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Mm 150x210 Collana "Arcipelago". Volume nella sua brossura originale con alette e fascetta editoriale, 158 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura
br. Recuperando la grande tradizione filosofica greca e cristiana, l'autore si confronta con il pensiero moderno e contemporaneo e si schiera "dalla parte della ragione", apertura positiva al reale e antidoto contro ogni tentazione nichilista. Fondamento della moralità e felicità è Dio: ogni tentativo di costruire l'etica individuale e sociale come se Dio non ci fosse è destinato al fallimento.
br. Per la prima volta collegati in una compiuta visione del mondo, Marcello Veneziani propone in "Nostalgia degli dei" i temi affrontati nell'arco di quarant'anni di studio e ricerca. Nel corso dei secoli, le divinità si sono fatte idee, principi fondamentali per la vita e per la morte, amore per ciò che è superiore, permanente e degno di venerazione. Oggi una società schiacciata su un presente assoluto, in cui nessuna differenza è accettata, sembra aver spazzato via anche gli ultimi limiti necessari alla loro sopravvivenza: il confine che protegge, il pudore che preserva, la fede che è amore per la Luce. Come in una galleria di gigantesche figure di marmo, l'autore osserva e racconta le dieci divinità che hanno fondato il pensiero e l'esistenza dell'uomo. E nel tracciarne i profili ne svela il senso recondito, la loro necessità fuor di metafora per ricominciare a «pensare anziché limitarci a funzionare» nella vita di tutti i giorni. Attingendo a una costellazione di pensatori che da Platone e Plotino passa per Vico e Nietzsche, fino ad arrivare a Florenskij ed Evola, nel suo lungo percorso di scrittore Veneziani conserva quella nostalgia del sacro che consente agli uomini di uscire dal loro mondo e dal loro tempo, di riconoscere i propri limiti e trascenderli, di trovare orizzonti, tutori e aperture oltre la caducità della nostra esistenza.
Mm 135x210 Saggi Blu. Brossura editoriale di pp. 189. Diffuse sottolineature a matita, anche colorata, in tutto il testo, esemplare da studio. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Si è soliti identificare l'ontologia con quel ramo della filosofia che nasce dalla domanda: «Che cosa esiste?». E si è soliti precisare che questa domanda ammette due tipi di risposta. La prima risposta è facile, per non dire banale, e si può riassumere in un'unica parola: «Tutto». Ma asserire che "tutto esiste" è tautologico, cioè privo di contenuto, quindi privo d'interesse. Quando in filosofia ci si domanda che cosa esiste si mira piuttosto a fornire una caratterizzazione dettagliata di questo tutto, ossia a specificare quali entità vi rientrino, o almeno quali tipi di entità. Si mira, cioè, a redigere quello che si potrebbe chiamare un «inventario completo» del tutto. Questo ci porta al secondo tipo di risposta, in merito alla quale filosofi di orientamento diverso hanno manifestato opinioni anche molto divergenti. Il libro ricostruisce le posizioni principali, gli argomenti offerti a loro sostegno e le metodologie su cui riposano.
brossura L'anfora e la creta di cui è costituita sono una cosa sola? Potrebbe questa stessa anfora essere fatta di un altro materiale, o avere un'altra forma? E che cosa differenzia un oggetto materiale come un'anfora da entità di tipo diverso, come i gesti del vasaio, il profumo della creta fresca, il vuoto che la riempie? A partire da domande come queste, il libro offre al lettore un'introduzione critica ai principali temi di metafisica intorno ai quali si è articolata la riflessione filosofica degli anni recenti: la natura delle cose e degli eventi, le loro condizioni di identità e persistenza nel tempo, le loro relazioni di dipendenza, in generale le precondizioni del nostro parlare del mondo.
br. Esistenza, identità, persistenza, modalità, proprietà, casualità: articolati in sei sezioni tematiche, questo volume raccoglie i testi più significativi e influenti che la filosofia di orientamento analitico ha dedicato ai temi centrali della metafisica, da indiscutibili classici del pensiero novecentesco, come Moore, Russell, Carnap e Quine ad autori più noti per i loro apporti nei campi della logica e della filosofia del linguaggio, come Davidson, Dummett, Putnam Kripke e Lewis, fino alle voci più recenti e tuttora in prima linea nel dibattito filosofico internazionale. Testi di Armstrong, Black, Carnap, Chisholm, Davidson, Ducasse, Dummett, Evans, Geach, Kripke, Lewis, Lowe, Mellor, Moore, Putnam, Quine, Russell, Ryle, Sellars, Sider, Stalnaker, Strawson, Wiggins, Williams.
br. "Della capacità di Sofia Vanni Rovighi di cogliere in sinossi, e di far dialogare in un fitto argomentare, autori moderni e contemporanei con filosofi antichi e medievali, come Aristotele, Anselmo e Tommaso, sono eloquente testimonianza i tre volumi degli Elementi di filosofia. Qui non c'è traccia della chiusura (e di un certo dogmatismo) che talora caratterizza anche manuali prestigiosi: la consonanza con l'impostazione tomistica passa per il confronto con autori moderni e contemporaei, che talora contribuiscono a illuminare o meglio precisare le tesi sostenute. Il tutto poi fa emergere quella "scommessa per la ragione" su cui la Vanni tante volte insiste." (Michele Lenoci)
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Come devo vivere per vivere bene? Si può parlare di una identità morale degli individui? Qual è il suo statuto teorico? È possibile considerare l'individualità particolare come fonte di una normativa avente valore etico? Il saggio, riallacciandosi a una discussione filosofica aperta negli anni Settanta da Bernard Williams, affronta queste fondamentali questioni e mostra come, proprio attraverso il confronto filosofico con esse, si costituisca per la ricerca etica un campo libero dalle pesanti ipoteche che giungono alla "morale pura". Dopo la morte di Dio il sé è sopravvissuto come molteplicità frammentaria e orridamente casuale di accadimenti il cui valore prospettico non necessariamente deve essere trasceso nel progetto che comprende il sé come forma unitaria dell'accadere autenticamente fornita di valore, Rispetto alle categorie aristoteliche, kantiane e hegeliane per lo più utilizzate per una interpretazione dell'essere del sé in grado di pensare una architettonica normativa degli accadimenti singoli, l'ingegnosa logica poetica, elaborata da Giambattista Vico, sembra in grado di offrire una possibilità di soluzione non costitutivamente armonicistica al problema di elaborare una rinnovata ontologia della vita intesa come orizzonte della norma dell'etica individuale. Quali sono i caratteri di quel linguaggio che Vico chiama diversiloquio e come deve intendersi il suo vocabolario normativo perché si dia un'etica individuale non strutturalmente armonicistica che pensi insieme la prospetticità dell'accadere singolo e il valore? Può una ontologia individuale della vita, pensata in quanto interpretazione poetico-fantastica dell'accadere frammentario e casuale, offrire la possibilità di accedere a una comprensione dell'essere del sé che permette di articolare la disarmonia e il conflitto originari? E come opera il sapere poetico-fantastico per costituire forme individuali di unità del fattuale accadere irriducibilmente molteplice e in sé prive di ordine normativamente valido? Descrizione bibliografica Titolo: Elementi di etica individuale Autore: Vanna Gessa-Kurotschka Editore: Napoli: Guida Editori, 1999 Lunghezza: 118 pagine; 21 cm ISBN: 8871882725, 9788871882727 Collana: Volume 3 di Filosofia e sapere storico Soggetti: Filosofia morale, Etica, Antropologia filosofica, Saggi, Morte di Dio, Giambattista Vico, Ontologia, Logica poetica, Diversiloquio, Linguaggio, Vita buona, Orrida casualità, Conoscenza, Comprensione, Fantastico, Valori morali, Individualismo, Anima, Destino, Obblighi, Doveri, Dovere morale, Conflitti, Soggettivismo, Autocomprensione, Aristotele, Nietzsche, Etica Nicomachea, Ben vivere, Utilitarismo, Egoismo, Critica, Bibliografia, Libri fuori catalogo, Morality, Genealogy, Martha Nussbaum, Moral philosophy, Ethics, Philosophical anthropology, Essays, Death of God, Ontology, Poetic logic, Diversiloquy, Language, Good life, Horrid randomness, Knowledge, Understanding, Fantastic, Moral values, Individualism, Soul, Destiny, Obligations, Duties, Moral duty, Conflicts, Subjectivism, Self-understanding, Aristotle, Nicomachean Ethics, Living Well, Utilitarianism, Selfishness, Criticism, Bibliography, Books out of print Parole e frasi comuni accadimenti affrontare architettonica armonia articolare autentico base bene capacità carattere caratteri casuale categorie centrale comprensione comune concetto concezione conflitti confronti criterio critica cura definisce accadere essere sé uomo desiderio differente disarmonia discussione divenire elaborare estetico etica filosofia fondamento fonte forma formulazione fornito di valore frammentario funzione giudizio giustificare giustizia grado individuale individui interessi interpretazione intesa Kant lavoro liberale linguaggio luogo mente metafisica modello molteplice morale norma normativa obblighi ontologia ordine selettivo originaria origine pensare prassi pratica problema progetto proposta prospettiva pubblica ragione rapporto razionalità realizzarsi regola ricerca riconoscimento riferimento riflessione rispetto scelta senso sentimento singolo soggettiva specifico Taylor teoria teorico tradizione trasforma umano unità universale validità Vico Wellmer Williams Vanna Gessa-Kurotschka insegna Antropologia Filosofica presso l'Università di Cagliari. Tra i suoi lavori vanno ricordati: Alisdayr Maclntyre: La vita buona e i principi (Napoli 1995), Il desiderio e il bene: alle origini della moderna filosofia pratica in Germania (Milano 1996), Dimensioni della moralità. Etica e politica nella filosofia tedesca contemporanea (Napoli 1999).
1933F35174Ultraiecti-Neomagi/Antverpiae, Dekker & V.D.Vegt-v.Leeuwen/Standaard 1933 235pp., some foxing, else VG, [text in latin]
235pp., some foxing, else VG, [text in latin]
MASSA EDITORE 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO, PERFETTO E INTONSO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L’opera di Emmanuel Lévinas ha in sé tracce, ispirazioni, implicazioni, in grado di orientare ad un percorso ‘sconosciuto’ chi scelga di avvicinarsi ad essa. È opportuno richiamare almeno tre ‘campi’ che, per la loro autonoma rilevanza tentano l’interprete di Lévinas, disponendolo, e confortandolo, quanto alla concreta possibilità di un’analisi ‘per parti’ del suo pensiero. Innanzitutto, la fenomenologia husserliana, fenomenologia di cui Lévinas è stato precoce interprete e divulgatore nella Francia che sarebbe stata, poi, di Sartre, e più tardi, di Derrida e di Ricoeur; ma anche, Lévinas e Martin Heidegger, provocazione e ispirazione costante per l’allontanamento da quelle categorie e matrici ontologiche di cui Heidegger, ad avviso di Lévinas, era l’ultimo custode. E, ancora, Lévinas pensatore ebraico, a suo modo, lungo l’itinerario di assimilazione ed estraneità permanente che avevano già segnato, per il Novecento, prima di Lévinas, Martin Buber e Franz Rosenzweig: ebraismo nella carica destrutturante delle categorie, ebraismo che, in Lévinas, come in Buber e in Rosenzweig, è antagonismo ‘laico’, forte della lezione del Talmud, la parola e la sua capacità di significare inesausta. Questo lavoro prende il suo avvio muovendo da almeno due di questi nuclei ‘forti’ della riflessione lévinasiana: la fenomenologia, Husserl e Heidegger mai tra loro disgiunti, e l’ebraismo esigente, chiamato da Lévinas a rendere, anche linguisticamente, una estraneità, una non-riducibilità che rivolta su se stessa la pretesa egoica – idealistica – della conoscenza. Queste matrici non riescono tuttavia ad esaurire il pensiero di Lévinas, rivelando, al contrario la inesaustività di ogni approccio che speri di domare, e tenere la sua riflessione entro domini dai confini definiti. La desautorazione della sovranità moderna del soggetto – soggetto che è, prima e più ancora dell’Altro, la categoria concettuale chiave della riflessione lévinasiana – lascia emergere, con forza esponenzialmente maggiore, una sorta di piano ‘in controluce’ del suo filosofare, piano che del soggetto veicola la deposizione, proiettandone l’esposizione, e la passività, lungo assi che riconvocano e riassettano il rigore fenomenologico, l’itinerario lento, e mai a margine, del suo confronto con Heidegger, con il capovolgimento, la messa fuori uso, delle categorie del pensiero occidentale. Questo lavoro, seguendo Lévinas – e passando attraverso gli interrogativi ed i dubbi che questa scelta, inevitabilmente, ha portato con sé – ha provato a non usare violenza a Lévinas. La scelta è stata questa: a ciascun piano la sua rilevanza, nella consapevolezza che ognuno di essi ha dinanzi a sé un livello preziosissimo che si è mostrato, ogni volta, di convergenza ed al contempo di apertura. È nell'appagamento assai breve di una dimensione etica guadagnata, e chiamata poi ad essere ‘filosofia prima’, che la soggettività lévinasiana, rivoltata e rifondata, dalla libertà alla responsabilità, si fa vedere come l’autentico fuoco attivo della sua riflessione. L’esposizione e la sostituzione soggettive, nel senso della responsabilità, scavano fino alle sue ultime, infruttuose, potenzialità, la capacità di risposta del soggetto della Modernità. Un soggetto che arranca, che è vittima miserevole di quello stesso vettore etico grazie al quale si era ritrovato: il senza-limiti della responsabilità rivela la sua crudeltà irremissibile, la sua matrice, ultima, di violenza. La filosofia di Lévinas non è affatto pacificatrice, per nulla confortante. È stato questo, forse, l’inatteso risultato, destabilizzante e prezioso, di questo lavoro. Giustizia per il soggetto, limite di ragione – una ragione che torna, dopo esser stata denudata da Lévinas della sua virtù di generalizzazione, strumento astrattamente ordinante, che riduce e fa anonima ogni singolarità – che intervenga a fermare il flusso crudele della responsabilità. Dall'etica, ma secondo l’etica, alle istituzioni, allo Stato. L’ultima sezione di questa ricerca si è ritrovata dinanzi così le ragioni autentiche ed altre di una possibile legittimità dello Stato; la sua forza, come forza fondata nella misura della Giustizia, ma anche la sua costitutiva non autoreferenzialità, nella necessità di esser costantemente corretta, riassestata negli equilibri che la tengono assieme, dal rapporto di alterità. È l’aver fondato, prima della politica, il rapporto con l’Altro, che conduce Lévinas ad un esito inatteso: ad essere svelata è la matrice paradossale e anfibia, Amore e Giustizia, Autre e Autrui, della relazione di alterità, una matrice che obbliga all'imperativo del genere, lo Stato, alla relazione da correggere nella sua realtà senza-confini, aperta, socialità-con-altri. Una necessità, un ordine da instaurare, lo Stato, e con esso il diritto, non già sulle ceneri di una inesaustività, quella dell’Etica, ma in una assunzione d’origine, di fondamento, di legittimità materiale. Descrizione bibliografica Titolo: Lo Stato come possibilità di giustizia: un percorso di rilettura della filosofia di Emmanuel Lévinas Autore: Valeria Marzocco Editore: Napoli: Massa, 2005 Lunghezza: 206 pagine; 22 cm ISBN: 8887835659, 9788887835656 Collana: Volume 2 di Studi di Filosofia, Diritto e Politica Soggetti: Filosofia politica Contemporanea, Monografia, Saggistica, La notion de "subjectivité" dans la phéménologie d'Emmanuel Lévinas, Revue philosophieque de Louvain, Emmanuel Lévinas, Stato, Giustizia, Essere, Edmund Husserl, Heidegger, Fenomenologia, Sein und Zeit, Tempo, Volti, Ontologia, Altro, Annunciarsi, Intransitività, Esistenza, Metafisica, Io, Totalità, Medesimo, Solitudine, Società, Alterità, Libertà, Veglia, Responsabilità, Soggettività, Linguaggio, Comunicazione, l'Altrimenti, Terzo Uomo, Diritti umani, Ospitalità, Ambiguità, Etica, Legittimità, Ebraismo, Rosenzweig, Buber, Giovanni Marino, Totalité et Infini, Dasein, Volto dell'Altro, Umanesimo, Le Temps et l'Autre, Tradizione ebraica, Autrui, Libri Vintage, Fuori catalogo, Contemporary political philosophy, Monograph, Essay, State, Justice, Being, Phenomenology, Time, Faces, Ontology, Announcing, Intransivity, Existence, Metaphysics, Totality, Same, Loneliness, Society, Otherness, Freedom, Vigil, Responsibility, Subjectivity, Language, Communication, the Other, Third Man, Human Rights, Hospitality, Ambiguity, Ethics, Legitimacy, Judaism, Face of the Other, Humanism, Books Out of print
Biblioteca di cultura filosofica 10 - Dedica - Prefazione - Premessa - Capitoli: I.- XVIII. - Bibliografia - Indice analitico - Indice dei nomi 1 21,5x15,5 cm., in brossura, pp. 451 (2), non refilate, prima edizione italiana, leggere abrasioni margini esterni con piccole mamcanze agli angoli, margini prime pagine un po' fragili, normali segni del tempo, pi? accentuati in esterno, buon esemplare.
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
199016214Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag 1990. 231 Seiten., Kl.-8°. OBroschur,
brossura I saggi che compongono "Dalla metafisica all'antropologia" articolano e sviluppano il nucleo tematico principale della riflessione di Ernst Tugendhat in questi ultimi anni: la descrizione delle esperienze e delle azioni specificamente umane a partire dal fatto che l'umano è quel vivente segnato in modo radicale dal linguaggio proposizionale. Termini singolari, deissi, possibilità di esprimersi e di riflettere a partire da enunciati assertori o imperativi, diventano, in questi saggi, gli strumenti per comprendere la peculiarità del modo in cui l'essere umano esperisce se stesso, la propria esistenza temporale, i suoi desideri. Particolare attenzione viene dedicata a tre costellazioni tematiche da sempre centrali nella riflessione di Tugendhat: l'esperienza morale, l'esperienza mistica e l'esperienza religiosa.
19516045381Wiesbaden, Steiner 1951. 8°. VI, 155 pp., 40 Abbildungen. Original Broschur. Umschlag ein wenig verschossen. Etwas angerändert. Signaturschildchen auf Rücken. Ganz vereinzelt Bleistiftmarginalien.
br. In che misura si può affermare il carattere assoluto e incondizionato della verità? Quando invece la verità è condizionata da limiti che ne scandiscono il carattere relativo e provvisorio? Il contrasto tra assoluto e relativo ha animato dibattiti incandescenti, con accuse di dogmatismo o di nichilismo. Si può comporre virtuosamente il conflitto? Impegnarsi in questa impresa significa non solo dire diversamente l'essere che è e l'essere che accade, ma anche mostrarne l'intreccio strutturale. L'incondizionato si coniuga con le molteplici figure che, in situazione di condizionamento, non si irrigidiscono in una impossibile assolutezza e non si dissolvono in un confuso relativismo, ma si dispongono a qualificarsi come prospettive di verità. L'idea del prospettivismo veritativo è in grado di dare un'articolazione dinamica e costruttiva al rapporto tra l'essere che è e l'essere che accade: può offrire inoltre ragioni convincenti per il multiculturalismo e il pluralismo delle posizioni. Il discorso si precisa poi in una proposta di etica come via di approssimazione all'essere per noi e in un'analisi conseguente delie regioni del lavoro, dell'economia, della politica, della comunicazione e dell'artificio tecno-scientifico. L'attenzione viene portata pure sul nesso tra democrazia e laicità. L'esigenza di colmare l'invocazione di senso, che scaturisce dalla vicenda storica e dall'esperienza individuale, incontra infine il messaggio religioso. Prefazione di Virgilio Melchiorre.
187091933Bruxellis (= Brüssel): H. Goemaere (ca. 1870). 477, 445, 533 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Halbleinenbände der Zeit. [Hardcover / fest gebunden].
br. Dai tempi di Aristotele fino alla filosofia analitica contemporanea è stata discussa una serie di criteri atti a rendere conto di cosa siano i sensi e a tassonomizzarli. Nel corso del libro, l'autore articola a livello concettuale il criterio esperienziale-ontologico e il criterio sottrattivo, e studia come essi aiutino a inquadrare i casi empirici del dolore, delle percezioni artificialmente assistite, delle sinestesie, dell'olfatto e dei sensi animali.
In-8°, pp. 263, brossura editoriale.
brossura