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xxiii + 282pp., br.orig., 24cm., bel état
brossura Vi è uno scolio barocco e sconcertante nella Quarta parte dell'Etica di Spinoza nel quale aleggia l'ombra della morte e si evocano inquietanti possibilità di mutazione d' identità: «Avviene talvolta, infatti, che un uomo subisca mutamenti tali che non direi facilmente che egli è lo stesso, come ho sentito narrare di un poeta spagnolo che era stato colpito da una malattia e che, sebbene ne fosse guarito, rimase talmente dimentico della sua vita passata da non credere che fossero sue le commedie e le tragedie che pure aveva composto. In verità avrebbe potuto essere considerato un bambino adulto se avesse dimenticato anche la lingua materna. E se questo sembra incredibile, che cosa diremo dei bambini? Un uomo di età avanzata crede la loro natura tanto diversa dalla propria da non potersi persuadere di essere mai stato bambino, se non formulasse riguardo a sé tale congettura a partire dagli altri». Di questo testo perturbante, che ha portato scompiglio tra i commentatori dell'Etica, François Zourabichvili, uno dei più acuti e originali studiosi di Spinoza, fa il filo conduttore per una compiuta rilettura delle relazioni complesse che legano la metafisica spinoziana alla sua antropologia e alla sua politica, mantenendo come centro la questione della trasformazione come «oblio», ovvero amnesia di una forma anteriore e desiderio, emendato dall'immaginazione chimerica, di una nuova attitudine del corpo. Ne emerge una corrispondenza profonda che, da un capo all'altro dell'opera spinoziana, associa il tema dell'uscita dall'infanzia a quello dell'emancipazione dall'immaginario monarchico. Di contro alla lettura ingenuamente «rivoluzionaria» dello spinozismo, affiora quella di un conservatorismo paradossale, laddove Spinoza insegna lo slancio verso una vera conservazione di sé che non vuol dire preservare lo stato di cose esistente quanto piuttosto imparare a neutralizzare morte e servaggio.
brossura Questo testo di François Zourabichvili accetta con coraggio teoretico la sfida posta dal divenire, di cui troppo spesso la filosofia ha neutralizzato la carica altamente problematica e concettualmente indomabile. Assumere le provocazioni del divenire in tutte le loro serie conseguenze comporta, per Zourabichvili, fare i conti con un concetto, non nuovo ma ben poco frequentato nella nostra tradizione di pensiero, di contro spesso associato a saperi morti o marginali come l'alchimia e la magia: il concetto di "trasformazione". Non è questa l'unica originalità di questo testo bello e difficile, qui presentato nella rigorosa traduzione di Franco Bassani, perché il filosofo che Zourabichvili elegge a propria guida nella sua costruzione dei lineamenti di una filosofia della trasformazione è Baruch Spinoza per Hegel filosofo della staticità della Sostanza. Zourabichvili, di contro, sconfessa totalmente la vulgata di uno Spinoza parmenideo per mostrare di contro, con un lavoro testuale di grande cura e profondità, la radicalità con cui Spinoza ha pensato il divenire, accettando di esso l'esito forse più sconcertante: la trasformazione, per l'appunto. Affrontare con rigore il pensiero della trasformazione in Spinoza vuol dire confrontarsi con una nozione di "forma" del tutto inedita che diviene il cuore cruciale dell'intera indagine. Presentazione di Crisina Zaltieri.
334pp., 18cm., reliure cart. (plats marbrés, dos en toile), bon état, F82214
ISBN: 0874412625. ISBN-13: 9780874412628. Paperback, 12mo, 64 pages. Wolfson (1887-1974) was born in Belorussia, and emigrated to the Unites States in 1903. He attended Harvard, and then became a member of its faculty in 1915. He was a member of the American Academy for Jewish Research, the Mediaeval Academy of America, the American Oriental Society, and the American Academy of Arts and Sciences. A scholar of Spinoza and Crescas, Wolfson particularly focused on heir relation to earlier philosophers, such as Aristotle, Plato, and the Islamic philosopher Averroes. (Hyman, EJ) Very Good Condition. (K-rab-1-31)
8vo., First Edition, with frontispiece; blue cloth, gilt back, black endpapers, uncut, backstrip mildly sunned else a very good, bright, clean copy. With the engraved armorial bookplate of Sir William J. Collins, and trade ticket of H.K.Lewis on front paste-down. With 2pp publisher's catalogue at end. SCARCE.
GUIDA 1985 392 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ANCORA NEL CELLOPHANE EDITORIALE Lungo il corso della storia dell’Occidente, dalle pagine di Aristotele incluse nell’Etica Nicomachea’ fino agli scritti di Lubbock e Russel, sono apparsi numerosi trattati sul tema della felicità. Essi non analizzano, tuttavia, la felicità in sé, ma i modi per raggiungerla. Questo libro cerca, invece, di presentare il fenomeno della felicità nella sua totalità, vale a dire nei suoi molteplici aspetti filosofici, linguistici, sociali ed etici. Esso vorrebbe essere quel libro che nel Medioevo non è stato mai scritto, ma che sarebbe stato certamente chiamato ’Summa de beatitudine’. Le opinioni dei filosofi e degli studiosi si uniscono, infatti, in questo volume alle speculazioni degli scrittori religiosi e sociali, alle affermazioni dei moralisti, gli aforismi dei saggisti, alle immagini dei poeti, alle percezioni dei romanzieri ed anche alla saggezza popolare distillata nei proverbi, nelle favole e nelle leggende. Uno dei risultati di questa rigorosa indagine è che l’irrangiungibilità della felicità è in gran parte un errore scaturito dai molteplici significati dati alla parola e che la felicità non è più lontana dalla condizione media dell’uomo di quanto lo sia l’infelicità. «Come ha detto Epicuro - ricorda Tatarkiewicz - una delle ragioni per cui la gente non è felice è il fatto che si immagina di non poterlo essere». Wladyslaw Tatarkiewicz, critico e filosofo tra i più significativi della cultura polacca contemporanea, si è formato a Parigi e a Zurigo, insegnando successivamente all’Università di Varsavia. La ’Storia della filosofia’ e un’ampia ’Storia dell’estetica’ costituiscono gli elementi di riferimento fondamentali di una produzione vasta e varia nei suoi interessi. Indice Introduzione Capitolo primo - Quattro nozioni di felicità Capitolo secondo - Definizione di felicità Capitolo terzo - Il concetto di felicità nel corso del tempo Capitolo quinto - Il piacere e la felicità Capitolo sesto - La felicità e l’infelicità Capitolo settimo - I piaceri Capitolo ottavo - Le sofferenze Capitolo nono - I piccoli piaceri Capitolo decimo - La felicità reale e la felicità prevista Capitolo undicesimo - La felicità e la salute mentale Capitolo dodicesimo - La felicità e il mondo Capitolo tredicesimo - La felicità e il tempo Capitolo quattordicesimo - Gli ostacoli alla felicità Capitolo quindicesimo - I fattori della felicità Capitolo sedicesimo - Le fonti della felicità Capitolo diciassettesimo - Il carattere e la felicità Capitolo diciottesimo - Regole negative per la felicità Capitolo diciannovesimo - Regole positive per la felicità Capitolo ventesimo - La possibilità di raggiungere la felicità Capitolo ventunesimo - La sfiducia nella felicità Capitolo ventiduesimo - La felicità utopistica Capitolo ventitreesimo - La ricerca della felicità Capitolo ventiquattresimo - L’edonismo e l’eudemonismo Capitolo venticinquesimo - Il diritto e il dovere di essere felici Parole e frasi comuni alcuni Aldous Huxley altre Aristippo Aristotele base Bentham Bertrand Russell bisogno bonheur buona caso certo ciclotimici circostanze cità completa concetto di felicità condizioni considerazione contribuiscono alla felicità coscienza delizia dell'uomo desideri diventadiverse dolore dovrebbe edonismo edonistica effetti emotivo emozioni Epicuro Epitteto esiste esperienza Etica Nicomachea eventi feli felicità umana filosofi fisica fonte di felicità Fontenelle forme di intrattenimento futuro gente George Eliot gioco gioiaHelvetius importante infelice intensa l'edonismo l'infelicità l'uomo lavoro licità maggior mente momento mondo morale natura necessario nessuna opinione ostacoli alla felicità passato paura pensare pensatori pensiero periodo persone pessimismo piacere piaceripiacevole polacco possibile possono presente propria felicità provare psicologico raggiungere la felicità realtà reazione regole rienza salute mentale Schopenhauer scopo scritto sembra Seneca sensazioni senso sente siamo sociale soddi soddisfatti della propria soddisfazione sofferenza soltanto sostenuto spesso Stendhal Stoici teoria uomo Utopie valore vivere XIX secolo XVIII secolo
220pp.with 10 ills., softcover, 24cm., VG
EDIZIONI GHIBLI 2004. FONDO DI MAGAZZINO, ALLO STATO DI NUOVO. Le stagioni dell'assenza sono gli ultimi decenni nei quali è stata proclamata l'età della grande felicità capitalistica. L'allegria epocale che ha sepolto il comunismo storico e il marxismo teorico, pur avendo trasformato la questione dell'anti-capitalismo in una distesa infinita di macerie, non le ha fatto perdere di attualità. In un momento in cui la logica dell'accumulazione capitalistica disegna senza contrasti il destino degli uomini, il libro analizza le forme attuali di soggettivazione dei dominati, a partire dalla loro preliminare riduzione a protesi innestate nelle macchine della valorizzazione capitalistica. Walter Baroni lavora a Milano, dove si guadagna da vivere facendo il consulente pedagogico. Collabora con Raffaele Mantegazza al progetto di una "pedagogia della resistenza". Si occupa di cinema ed ha scritto articoli e saggi sulle forme della riproduzione urbana del soggetto e sulla questione di un approccio materialistico ai processi di costituzione della soggettività.
pp. 295, cm 21x13, brossura. collana "Pensatori" 38. Nuovo.
MIMESIS 2009, 140 PP. FONDO DI MAGAZZINO, PARI AL NUOVO. Partendo dalla ricostruzione critica del paradigma antropologico di Theodor W. Adorno, il volume intende analizzare le dimensioni sociali e politiche della soggettività contemporanea, proponendo un modello interpretativo incentrato sulla tensione dialettica tra l’esigenza espressiva degli individui e la ricerca dei presupposti normativi dell’interazione. La soggettività viene pensata come spazio e campo relazionale abitato da istanze plurime e interdipendenti. Dapprima si cerca di indagare la configurazione del soggetto tardomoderno alla luce dei concetti adorniani di atomizzazione e uniformazione, di libertà e mimesi, al fine di mettere in evidenza la stretta connessione tra la costituzione pratica dei soggetti e la loro capacità di fare esperienza. Con particolare attenzione alle implicazioni politiche dei modelli antropologici, l’autore analizza attentamente le pieghe del soggetto contemporaneo, evidenziandone sia le dimensioni di vulnerabilità sia la ricerca di una gestualità capace di gestire le diverse forme della conflittualità sociale. Parole e frasi comuni adorniana Adorno all’interno ambito ambivalente antropologico articolare azione capacità categorie coincide concetto concettuale concezione condizioni conflitto conoscenza conoscitivo contraddizione costituzione della soggettività critica dall’altro definisce definizione dell’agire dell’altro dell’azione dell’esperienza dell’identità dell’individuo dell’io dell’umano dialettica differenza dimensione dinamica dischiude dolore ermeneutica esclusivamente esperienza espressione e normatività espressiva esprime esso filosofia filosofo fin fine forma formazione gesto identificazione identità implicazioni individuale individui infatti interpretato intersoggettiva invece istanza Judith Butler l’altro l’ambito l’azione l’esperienza l’idea l’identità l’immagine l’individuo l’intero l’io l’umano l’uomo l’utopia libertà linguistica logica meccanismo mediante mediazione mimesi mimetico modello momento mondo sociale natura nell’ambito non - identico ontologica pensiero identificante personale politica possibile pratica processo propria pulsionale quest’ultima rapporto rappresenta razionalità reale reciprocità reificazione relazionale relazione riflessione riflessiva riflessività rinvenire rispetto ruolo sacrificale sacrificio senso significa significati Simone Weil società sociologia sofferenza soggettivazione specifico stile tale teoria teoria critica Thies trasformazione umana un’azione un’identità viene visione vulnerabilità
342pp., 30cm., Doctoraal proefschrift (Universiteit van Tilburg), stempeltje op achterzijde titelblad, tekst is helder en in goede staat, F112390
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
br. Gli articoli contenuti in questo volume rappresentano la prima raccolta dei saggi di Ferdinand Tönnies dedicati al pensiero di Spinoza. Il loro interesse è duplice. Da un lato essi illustrano il contributo del sociologo tedesco alla conoscenza del pensiero morale e politico moderno, evidenziando l'importanza del pensiero di Spinoza attraverso un'attenta lettura della sua Etica e un confronto con autori come Hobbes e Marx, oltre a rilevarne l'attualità per una teoria della democrazia. Dall'altro rendono manifesto il modo in cui la riflessione sulla filosofia di Spinoza ha influenzato la teoria sociologica dell'autore, contribuendo a definire alcuni dei suoi principali aspetti, ivi compresa la distinzione tra comunità e società. In tale duplice prospettiva, questi saggi mettono quindi in luce come la sociologia abbia rappresentato una specifica modalità d'intervento nella storia del pensiero filosofico, fornendo una riformulazione di alcuni dei concetti fondamentali della metafisica, della morale e della politica moderne.
brossura Se c'è un filo conduttore nel pensiero di Baruch Spinoza, questo non può che essere la critica di ogni semplificazione che intervenga nel processo della conoscenza e di ogni reductio ad unum nella rappresentazione del reale, che sono inevitabilmente i presupposti tanto del dominio delle passioni sull'uomo, quanto del dominio dell'uomo sull'uomo. Spinoza è, difatti, il filosofo della complessità. A partire dalla sua ontologia, nella quale ha coerentemente integrato le scienze del suo tempo, egli elabora un'analisi della complessità del corpo umano e una riflessione sulle maniere per incrementarla; e, parallelamente, mostra, nelle loro analogie e differenze con i corpi umani, come si costituiscono e si muovono i corpi politici. L'intento di questo lavoro è dunque mettere in evidenza le peculiarità del metodo elaborato da Spinoza, nella convinzione che esso sia utile a leggere la realtà contemporanea, nella quale si è definitivamente affermata - diventando il luogo privilegiato della produzione di ricchezza e di conoscenza l'inesauribile complessità di una sfera pubblica che eccede inevitabilmente qualunque rappresentazione politica e mediazione giuridica.
br. L'Etica di Spinoza è attraversata dalla tensione tra la centralità riconosciuta al corpo sul piano teorico e la sua marginalizzazione sul piano testuale. Da un lato la mente è inseparabile dal corpo, e l'uomo è l'inscindibile unità di entrambi. Dall'altro, il fine dell'opera è quello di indicare al lettore la strada che conduce a una libertà e a una felicità che sono innanzitutto "della mente", e questo punto di fuga impone a tutta l'argomentazione una prospettiva prevalentemente mentale, nella quale la presenza del corpo si dirada, si fa più rapsodica e defilata. Accogliendo la sfida interpretativa lanciata da questo gioco di presenze e di assenze, il presente lavoro ripercorre con acribia i riferimenti alla corporeità disseminati lungo tutto il testo, rilegge le pagine più celebri a partire dai luoghi più marginali, restaura la rete di connessioni entro la quale i dettagli apparentemente più insignificanti manifestano invece il loro valore propriamente sistematico. Attraverso un percorso che parte dalla fisica dei corpi complessi e arriva fino all'amore intellettuale di Dio, e costeggia temi classici quali immaginazione, desiderio e virtù ma si sofferma soprattutto su figure periferiche come quelle del sonnambulismo, del delirio, dell'amnesia, l'autore ripristina la centralità del corpo in alcuni degli snodi fondamentali dell'ontologia, dell'epistemologia e dell'etica spinoziane.
Mm 135x210 Collana "Biblioteca Studio". Volume nella sua brossura originale, 314 pagine. Opera in ottime condizioni, mostra un' etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Tight and unmarked, with minor flaws: spine somewhat sunned. Corners lightly bumped with some edgewear, fraying and chipping with small tears at top of spine. Light dustsoiling to top of textblock. ; Xii, 288pp. ; Veröffentlichungen Der Akademie Für Die Wissenschaft Des Judentums. Philosophische Sektion / Zweiter Band; 288 pages
br. Tradotti in italiano dall'originale tedesco, si pubblicano qui tre saggi giovanili di Strauss su Spinoza: "L'analisi di Cohen della scienza biblica spinoziana" (1924), "Sulla scienza biblica di Spinoza e dei suoi precursori" (1926), "Il testamento di Spinoza" (1932). Composti a cavallo della monografia del 1930 ("La critica della religione in Spinoza"), si tratta di studi acuti, e per diversi aspetti originali rispetto a questa stessa monografia, sui rapporti tra fede e ragione, teologia e politica, tradizione ebraica ed esegesi biblica. Prime prove filosofiche di Strauss e già testimonianze emblematiche di un "dialogo", quello con Spinoza, che non verrà mai meno nella lunga e complessa biografia intellettuale del loro autore.
br. Tradotti in italiano dall'originale tedesco, si pubblicano qui tre saggi giovanili di Strauss su Spinoza: "L'analisi di Cohen della scienza biblica spinoziana" (1924), "Sulla scienza biblica di Spinoza e dei suoi precursori" (1926), "Il testamento di Spinoza" (1932). Composti a cavallo della monografia del 1930 ("La critica della religione in Spinoza"), si tratta di studi acuti, e per diversi aspetti originali rispetto a questa stessa monografia, sui rapporti tra fede e ragione, teologia e politica, tradizione ebraica ed esegesi biblica. Prime prove filosofiche di Strauss e già testimonianze emblematiche di un "dialogo", quello con Spinoza, che non verrà mai meno nella lunga e complessa biografia intellettuale del loro autore.
xiii + 288pp., 23cm., Neuausgabe, cloth, stamp, VG, F69377
Steven Nadler Spinoza e l'Olanda del Seicento. Torino, Einaudi 2020 italian, 480 "Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie. Filosofia". vol.735. Opera con copertina morbida in brossura. XVII, 480 p. : ill. ; 21 cm Pubblicato precedentemente con il titolo: Baruch Spinoza e l'Olanda del Seicento. N136bis
L'Etica di Spinoza, capolavoro del pensiero moderno, è nota al pubblico principalmente per le sue tesi radicali sulla metafisica e l'epistemologia. Eppure il titolo sembrava promettere altro, ossia una trattazione sistematica di questioni filosofico-morali. Prendendo sul serio questa promessa, Steven Nadler intraprende un percorso inedito tra le pagine del filosofo olandese, con l'obiettivo di riportare alla luce l'etica racchiusa nell'Etica e mostrarne la sorprendente attualità. Nelle tre lezioni qui raccolte, la prosa limpida di Nadler conduce il lettore a scoprire la complessa riflessione di Spinoza sui concetti di bene e male, sulla virtù, sui motivi che ci spingono ad agire, sul carattere morale delle nostre azioni, sull'intreccio insolubile tra egoismo e altruismo che condiziona la ricerca umana del benessere e della felicità. La sfida è pensare che l'esigenza di trattare gli altri in modo benevolo possa scaturire proprio dal fondamentale impulso egoistico che caratterizza il soggetto spinoziano. Autori: Steven Nadler. Curatori: M. Favaretti Camposampiero.