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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, LIEVI TRACCE DI UMIDO. PREMESSA: Questo libro si caratterizza per una provocazione: nonostante l'assenza completa di rimandi espliciti a Duns Scoto nelle opere di Hegel, e sebbene le Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie dedichino al dottore sottile soltanto poche righe, Scoto rappresenterebbe un interlocutore di rilievo nella elaborazione della Lehre vom Sein (1832). La Wissenschaft der Logik viene costruita, come dichiara Hegel nella «Avvertenza» della Lehre vom Begriff, sulla base di alcuni materiali della storia del pensiero, dei quali essa intende operare la riconfigurazione dialettico speculativa. Per quanto concerne in particolare la rielaborazione della ontologia tradizionale, a cui Hegel procede nella Lehre vom Sein e nella Lehre vom Wesen, egli afferma che i lavori anteriori sui quali potersi appoggiare al fine di rinvenire un filo conduttore per la trattazione speculativa non sono numerosi. L'ipotesi che avanzo in questo libro è che di questi materiali della storia dell'ontologia facciano parte, per quanto concerne l'edificazione della Lehre vom Sein, anche i trattati di Duns Scoto, sebbene essi non siano espressamente richiamati. Certamente, già Étienne Gilson ne L'être et l'essence (1948; II ed. francese 1962; III ed. 1994) ha evidenziato la possibilità di una connessione tra la logica di Hegel e l'ontologia di Duns Scoto. ... Descrizione bibliografica Titolo: Hegel e Duns Scoto: prospettive ontologiche a confronto Autore: Antonio Incenzo Editore: Napoli: La Città del Sole, Luglio 2004 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Lunghezza: 273 pagine; 21 cm ISBN: 8882923088, 9788882923082 Collana: Volume 14 di Studi sul pensiero di Hegel Soggetti: Filosofia, Medioevo, Saggi, Ontologia, Volresungen, Teologia Scolastica, Hegel, Anselmo, Duns Scoto, Pensiero filosofico, Conoscenza, Opere, Ente, Erdman, Ordinatio, Determinazione, Bibliografia, Dottor Sottile, Doctor Subtilis, Quidditas, Quaestiones, Opus Oxoniense, Philosophie der Geschichte, Lehre Vom Sein, Vom Wesen, Vom Begriff, Qualità, Quantità, Incomunicabilità, Negazione, Confronti, Aristotele, Metafisica, Philosophy, Middle Ages, Essays, Ontology, Volresungen, Scholastic Theology, Thought, Knowledge, Works, Organization, Determination, Bibliography, Quality, Quantity, Incommunicability, Negation, Comparisons, Aristotle, Metaphysics, Libri Vintage Fuori catalogo, Saggistica, Dasein, J.E. Herdmann, Lehre vom Sein, Identità, Incomunicabilità, Dottor Sottile, Vorlesungen, Leibniz, Geschichte, Maier, Maritain, Kraus, Conti, Damiata, Manno, Marchesi, Books Out of Print, Non-fiction, Identity, Incommunicability
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. L'Ambiguità del dire e il dinamismo dell'essere creano la zona umana nel senso inteso come con-senso. Nella creazione, nella capacità poietica di un ente destinato a cooperare e a comunicare, risiede il senso della metafisica di Nicol. E così la preposizione "meta" cessa di alludere al trascendente inteso come invisibile, per divenire traccia della indigenza ontologica originaria. Descrizione bibliografica Titolo: Metafisica dell'espressione Titolo originale: Metafísica de la expresión Autore: Eduardo Nicol Curatore: Maria Lidia Mollo Prefazione di: Giuseppe Cacciatore Editore: Napoli: La Città del Sole, 2007 Collaboratore: I.S.I.S. (Istituto di Studi Latinoamericani Pagani Salerno) Lunghezza: 336 pagine; 23 cm ISBN: 8882923738, 9788882923730 Collana: Volume 2 di Pensiamento Latino Soggetti: Filosofia, Metafisica, Ontologia, Scienza dell'Essere, Dottrine filosofiche, Filosofía hispánica, Spagnola, Existencia humana, Historia, Ciencia, Metafísica, Kant, Fisica, Epistemologia, Conoscenza, Parmenide, Espressione, Comunicazione, Apofansis, Temporalità, Libertà, Etica, Verità, Logos, Consenso, Simbolo, Relazioni simboliche, Platone, Aristotele, Fenomenologia dialettica, Fenomenología dialéctica, Historicismo y existencialismo, Verdad, Ortega y Gasset, Blanco, De Unamuno, Xavier Zubiri, Suarez, Philosophy, Metaphysics, Ontology, Science of Being, Philosophical Doctrines, Spanish, Physics, Epistemology, Knowledge, Parmenides, Expression, Communication, Temporality, Freedom, Ethics, Truth, Logos, Consensus, Symbol, Symbolic relations, Plato, Aristotle, Dialectical Phenomenology
TRADUZIONE E INTRODUZIONE DI MARIA LIDA MOLLO, PREFAZIONE DI GIUSEPPE CACCIATORE LA CITTà DEL SOLE 2007 336 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. L'Ambiguità del dire e il dinamismo dell'essere creano la zona umana nel senso inteso come con-senso. Nella creazione, nella capacità poietica di un ente destinato a cooperare e a comunicare, risiede il senso della metafisica di Nicol. E così la preposizione "meta" cessa di alludere al trascendente inteso come invisibile, per divenire traccia della indigenza ontologica originaria.
In-8 (cm. 22.10), brossura, pp. XIV, 542, (2), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Texte en français. Tracce d’uso minime, soprattutto al dorso; peraltro, volume in buono stato (good copy).
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE . RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Percorrere fino in fondo un "sentiero interrotto". Tale è lo spirito con cui il presente studio si approccia al pensiero di Karl Lowith, ponendo al centro della propria disamina il suo scritto di abilitazione (L'individuo nel ruolo del co - uomo, 1928), nella convinzione che un confronto serrato con esso - una sua lettura interpretante - possa condurre alla piena esplicitazione di una prospettiva teorica la cui fertilità è stata, in parte dallo stesso autore, storicamente disattesa. Viene in tal modo a delinearsi il paradigma speculativo della Mitanthropologie (Antropologia del Con), che mira ad offrire una prospettiva innovatrice tanto in relazione al percorso filosofico lowithiano - proponendone un'interpretazione compiuta e complessiva proprio sub specie antropologica - quanto in un orizzonte più ampio che, per il tramite di un'analisi fenomenologica del Miteinandersein ("essere - l'uno - con - l'altro") - ulteriormente arricchita dal confronto con il mondo di maschere pirandelliano, ponga in relazione tale percorso con due significative esperienze che negli stessi anni dello scritto di abilitazione lowithiano muovevano i loro primi passi: il dialogismo di Martin Buber e, soprattutto, l'antropologia filosofica di Scheler, Plessner e Gehlen. Descrizione bibliografica Titolo: Io con tu: Karl Löwith e la possibilità di una Mitanthropologie Collana: Volume 23 di Filosofia e sapere storico Autore: Agostino Cera Editore: Napoli: Guida Editori, 2010 ISBN: 8860426960, 9788860426963 Lunghezza: 431 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Metodo, Architettura del testo, IRM, Feuerbach, Welten, Mitwelt, Freigabe, Kant, Scheler, Heidegger, Kierkegaard, Schmitt, Pirandello, Hegel, Libri Vintage, Fuori catalogo, Monografie, Saggistica, Idealismo tedesco, Antropologia, Storia, Nazismo, Esserci, Etica, Fenomenologia, Opere, Scritti filosofici, Mondo contemporaneo, Altruismo, Individuo, Novecento, Enigma, Dialogik, Philosophie des Geistes, Selbständigkeit, Selbstzwang, Selbstzweck, Sensualismus, Ethik, Kant, Feuerbach, Kierkegaards, Miteinandersein, Deutschen Idealismus, Alter ego, Altruismus, Altruistischen, Verhältnis, Mitwelt, Vexierfrage, Philosophy, Skepticism, Judaism, Nihilism, Metaphysics, German Idealism, Classics, Phenomenology, Works, Philosophical Writings, Contemporary World, Altruism, Individual, Being, Twentieth Century, Nazism, Books Out of print, Libri fuori catalogo, Modernità, History, Anthropology, Modernity Parole e frasi comuni altro interno antropocentrica antropologica approccio assiologia assume autentico Buber Carl Schmitt citazione co-uomo concetto confronto connotare costituisce critica d’essere Dasein decisione antropologia essere umano io Denkweg determinazione dialogo distanza ermeneutica esclusivamente esistenziale essenzialmente fenomeno fenomenologia Feuerbach filosofia fondo formula Gehlen Hegel Heidegger heideggeriana Helmuth Plessner Husserl interpretazione intesa ipseità Kant Karl Löwith Kierkegaard esito l’uno l’uomo löwithiana Martin Heidegger Mensch mente Mitanthropologie Miteinandersein Mitmensch Mitsein Mitwelt modalità momento mondo del Nietzsche ontologico originario paradigma patico Paul Valéry peculiare pensiero peraltro persona Plessner posizione possibilità problema questione radicale rapporto relati relazionale relazione riferimento riflessione rispetto risulta rivela ruolo saggio Scheler Schmitt senso simile skepsis specifico tema tentativo termini Tode ulteriore un’antropologia Welt Zeit
A CURA DI RITA MESSORI PRESENTAZIONE DI HUGO SCHMALE, INTRODUZIONE DI RITA MESSORI LA CITTà DEL SOLE 2002 243 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PARI AL NUOVO. Contiene parte degli atti dei Colloqui zurighesi. Il colloquio come evento, frutto degli incontri zurighesi a carattere seminariale avvenuti a partire dal 1977 con colleghi appartenenti a diversi settori disciplinari, emerge in modo esplicito il senso che la pluralità delle forme espressive in generale e il dialeghesthai in particolare riveste per Grassi. I dialoghi platonici offrono l’occasione di pensare all'atto linguistico in modo nuovo: nel dialogo si realizza un colloquio. Il filosofo è mosso dal convincimento che occorre distinguere il dialogo dal colloquio, al fine di ritrovare il senso autentico di un dialogo non ridotto a monologo scientifico. Soggetti: Filosofia, Saggi, Umanesimo, Meditazioni, Semiotica, Scritti, Colloquio, Semiotik, Gespräch, Einleitung, Monologo, Dialogo, Evento semiotico, Conoscenza, Tragedia, Commedia, Concetti filosofici, Erasmo, Follia, Linguaggio, Identità, Metafora, Nietzsche, Parola, Ungaretti, Heidegger, Idealismo tedesco, Pensiero metaforico, Romanticismo, Critica, Jacob Bohme, Mitologia, Cultura, Vico, Dramma, Prometeo, Rinascimento, Arbeit, Lavoro, Platone, Marx, Storicismo, Storicità, Lichtung, Parousia, Poiesis, Praxis, Hegel, Novalis, Natura, Piacere, Anspruch, Ursprung, Appello, Impulso, deutscher Philosophie, Kunst und Mythos, Humanismus und Marxismus, Parola metaforica, Edizione critica, Zürich Discourses, Retorica, Classical rhetoric, Renaissance Philosophy, Thought, Poetry, Metafisica, Arbeit und Gelassenheit: Zwei Grundformen des Umgangs mit Natur. Zürcher Gespräche, Erfahrung, Mathieu, Metapherein, Studi in memoria, Philosophy, Essays, Humanism, Meditations, Semiotics, Writings, Colloquium, Monologue, Dialogue, Semiotic Event, Knowledge, Tragedy, Comedy, Philosophical Concepts, Erasmus, Language, Identity, Metaphor, Word, German Idealism, Metaphorical Thinking, Romance, Criticism, Mythology, Culture, Drama, Prometheus, Renaissance, Work, Plato, Historicism, Historicity, Nature, Pleasure, Appeal, Impulse, Metaphorical Word, Critical Edition, Rhetoric, Metaphysics, Studies in Memory
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO; MACCHIETTE/INGIALLIMENTO DELLA COPERTINA. RARO. Questa edizione, destinata agli amici dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e curata da Bibliopolis - edizioni di filosofia e scienze, è stata impressa in 1000 esemplari su carta della cartiera del Varone. La stampa è stata eseguita dall'Istituto Grafico Italiano. Napoli, gennaio 1980 INTRODUZIONE. La conferenza su Hegel e l'ermeneutica che Gadamer ha tenuto il 22 aprile 1978 nell'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli e che viene ora pubblicata insieme alle pagine in cui Gadamer ha poi raccolto i risultati della successiva discussione, presenta notevoli aspetti di interesse per delineare gli ultimi sviluppi del suo pensiero e, al tempo stesso, meglio individuarne alcune dimensioni fondamentali come il confronto con i greci e con Hegel e il rapporto con Heidegger. Descrizione bibliografica Titolo: Hegel e l'ermeneutica Titolo originale: Philosophie und Hermeneutik Autore: Hans-Georg Gadamer Introduzione di: Valerio Verra Traduzione di: Giuseppe Dolei ed Enzo Tota Editore: Napoli: Bibliopolis 1980 Lunghezza: 69 pagine; 24 cm Soggetti: Filosofia, Libri rari, Seminari, Lezioni, Conferenze, Corsi, Ermeneutica, Pensiero ermeneutico, Ontologia, Critica, Interpretazione, Verità, Comprensione, Problematica gadameriana, Gianni Vattimo, Pensiero debole, Martin Heidegger, Dialettica, Platone, Hegel, Collezionismo, Saggistica, Filosofia Greca, Cultura tedesca contemporanea, Anni Settanta, Studi filosofici, Pensiero greco, Estetica, Coscienza storica, Fenomenologia, Storicismo, Metodo, Autopresentazione, Aristotele, Kant, Whitehead, Wittgenstein, Wahrheit und Methode, Die Idee Guten zwischen Plato und Aristoteles, Hermeneutischer Zirkel, Dasein, Linguaggio, Idealismo tedesco, Griechische Philosophie, Essere, Metafisica, Scritti critici, Autocoscienza, Logica hegeliana, Spirito storico, Romanticismo, Heidelberg, Lettere, Husserl, Ancient Greek masters, Hermeneutical Studies, Absolute Spirit, Essere e tempo, Assoluto, Forza, Comprensione, Percezione, Mondo capovolto, Wissenschaft der Logik, Parmenide, Natura, Presocratici, Eraclito, Socrate, Scienza moderna, Schelling, Kierkegaard, Nietzsche, Marx, Kojève, Sartre, Ambivalenza, Pensiero hegeliano, Eredità, Religione, Cristianesimo, Esistenza, Spirito assoluto, Sein Und Zeit, Holderlin, Phanomenologie, Fenomenologia trascendentale, Fattualità, Logos, Storia Salvezza, Greci, Heilsgeschichte, Dilthey, Droysen, Ranke, Novecento, Confronti, Contrapposizioni, Sapere assoluto, Mondo antico, Libri Vintage Fuori catalogo, Philosophy, Rare books, Seminars, Lectures, Conferences, Courses, Hermeneutics, Hermeneutic thinking, Ontology, Criticism, Interpretation, Truth, Understanding, Gadamerian problematic, Weak thought, Dialectic, Collecting, Non-fiction, Greek philosophy, Contemporary German culture, Years Seventy, Philosophical studies, Aesthetics, Historical consciousness, Phenomenology, Historicism, Method, Self-presentation, Language, German idealism, Metaphysics, Critical writings, Self-awareness, Hegelian logic, Historical spirit, Romanticism, Letters, Being and time, Strength, Understanding, Perception, Upside down world, Parmenides, Nature, Presocratics, Heraclitus, Socrates, Modern science, Ambivalence, Hegelian thought, Heritage, Religion, Christianity, Existence, Absolute spirit, Transcendental phenomenology, Factuality, History of Salvation, Greeks, Twentieth century, Comparisons, Contrasts, Absolute Knowledge, Ancient World, Books Out of print
LA CITTà DEL SOLE 2001 418 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. INTONSO. Il confronto di Heidegger con la filosofia critica mostra perché l'"analitica esistenziale" di "Essere e tempo" dovesse inevitabilmente svolgersi in un'"ontologia fondamentale". Senza pretese di originalità (vezzo antico del manierismo) questo lavoro si propone di allineare uno degli assi della filosofia di Heidegger al problema metafisico della più classica tradizione razionalista, quello concernente le forme della differenza e del relativo accadimento: la trascendenza, l'estaticità temporale, la libertà individuale nel suo rapporto alla libera necessità dell'essere, l'irriducibile pluralità del linguaggio e dell'evento della politica. Descrizione bibliografica Titolo: L'interpretazione heideggeriana di Kant: sulla disarmonia di verità e differenza Autore: Stefano Maschietti Editore: Bologna: Società editrice il Mulino, 2007 Lunghezza: 238 pagine; 24 cm ISBN: 8815106553, 9788815106551 Collana: Volume 51 di Istituto Italiano per gli Studi Storici Napoli Soggetti: Filosofia, Martin Heidegger, Interpretazione heideggeriana, Immanuel Kant, Etica, Morale, Ontologia, Aporie, Dialettica, Prassi, Spazio-tempo, Dingbuch, Discorso, Verità, Politica, Doxa, Intuitività, Intuizione, Dasein, Esserci, Realtà, Mondo, Visibilità, Intelletto, Libertà, Critica, Ragione, Effettività, Contraddittorietà, Verbo, Hegel, Ottocento, Metafisica, Fenomenologia, Esistenzialismo, Logica trascendentale, Husserl, Determinazione, Fondamento, Descartes, Existenz, Giudizio, Lotze, Philosophie, Logik, Relazione, Conoscenza ontologica, Kantbuch, Ente, Cosale, Emil Lask, Paul Natorp, Metaphysik, Ragion pura, Metaphysik, Finitezza essenziale, Neokantismo, Voraussetzung, Soggettività del soggetto, Sein und Zeit, Bildung, Totalità, Pareyson, Saggi, Libri fuori catalogo, Bibliografia, Riferimento, Philosophy, Heideggerian interpretation, Ethics, Moral, Ontology, Aporias, Dialectics, Practices, Space-time, Speech, Truth, Politics, Intuitiveness, Intuition, Be there, Reality, World, Visibility, Intellect, Freedom, Criticism, Reason, Effectiveness, Contradictory, Verb, 19th century, Metaphysics, Phenomenology, Existentialism, Transcendental Logic, Determination, Foundation, Judgment, Relation, Ontological Knowledge, Entity, Pure Reason, Essential Finiteness, Subjectivity of the Subject, Totality, Essays, Books Out of print, Bibliography, Reference
prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che mima una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l'impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo globale. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l'autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un'articolata ricostruzione dell'itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente fedele al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l'uomo totale, l'uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l'ermeneutica critica lukácciana, l'equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l'immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l'autore non rinuncia a verificare di volta in volta l'irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell'opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un'operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e peculiare costante in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo' di ragione interna l'opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ragione stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell'operato di György Lukács. Tattica e etica, «fermezza e flessibilità», per l'appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell'esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l'asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell'antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l'autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ragione etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell'uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – si dà, si impone a titolo di superamento d'ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. È in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l'«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l'andamento ideologico, l'ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l'autore riconosce il valore d'insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l'eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. È qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un'autentica consapevolezza democratica. Descrizione bibliografica Titolo: György Lukács filosofo autonomo Autore: Tibor Szabó (Thibor Szabo) Prefazione di: Lelio La Porta Appendice: György Lukács: Testamento politico, tradotto da: Antonio Infranca Editore: Napoli: La Città del Sole, Dicembre 2005 Edizione, 2, Seconda Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 311 pagine; 23 cm ISBN: 8882922987, 9788882922986 Collana: Volume 117 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Esistenzialismo, Positivismo, Marxismo, Saggistica, Critica, Novecento, Pensiero filosofico, Opere generali, 1885-1971, Ricerca sociologica, Estetica, Ungheria, Protomarxismo, Anni Venti, Bucharin, Merleau-Ponty, Simone de Beauvoir, Sartre, Conversazioni, Ontologia, Umanesimo esistenzialista, Realismo, Espressionismo, Avanguardie letterarie, Distruzione della ragione, Teorie, Heidegger, Antropologia, Stalinismo, Dogmatismo, Scuola di Budapest, Ideologie, Morale, Antonio Gramsci, Testamento politico, Totalitarismo, Democrazia, Bibliografia, filozófus, Politikai filozófiája, Lukács és a modernitás. Lukács az európai gondolkodás történetében, Philosophy, Existentialism, Positivism, Marxism, Essays, Criticism, Twentieth Century, Philosophical Thinking, General Works, Sociological Research, Aesthetics, Hungary, Protomarxism, Twenties, Conversations, Ontology, existentialist Humanism, Realism, Expressionism, Literary Avant-gardes, Destruction of Reason, Theories, Anthropology, Stalinism, Dogmatism, Budapest School, Ideologies, Morals, Political Testament, Totalitarianism, Democracy, Bibliography, Libri Vintage Fuori catalogo, Avanguardie, Russia, unione Sovietica, Bolscevismo, Bucharin, Anni Venti, Estetica, Dogmatismo, Ideologie politiche, Scritti giovanili, Democrazia, Concezione dell'uomo, Scuola di Budapest, Rosa Luxemburg, Imre Nagy, Rakosi, Kadar, Romania, Rudas, Partito comunista, Bela Fogarasi, Fascismo, Thomas Mann, Kafka, Musil, Joyce, Weimar, Stalin, Out of print books, Avant-gardes, Bolshevism, Twenties, Aesthetics, Dogmatism, Political ideologies, Youth writings, Democracy, Man's conception, Communist Party, Fascism
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Gli scritti raccolti nel volume rappresentano gli ultimi esiti di un pensiero che ha animato il dibattito filosofico europeo di fine Ottocento e fecondato in alcune delle sue più rilevanti prospettive (dalla filosofia della vita all'ontologia heideggeriana) la filosofia del Novecento. Nella storia filosofica, infatti, ciò che si mantiene costante è la funzione della filosofia, la sua capacità di organizzare in modo funzionale alle varie epoche la totalità dei rapporti umani con la vita. Informazioni bibliografiche Titolo: La dottrina delle visioni del mondo. Trattati sulla filosofia della filosofia Autore: Wilhelm Dilthey Curatore: Giancarlo Magnano San Lio Introduzione di: Giuseppe Cacciatore Editore: Napoli: Guida Editori, 1998 Collana: Volume 46 di Micromegas ISBN: 8871882989, 9788871882987 Lunghezza: 404 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Storicismo, Kant, Schleiermacher, Religione, Fondazione storica e psicologica, Schelling, Ontologia, Heidegger, Filosofi tedeschi del XIX secolo, Scienze umane, Psicologia, Opere generali, Ermeneutica, Weltanschauungs-philosophie, Human Sciences, Writings, Philosophy of history, Hermeneutics, Scienze umane, Geisteswissenschaften, Libri Vintage, Fuori catalogo, Saggi, Critica storica, Ragione, Die Entstehung der Hermeneutik, Bernard Groethuysen, Philosophy, Historicism, Religion, Historical and Psychological Foundation, Ontology, 19th Century German Philosophers, Human Sciences, Psychology, General Works, Hermeneutics, Out of print Books, Essays, Historical Criticism, Reason Parole e frasi comuni antinomie Aristotele caratteristica cattolicesimo comprensione concetti concettuale concezione condizioni connessione mondo conoscenza contenuto contraddizione coscienza storica costituiscono Democrito determinato diltheyana disposizione vitale divinità dottrina Eraclito esperienze fondamentale fondamento fondazione forma forza funzione Geisteswissenschaften gnoseologica Gottinga greca Hegel intellettuale intuizioni Kant idealismo Leibniz logica medesimo metodo molteplicità monismo natura naturale panteismo pensiero Philosophie Platone positivismo principio problemi processo Protagora psichica psicologia analitica rappresentazione realtà reciprocamente relazione religione religioso Schelling scienze dello spirito empiriche sensibile sensismo separazione sistema metafisico sistematica sistemi filosofici soluzione Spinoza spirito spirituale stoicismo teleologica teoria totalità tramite trascendente universale visione del mondo volontà Weltanschauungslehre Wilhelm
xxiii + 620pp., dans la série "Cours de philosophie" vol.II, 6ème éd.revue, br., peu de rousseurs, bon état
Biblioteca di cultura filosofica 10 - Dedica - Prefazione - Premessa - Capitoli: I.- XVIII. - Bibliografia - Indice analitico - Indice dei nomi 1 21,5x15,5 cm., in brossura, pp. 451 (2), non refilate, prima edizione italiana, leggere abrasioni margini esterni con piccole mamcanze agli angoli, margini prime pagine un po' fragili, normali segni del tempo, pi? accentuati in esterno, buon esemplare.
235pp., some foxing, else VG, [text in latin]
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Lungo il corso della storia dell’Occidente, dalle pagine di Aristotele incluse nell’Etica Nicomachea’ fino agli scritti di Lubbock e Russel, sono apparsi numerosi trattati sul tema della felicità. Essi non analizzano, tuttavia, la felicità in sé, ma i modi per raggiungerla. Questo libro cerca, invece, di presentare il fenomeno della felicità nella sua totalità, vale a dire nei suoi molteplici aspetti filosofici, linguistici, sociali ed etici. Esso vorrebbe essere quel libro che nel Medioevo non è stato mai scritto, ma che sarebbe stato certamente chiamato Summa de beatitudine. Le opinioni dei filosofi e degli studiosi si uniscono, infatti, in questo volume alle speculazioni degli scrittori religiosi e sociali, alle affermazioni dei moralisti, gli aforismi dei saggisti, alle immagini dei poeti, alle percezioni dei romanzieri ed anche alla saggezza popolare distillata nei proverbi, nelle favole e nelle leggende. Uno dei risultati di questa rigorosa indagine è che l’irraggiungibilità della felicità è in gran parte un errore scaturito dai molteplici significati dati alla parola e che la felicità non è più lontana dalla condizione media dell’uomo di quanto lo sia l’infelicità. «Come ha detto Epicuro - ricorda Tatarkiewicz - una delle ragioni per cui la gente non è felice è il fatto che si immagina di non poterlo essere». Wladyslaw Tatarkiewicz, critico e filosofo tra i più significativi della cultura polacca contemporanea, si è formato a Parigi e a Zurigo, insegnando successivamente all’Università di Varsavia. La Storia della filosofia e un'ampia Storia dell’estetica costituiscono gli elementi di riferimento fondamentali di una produzione vasta e varia nei suoi interessi. Informazioni bibliografiche Titolo: Analisi della felicità Titolo originale: Analysis of Happiness (Polish: O Szczęściu [On Happiness,) Autore: Wladyslaw Tatarkiewicz Traduzione dall'inglese di: Sandro Melani Editore: Napoli: Guida Editori, 1985 Collana: Volume 98 di Esperienze ISBN: 8870428893, 9788870428896 Lunghezza: 392 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Metafisica, Ontologia, Esistenzialismo, Jean Paul Pascal, Washburn, Epicureismo, Epicuro, Toland, Balzac, Dolore, Berdajev, Cultura polacca, Estetica, Etica, Lubbock, Beatitudine, Romanzieri, Storia, Medioevo, Filosofia antica greca e romana, Favole, Aforismi, Scrittori religiosi, Sociali, Linguistica, Poesia, Morale, Leggende, Sofferenza, Piaceri, Tempo, Umanità, Utopia, Edonismo, Eudemonismo, Filosofi polacchi, Polonia, Writers from Warsaw, Polish philosophers, Libri Vintage Fuori catalogo, Saggi, Psicologia, De Beata Vita, St. Augustine, Christian tradition, Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino, Summae, Teologia, Nicomachean Ethics, Aristotele, Aristotle, Middle Ages, St. Thomas, Age of Reason, Le Temple du bonheur, Pleasure, Philosophy, Metaphysics, Ontology, Existentialism, Epicureanism, Epicurus, Pain, Polish Culture, Aesthetics, Ethics, Bliss, Novelists, History, Ancient Greek and Roman Philosophy, Fables, Aphorisms, Religious Writers, Social, Linguistics, Poetry, Morals, Legends, Suffering, Pleasures, Time, Humanity, Hedonism, Eudemonism, Books out of print, Essays, Psychology Indice Introduzione Quattro nozioni di felicità Definizione di felicità Il concetto di felicità nel corso del tempo Il piacere e la felicità La felicità e l'infelicità I piaceri Le sofferenze I piccoli piaceri La felicità reale e la felicità prevista La felicità e la salute mentale La felicità e il mondo La felicità e il tempo Gli ostacoli alla felicità I fattori della felicità Le fonti della felicità Il carattere e la felicità Regole negative per la felicità Regole positive per la felicità La possibilità di raggiungere la felicità La sfiducia nella felicità La felicità utopistica La ricerca della felicità L'edonismo e l’eudemonismo Il diritto e il dovere di essere felici Parole e frasi comuni Aldous Huxley Aristippo Aristotele base Bentham Bertrand Russell bisogno bonheur caso ciclotimici circostanze città completa concetto condizioni considerazione felicità coscienza delizia uomo desideri dolore edonismo edonistica effetti emotivo emozioni Epicuro Epitteto esperienza Etica Nicomachea eventi umana filosofi fisica fonte Fontenelle forme intrattenimento futuro gente George Eliot gioco gioia Helvetius infelice intensa edonismo infelicità lavoro momento mondo morale natura opinione ostacoli passato paura pensare pensatori pensiero periodo persone pessimismo piacere piaceri piacevole polacco psicologico realtà reazione regole salute mentale Schopenhauer scopo scritto Seneca sensazioni senso sociale soddisfatti soddisfazione sofferenza Stendhal Stoici teoria uomo Utopie valore vivere XIX XVIII secolo
GUIDA 1985 392 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ANCORA NEL CELLOPHANE EDITORIALE Lungo il corso della storia dell’Occidente, dalle pagine di Aristotele incluse nell’Etica Nicomachea’ fino agli scritti di Lubbock e Russel, sono apparsi numerosi trattati sul tema della felicità. Essi non analizzano, tuttavia, la felicità in sé, ma i modi per raggiungerla. Questo libro cerca, invece, di presentare il fenomeno della felicità nella sua totalità, vale a dire nei suoi molteplici aspetti filosofici, linguistici, sociali ed etici. Esso vorrebbe essere quel libro che nel Medioevo non è stato mai scritto, ma che sarebbe stato certamente chiamato ’Summa de beatitudine’. Le opinioni dei filosofi e degli studiosi si uniscono, infatti, in questo volume alle speculazioni degli scrittori religiosi e sociali, alle affermazioni dei moralisti, gli aforismi dei saggisti, alle immagini dei poeti, alle percezioni dei romanzieri ed anche alla saggezza popolare distillata nei proverbi, nelle favole e nelle leggende. Uno dei risultati di questa rigorosa indagine è che l’irrangiungibilità della felicità è in gran parte un errore scaturito dai molteplici significati dati alla parola e che la felicità non è più lontana dalla condizione media dell’uomo di quanto lo sia l’infelicità. «Come ha detto Epicuro - ricorda Tatarkiewicz - una delle ragioni per cui la gente non è felice è il fatto che si immagina di non poterlo essere». Wladyslaw Tatarkiewicz, critico e filosofo tra i più significativi della cultura polacca contemporanea, si è formato a Parigi e a Zurigo, insegnando successivamente all’Università di Varsavia. La ’Storia della filosofia’ e un’ampia ’Storia dell’estetica’ costituiscono gli elementi di riferimento fondamentali di una produzione vasta e varia nei suoi interessi. Indice Introduzione Capitolo primo - Quattro nozioni di felicità Capitolo secondo - Definizione di felicità Capitolo terzo - Il concetto di felicità nel corso del tempo Capitolo quinto - Il piacere e la felicità Capitolo sesto - La felicità e l’infelicità Capitolo settimo - I piaceri Capitolo ottavo - Le sofferenze Capitolo nono - I piccoli piaceri Capitolo decimo - La felicità reale e la felicità prevista Capitolo undicesimo - La felicità e la salute mentale Capitolo dodicesimo - La felicità e il mondo Capitolo tredicesimo - La felicità e il tempo Capitolo quattordicesimo - Gli ostacoli alla felicità Capitolo quindicesimo - I fattori della felicità Capitolo sedicesimo - Le fonti della felicità Capitolo diciassettesimo - Il carattere e la felicità Capitolo diciottesimo - Regole negative per la felicità Capitolo diciannovesimo - Regole positive per la felicità Capitolo ventesimo - La possibilità di raggiungere la felicità Capitolo ventunesimo - La sfiducia nella felicità Capitolo ventiduesimo - La felicità utopistica Capitolo ventitreesimo - La ricerca della felicità Capitolo ventiquattresimo - L’edonismo e l’eudemonismo Capitolo venticinquesimo - Il diritto e il dovere di essere felici Parole e frasi comuni alcuni Aldous Huxley altre Aristippo Aristotele base Bentham Bertrand Russell bisogno bonheur buona caso certo ciclotimici circostanze cità completa concetto di felicità condizioni considerazione contribuiscono alla felicità coscienza delizia dell'uomo desideri diventadiverse dolore dovrebbe edonismo edonistica effetti emotivo emozioni Epicuro Epitteto esiste esperienza Etica Nicomachea eventi feli felicità umana filosofi fisica fonte di felicità Fontenelle forme di intrattenimento futuro gente George Eliot gioco gioiaHelvetius importante infelice intensa l'edonismo l'infelicità l'uomo lavoro licità maggior mente momento mondo morale natura necessario nessuna opinione ostacoli alla felicità passato paura pensare pensatori pensiero periodo persone pessimismo piacere piaceripiacevole polacco possibile possono presente propria felicità provare psicologico raggiungere la felicità realtà reazione regole rienza salute mentale Schopenhauer scopo scritto sembra Seneca sensazioni senso sente siamo sociale soddi soddisfatti della propria soddisfazione sofferenza soltanto sostenuto spesso Stendhal Stoici teoria uomo Utopie valore vivere XIX secolo XVIII secolo
br. Sulla base del presupposto unanimemente riconosciuto che la metafisica, quale che sia il suo valore, ha avuto una storia, il volume individua i momenti salienti di quest'ultima in alcuni grandi filosofie correnti di pensiero: Platone, Aristotele, il platonismo antico, la metafisica arabo-islamica, Tommaso d'Aquino, Duns Scoto, Suárez, Cartesio, Kant, Hegel, Rosmini, Heidegger, il neotomismo, la filosofia analitica. Ne risulta una storia equilibrata, ricca e coinvolgente, forse unica nel suo genere, di indubbio interesse per chiunque si occupi di filosofia.
PAUL BERNARD GRENET ONTOLOGIA. , PAIDEIA EDITRICE BRESCIA 1967, Volume in copertina morbida cartonata, normali e fisioligici segni del tempo. Gli. interni si presentano poco consultati, pagine ingiallite con lieve accentuazione ai margini, non si notano segni o marcature, tagli regolari, ingialliti, rilegatura integra. Nella Collana Corso di Filosofia Tomista, in appendice Enzo Maccagnolo con note sull'ontologia in Italia. Traduzione a cura delle Benedettine del Monastero Santa Scolastica. Buono (Good) . <br> <br> <br> 407<br>
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Ce volume, sous le titre de "Kant et les Lumières européennes", réunit un ensemble de travaux dont les auteurs sont des spécialistes reconnus de la recherche kantienne de langue française et de langue italienne. Ces travaux sont présentés selon quatre perspectives principales dans le double éclairage de la pensée kantienne et des Lumières européennes. La présence de l'Europe des Lumières est d'abord analysée à l'intérieur même de la pensée de Kant. Puis plusieurs articles s'attachent ensuite, sur le même thème, aux relations de voisinage: Kant et Wolff, Shaftesbury, Rousseau, Jacobi, Reinhold, Herder. D'autres ont choisi de privilégier un aspect de la philosophie kantienne dans son rapport avec les Lumières: l'esthétique, la religion, le droit, la pensée politique, la science, en leurs progrès éclairés. Enfin l'actualité de la pensée kantienne au XXe siècle a suscité des études sur Husserl, Cassirer, Heidegger et Foucault. Il s'agit là d'une contribution majeure à l'analyse des rapports complexes que Kant a entretenus avec son temps et de l'écho de sa pensée chez quelques philosophes contemporains. Descrizione bibliografica Titolo: Kant et les Lumières européennes. Actes du 7e Congrès de la Societé d'Études Kantiennes de Langue Française (Naples, 20-22 octobre 2005). Publiés sous la direction de Lorenzo Bianchi, Jean Ferrari et Alberto Postigliola Titolo originale: Kant e l'Illuminismo europeo. Atti del 7° Congresso della Società di studi kantiani di lingua francese (Napoli, 20-22 ottobre 2005) Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatori: Lorenzo Bianchi, Jean Ferrari, Alberto Postigliola Collaboratore: Università degli studi di Napoli "L'Orientale" Editore: Napoli: Liguori, 2009 Lunghezza: 373 pagine; 23 cm ISBN: 8820740974, 9788820740979 Collana: Volume 7 di Actes du ... congrès de la Société d'Etudes Kantiennes Langue: Française, Italienne Lingua: Francese, Italiano Language: French, Italian Soggetti: Libri universitari, Filosofia occidentale moderna, Illuminismo, Saggi, Convegni internazionali, Seminari, Studi culturali, Francia, Immanuel Kant, Europa, Settecento, Rivoluzione francese, Le siècle des Lumières, Baruch Spinoza, Denis Diderot, Pierre Bayle, Isaac Newton, Aufklarung, Germania, Italia, Critique de la raison pure, Critica della ragion pura, Bestimmung des Menschen, Meilleur des mondes, Migliore dei mondi, Dibattito settecentesco tra monadisti e antimonadisti, Methode scientifique, Christian Wolff, Education de l'humanite, Pedagogia, Educazione, Modernità, Umanità, Scienza, Medicina, Mill, Estetica, Herder, Philosophie de l'histoire, Storia, Histoire universelle, Foucault, Rousseau, Cassirer, Fiat iustitia. Pereat mundus, Saint-Pierre, Critique kantienne, Droit rationnel, Droit positif, Diritto naturale, Positivo, Science et sagesse, Morale, Politique, Etica, Politica, Mouvement spiritiste, Giobbe, Problema, Teodicea, Teologia, Luminescences, Génie esthétique, Preuve physico-théologique, Eudemonismo, Révolution française, Ontologia, Conoscenza, University books, Modern Western philosophy, Enlightenment, Essays, International conferences, Seminars, Cultural studies, France, Europe, Eighteenth century, French Revolution, Germany, Italy, Criticism of pure reason, Best of all worlds, Eighteenth-century debate between monadists and antimonadists, Scientific method , Century of Enlightenment, Pedagogy, Education, Modernity, Humanity, Science, Medicine, Aesthetics, History, Natural Law, Positive, Ethics, Politics, Spiritual Movements, Job, Problem, Theodicy, Theology, Luminescences, Eudemonism, Ontology, Knowledge, Bibliotheque D'Histoire de la Philosophie Parole e frasi comuni Anthropologie Bestimmung des Menschen Cassirer concept Conflit des facultés connaissance criticisme critique débat définit devoir Dieu diffusion des Lumières doit esthétique éthique faculté de juger finalité Foucault génie Hegel Herder historique hommes humaine Husserl Hutcheson idées Immanuel Kant intellectuelle juridique Kant appelle kantienne l'espèce l'esprit l'état l'histoire l'homme l'humanité l'idée l'individu usage public Leibniz liberté de penser limites loi du talion lui-même maxime Mendelssohn Métaphysique des mœurs monadi monde Moses Mendelssohn nature ontologique paix perpétuelle peuple philosophie piétiste Pléiade politique position possible préjugé preuve physico-théologique principe problème processus progrès propre può question ragione raison pratique raison pure rapport rationnel réalisation Reinhold religion révolution Rousseau sagesse sapere savoir science sens Shaftesbury siècle des Lumières signifie social souverain stato sujet système téléologie teodicea texte théorie transcendantale universelle VIII volonté Vrin Wolff XVIIIe siècle YAufklàrung Ont collaboré à ce volume: Vincenzo BOCHICCHIO, Antonio CARRANO, Clara CARVAJAL, José CASTAING, Monique CASTILLO, Souad CHAHERLY HARRAR, Marius DUMITRESCU, Petre DUMITRESCU, Eliane ESCOUBAS, Jean FERRARI, Laurent GALLOIS, Brigitte GEONGET, Sophie GRAPOTTE, Salah HADJI, Peter KOENIG, Giuseppe LANDOLFI PETRONE, Dimitri LANG, Luc LANGLOIS, Jean LECLERCQ, Mai LEQUAN, Danielle LORIES, François MARTY, Nicolas MONSEU, Marceline MORAIS, Chantal MOUBACHIR-GENIN, Mohamed MZOUGHI, Kisito OWONA, Arnaud PELLETIER, Thérèse PENTZOPOULOU-VALALAS, Claude PICHE, Georges PIERI, Lucia PROCURANTI, Giulio RAIO, Patricia REHM, Derek ROBBINS, Margit RUFFING, Gerhard SEEL, Jean SEIDENGART, Ricardo TERRA, Robert THEIS, Paola VASCONI, Patricia VERDEAU Lorenzo Bianchi si è laureato all'Università degli studi di Milano ed è professore ordinario di Storia della filosofia dal Rinascimento all'Illuminismo presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Ha studiato la cultura filosofica dal XVI al XVIII secolo e le relazioni tra Rinascimento italiano e “libertinage érudit”; collabora all'edizione critica delle Oeuvres complètes di Montesquieu. Ha curato la traduzione italiana del Progetto di un dizionario critico di Pierre Bayle (Napoli 1987) e i volumi delle opere di Voltaire apparsi nei “Classici” Feltrinelli (Milano 1994-2003). È autore di Tradizione libertina e critica storica (Milano 1988) e di Rinascimento e libertinismo (Napoli 1996); ha curato, tra gli altri, i volumi L’idea di cosmopolitismo: circolazione e metamorfosi (Napoli 2002), Natura e storia (Napoli 2005), Etica e progresso (Napoli 2007), Dopo Machiavelli / Après Machiavel (con A. Postigliola, Napoli 2008), Kant et les Lumières européennes (con J. Ferrari e A. Postigliola, Napoli-Paris 2009), L’umanesimo scientifico dal Rinascimento all'Illuminismo (con G. Paganini, Napoli 2010). Alberto Postigliola Laureato in filosofia all'Università La Sapienza di Roma, è stato prima ricercatore presso il Centro per il Lessico intellettuale europeo del CNR (Roma), poi docente di discipline filosofiche all'Università degli studi di Bologna e quindi all'Università degli studi di Napoli L'Orientale, dove è professore ordinario di Storia della filosofia.
LA CITTÀ DEL SOLE 2002 360 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO Soggetti: Etica e filosofia morale, Universalismo y neoaristotelismo en la etica contemporanea, ética, teoría política, Immanuel Kant, Philosophy, Filosofía latinoamericana, Multiculturalismo, Filósofos de Argentina, Saggi, relativismo, justicia, Morale, Azioni, Universalizzazione, Norme, Giudizio, Linguaggio normativo, Ragionamento, Criteri formali, Semantica, R.M. Hare, M.G. Singer, J. Habermas, J. Rawls, Costruttivismo, Dialogo, Regole, obligaciones, acción social y política, universalización, Democrazia, Ethics, Cittadinanza, Identità, Autonomia, Coscienza, Politica, Bibliografia
In-8°, legatura in brossura editoriale con tit. in rosso e nero, pp. 160(2); con una tav. fotografica in antiporta. Giuseppe MASI (Firenze, 1915 - Bologna, 2007) è stato uno scrittore, filosofo e poeta italiano. È stato professore incaricato di Storia della filosofia antica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna. Questa è la sua prima opera filosofica di rilievo. Fioriture e leggere abrasioni alla brossura; buono all'interno, sebbene leggermente brunito.
br. Con "L'essere e l'evento" (1988) Alain Badiou pone le fondamenta concettuali del suo sistema filosofico, che troverà il suo completamento in "Logiques des mondes" (2006) e ne "L'immanence des vérités". Attraverso un utilizzo originale della matematica postcantoriana, della psicoanalisi, dell'arte e della politica novecentesche, il filosofo francese intende affermare la possibilità della filosofia all'interno di un presente che non ha mai smesso di annunciarne la fine. Essere, evento, verità, procedura generica costituiscono allora gli strumenti principali con cui Badiou ripensa i concetti cardine della storia della filosofia e sviluppa un'ontologia del molteplice capace di delineare una nuova teoria del soggetto.
LUDWIG FEUERBACH PIERRE BAYLE UN CONTRIBUTO ALLA STORIA DELLA FILOSOFIA E DELL'UMANITà TRADUZIONE E CURA DI MARIA LUISA BARBERA LA CITTà DEL SOLE 2009 373 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO Tutta la letteratura sul "Pierre Bayle" di Feuerbach si aggira intorno a una convinzione: che vi prevalgano aspetti da un lato polemici e dall'altro psicologici, a scapito di un discorso teoretico e comunque filosofico. Ma ridurre il Bayle a un manifesto ideologico o/e a un "diario intimo" è possibile solo se l'opera è riassunta o antologizzata. Per cogliere un altro e più filosofico senso del Bayle bisogna, quindi, vedere l'opera nel suo insieme e soprattutto nel testo della prima edizione (è proprio quello che fa questa traduzione), perché solo cosi si possono cogliere le indicazioni per capirla che l'autore vi ha disseminato. Questa traduzione del Pierre Bayle di Feuerbach, la prima in assoluto dell'opera nella sua interezza, contribuisce a confermare - anche grazie alle indicazioni di lettura contenute nella presentazione della curatrice l'immagine di un Feuerbach - filosofo della nonviolenza, che una lettura episodica e parziale dell'opera sembrerebbe invece sconfessare. Con questo lavoro, infatti, si colma una lacuna (le altre opere maggiori del filosofo tedesco sono tutte tradotte in italiano), ma si facilita nello stesso tempo, a chiunque sia interessato ai temi posti dalla conflittualità, non solo agli studiosi, l'accesso a un libro, in questi senso, straordinario. La curatrice del volume, Maria Luisa Barbera, insegna Storia della Storiografia filosofica all'Università di Siena. Nell'ambito della filosofia sette-ottocentesca, che ha particolarmente curato, si è sempre dilettata di studiare i filosofi visti dai filosofi.