raccolti in questo libro propongono linee interpretative e chiavi di lettura per seguire un percorso di sviluppo che ha coinvolto la politica e le istituzioni, ma soprattutto le agenzie di socializzazione e i soggetti sociali in un incessante mutamento socioculturale, sino all'affermazione della società della comunicazione. Quello che con metafora forte abbiamo chiamato mediaevo italiano. La progressiva evoluzione nella cosmogonia dell’esperienza comunicativa, l’esplosione di un boom culturale e mediale, la moltiplicazione degli stili di vita, delle relazioni e dei linguaggi sono i temi che si intrecciano in questa edizione radicalmente aggiornata de Il Mediaevo. L’ampio riferimento all’industria culturale, alla TV e alle nuove frontiere della comunicazione mette a fuoco l’innovazione tecnologica e, inevitabilmente, l’incontro-scontro tra mediaevo e tecnoevo. Con una sensibilità comune: la consapevolezza della comunicazione come tradizione dei moderni. Parole e frasi comuni Abruzzese ascolto aziende canali capacità caratterizzato Carosello caso cd-rom cinema italiano cinematografica collettivo complesso computer comunicazione consumi culturali crescita crisi cultura di massa culturale italiana decennio dell'editoria dell'industria culturale diffusione digitale dimensione dinamiche diventa economico editori editoriali elettronica emittenti fase fenomeno film Fininvest forme fotografia fumetto funzione giochi elettronici gioco giornali gruppi industria culturale industriale infatti innovazioni intellettuale Internet l'industria livello Mediaset mente mercato Milano milioni modalità modello modernizzazione Mondadori Morin multimediale musica musicale nascita nazionale Novanta nuovi Ottanta paese palinsesto politica processo prodotti produzione programmi proprio pubblicitario pubblico punto qualità quotidiani radio radiofonico radiotelevisivo rapporto rappresenta realizzazione realtà rete ricerca rispetto ruolo servizi Sessanta Settanta settore Silvio Berlusconi sistema sociale società Sociologia spazio spettacolo stampa storia storica strategie struttura successo sviluppo T. W. Adorno tecnologie telefonico televisione televisivo Torino tradizionali trasformazioni trasmissioni Indice Parte prima. I media nel secondo Novecento italiano e oltre. La mediamorfosi 1. Il Mediaevo italiano. Proposte di analisi per l’industria culturale, di M. Morcellini Che la storia incominci. Premessa e linee interpretative/La mediamorfosi. L’impatto della comunicazione nel caso italiano/La spirale della comunicazione. Mutamento ?mass media ?nuova socializzazione/L’industria culturale italiana. Principali dimensioni interpretative/Una lettura sistematica per l’età della convergenza/I peccati originali dell’industrializzazione culturale/Media e modernizzazione in Italia: distorsioni e “convergenze parallele"/Tesi per una ri-lettura dell’industria culturale/Verso la "res publica": un’ipotesi interpretativa 2. Dall’avarizia alla cosmogonia dei consumi culturali: cinema, tv, sport, spettacolo dal vivo nel secondo Novecento italiano, di R. Andò, L.Iannelli e L. Russi I consumi culturali come indicatori dei processi di modernizzazione/I consumi culturali: competizione e-o sinergia 3. Mediaevo vs Tecnoevo. Il mondo nuovo dei consumi culturali, di M. Morcellini e M. Gavrila Il passaggio al futuro dei consumi culturali/Tra vecchi e nuovi media: il tempo della conciliazione/Fuori dalle mura domestiche: i consumi outdoor/Architetture culturali e scenari di partecipazione: la struttura piramidale dei consumi/Esperienze di cambiamento nei consumi culturali/Il mondo del digitale. Realtà e rappresentazione sociale Parte seconda. Tra cultura di massa e sistema dei media. Interpretazioni del caso italiano 4. Intellettuali e industria culturale, di A.Abruzzese L’industria e la cultura/Da Gramsci a noi: geopolitica delle professioni/Corpi e pensiero 5. Classici resistenti al tempo. Il dibattito e le teorie sull’industria culturale, di M. Stazio Letture francofortesi/Benjamin, Adorno e la promesse de bonheur del consumo/Un sistema uno e molteplice: Edgar Morin/Questioni di metodo 6. Italiani di mezzo. Storia civile e identità nazionale, di G. Fatelli Le convergenze parallele/ Magnifiche sorti. E regressive? 7. La comunicazione come cultura: media e dinamiche di civilizzazione, di S. Leonzi Industria culturale e civiltà della comunicazione/Figurazioni sociali, habitus nazionale e cultura di massa/Storia sociale e produzione dell’immaginario 8. Protostoria dell’industria culturale italiana, diD. Forgacs Industria culturale o industrie culturali?/Rivoluzione industriale e protoindustrializzazione/Protoindustrie culturali/ Una industrializzazione a singhiozzo Parte terza. L’industria culturale tardo-moderna. Profili e ritratti 9. Il cinema, di S. Brancato Dalle origini agli anni trenta/Il secondo dopoguerra/Dagli autori alla fiction/Il cinema postindustriale 10. La radio: origini e sviluppo, di F. Gentile e G. Roberti Le origini/Radio Audizioni Italia/rai-Radiotelevisione italiana: l’invasione del piccolo schermo/Onde d’urto: nuove strategie comunicative/ La rai e le sue sorelle/La radio affronta il mercato 11. La radio negli anni novanta e oltre, di E.Menduni Mobile, personale, interattiva/ Quattrocento voci/Nel flusso radiofonico/I faticosi percorsi della rai/Il futuro prossimo della radio 12. La televisione nell’industria culturale, la televisione come industria culturale, di P.Ortoleva Due punti di vista/Complessità dell’industria televisiva 13. L’esplosione dell’industria televisiva, di S. Di Mario L’età dell’innocenza/La seconda età: il duopolio televisivo/L’intrattenimento impegnato/Il sorpasso: la Fininvest supera la rai/La tv si vede dal mattino/Lo spettacolo dell’informazione televisiva/Fuoco fatuo: l’ira dei conduttori/Sesso, pugni e video-shock: la trasgressione in tv/tv realtà o tv verità? Questo non è il problema/Fine di sette anni di vita sregolata e scenari futuri 14. La pubblicità. La via italiana, di D. Pittèri 1950-79: sotto il segno di Carosello/1980-2000: lo splendore del discorso pubblicitario 15. L’editoria, di G. Ragone Sessanta e settanta. Verso la cultura di massa/Ottanta e novanta. L’editoria di flusso/XXI secolo. L’editoria digitale 16. La paraletteratura, di A. Miconi A parte il neorealismo/Arrivano i generi/Dal poliziesco al "giallo"/Vitalità del romanzo rosa/Qualità letteraria? 17. Il fumetto, di G. Ciofalo Perché studiare i comics?/Le nuvole parlanti/La macchina del mito/ Gli eroi di carta/Fumetti: guida ai comics nel sistema dei media 18. Il telefono, di D. Borrelli La ricostruzione delle infrastrutture telefoniche in un paese che cambia/Lo sviluppo del sistema telefonico come fattore di integrazione dell’identità nazionale/L’avvento del cellulare sullo sfondo della personalizzazione dei flussi comunicativi 19. Verso il futuro. Internet e la convergenza delle tecnologie digitali, di A. Marinelli L’industria della comunicazione e le tecnologie digitali/Nuovi formati e nuovi contenuti/Un nuovo segmento dell’industria culturale: l’editoria elettronica/La diffusione di tecnologie digitali nelle famiglie italiane Cronologia ragionata. Riti di passaggio dell’industria culturale. Un prospetto sinottico, a cura di M. Antenore
16°, cm 19, pp. 276, brossura editoriale, molto ben conservato, sottolineatura a penna a pagina 12, 13, 28 30, 31, 33, 39. Prima edizione.
In 8°, cop. edit. ill., pp. 254,(2); timbretto "campione gratuito" all'occhietto, per il resto ottimo es.. (a007)
8°, BROSSURA (BRUNO MUNARI), PG. 243 (1), BUONO STATO. PRIMA EDIZIONE. (C)
Mm 140x210 Collana "L'alingua" - Brossura editoriale di 395 pagine con figure in nero nel testo e tavole a colori intercalate. Rarissimi segni a matita e penna, nel complesso ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Copertina morbida pp. 395, illustrato a colori e in bianco e nero. Prima edizione
Vol. in -8 (14 x 21 cm.), brossura editoriale illustratata in toni di marrone e nero con titoli in bianco sul piatto e al dorso, pp. 395, (5) con diverse fig. ed illustr. a colori e nero nel testo e a p.pagina. In ottime condizioni. Traduzione dall'inglese di Massimo Pesaresi - Collana L'ALINGUA (N. 30) - 1. EDIZIONE ITALIANA: maggio 1984.
br. "Ancora oggi tutti gli uomini di cultura, non sapendo dove sono diretti, nutrono lo stesso desiderio dei loro antenati di sapere da dove provengono, bastano tuttavia brevi riferimenti al passato delle grandi scimmie perché in generale siano tranquillizzati." Ne "Il gesto e la parola", considerato un classico dell'antropologia, André Leroi-Gourhan affronta la complessa e delicata tematica dell'ominizzazione e dei suoi legami con la tecnica e con il linguaggio. Quali sono state le trasformazioni più significative che l'homo sapiens ha subito nel corso dei secoli? Troppo spesso gli uomini si sono accontentati di ricercare le proprie origini nella discendenza dalla scimmia. Diviso in due volumi, questo lavoro percorre a ritroso le principali tappe fino a giungere al "tempo profondo", quell'epoca così lontana da apparire marginale e insondabile, e che invece molto racconta di noi. Una perfetta sintesi che tocca i territori della paleontologia, dell'etnologia, dell'estetica e della sociologia, e che descrive con precisione la progressiva "liberazione" della specie umana attraverso il comportamento materiale nello spazio e nel tempo.
br. Una divergenza di opinioni porta quasi sempre a una discussione, che mira a renderla esplicita e a risolverla in favore di uno degli interlocutori. Quando discutiamo, però, spesso ci concentriamo sulle questioni sbagliate, talvolta (alcuni, sempre), più che discutere, litighiamo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista con mezzucci, in modo irragionevole, al limite, facendo ricorso alle minacce e alla violenza fisica. Probabilmente la società, la scuola, la famiglia, gli amici non ci hanno educati alla discussione cortese. Eppure ne avremmo tanto bisogno. "Il galateo della discussione", di Frans H. van Eemeren e A. Francisca Snoek-Henkemans, ci fornisce una serie di strumenti per analizzare e valutare gli argomenti usati dai nostri interlocutori e per migliorare, rendendoli più incisivi ed efficaci, i nostri. Soprattutto, ci suggerisce una serie di regole il cui mancato rispetto mette probabilmente a rischio non solo l'esito di una discussione ma anche la tenuta di una società liberale basata sulla tolleranza e il pluralismo. In un paese di maleducati, questo Galateo, erede dell'umanismo olandese, non è solo utile, ma persino necessario. Un laboratorio di argomentazione per il lavoro, la politica, il tribunale, l'università, la scuola (con un'appendice dedicata all'argomentazione nel nuovo Esame di Stato).
brossura
GUIDA 2003 SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Le pratiche discorsive sono una delle caratteristiche che distinguono la specie Homo Sapiens. Nei discorsi le persone svolgono una complessa e inarrestabile attività di costruzione che fa da sfondo alle mille condotte della vita quotidiana e consente loro di accedere in modo parziale e provvisorio a mondi comuni di riferimento. I discorsi producono un senso di controllo sulla realtà, perché forgiano sia i modelli di interazione con cui stabiliamo legami interpersonali sia gli schemi di elaborazione dell'immagine di Sé che adottiamo nella nostra esistenza. L'adesione alla prospettiva di "costruzionismo sociale" delinea un percorso di ricerca nell'ambito della psicologia della comunicazione noto come Analisi Critica del Discorso. Parole e frasi comuni accademica ammiccante Amnesty International argomentativo attività bambini Biagi bushismo candidatura capace coinvolti condivisa consente contesto conversazionale costruire costruzionismo sociale credibilità cultura culturale dell'identità diatesto diatestuale dibattito dinamica docenti enunciativa epistemologico evidenziare flessibilità forma generale gioco identitari ideologie impegno Infatti interessi interlocutori l'analisi l'enunciatore lettore Libro Bianco linguaggio linguistici livello Marco Biagi Mauro Maldonato mente mercato del lavoro metadiscorso metafore Mininni modalità modello mondo narrativa organizzativa orientamento Otto Von Runsted Palomba particolare personale persone Pertanto polifonico politica posizioni possibile possono postmoderna potenziale pratiche discorsive procedure processo progetto programma proprio prospettiva psicologi della comunicazione psicologia critica psicologia culturale psicologia discorsiva psicosemiotica racconto ragazzi rappresenta realtà relativismo relazione repertori interpretativi retorica revisionismo revisionismo storico ricerca riconoscere riferimento riforma risorse rivela ruolo salienza scienze scolastica scuola segmento semiotica senso significato sistema situazione sociocostruzionisti soggetti Sole-24 ore specif1ci specifici storia storico strategie studenti supporto tale testo testuale tiva umana
Br., cm17.5x24, pp 192; alcune tavole in nero. Semiologia dell'immagine pubblicitaria.
In-8°, cm 25, pp. 68, con XII tavole fuori testo. Brossura editoriale con titoli al piatto, invio autografo dell'autore all'angolo superiore della copertina. Lievi tracce di polvere all'esterno, peraltro ottimo esemplare. Non comune.
brossura Questo libro non parla di semiotica, non esamina le sue basi scientifiche, non ne illustra le teorie né discute degli autori che le hanno formulate. Il suo obiettivo semmai è quello di parlare la semiotica, farne cioè una lingua con cui articolare un discorso sul mondo, su ciò che ci circonda e, dunque, sui fatti umani e sociali che ci toccano. Quando questo accade si passa dalla semiotica alla sociosemiotica. Ed è allora che tecnologie, fotografie, pubblicità, cibo, libri e perfino un artefatto complesso come Ikea si rivelano parte di quell'unico "grande sistema" che è la semiosfera. Ricostruirla, allora, non significa andare a caccia dei significati più o meno oscuri che si celano dietro i più diversi segni, ma cogliere i processi di significazione che fanno sì che i segni possano esistere, facendo di un oggetto un soggetto in grado di comunicare.
brossura Questo libro non parla di semiotica, non esamina le sue basi scientifiche, non ne illustra le teorie né discute degli autori che le hanno formulate. Il suo obiettivo semmai è quello di parlare la semiotica, farne cioè una lingua con cui articolare un discorso sul mondo, su ciò che ci circonda e, dunque, sui fatti umani e sociali che ci toccano. Quando questo accade si passa dalla semiotica alla sociosemiotica. Ed è allora che tecnologie, fotografie, pubblicità, cibo, libri e perfino un artefatto complesso come Ikea si rivelano parte di quell'unico "grande sistema" che è la semiosfera. Ricostruirla, allora, non significa andare a caccia dei significati più o meno oscuri che si celano dietro i più diversi segni, ma cogliere i processi di significazione che fanno sì che i segni possano esistere, facendo di un oggetto un soggetto in grado di comunicare.
197212764Mouton Grand in-8 Couverture rigide toile The Hague et Paris 1972
ill., br. Questo libro offre la definizione integrata dei concetti di immagine, testo e opera. Essi hanno oggi un'evidenza operativa tale che identifichiamo il testo con qualcosa di scritto, l'opera con l'oggetto d'arte e qualsiasi cosa con l'immagine per le nuove tecnologie che mappano ogni evento. Ma quali sono le proprietà, le funzioni e le valenze del testo, dell'opera e dell'immagine? Con il metodo della semiotica, riflessioni teoriche e analisi sull'arte contemporanea ci permettono di pensare "tessere", "operare" e "immaginare" come i tre momenti orientati e reversibili dell'esperienza e della significazione che attribuiamo ai modi di esistere. Il testo è il modo "attuale" del senso, la fase in cui instauriamo relazioni con forme e sostanze del mondo; l'opera è la fase della loro attivazione e messa in scena, il modo "realizzato"; l'immagine è la fase di inscrizione nella memoria in ricordi, credenze e sogni, riunisce i modi "potenziale" e "virtuale" del senso. Disegni e modellini di un progetto si distinguono da come viene attivato senza confondersi con l'immagine che ne conserviamo. Sono in grado di accendere l'immaginazione ed entrare nell'immaginario, individuale e collettivo, attraverso tracce che vengono poi restituite all'esterno sotto forma di nuovi testi. Percepiamo la discontinuità e lo slittamento fra testo, opera, immaginazione e immaginario vivendoli, ma ce ne sfugge la logica. "I sensi del visibile" comincia a ricostruirla.
ill., br. Questo libro offre la definizione integrata dei concetti di immagine, testo e opera. Essi hanno oggi un'evidenza operativa tale che identifichiamo il testo con qualcosa di scritto, l'opera con l'oggetto d'arte e qualsiasi cosa con l'immagine per le nuove tecnologie che mappano ogni evento. Ma quali sono le proprietà, le funzioni e le valenze del testo, dell'opera e dell'immagine? Con il metodo della semiotica, riflessioni teoriche e analisi sull'arte contemporanea ci permettono di pensare "tessere", "operare" e "immaginare" come i tre momenti orientati e reversibili dell'esperienza e della significazione che attribuiamo ai modi di esistere. Il testo è il modo "attuale" del senso, la fase in cui instauriamo relazioni con forme e sostanze del mondo; l'opera è la fase della loro attivazione e messa in scena, il modo "realizzato"; l'immagine è la fase di inscrizione nella memoria in ricordi, credenze e sogni, riunisce i modi "potenziale" e "virtuale" del senso. Disegni e modellini di un progetto si distinguono da come viene attivato senza confondersi con l'immagine che ne conserviamo. Sono in grado di accendere l'immaginazione ed entrare nell'immaginario, individuale e collettivo, attraverso tracce che vengono poi restituite all'esterno sotto forma di nuovi testi. Percepiamo la discontinuità e lo slittamento fra testo, opera, immaginazione e immaginario vivendoli, ma ce ne sfugge la logica. "I sensi del visibile" comincia a ricostruirla.
SAGGI DI BENVENISTE CHOMSKY JAKOBSON MARTINET KURYLOWICZ FONAGY BAH SAUMJAN SCHAFF LEROY SOMMERFELT PANDE TRADUZIONE DAL FRANCESE DI GIUSEPPE DEL GROSSO DESTRERI BOMPIANI 1968 PRIMA EDIZIONE 253 PP. SEGNI DEL TEMPO, DUE PICCOLI TAGLI AL MARGINE SUPERIORE DEL DORSO, MA OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
In (21,5x15,3 cm); 164, (4) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale. "La Dea Primordiale, la Grande Madre il cui culto fioriva agli albori della nostra civiltà, è sempre viva, le sue innumerevoli manifestazioni, i suoi simboli, ci parlano di un mondo remoto in cui la donna e il femminile erano onorati sopra ogni altra cosa come fonte e origine di tutta la vita". Piccolo timbretto ex-libris al frontespizio. Non comuni ed in ottime condizoni di conservazione.
16°, 19 cm, pp. 92, 4 tavole fuori testo, brossura editoriale con risvolti, titolo al piatto, fascetta allegata, 2° edizione riveduta, esemplare molto buono, numerato 1863/2000