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Ensemble relié en 2 volumes in-12 (140 x 78 mm), plein maroquin vert sapin, dos à 5 nerfs guillochés or, garnis de compartiments entièrement dorés à la fanfare, large roulette d'encadrement sur les plats garnie de fleurons aux coins, roulette sur les coupes, titre doré, dorés sur tranche, gardes de tabis rose (reliure de l'époque). Exceptionnel exemplaire relié en maroquin de l'époque, réunion en deux volumes de l'ensemble de la production contemporaine française de / et autour de Spinoza 1- Première édition française du "Tractatus Theologico-Politicus", augmentée des additions apportées par Spinoza à son texte ("Remarques curieuses") publiées ici pour la première fois. Le traducteur, Gabriel de Saint-Glain, calviniste français réfugié en Hollande, devint un fervent spinoziste après sa rencontre avec un élève du philosophe. Rigoureusement interdite et poursuivie en France, cette édition fut présentée sous pages de titre et adresses différentes afin de détourner la censure. La traduction de Saint-Glain, "avec des éclaircissements et un commentaire inestimable", contribua directement à la diffusion du spinozisme en Europe (cf. Vernière, I, p. 25 sq., qui signale que Saint-Glain effectua sa traduction sur un exemplaire annoté de la main de Spinoza). (Kingma & Offenberg, n° 13, 14 et 15. "Catalogue du tricentenaire, Institut hollandais", p. 59. Van der Linde, n° 10, 11 et 12. Sauvy, 'Livres saisis à Paris', n°204 et 568). 2 et 3- Edition originale de ce recueil collectif consacré à Spinoza et à sa doctrine, édité par Nicolas Lenglet du Fresnoy. Il contient la "Vie de Spinoza" (p. 1 à 150) par Jean Colerus (Johann Koehler), pasteur luthérien à La Haye -- La préface et la "Réfutation" de Spinoza par le comte de Boulainvilliers ainsi que celle de Fénelon (p. 151 à 320) – "Extrait du nouvel athéisme renversé" oeuvre du cartésien François Lamy (p. 321 à 386) sous page de titre particulière à la date de 1696 – "Certamen Philosophicum" (...) d’Isaac Orobion médecin et personnalité de la communauté juive d’Amsterdam (p. 387 à 483), également sous page de titre particulière, à la date de 1703. "Sous prétexte de rendre plus facile la réfutation de Spinoza en mettant ses opinions à la portée de tout le monde, Boulainvilliers a eu réellement pour but de propager le système de ce philosophe (...) en substituant au langage austère du métaphysicien hollandais une forme simple et pleine d’attraits" (Franck, p. 202). Sur l’importance décisive de ce recueil dans la propagation du spinozisme en France, cf. P. Vernière, ‘Spinoza et la pensée française’, p. 373 sq. (Brunet, II, 1209. Fürst, III, p. 54. Cat. Expo. Spinoza, Herzog August Bibliothek, n° 64. Tchemerzine-Scheler, III, 232. Van der Linde, 107 et 108). Ex-libris amorié du Dr Armand Ripault à sa devise "D'espérer servir". Très bel exemplaire, exceptionnelle réunion en reliure de maroquin de l'époque orné à la fanfare.
Mm 160x230 Collana "Biblioteca di cultura filosofica" - Brossura editoriale, 380 pagine. Libro in ottimo stato, come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Tra le opere di Spinoza, l'Epistolario è stato spesso relegato ai margini dagli studiosi, eppure offre notevoli spunti di riflessione. Da un punto di vista teorico costituisce un importante strumento per l'analisi del pensiero spinoziano e per ripercorrere l'intero percorso intellettuale di Spinoza. Da un punto di vista storico è essenziale per comprendere il milieu storico di appartenenza. È una scrittura contrassegnata sia dalla precisione del metodo geometrico sia dallo slancio emotivo delle passioni che ne attraversano le battaglie teorico-politiche.
GUIDA 1985 392 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ANCORA NEL CELLOPHANE EDITORIALE Lungo il corso della storia dell’Occidente, dalle pagine di Aristotele incluse nell’Etica Nicomachea’ fino agli scritti di Lubbock e Russel, sono apparsi numerosi trattati sul tema della felicità. Essi non analizzano, tuttavia, la felicità in sé, ma i modi per raggiungerla. Questo libro cerca, invece, di presentare il fenomeno della felicità nella sua totalità, vale a dire nei suoi molteplici aspetti filosofici, linguistici, sociali ed etici. Esso vorrebbe essere quel libro che nel Medioevo non è stato mai scritto, ma che sarebbe stato certamente chiamato ’Summa de beatitudine’. Le opinioni dei filosofi e degli studiosi si uniscono, infatti, in questo volume alle speculazioni degli scrittori religiosi e sociali, alle affermazioni dei moralisti, gli aforismi dei saggisti, alle immagini dei poeti, alle percezioni dei romanzieri ed anche alla saggezza popolare distillata nei proverbi, nelle favole e nelle leggende. Uno dei risultati di questa rigorosa indagine è che l’irrangiungibilità della felicità è in gran parte un errore scaturito dai molteplici significati dati alla parola e che la felicità non è più lontana dalla condizione media dell’uomo di quanto lo sia l’infelicità. «Come ha detto Epicuro - ricorda Tatarkiewicz - una delle ragioni per cui la gente non è felice è il fatto che si immagina di non poterlo essere». Wladyslaw Tatarkiewicz, critico e filosofo tra i più significativi della cultura polacca contemporanea, si è formato a Parigi e a Zurigo, insegnando successivamente all’Università di Varsavia. La ’Storia della filosofia’ e un’ampia ’Storia dell’estetica’ costituiscono gli elementi di riferimento fondamentali di una produzione vasta e varia nei suoi interessi. Indice Introduzione Capitolo primo - Quattro nozioni di felicità Capitolo secondo - Definizione di felicità Capitolo terzo - Il concetto di felicità nel corso del tempo Capitolo quinto - Il piacere e la felicità Capitolo sesto - La felicità e l’infelicità Capitolo settimo - I piaceri Capitolo ottavo - Le sofferenze Capitolo nono - I piccoli piaceri Capitolo decimo - La felicità reale e la felicità prevista Capitolo undicesimo - La felicità e la salute mentale Capitolo dodicesimo - La felicità e il mondo Capitolo tredicesimo - La felicità e il tempo Capitolo quattordicesimo - Gli ostacoli alla felicità Capitolo quindicesimo - I fattori della felicità Capitolo sedicesimo - Le fonti della felicità Capitolo diciassettesimo - Il carattere e la felicità Capitolo diciottesimo - Regole negative per la felicità Capitolo diciannovesimo - Regole positive per la felicità Capitolo ventesimo - La possibilità di raggiungere la felicità Capitolo ventunesimo - La sfiducia nella felicità Capitolo ventiduesimo - La felicità utopistica Capitolo ventitreesimo - La ricerca della felicità Capitolo ventiquattresimo - L’edonismo e l’eudemonismo Capitolo venticinquesimo - Il diritto e il dovere di essere felici Parole e frasi comuni alcuni Aldous Huxley altre Aristippo Aristotele base Bentham Bertrand Russell bisogno bonheur buona caso certo ciclotimici circostanze cità completa concetto di felicità condizioni considerazione contribuiscono alla felicità coscienza delizia dell'uomo desideri diventadiverse dolore dovrebbe edonismo edonistica effetti emotivo emozioni Epicuro Epitteto esiste esperienza Etica Nicomachea eventi feli felicità umana filosofi fisica fonte di felicità Fontenelle forme di intrattenimento futuro gente George Eliot gioco gioiaHelvetius importante infelice intensa l'edonismo l'infelicità l'uomo lavoro licità maggior mente momento mondo morale natura necessario nessuna opinione ostacoli alla felicità passato paura pensare pensatori pensiero periodo persone pessimismo piacere piaceripiacevole polacco possibile possono presente propria felicità provare psicologico raggiungere la felicità realtà reazione regole rienza salute mentale Schopenhauer scopo scritto sembra Seneca sensazioni senso sente siamo sociale soddi soddisfatti della propria soddisfazione sofferenza soltanto sostenuto spesso Stendhal Stoici teoria uomo Utopie valore vivere XIX secolo XVIII secolo
GUIDA EDITORI 2003 231 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO Questo lavoro è volto ad analizzare il ruolo assunto dalla nozione di analogia nella filosofia della storia di Kant. Attraverso l'analisi dei testi che vanno dal periodo precritico fino agli ultimi scritti di Kant, emerge a duplice funzione dell'analogia, teoretica e pratica, e se ne determinano i diversi significati. Luca Bianco si è laureato in filosofia all'Università di Torino, dove attualmente è dottorando di ricerca. La sua tesi di laurea è alla base del presente volume. Parole e frasi comuni abbiamo afferma Akademie Ausgabe analogia animale ANTH causa causalità concetto conferma conoscenza consente considerare cosmopolitica costituzione Critica del Giudizio deismo dell'analogia dell'esperienza dell'idea dell'umanitàDialettica Trascendentale disposizioni emerge empirica ente epistemologico fenomeni filosofia della storia finalità naturale fmalità fondamento genere umano Giudizio riflettente Herder Ibidem Idee infatti intesa Kimt l'analogia l'idea l'uomo leggilibertà meccanismo metafisica mondo natura morale dell'uomo noumenica nozione oggetto ontologico pace perpetua pensare Philonenko piano politica possiamo possibile pratico principio problema progresso morale progresso storico progresso verso proprioProvvidenza quest'ultima ragione rapporto realizzazione realtà repubblica morale repubblica perfetta rienza riferimento rinvenire ruolo schema storico schematismo scienza naturale scopo finale scopo ultimo sembra sensibile senso simbolica storia della natura storia naturale storia umana sviluppo tale teismo teleologia morale teleologia naturale teleologia storica teoretico teoria terza Critica trascendentale tratta trova turale un'analogia universale uomini
EDIZIONI GLAUX 1964 561 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME MAI SFOGLIATO.
Mm 130x210 Prefazione di Gioacchino Volpe - Brossura editoriale a stampa con bandelle, 546 pagine con ritratto di Labriola in antiporta. Ordinari segni del tempo, ma ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
pp. 432, cm 21x13, brossura. Nuovo.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. I rapporti tra psicoanalisi e filosofia non sono mai stati facili. La ragione di questo va ricercata nell'atteggiamento di Freud, il quale manifestò a più riprese fastidio per orientamenti di tipo puramente speculativo. Significativa a tale proposito una lettera da lui inviata il 30 gennaio 1927 a Werner Achelis in cui senza esitazioni si afferma che «un giorno la metafisica sarà condannata come a nuisance, come un abuso del pensiero, come survival della concezione religiosa del mondo». Nell' Autobiografia Freud giustifica la propria diffidenza per la filosofia affermando che era necessario che la psicoanalisi, per progredire, mantenesse fede al principio secondo cui tutto ciò che é psichico é all'inizio inconscio, senza lasciarsi intimidire dalla reazione negativa dei filosofi per i quali «cosciente» e «psichico» sono la stessa cosa. Freud ben sapeva di doversi attenere ai fatti se voleva alla fine essere accettato dall'ambiente scientifico del suo tempo. E' per questo che s'é sforzato di fondare la psicoanalisi su basi empiricamente accertabili. Tuttavia s'é reso ben presto conto che i fatti da lui indagati riluttavano a venir espressi con il linguaggio delle scienze naturali poiché non poteva più venir eluso il confronto cogli enigmi dell'esistenza. Ciò s'é reso inevitabile quando Freud, nella fase matura della sua produzione s'é accinto a tracciare i lineamenti della teoria delle pulsioni, esposta ampiamente ed articolata in quell'opera di svolta che é Al di là del principio di piacere. In questo suo Attraverso lo Zuiderzee Stefano Misura insiste sull'importanza del legame tra Freud e la filosofia per evitare il rischio di ridurre la psicoanalisi a mero strumento tecnico nell'ambito della disciplina psichiatrica. A suo avviso Freud ha voluto essere uno scienziato rigoroso senza però rinunciare a comunicare, al pari di Einstein, la propria visione del mondo e mantenendo nei confronti della filosofia un'ambivalenza che non esclude l'attenzione. L'autore di questo libro si sofferma in particolare su tre grandi pensatori ai quali si sforza di avvicinare Freud fino ad istituire tra loro e il padre della psicoanalisi uno stretto vincolo di parentela: Eraclito, Empedocle e Spinoza. Stefano Mistura è direttore del Dipartimento di Salute mentale e delle Dipendenze patologiche dell'Azienda Usl di Piacenza. Romano di nascita e piacentino d'adozione, è uno dei protagonisti della psichiatria italiana. Allievo di Franco Basaglia e Giovanni Jervis, apprezzato conoscitore di Freud, Mistura ha vissuto gli anni che hanno portato alla liberalizzazione degli ospedali psichiatrici attraverso la legge 180, una normativa che, tra le poche in Europa, prevede che la malattia mentale sia vista come elemento legato alla salute e non come sinonimo di repressione. Mistura appartiene a coloro che hanno contribuito al connubio tra filosofia e psichiatria, psicanalisi e psicoterapia. Studioso di Baruch Spinoza, è collaboratore della casa editrice Einaudi per la quale ha curato diverse pubblicazioni di carattere psichiatrico e psicanalitico. Nella sua vasta produzione scientifica compaiono anche diversi saggi. Stefano Mistura is Director of the Department of Mental Health and Patological Addictions of the National Health Service in Piacenza. Born in Rome, Stefano Mistura lives in Piacenza and is one of Italy's personalities in psychiatry. Franco Basaglia's student, connoisseur of Freud, Mistura lived through the years that sanctioned the psychiatric hospitals' opening, through the so called Act 180, a law envisaging that mental diseases should be regarded as a health problem and not as a synonym of repression. Mistura is part of a group that combines philosophy with psychiatry, psychoanalysis with psycho-therapy. A scholar of Baruch Spinoza, he collaborates with Einaudi Editors for which he edited various publications on psychological topics. He also wrote various essays. Descrizione bibliografica Titolo: Attraverso lo Zuiderzee: Freud tra clinica e filosofia Autore: Stefano Mistura Editore: Torino: Paolo Boringhieri, Settembre 1984 Lunghezza: 177 pagine; 22 cm Collana: Ricerche italiane Soggetti: Psicologia, Sistemi, Filosofia, Clinica, Scuole di pensiero, Posizioni, Georg Groddeck, Sigmund Freud, Io, Es, Deviazioni, Psichiatria, Letteratura divulgativa, Psicanalisi, Eraclito, Spinoza, Empedocle, Eros, Thanatos, Psicosi, Metafisica, Corpo-mente, Relazioni, Medicina, Schopenhauer, Holderlin, Jung, Rank, Hegel, Nietzsche, Aristotele, Binswanger, Marcovich, Ceronetti, Tausk, Psychology, Systems, Philosophy, Clinic, Schools of thought, Positions, Me, Ex, Deviations, Psychiatry, Popular literature, Psychoanalysis, Heraclitus, Empedocles, Psychosis, Metaphysics, Body-mind, Relations, Medicine, Aristotle
traduzione di Giampiero Posani LIGUORI 1978 144 PP. FONDO DI MGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
GUIDA 2004 242 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Parole e frasi comuni alcun assoluto Auschwitz banalità del male Baum Carl Schmitt compito comunità concezione coscienza costituisce costruire Cracovia crisi Cristo dell'Olocausto dell'uomo dice diritto domanda ebraica ebraismo ebrei Eckardt Eichmann Elie Wiesel esiste esso etica f1glio fascismo fede filosofia funzione Germania Gerusalemme Gesù ghetto Giobbe guerra Gumplovicz Hannah Arendt headship Hegel Heidegger Hitler Ibid ideologica Ihid interpretazioni interrogativi Israele Judenrat Judenriite Kafka l'ebreo L'Olocausto l'uomo lager Lévinas liberalismo Lissa lotta male naturale mente Metz mistico mondo morte Movimenti giovanili nazista nemico notte nulla nuovo parlare parola passato Paul Celan pensare poema poesia politica anti - ebraica possibile potere problema processo proprio questione radicale Raul Hilberg razze realtà Reich religiosa responsabilità resurrezione Ruether ruolo sembra senso Shoah signif1cato silenzio situazione sociale sofferenza Sombart storia storico sviluppi tedesco Tel Aviv teodicea teologia cristiana termini Terzo Reich totalitario totalmente tradizione tratta trova umano vuol dire XX secolo
br. Perché ancora una biografia su Spinoza dopo le tante che sono state scritte? Intanto si spera di aver dato al lavoro un taglio originale. Interessava l'uomo, che a noi è apparso sensibile e passionale, a dispetto di tutta una tradizione che continua a definirlo, sbagliando, il filosofo del razionalismo (quando persino in ambito conoscitivo considera la "scienza intuitiva" l'ultimo e più eminente grado della conoscenza). E dell'uomo abbiamo tentato un'analisi psicologica. Non abbiamo privilegiato il filosofo, ma non potevamo sottovalutare la sua battaglia contro l'"odio teologico", il suo ateismo e il suo libertinismo (sì, Spinoza è un libertino) che lo oppongono apertamente alla teologia tradizionale personalistica e trascendentistica, a favore invece di una nuova, commovente e coinvolgente, teologia immanentistica.
br. Perché ancora una biografia su Spinoza dopo le tante che sono state scritte? Intanto si spera di aver dato al lavoro un taglio originale. Interessava l'uomo, che a noi è apparso sensibile e passionale, a dispetto di tutta una tradizione che continua a definirlo, sbagliando, il filosofo del razionalismo (quando persino in ambito conoscitivo considera la "scienza intuitiva" l'ultimo e più eminente grado della conoscenza). E dell'uomo abbiamo tentato un'analisi psicologica. Non abbiamo privilegiato il filosofo, ma non potevamo sottovalutare la sua battaglia contro l'"odio teologico", il suo ateismo e il suo libertinismo (sì, Spinoza è un libertino) che lo oppongono apertamente alla teologia tradizionale personalistica e trascendentistica, a favore invece di una nuova, commovente e coinvolgente, teologia immanentistica.
Perché ancora una biografia su Spinoza dopo le tante che sono state scritte? Intanto si spera di aver dato al lavoro un taglio originale. Interessava l'uomo, che a noi è apparso sensibile e passionale, a dispetto di tutta una tradizione che continua a definirlo, sbagliando, il filosofo del razionalismo (quando persino in ambito conoscitivo considera la "scienza intuitiva" l'ultimo e più eminente grado della conoscenza). E dell'uomo abbiamo tentato un'analisi psicologica. Non abbiamo privilegiato il filosofo, ma non potevamo sottovalutare la sua battaglia contro l'"odio teologico", il suo ateismo e il suo libertinismo (sì, Spinoza è un libertino) che lo oppongono apertamente alla teologia tradizionale personalistica e trascendentistica, a favore invece di una nuova, commovente e coinvolgente, teologia immanentistica. Autori: Maria Rosaria D'Uggento.
pp. 410, cm 21x13, brossura, PBE ns. 458, Nuovo.
brossura La storia della filosofia è una storia di fraintendimenti. Un susseguirsi di interpretazioni dove la successiva spesso smentisce la precedente. Se questo è vero per tutti i classici, lo è a maggior ragione per Baruch Spinoza. Spinoza è un filosofo atipico, un crocevia di culture, una vera eccezione nell'itinerario del pensiero occidentale. Del resto, pochi autori sono stati così interpretati, pochi hanno rappresentato un riferimento così intenso per le epoche successive. Allora chi è davvero Baruch Spinoza? Il suo pensiero si nutre di diverse fonti: ebraica, filosofica, scientifica, solo per citare le principali. Ridurlo a una sola di queste è impossibile, perché l'una si intreccia all'altra in una sintesi che ha pochi eguali per altezza, profondità e originalità. Tutte sono presenti nell'opera del filosofo, ma rispetto a ciascuna si registra un'eccedenza, che rende il Maledictus un pensatore eccentrico e forse, proprio per questo, unico. Di Spinoza abbiamo infinite interpretazioni, ma da lui non nasce una scuola. La sua figura, infatti, ha potuto ispirare intellettuali così diversi: dai medici e gli scienziati positivisti del Seicento e Settecento ai grandi metafisici a lui successivi, da Fichte a Hegel, da Schopenhauer a Fechner, passando per le correnti libertarie prerivoluzionarie. Forse, però, Spinoza non ha voluto parlare a nessuno. La sua è stata una riflessione solitaria, volta alla ricerca della felicità, non certo intesa come godimento dell'istante. Questo, che può apparire un limite, è in realtà la grande virtù che gli ha permesso di attraversare i secoli e arrivare fino a noi. Spinoza offre un fondamento per l'azione dell'uomo moderno, la sua bussola è la libertà.
8vo. Xvii, 434 pages. Illustrated. In Hebrew. SUBJECT (S) : Spinoza, Benedictus de, 1632-1677. Water stains on covers and first and last few signatures, corners bumped, hinges starting, Completely readable. Good- condition. (SEF-9-19)
xvi + 171pp., hardback (green cloth), 22cm., VG, [reprint of the 1957-edition]
Il saggio illustra la strategia, articolata e complessa, adottata da Spinoza nell'elaborazione della propria idea di razionalità. Una strategia che muove da due elementi cruciali: il concetto di causa e quello di nozioni comuni. Le nozioni comuni sono la condizione strutturale (le coordinate) della conoscenza razionale, mentre la categoria della causa è successiva, è la forma razionale più adatta a comprendere e descrivere le relazioni che si istaurano tra idee, tra corpi, ma anche tra individui e soggetti sociali. Dunque non la volontà o le idee morali muovono i comportamenti, ma la necessità naturale determina le idee e gli stati affettivi degli uomini, così come le scelte e l'agire dei popoli. Il volume fa risaltare l'originalità di questa posizione, capace, sin dal XVII secolo, di aprire a una riqualificazione, laica e secolarizzata, dei rapporti tra scienza, religione ed etica. Autori: Francesco Cerrato.
MARCO EDITORE 2006. DEDICA DEL CURATORE ALL'ANTEPORTA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO ECCELLENTI CONDIZIONI.
brossura Se c'è un filo conduttore nel pensiero di Baruch Spinoza, questo non può che essere la critica di ogni semplificazione che intervenga nel processo della conoscenza e di ogni reductio ad unum nella rappresentazione del reale, che sono inevitabilmente i presupposti tanto del dominio delle passioni sull'uomo, quanto del dominio dell'uomo sull'uomo. Spinoza è, difatti, il filosofo della complessità. A partire dalla sua ontologia, nella quale ha coerentemente integrato le scienze del suo tempo, egli elabora un'analisi della complessità del corpo umano e una riflessione sulle maniere per incrementarla; e, parallelamente, mostra, nelle loro analogie e differenze con i corpi umani, come si costituiscono e si muovono i corpi politici. L'intento di questo lavoro è dunque mettere in evidenza le peculiarità del metodo elaborato da Spinoza, nella convinzione che esso sia utile a leggere la realtà contemporanea, nella quale si è definitivamente affermata - diventando il luogo privilegiato della produzione di ricchezza e di conoscenza l'inesauribile complessità di una sfera pubblica che eccede inevitabilmente qualunque rappresentazione politica e mediazione giuridica.
EDITORI RIUNITI 1992 XIV-179 PP. SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE ABRASIONE (COME DA FOTO), VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
br. Deleuze ha avuto con Spinoza un rapporto appassionato. Gli ha dedicato pagine intense, dalle quali traspaiono la bellezza e le difficoltà che spesso hanno gli incontri inusuali, quelli che fanno intraprendere strade sconosciute e indicano modi nuovi di vedere le cose. Tutta l'opera di Deleuze è attraversata da una tensione febbrile, e spesso si viene spiazzati dagli scarti fulminei di un pensiero che si spinge sempre oltre. Quando Deleuze si occupa di Spinoza, questo effetto di disorientamento è ancora più forte. Quello che ci troviamo di fronte, infatti, non è più l'autore che siamo abituati a conoscere attraverso una lunga tradizione interpretativa. Un'intera costellazione concettuale, che pure ci orientava, salta, aprendoci nuovi e imprevedibili orizzonti. Il volume presenta le lezioni su Spinoza pronunciate da Deleuze all'Università di Vincennes tra il novembre del 1980 e il marzo del 1981. La riflessione critica sul filosofo olandese è stata sempre fondamentale nello sviluppo dell'opera di Deleuze, un riferimento costante che ne ha accompagnato e segnato l'intera produzione. Questi seminari ci offrono perciò l'opportunità di entrare nel laboratorio filosofico di Deleuze, di osservare in presa diretta come, attraverso il lavoro di smontaggio e rimontaggio compiuto sui principali concetti spinoziani, egli giunga progressivamente a codificare le categorie che hanno fatto del suo pensiero un "unico" nel panorama filosofico contemporaneo.
Mm 170x240 Collana "La psicoanalisi che viene". Volume nella sua brossura originale, 229 pagine. Opera in buone condizioni, presenta sottolineature a matita. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 145x210 Invio a penna alla prima carta bianca, firmato "Pietro II", verosimilmente l'Autore stesso - Brossura originale di 230 pagine, per metà ancora intonse (a fogli chiusi). Segni d'uso soltanto all'unghiatura di copertina, peraltro ottimo esemplare. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.