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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. MAI SFOGLIATO, LIEVI FIORITURE SPARSE. Descrizione bibliografica Titolo: Marcel Mauss e il pensiero dell'origine Autore: Mariapaola Fimiani Editore: Napoli: Guida Editori, 1984 Lunghezza: 182 pagine; 22 cm ISBN: 887042345X, 9788870423457 Collana: Volume 112 di Esperienze. Epistemologia antropologica Soggetti: Antropologia, Saggi, Filosofia, Politica e società, Critica post-modernista, Ontologia, Sociologia, Maschera, Corpo, Action socialiste, Tempo evolutivo, Reversibile, Inconscio, Fenomeni, Significante flottante, Bibliografia, sacrificio, scambio del dono, Storia delle religioni, Émile Durkheim, Jean Jaurès, Henri Hubert, do ut des, Edward Burnett Tylor, ricerche etnografiche, rituale potlach, Franz Boas, Kula, Bronislaw Malinowski, Le suicide, sacrifice, théorie générale de la magie, psychologie, sociologie, Essai sur le don Parole e frasi comuni Alcan Année sociologique Antoine Meillet antropologia Appréciation sociologique arcaico astratta Bataille categoria causalità civilisation Claude Lévi-Strauss collettiva complesso comune concreto conoscenza coscienza costituisce critica definito Mauss divisions dono Durkheim elementi Emile Durkheim ermeneutica Esquisse etnologia evolutivo evoluzionismo fenomeni filosofia forme formes forza Frazer funzione gruppo inconscia collettiva individuale Intervention Introduction istituzioni KARADY L'Anthropologie l'Esquisse l'Essai Lévi-Strauss Lévy-Bruhl linguaggio linguistica logica magia Manuel ethnographie méme metafisica metodo morale movimento nessi nozione Oeuvres ontologica Paris pensiero potlatch pratica Préface des Mélanges prière primitive principio problema produce proprietà psichico psicoanalisi psicologia pura rappresentazione razionale realtà reciprocità religione religioso Revue ricerca rito magico rituale Robert Hertz sacro sapere magico scambio scienza semiologica semiosi senso sintesi sistema sociale totale società sociétés sociologie sociologique du bolchevisme soggetto storia storica struttura strutturale suite d'une communication sur le don tecnica teoria teorico totemiche valore Wittgenstein
GUIDA 1999 158 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Edmund Husserl e Wilhelm Dilthey: due figure centrali dello scenario filosofico contemporaneo, sostenitori di due posizioni - quella fenomenologica e quella storicistica - solo apparentemente distanti fra loro. Con un’ermeneutica testuale particolarmente circoscritta, questo libro mette a confronto i due pensatori in forma immanente, sintetica e non-storiografica, sostenendo la tesi che la questione della storia non sia secondaria in Husserl e che la prospettiva fenomenologica non si estranea a Dilthey. Molti interpreti hanno ritenuto che il problema della storia non abbia trovato posto nella fenomenologia husserliana, perché la sua presenza avrebbe scardinato la struttura eidetico-trascendentale. Renato Cristin chiarisce qui questo equivoco che, insieme ad alcuni malintesi della critica, è di ostacolo a una più precisa comprensione del pensiero di Husserl. Al tempo stesso viene mostrato viene mostrato come Dilthey, nel legame con la critica kantiana della ragione e nel ’’principio di fenomenicità’’, utilizzi, nella sua ultima fase, alcuni elementi caratteristici del mondo fenomenologico. Renato Cristin (1958) è docente di Ermeneutica filosofica all’Università di Trieste. Ha curato l’edizione italiana di opere di Husserl, Heidegger, Gadamer. Ha inoltre pubblicato: ’Heidegger e Leibniz’ (Milano 1990); ’Phänomenologie in Italien’ (Würzburg 1995); ’Europa al plurale. Filosofia e politica per l’unità europea’ (Venezia 1997); ’Razón y subjetividad. Después del postmoderno’ (Buenos Aires 1998); ’La fenomenologia e l’Europa’ (Napoli 1998); ’Fenomenologia’ (Milano 1999) Indice: Premessa: Gli equivoci dell’interpretazione Fenomeno storia I. SCenario II. La critica di Husserl allo storicismo - Storia e filosofia rigorosa - Relativismo come relazionismo III. L’esperienza della storicità. La nozione di Erlebnis tra principio di fenomenicità e coscienza trascendentale - Heidegger. La piega ontologica della storicità - La psicologia e il principio di fenomenicità - L’Erlebnis e la storia IV. Il mondo-della-vita come mondo storico - L’intersoggettività come fenomeno della comprensione storica - Il mondo-della-vita come oggetto della comprensione fenomenologica - a) Il mondo come vita e come storia - b) Dilthey: vita e mondo storico - c) La storicità come orizzonte fluente Appendice - E. Husserl, Lettera a Dietrich Mahnke del 26 dicembre 1927 - E. Husserl, Per un confronto con Dilthey - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 3 agosto 1929 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 16 novembre 1930 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 27 novembre 1930 - E. Husserl, Riflessione sul nostro metodo di considerare la storia Indice dei nomi Parole e frasi comuni base comprendere comprensione comunità concetto concettuale concezione conoscenza coscienza costituisce critica della ragione Dasein definire dell'esistenza dell'esperienza dell'essere Den Haag Dilthey diltheyana Edmund Husserl eidetica Erlebnis ermeneutico esperienze viventi esplicitamente essenze essenziale fattuale fenome fenomenologia trascendentale filosofia flusso fondamentale fondazione fondo Gadamer Heidegger Husserl Husserliana vol Ibid Ideen individuale infatti intenzionale interpretazione intersoggettiva intesa Kant Krisis l'Erlebnis l'esperienza Lebenswelt Leibniz Lettera Mahnke Meditazioni cartesiane menologia metafìsica metodo fenomenologico metodologica Misch monade mondo storico mondo-della-vita nomenologica nozione nuovo ontologica pertanto Phanomenologie Plan der Fortsetzung posizione possiamo possibilità principio di fenomenicità problema proprio prospettiva psichica psicologia punto di vista radicale ragione storica rapporto rappresenta realizza realtà relativismo relatività relazione Ricerche logiche rienza riflessione ruolo scientifica scienza rigorosa scienza storica scienze dello spirito senso serliana significa sione soggettività trascendentale soltanto spirituale storia storico-ermeneutico struttura sviluppo teleologia tematica temporale teoria trad universale viene Weltanschauung Yorck
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Come devo vivere per vivere bene? Si può parlare di una identità morale degli individui? Qual è il suo statuto teorico? È possibile considerare l'individualità particolare come fonte di una normativa avente valore etico? Il saggio, riallacciandosi a una discussione filosofica aperta negli anni Settanta da Bernard Williams, affronta queste fondamentali questioni e mostra come, proprio attraverso il confronto filosofico con esse, si costituisca per la ricerca etica un campo libero dalle pesanti ipoteche che giungono alla "morale pura". Dopo la morte di Dio il sé è sopravvissuto come molteplicità frammentaria e orridamente casuale di accadimenti il cui valore prospettico non necessariamente deve essere trasceso nel progetto che comprende il sé come forma unitaria dell'accadere autenticamente fornita di valore, Rispetto alle categorie aristoteliche, kantiane e hegeliane per lo più utilizzate per una interpretazione dell'essere del sé in grado di pensare una architettonica normativa degli accadimenti singoli, l'ingegnosa logica poetica, elaborata da Giambattista Vico, sembra in grado di offrire una possibilità di soluzione non costitutivamente armonicistica al problema di elaborare una rinnovata ontologia della vita intesa come orizzonte della norma dell'etica individuale. Quali sono i caratteri di quel linguaggio che Vico chiama diversiloquio e come deve intendersi il suo vocabolario normativo perché si dia un'etica individuale non strutturalmente armonicistica che pensi insieme la prospetticità dell'accadere singolo e il valore? Può una ontologia individuale della vita, pensata in quanto interpretazione poetico-fantastica dell'accadere frammentario e casuale, offrire la possibilità di accedere a una comprensione dell'essere del sé che permette di articolare la disarmonia e il conflitto originari? E come opera il sapere poetico-fantastico per costituire forme individuali di unità del fattuale accadere irriducibilmente molteplice e in sé prive di ordine normativamente valido? Descrizione bibliografica Titolo: Elementi di etica individuale Autore: Vanna Gessa-Kurotschka Editore: Napoli: Guida Editori, 1999 Lunghezza: 118 pagine; 21 cm ISBN: 8871882725, 9788871882727 Collana: Volume 3 di Filosofia e sapere storico Soggetti: Filosofia morale, Etica, Antropologia filosofica, Saggi, Morte di Dio, Giambattista Vico, Ontologia, Logica poetica, Diversiloquio, Linguaggio, Vita buona, Orrida casualità, Conoscenza, Comprensione, Fantastico, Valori morali, Individualismo, Anima, Destino, Obblighi, Doveri, Dovere morale, Conflitti, Soggettivismo, Autocomprensione, Aristotele, Nietzsche, Etica Nicomachea, Ben vivere, Utilitarismo, Egoismo, Critica, Bibliografia, Libri fuori catalogo, Morality, Genealogy, Martha Nussbaum, Moral philosophy, Ethics, Philosophical anthropology, Essays, Death of God, Ontology, Poetic logic, Diversiloquy, Language, Good life, Horrid randomness, Knowledge, Understanding, Fantastic, Moral values, Individualism, Soul, Destiny, Obligations, Duties, Moral duty, Conflicts, Subjectivism, Self-understanding, Aristotle, Nicomachean Ethics, Living Well, Utilitarianism, Selfishness, Criticism, Bibliography, Books out of print Parole e frasi comuni accadimenti affrontare architettonica armonia articolare autentico base bene capacità carattere caratteri casuale categorie centrale comprensione comune concetto concezione conflitti confronti criterio critica cura definisce accadere essere sé uomo desiderio differente disarmonia discussione divenire elaborare estetico etica filosofia fondamento fonte forma formulazione fornito di valore frammentario funzione giudizio giustificare giustizia grado individuale individui interessi interpretazione intesa Kant lavoro liberale linguaggio luogo mente metafisica modello molteplice morale norma normativa obblighi ontologia ordine selettivo originaria origine pensare prassi pratica problema progetto proposta prospettiva pubblica ragione rapporto razionalità realizzarsi regola ricerca riconoscimento riferimento riflessione rispetto scelta senso sentimento singolo soggettiva specifico Taylor teoria teorico tradizione trasforma umano unità universale validità Vico Wellmer Williams Vanna Gessa-Kurotschka insegna Antropologia Filosofica presso l'Università di Cagliari. Tra i suoi lavori vanno ricordati: Alisdayr Maclntyre: La vita buona e i principi (Napoli 1995), Il desiderio e il bene: alle origini della moderna filosofia pratica in Germania (Milano 1996), Dimensioni della moralità. Etica e politica nella filosofia tedesca contemporanea (Napoli 1999).
EDIZIONI PAOLINE 1959 175 PP. TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA ALL'ANTIPORTA, ALLA PAGINA DEL FRONTESPIZIO E ALL'ULTIMA BIANCA, SEGNI DEL TEMPO, LIEVE CENNO DI PIEGA IN COPERTINA, PER IL RESTO BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI.
EDITORI RIUNITI 1998. Lievi segni del tempo, leggera ondulazione della quarta di copertina, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
MIMESIS 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. L'espressione "marxismo analitico" o "marxismo della scelta razionale" definisce un insieme di autori che cerca un nuovo approccio ai concetti fondamentali del materialismo storico, quali sfruttamento, classe, lotta di classe, agire collettivo, usando gli strumenti e le tecniche della scienza sociale analitica contemporanea. Questa corrente mostra un'esigenza di chiarezza e rigore non comuni nella tradizione marxista. È data grande importanza all'esatto significato dei concetti e al processo di deduzione attraverso il quale si arriva a determinate conclusioni. Gli esponenti più rappresentativi, presi in considerazione in questo lavoro, sono Jon Elster, Gerald A. Cohen e John Roemer.
brossura
br. "Che cos'è un soggetto?" è un domanda cui è difficile dare una risposta univoca, e nondimeno una domanda cruciale. L'intero percorso della filosofia moderna e contemporanea da Cartesio a Foucault, passando per Kant, Husserl e Heidegger, si snoda a partire dalla questione della soggettività. La "scoperta" cartesiana del "cogito ergo sum" è la vera e propria frattura epistemologica a partire dalla quale si dà qualcosa come una filosofia moderna. Ma altrettanto è fondamentale, questo tema, per la riflessione scientifica e, segnatamente, per quella delle scienze umane, che sin dalla loro nascita prendono ad oggetto della loro indagine empirica le forme fisiologiche, psicologiche, sociologiche, antropologiche, economiche e storiche assunte dalla soggettività umana. Il problema del soggetto richiede perciò un approccio intrinsecamente multidispiclinare: la filosofia non basta da sola, così come non sono sufficienti le scienze umane. Per rispondere quest'urgenza di pensiero - divenuta oggi, nell'età della biopolitica, altrettanto un'esigenza politica - l'associazione singolare comune ha scelto di interpellare due filosofi e due neuroscienziati. L'occasione d'incontro è stata il convegno "Che cos'è un soggetto. Ontologie della soggettività tra singolare e comune", tenutosi a Cremona il 18 febbraio 2011.
br. Nella tradizione filosofica occidentale, l'ontologia rappresenta una disciplina centrale, il cui scopo è quello di esplicitare le caratteristiche universali della realtà, i suoi fondamenti costitutivi, i suoi primi principi. In tale prospettiva, essa è assimilabile a quella "filosofìa prima" (episteme tòn pròton arkòn kai aiuòli theoretiké) di cui parla Aristotele e che ha assunto il classico nome di "metafisica". Tuttavia, nel corso dei secoli, il concetto di metafisica ha acquisito un altro significato, cioè quello di analisi delle strutture e dei livelli ontologici del reale che eccedono l'esperienza di ciascun individuo e che riguardano questioni cruciali nella riflessione filosofica quali, ad esempio, l'esistenza di Dio, il problema del male, l'origine dell'Universo. Nel secolo scorso, l'ontologia si è ulteriormente articolata come studio dei diversi ambiti del reale, cosicché i vari enti di cui si occupano le differenti discipline costituiscono l'ambito di ontologie "regionali" (l'ontologia della fisica, l'ontologia della biologia, l'ontologia della matematica ecc.). Questo volume è dedicato allo studio dei rapporti complessi e fecondi tra l'ontologia e la conoscenza, secondo molteplici prospettive di analisi e di ricerca. I saggi in esso raccolti intendono contribuire sia alla riflessione critica nell'ambito degli studi e delle ricerche sulle relazioni tra l'ontologia e la conoscenza, sia all'approfondimento di alcuni temi più generali di carattere metafisico.
br. Questo libro ha l'ambizione di esplicitare i principi esoterici che stanno alla base della Libera Muratoria come Ordine iniziatico e del grande mito fondante che ne è il nocciolo duro. Vuole anche dar conto del percorso obbligato che conduce - per passaggi progressivi e sintetici - dall'antica Muratoria operativa (quella dei costruttori di cattedrali e palazzi) alla Muratoria moderna costruttrice di uomini nuovi, liberi, tolleranti, aperti e spirituali, ma anche attivi nella società e nel mondo. Si propone di rendere manifesto il senso di qualcosa che sembra appartenere a un remoto (se non arcaico) passato ma che è, invece, di una sconvolgente attualità. Il che significa evidenziare il valore formativo e trasformativo della Tradizione Muratoria che, utilizzando lo strumento del simbolo e della ritualità, opera per costruire un mondo in cui siano vive e operanti la fraternità, l'uguaglianza e la fratellanza.
br. Da più d'un secolo svariate filosofie della matematica ne indagano il carattere privilegiato di scienza esatta, riconducendola per lo più alla logica, rifugiandosi nel mondo delle idee. Questo libre propone di "rovesciare il telescopio" e restituire la matematica all'anima: quella stessa anima che crea la musica, inventa il mito, e definisce la legge plasma infine la scienza per eccellenza. "Tutti siamo uguali di fronte a qualcosa che noi stessi, e da noi stessi, abbiamo creato, dando alla nostra uguaglianza la forma di numeri e figure". In un'antologia di episodi che va dai pitagorici a Dedekind da Teeteto a Cantor, la matematica racconta sé stessa come liberamente generata dall'anime umano, pur rimanendo certa, immutabile, universale. L'autore sceglie il suo Virgilio: leggende Platone con occhi matematici, lo allontana dall'interpretazione scolastica che vede in lui l'architetto dell'Iperuranio. Dichiarato omaggio a Imre Toth, il saggio ne perpetua l'esempio di filosofia militante nel suo ribadire l'importanza politica di difendere il legame tra l'anima e la matematica: "Numeri e figure si lasciano filosofare addosso: la loro oggettività è compatibile con una pletora di spiegazioni e interpretazioni. Ma il miracolo non si ripete: negando all'animo umano la possibilità di generare dal sue intimo la vera conoscenza, l'uguaglianza e la giustizia divengono concetti relativi".
br. Il presente volume prende le mosse dal convegno omonimo che si è svolto a Napoli il 15 e il 16 novembre 2017, promosso dalla sezione San Tommaso d'Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, nell'ambito di un progetto di ricerca cofinanziato dalla CEI. Vi si raccolgono le relazioni e gli interventi degli studiosi che hanno partecipato al simposio, discutendo su un tema affascinante e allo stesso tempo controverso e di grande attualità. Consapevole dell'inquietudine spirituale che caratterizza la vita di ogni singolo uomo e dell'impossibilità di giungere a una verità ultima e incontrovertibile circa l'Assoluto, Emil Cioran laconicamente scriveva nei Cahiers: «Una religiosità atea, questa è la Stimmung dei contemporanei». Partendo da una tale lucida considerazione, gli autori dei vari contributi analizzano, da differenti angolature interpretative o prospettive ermeneutiche, la questione religiosa all'interno del pensiero tragico di Cioran, un intellettuale nichilista che ha ingaggiato con Dio uno scontro frontale, serrato e ininterrotto (sia in Romania, sia durante l'esilio parigino). Perché a ossessionare e tormentare il filosofo di Rasinari è sempre stato un medesimo angosciante interrogativo, quel grido di preghiera conciso e disperato contenuto in Lacrimi si Sfinti (1937): «Signore, sei tu nient'altro che un errore del cuore, come il mondo è un errore della mente?».
br. Opera giovanile di notevole ambizione di pensiero, l'Opposizione polare (1925) - che l'autore considerò la radice speculativa di tutta la sua attività di teologo, di liturgista, di interprete letterario e filosofico - si dispiega su un disegno rigoroso. È il tentativo di una filosofia «esatta» della vita, che delinei una logica capace di una conoscenza strutturale di essa. L'andamento in sé astratto delle classificazioni, articolazioni, incroci tra gli «opposti» vuol cogliere il dinamismo del «concreto vivente», individuare i pericoli negli estremi, celebrare l'"oscillazione" che non è mai equilibrio statico, equivalente alla morte. Sotto quest'apparato concettuale vibra la sensibilità di Guardini che vuol rendere ragione, con rispetto "religioso", a ogni particolarità del reale, dall'ambito fisico a quello biologico, a quello psicologico. Impresa "fenomenologica", la trattazione include però opzioni metafisiche per l'autore ineludibili, come il rifiuto di equiparare l'opposizione polare, caratteristica del finito, alla contraddittorietà hegeliana: il passaggio all'affermazione del Trascendente trova qui il suo fondamento.
brossura Il "Tractatus logico-philosophicus" di Wittgenstein attribuisce una forma ad entità a prima vista disparate: gli oggetti semplici; la realtà nel suo complesso; le proposizioni. In questo libro, Giorgio Lando pone la teoria della forma al centro delle tesi metafisiche e semantiche del giovane Wittgenstein. A partire da questa intuizione, molti temi spesso discussi isolatamente dagli interpreti possono essere interpretati in modo unitario e coerente: la "soluzione" del problema di Bradley sulle relazioni; il cosidetto "pensiero fondamentale", secondo cui la logica dei fatti non può avere rappresentanti; le ragioni della composizionalità semantica; i vincoli sulla natura degli oggetti semplici. Questa ricostruzione mostra che la crescente tendenza a considerare Wittgenstein come una figura irriducibilmente peculiare o come un ironista dedito solo a denunciare le insensatezze della metafisica è fuori strada: il Tractatus può essere utilmente analizzato e criticato con gli strumenti teorici della metafisica analitica contemporanea. Il volume contiene una prefazione di Pasquale Frascolla.
br. Liberare l'animalità non vuol dire togliere le catene al nonno babbuino, nascosto nella cantina del mio essere, o far riemergere il bruto che c'è in sé, lasciandolo vagare per le strade come Mr. Hyde, o ancora, dar libero sfogo a tutte le pulsioni senza alcun controllo e intraprendere la strada ferina. Emancipare porta con sé il significato della liberazione di un ente da quello stato di cattività che non gli permette di esprimere in pieno le sue potenzialità. L'animalità è stata incatenata nel profondo di noi stessi, prima di tutto in virtù d'immagini distorsive assegnatele in modo arbitrario. L'emancipazione non può pertanto che partire da una riconsiderazione dell'animalità stessa, liberandola dai legacci di tali attribuzioni indebite, rendendole finalmente la sua titolarità espressiva, lontano da quelle stilizzazioni macchiettistiche che hanno preteso di sospingerla in un sottobosco ontologico. L'animalità, gettata nel cono d'ombra del non controllabile, è stata pensata come antitesi alla libertà umana, cosicché abbiamo ritenuto fosse necessario proiettarsi in una dimensione altra, fosse trascendente nell'anima o immanente nella cultura. L'emancipazione passa perciò attraverso una riconsiderazione del carattere di animalità e in quello di libertà ontopoietica ed espressiva che ci riguarda da vicino.
br. Liberare l'animalità non vuol dire togliere le catene al nonno babbuino, nascosto nella cantina del mio essere, o far riemergere il bruto che c'è in sé, lasciandolo vagare per le strade come Mr. Hyde, o ancora, dar libero sfogo a tutte le pulsioni senza alcun controllo e intraprendere la strada ferina. Emancipare porta con sé il significato della liberazione di un ente da quello stato di cattività che non gli permette di esprimere in pieno le sue potenzialità. L'animalità è stata incatenata nel profondo di noi stessi, prima di tutto in virtù d'immagini distorsive assegnatele in modo arbitrario. L'emancipazione non può pertanto che partire da una riconsiderazione dell'animalità stessa, liberandola dai legacci di tali attribuzioni indebite, rendendole finalmente la sua titolarità espressiva, lontano da quelle stilizzazioni macchiettistiche che hanno preteso di sospingerla in un sottobosco ontologico. L'animalità, gettata nel cono d'ombra del non controllabile, è stata pensata come antitesi alla libertà umana, cosicché abbiamo ritenuto fosse necessario proiettarsi in una dimensione altra, fosse trascendente nell'anima o immanente nella cultura. L'emancipazione passa perciò attraverso una riconsiderazione del carattere di animalità e in quello di libertà ontopoietica ed espressiva che ci riguarda da vicino.
br. Il concetto di transindividualità forgiato da Gilbert Simondon rappresenta il nucleo di una teoria esplicativa dei fenomeni collettivi fondata su un'ontologia dei processi di individuazione, che supera in un solo gesto paradigmi della relazione sociale di tipo olistico o individualistico e mette fuori gioco ogni concezione dell'incontro con l'altro in termini di riconoscimento dell'after ego e di empatia, altra figura dell'introspezione. Attraverso una lettura congiunta di Simondon e Lévinas, che coinvolge anche momenti della riflessione di Heidegger e di Henry, questo libro si propone di delineare i contorni di un'ontologia materialistica per la relazione, attenta alle dimensioni dell'immaginazione, della sensibilità e degli affetti che, da stati soggettivi di una coscienza o di un ego, diventano luogo di individuazione multipla e plurale. La dissociazione tra il soggetto e l'esperienza, la riconduzione dei dati dell'esperienza all'elemento inumano e a-soggettivo dell'essere permette di tracciare su un piano ontologico un comune che non è universale né collettivo, ma continuo e inappropriabile processo di costituzione e confluenza di soggetti e significati.
br. "Naturalismo e ontologia" costituisce la versione rivista e ampliata delle John Dewey Lectures, tenute da Wilfrid Sellars all'Università di Chicago nel 1974. Il volume rappresenta quindi una delle sintesi più mature della riflessione del "savio di Pittsburgh". In esso Sellars opera il tentativo di unificare in forma sistematica le concezioni ontologiche, semantiche e di filosofia della mente che aveva sviluppato nei precedenti trent'anni. Proprio per questo carattere sistematico, Naturalismo e ontologia è divenuto un testo classico per la filosofia analitica del Novecento, in grado di suscitare approfonditi dibattiti nei più disparati ambiti della stessa. Risulta infatti indubbiamente affascinante il tentativo di proporre una teoria del significato e del riferimento che possa convergere con una profonda forma di naturalismo nel quale, in maniera per certi versi rivoluzionaria, riescano a convivere realismo scientifico e pragmatismo.
br. L'ultima opera di Georg Simmel, pubblicata nel 1918, rappresenta il documento di un pensiero aperto a una molteplicità di sviluppi, che non arretra di fronte alle questioni ultime - la vita, la morte, il significato dell'esistenza umana. Il libro offre una ricapitolazione delle linee generali del pensiero del filosofo e invita a un approccio libero da classificazioni e pregiudizi, che valorizzi l'avventura umana e spirituale tra arte, religione, filosofia e morale.
br. L'ultima opera di Georg Simmel, pubblicata nel 1918, rappresenta il documento di un pensiero aperto a una molteplicità di sviluppi, che non arretra di fronte alle questioni ultime - la vita, la morte, il significato dell'esistenza umana. Il libro offre una ricapitolazione delle linee generali del pensiero del filosofo e invita a un approccio libero da classificazioni e pregiudizi, che valorizzi l'avventura umana e spirituale tra arte, religione, filosofia e morale.