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br. La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell'uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos'è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne - da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner - gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c'è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all'origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l'uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.
br. La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell'uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos'è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne - da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner - gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c'è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all'origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l'uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.
20245P., Mame (Collection "Univers Sémiotiques"), 1972, in 8° broché, 230pp.
27496Paris, Seuil, 1966. Coll. "Tel Quel". In-8 (205x140mm) broché, 267 p. Quelques petites annotations au crayon à papier. Bon état général.
4352Hachette Littératures Coll. Pluriel, ,2003 - In-12°, broché, couverture souple glacée (portrait de S. en vignette), 286 pages, très bel exemplaire.
Features: Fiery Vesuvius; The Peregrine Falcon's Return; Marine Chart Revisions Urged; In the Wake of Typhoon Pamela - survey of the effect on the Guan Reefs; Offshore Migration of Land Birds - Weather Fronts assist long-distance fliights; Meteors; Underwater Archeology - Photogrammetry of artifacts near Bimini; Native Iron in Western Greenland - discovery and interpreation; Semiotics; St. Lucia Expedition - to collect and photograph wildlife. Moderate wear. Unmarked. A sound copy. Book
8°, cm 21, pp. VI, 258, brossura editoriale, eccellente conservazione. Seconda edizione.
br. Il volume è una nuova edizione dei "Problemi di linguistica generale" (1966-1974), testo che raccoglie il pensiero di Émile Benveniste, erede di Saussure e pioniere della svolta testuale in campo linguistico e semiotico del XX secolo. Con una traduzione riveduta, gli articoli proposti si soffermano sulla ricerca di Benveniste nell'ambito dei segni e dei linguaggi: dagli studi antropologici del lessico culturale indoeuropeo alla sua originale e indipendente teoria della semiotica contemporanea. È infatti la definizione dell'istanza della enunciazione, che pone al centro dell'attività linguistica la presenza e l'esperienza del soggetto parlante e le modalità con cui si appropria della lingua in un rapporto dialogico, uno dei principali contributi del linguista: solo nel linguaggio e attraverso il linguaggio si può trovare l'espressione della soggettività dell'individuo, poiché solo nel codice verbale ci sono i segni con cui l'individuo si appropria del linguaggio attraverso la manifestazione dell'enunciazione. Il volume contiene anche due scritti di Benveniste inediti in italiano: sull'espressione indoeuropea dell'eternità e sulla terminologia del sacro e del profano.
br. Mettersi a dieta, si sa, viene dopo le abbuffate. I piaceri chiamano i sensi di colpa. Gli eccessi richiedono assetti misurati. La dieta, per definizione, viene sempre dopo qualcosa, a cui solitamente si oppone. Ma la dieta è molto di più: comprende interi modi di vivere e regolare, scegliere e organizzare, contemporaneamente, cibi e tempi, modi di cucinare e spazi del convivio, materie prime e strumenti da cucina, menù quotidiani e relazioni familiari, liste di alimenti permessi e modelli di corpo, azioni individuali a tavola e scelte collettive in società. Essere a dieta non vuol dire solo stare in un restrittivo e temporaneo regime dimagrante, ma regolare la propria vita nella sua interezza, andando oltre il campo alimentare.
br. Mettersi a dieta, si sa, viene dopo le abbuffate. I piaceri chiamano i sensi di colpa. Gli eccessi richiedono assetti misurati. La dieta, per definizione, viene sempre dopo qualcosa, a cui solitamente si oppone. Ma la dieta è molto di più: comprende interi modi di vivere e regolare, scegliere e organizzare, contemporaneamente, cibi e tempi, modi di cucinare e spazi del convivio, materie prime e strumenti da cucina, menù quotidiani e relazioni familiari, liste di alimenti permessi e modelli di corpo, azioni individuali a tavola e scelte collettive in società. Essere a dieta non vuol dire solo stare in un restrittivo e temporaneo regime dimagrante, ma regolare la propria vita nella sua interezza, andando oltre il campo alimentare.
19733087424The Hague & Paris: Mouton 1973. 210 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Rückentitel. [Hardcover / fest gebunden].
pp. 207, cm 23, brossura.
1972150324Paris: Librairie Larousse 1972. 238 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
Complexe, Creuzet, 1977, ENVOI autographe de l'auteur à Guy Rosolato, 95 pp., broché, dos frotté, bon état.
52274Complexe, Creuzet, 1977, ENVOI autographe de l'auteur à Guy Rosolato, 95 pp., broché, dos frotté, bon état.
197116AbParis Larousse 1971 21x15 287 pages - une marque de pli sur la couverture - les auteurs :A.J. Greimas ,M. Arrivé J.C. Coquet, J.P. Dumont, J. Geninasca, N. Gueunier , J.L. Houdebine , J Kristeva, F. Rastier, T.A. Van Dijk C. Zilberberg étudient APOLLINAIRE BATAILLE BAUDELAIRE HUGO JARRY MALLARME MICHAUX NERVAL RIMBAUD ROUBAUD
197116AbParis Larousse 1971 21x15 287 pages - une marque de pli sur la couverture - les auteurs :A.J. Greimas ,M. Arrivé J.C. Coquet, J.P. Dumont, J. Geninasca, N. Gueunier , J.L. Houdebine , J Kristeva, F. Rastier, T.A. Van Dijk C. Zilberberg étudient APOLLINAIRE BATAILLE BAUDELAIRE HUGO JARRY MALLARME MICHAUX NERVAL RIMBAUD ROUBAUD
8°,mm 230x145, tre volumi di pp. XLVII, 652; XVIII, 702; XXVI, 716. Legature coeve in solida mezza pelle con titoli in oro al dorso. Lieve sbiaditura del dorso e brunitura delle sguardie, peraltro ottimo stato di conservazione. Collezione di opere inedite o rare dei primi tre secoli della lingua. Pubblicata per cura della R. Commissione Pe' Testi di Lingua nelle provincie dell'Emilia. Edizione di 650 esemplari. Bibliografia: Mambelli, Annali delle edizioni dantesche, 375. "Trascrizione diplomatica del codice in volgare del secolo XIV"
br. Nel 1924 Heidegger avvia un confronto serrato con la Retorica di Aristotele, vedendo in quest'opera il punto di partenza per comprendere la struttura dell'ascolto del logos. Nelle lezioni di Marburgo sui concetti fondamentali della filosofia di Aristotele, dunque, le pratiche retoriche e non la filosofia del linguaggio esibiscono, agli occhi di Heidegger, gli aspetti strutturali del modo in cui l'essere umano parla con sé stesso quando prende una decisione, deve governare una passione, quando fa i conti con i propri desideri. Aprire all'interno della propria vita degli spazi di autodeterminazione, diventa in questo quadro di riferimento l'effetto della possibilità di far abitare nella propria coscienza i consigli, i rimproveri, le lodi degli altri.
Minuit, Propositions, 1988, 253 pp., broché, pli de lecture sur le dos, état très correct.
ill. La semiotica, intesa come teoria e analisi critica dei linguaggi, interessa oggi non solo gli studiosi, ma tutte le persone attente al mondo della comunicazione. Il libro presenta le nozioni di base della disciplina, con particolare attenzione ai fondamenti naturali della semiosi, ad affinità e differenze tra i modi di comunicare dell'uomo e di altre specie animali, alle proprietà dei diversi codici. Continui sono i riferimenti all'odierno dibattito sulla natura delle menti, biologiche e artificiali, e al ruolo svolto dal linguaggio nella loro formazione.
ill., br. Contributi di: Denis Bertrand, Giovanni Careri, Lucia Corrain, Ruggero Eugeni, Paolo Fabbri, Jacques Fontanille Alice Giannitrapani, Michele Guerra, Giovanni Manetti Dario Mangano, Francesco Marsciani, Claudio Paolucci, Isabella Pezzini, François Rastier, Augusto Sainati.