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2007161504New Haven, Conn. & London: Yale Univ. Press 2007. 351 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
Steven Nadler Un libro forgiato all'inferno : lo scandaloso Trattato di Spinoza e la nascita della secolarizzazione. Torino, Einaudi 2022 italian, 274 Opera con copertina morbida in brossura. XVIII, 274 p. ; 21 cm. LF.13.
19517547Payot In-8 Couverture souple Paris 1951
RUBBETTINO 2006 FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO Per chi scorra con lo sguardo l'antecedente di "Barbara", gli si para dinanzi la diversa espressione ricevuta dal medio nelle premesse: il medio nella premessa maggiore è indicato sotto la forma "ogni B" e nella minore sotto la forma "B". Da tale considerazione ha preso spunto la ricerca condotta da Paolo Cosenza nel presente lavoro. Vi si mostra che, soltanto se si risale al sistema assiomatico in cui si trova inserito il primo modo della prima figura, è possibile rendersi conto come Aristotele in An. Pr. A 4 abbia potuto porre al riparo Barbara, nonché ogni altra formulazione del primo modo della prima figura in cui il medio sia espresso in forme differenti, da qualsiasi difficoltà a cui un tal genere di disformità potrebbe dar luogo, ed abbia potuto classificare il primo modo della prima figura in tutte le sue formulazioni come una forma sillogistica autoevidente.
2007ABE-1699218442272216 PAGES-IN 8 (22D)
br. Perché ancora una biografia su Spinoza dopo le tante che sono state scritte? Intanto si spera di aver dato al lavoro un taglio originale. Interessava l'uomo, che a noi è apparso sensibile e passionale, a dispetto di tutta una tradizione che continua a definirlo, sbagliando, il filosofo del razionalismo (quando persino in ambito conoscitivo considera la "scienza intuitiva" l'ultimo e più eminente grado della conoscenza). E dell'uomo abbiamo tentato un'analisi psicologica. Non abbiamo privilegiato il filosofo, ma non potevamo sottovalutare la sua battaglia contro l'"odio teologico", il suo ateismo e il suo libertinismo (sì, Spinoza è un libertino) che lo oppongono apertamente alla teologia tradizionale personalistica e trascendentistica, a favore invece di una nuova, commovente e coinvolgente, teologia immanentistica.
Moretti & Vitali 2002. LIEVI SEGNI DEL TEMPO Quale spazio può essere oggi allestito dall’etica? Quali sono le condizioni per ricostituire un luogo dove il soggetto possa dimorare al di fuori di ogni pretesa di fondazione ontologica? La filosofia viene convocata con la psicoanalisi per un ripensamento delle categorie fondative, a partire dall’assunto che la centralità del linguaggio non è segno individuante il genere umano e non lo esaurisce nella sua “fisionomia” di animal rationale, limitato in un’etica puramente valoriale oppure affondato nella solitudine di un’etica tragica. Al vettore del linguistico inteso come ciò che marca la discontinuità con “il resto dell’accadere universale” (Freud) non si tratta però di contrapporre 1′”altro dal linguistico”, come risulta, per certi versi, da alcune delle posizioni filosofiche discusse in questo libro. Occorre piuttosto riprendere a percorrere, sulla scorta del lavoro teorico di Sergio Finzi e di Virginia Finzi Ghisi, “la via lunga e discensionale delle forme”, attraverso cui il soggetto si costituisce coestensivamente al resto dell’accadere universale. Da quest’angolazione, il linguaggio non ha più la funzione di differenziare “l’uomo dall’animale” ma di esplicitare “i legami che intercorrono tra i due” (V. Finzi Ghisi), e diventa punto di arrivo “di un processo silenzioso di metamorfosi della luce e del colore” (S. Finzi). Attraverso questa via lunga e discensionale si dischiude, in virtù del fondamentale e inaugurale passo costitutivo di ogni soggettività che è l’invenzione del luogo della fobia, l’etica della verità del soggetto. Per la preminenza che in tale luogo ha la dimensione rappresentativa, quest’etica si configura come un’etica della rappresentazione. Riconosciuto ed elaborato con le sue “prime invenzioni” (teorie sessuali infantili e romanzo familiare) il proprio fondo psicotico (“l’espandersi disordinato del godimento paterno da cui si nasce”), il soggetto articola il proprio esserci in continuità con quel mondo delle forme da cui discende e ritrova, per questa via, il proprio posto nella grande politela della natura.
198880300Berlin, Merve Verlag, 1988. Original-Broschur, 8°, 175 Seiten.
1876B844Leipzig, Erich Koschny, 1876. Kartoniert, 8°, 45 S., die Hälfte des Reinertrags ist zur Errichtung eines Spinoza-Denkmals bestimmt
LOFFREDO EDITORE NAPOLI 2005. FONDO DI MAGAZZINO: VOLUME INTONSO, PERFETTO SALVO LEGGERA ABRASIONE SUL RETROCOPERTINA
pp. 129. cm 20x11, brossura, Opuscula, 188.
2010005461Lich, Edition AV, 2010. -- Broschiert -- 8°
pp. 234, cm 21x13, brossura, Quality Paperbacks, 68. Nuovo.
199113664Oxford and Cambridge : Blackwell, 1991. VII, 322 S. ; 8°, schwarzer Org.-Broschur mit farb. Deckelillustr. / black Softcover
197931501BBNieuwkoop (Holland), Heureka, 1979. 22 cm. 216 S. Ill. brosch. Einband leicht bestossen, Seiten mit wenig Bräunung.
60868Amst., Cohen, n.d.
br. Le sferzanti critiche mosse da Bayle al sistema spinoziano, qui raccolte in forma organica, costituiscono il principale punto di riferimento di tutte le interpretazioni che il Settecento ha saputo dare dello spinozismo. La lunga voce del "Dizionario storico-critico" lascia però trapelare una certa ammirazione per Spinoza: nonostante l'incompatibilità dei due mondi culturali, dietro lo spietato attacco di Bayle si cela una velata simpatia per l'"ateo virtuoso". Con spregiudicatezza e ironia Bayle ripercorre i capisaldi del pensiero spinoziano, regalando al lettore pagine tra le più illuminate ed emozionanti della sua immensa opera critica.
Forse mai la figura di un filosofo appare con tanta vivezza come nelle due brevi biografie di Spinoza - tradotte qui per la prima volta in italiano che, pochi anni dopo la sua morte scrissero Jean-Maximilien Lucas e Johannes Colerus. Oltre a un vivace affresco dell'ambiente in cui egli visse, l'Olanda del secolo d'oro, e la cronaca del suo scontro con la comunità ebraica e con le sue tradizioni culminato nella scomunica (herem), il lettore troverà in queste pagine tutta una serie di episodi e aneddoti della vita del filosofo, il cui rilievo emblematico provoca e appassiona da secoli tanto i sostenitori che i detrattori dello "spinozismo". In realtà si è qui di fronte al paradosso di ogni autentica biografia filosofica: nel riso di Spinoza che osserva i ragni combattere, nel suo giustacuore lacerato dal coltello del fanatico (come nel gesto di Kant che a sera si avvoltola soddisfatto nelle coperte o in quello di Eraclito che si scalda nella bottega del fornaio), una vita divenuta indiscernibile dalla sua forma ci è restituita come un ultimo cristallo di pensiero, così limpido che di fronte ad esso non possiamo cessare di pensare. Prefazione di Giorgio Agamben. Introduzione di Filippo Mignini. Autori: Johannes Colerus, Jean-Maximilien Lucas. Curatori: R. Bordoli.
br. Un ebreo? Un portoghese? Un mercante? Un filosofo? Chiamatelo come preferite, ma è di voi stessi che parlate. Lui firmava le sue lettere come Bento, Benedictus o, semplicemente, B. Nel 1677, a pochi mesi dalla morte, uscì la prima edizione delle sue opere fondamentali. Il nome dell'autore compariva soltanto con le iniziali: B.d.S. Spinoza nacque ad Amsterdam, in una famiglia di ebrei sefarditi costretti a convertirsi al cristianesimo e fuggiti dal Portogallo. Nell'Olanda del Seicento pensare è un atto, scrivere è un atto, un gesto spettacolare e coraggioso. In questo tempo di rivoluzioni scientifiche e di guerre di religione, di epidemie e di vertiginosa espansione del commercio, i filosofi sono uomini d'azione. Modificare il corso delle verità è un compito pericoloso. Conoscere Spinoza significa entrare nelle vite che si sono intrecciate con la sua: Saul Levi Morteira, il rabbino capo della comunità ebraica di Amsterdam; Adriaen Koerbagh, enciclopedista in anticipo di un secolo; Franciscus Van den Enden, attivista fortemente contrario a Luigi XIV; Stenone, anatomista geniale; Leibniz, che si confronta con Spinoza sulla grande scacchiera metafisica degli infiniti e delle virtù, di Dio e delle certezze. Nel racconto di Maxime Rovere la vita entra prepotentemente nella storia del pensiero e getta luce su un mondo lontano nei secoli. È un ritorno alle nostre origini nella forma di un sogno storico e filosofico, completamente costruito su fatti e testi: Spinoza è il protagonista dell'avventura della ragione moderna, di cui in questa grande narrazione si può seguire giorno per giorno la nascita, guardando come si animano le idee e come il pensiero si fa strada nell'esistenza. Non un romanzo scritto a partire da una storia vera, ma una ricerca per avvicinarsi, attraverso tutti i mezzi della letteratura, alla verità di un universo perduto.
1967155988Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft 1967. VI, 565 Seiten. Lateinisch-deutscher Paralleltext. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Rückentitel. [Hardcover / fest gebunden].
brossura Vi è uno scolio barocco e sconcertante nella Quarta parte dell'Etica di Spinoza nel quale aleggia l'ombra della morte e si evocano inquietanti possibilità di mutazione d' identità: «Avviene talvolta, infatti, che un uomo subisca mutamenti tali che non direi facilmente che egli è lo stesso, come ho sentito narrare di un poeta spagnolo che era stato colpito da una malattia e che, sebbene ne fosse guarito, rimase talmente dimentico della sua vita passata da non credere che fossero sue le commedie e le tragedie che pure aveva composto. In verità avrebbe potuto essere considerato un bambino adulto se avesse dimenticato anche la lingua materna. E se questo sembra incredibile, che cosa diremo dei bambini? Un uomo di età avanzata crede la loro natura tanto diversa dalla propria da non potersi persuadere di essere mai stato bambino, se non formulasse riguardo a sé tale congettura a partire dagli altri». Di questo testo perturbante, che ha portato scompiglio tra i commentatori dell'Etica, François Zourabichvili, uno dei più acuti e originali studiosi di Spinoza, fa il filo conduttore per una compiuta rilettura delle relazioni complesse che legano la metafisica spinoziana alla sua antropologia e alla sua politica, mantenendo come centro la questione della trasformazione come «oblio», ovvero amnesia di una forma anteriore e desiderio, emendato dall'immaginazione chimerica, di una nuova attitudine del corpo. Ne emerge una corrispondenza profonda che, da un capo all'altro dell'opera spinoziana, associa il tema dell'uscita dall'infanzia a quello dell'emancipazione dall'immaginario monarchico. Di contro alla lettura ingenuamente «rivoluzionaria» dello spinozismo, affiora quella di un conservatorismo paradossale, laddove Spinoza insegna lo slancio verso una vera conservazione di sé che non vuol dire preservare lo stato di cose esistente quanto piuttosto imparare a neutralizzare morte e servaggio.
196130504Basel/Stuttgart, Benno Schwbae & Co. Verlag, 1961. gr. 8°, 811 S.; Friedrich Ueberwegs Grundriss der Geschichte der Philosophie. Dritter Teil. Bezahlung per PayPal möglich, we accept PayPal, Regalspuren am Fußschnitt, Einband ger. beschabt, altersbedingte Bräunungen, sonst ger. Gebr.sp., Leinen
grand in-8°, 139 pages, notes, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [CA-13]
Very Good English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 243 p. Spinoza üstüne on bir ders. Felsefe dersleri: 1. Translated by Ulus Baker.
1973R320112915LIBRAIRIE PHILOSOPHIQUE J. VRIN. 1973. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 114 pages .. . . . Classification Dewey : 100-PHILOSOPHIE ET DISCIPLINES CONNEXES