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br.
Neues Exemplar - Der Band enthält die Journal-Aufzeichnungen von Sabi Tauber über ihre Begegnungen mit C.?G. Jung. Im Zentrum stehen Fragen zur Liebe, zum Schöpferischen und zum Schatten. Die junge Frau notierte Jungs Antworten auf ihre Fragen und seine Kommentare zu ihren Träumen aufs gewissenhafteste. Sabi Tauber konnte C.?G. Jung in den Jahren 1951-1961 in Küsnacht besuchen, oft auch in seinem abgeschiedenen Turm in Bollingen. Und einige Male kam Jung nach Winterthur, wo er im Kreise der Familie Tauber und ihrer Freunde spontan seine Anschauungen darlegte. Teile dieser Gesprächsabende waren in der Publikation C.?G. Jung, Über Gefühle und den Schatten bereits einmal zugänglich. In ihren Begegnungen geht Jung individuell auf Sabi Tauber ein, weist aber immer wieder auf das Archetypische hin, das er hinter einer Problemstellung erkennt. So werden wir auch heute von C.?G. Jungs lebendigem Geist unmittelbar berührt. Die wissenschaftliche Präzision seiner Gedanken ist hier in Atmosphärisches eingebettet und gewinnt dadurch eine besondere Gefühlsqualität. -- Inhalt: Zur Entstehung dieser Edition -- Biographische Notizen -- "Gewitterwolken" über der Ehe -- Übertragung auf C.G. Jung -- C.G. Jungs Interesse an Orakel-Methoden -- 1951 -- 1952 -- 1953 -- 1954 -- 1955 -- Ein Abend mit C.G. Jung in Winterthur, Oktober 1955 -- 1956 -- Ein Abend mit C.G. Jung in Winterthur, 26. Mai 1956 -- 1956 - Fortsetzung Journal -- 1957 -- Fragestunde vom 29. Mai 1957 -- Über den Schatten -- Über psychologische Erkenntnisse -- Notizen vom weiteren Verlauf der Fragestunde -- Ignaz Tauber bei C.G. Jung, 8. Juni 1957 -- 1957 - Fortsetzung Journal -- 1958 -- 1959 -- Fragestunde vom 27. Juni 1959 -- Über Gefühle -- Über Erlösung -- Über neue Symbole -- Über Projektionen -- Auf dem Heimweg -- 1960 -- 1961 -- "Wildgänse" in Küsnacht, 3. März 1961. ISBN 9783856307837
Mm 215x250 "Museu de imagens do inconsciente, centro psiquiatrico pedro II, DINSAM ministério da saude" - Brossura originale, 34 pagine con figure in nero e a colori nel testo in lingua portoghese. Buona copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
LA CITTà DEL SOLE 2005 435 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO Questo libro è un'esposizione sintetica del lavoro di ricerca svolto dall'autore dal 1950 a partire dall'analisi semantica del linguaggio schizofrenico. Ma la dimensione del linguaggio non rimane imprigionata nella psicopatologia: da un lato fluisce subito in una più generale ricerca antropologica e dall'altro lato impone la necessità di una prassi trasformazionale nella propria parte del campo antropico e nell'orizzonte del tempo che sopravviene. L'insieme delle ricerche s'è andata sempre più configurando come un tentativo di approfondimento e stravolgimento nel campo complesso e fluente di quelle che, senza proprietà alcuna, si dicono scienze umane: una svolta che risultò epistemologicamente alternativa e successiva rispetto alle concezioni prevalenti nell'ultimo tratto del novecento, ma anche confusa, paradossale, transitoria nell'andare a zigzag del discorso che parla dell'accadere umano, con l'oscillare da un estremo all'altro, con il rovesciamento dei piani della narrazione antropologica, con il carattere paradossale degli atteggiamenti proposizionali che la compongono. Questo è il significato della parola "diadromia" che fa da insegna alla fase più recente della ricerca dell'autore.
Mm 130x220 Volume un copertina rigida, sovraccoperta figurata, astuccio editoriale, 1398 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
A clean, unmarked book with a tight binding. Full red cloth boards. Dust jacket shows edge wear and spots. 552 pages. Previous owner's name label inisde.
A clean, unmarked book with a tight binding. 552 pages. Previous owner's name label inisde. More recent printing, circa 1970s.
In-8 (cm. 22), tela editoriale, titoli al dorso, sovracoperta in acetato, titoli al piatto, pp. 611, (1). In ottimo stato (nice copy).
Mm 220x240 Catalogo della mostra "La Lente Di Freud. Una Galleria Dell'inconscio" tenutasi a Siena, Complesso Museale Santa Maria della Scala nel periodo 27 novembre 2008 - 22 febbraio 2009. Brossura editoriale di 334 pagine, numerose illustrazioni a colori e in bianco e nero interne al teso. Esemplare in ottimo stato, pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
BOLLATI BORINGHIERI 1992 FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME QUASI PARI AL NUOVO
A clean, unmarked book with a tight binding. Previous owner's name or label inside. 452 pages. Age-toned paper.
br. Dai mille sogni che Wolfgang Pauli, uno dei fisici più creativi del Novecento, portò in dote a Carl Gustav Jung, lo psicologo che, insieme a Freud, avviò l'esplorazione dell'inconscio, scaturì una straordinaria avventura intellettuale e umana. L'incontro portò alla riscoperta della nozione di sincronicità e alla reinterpretazione di quelle coincidenze, prive di connessioni causali ma dense di significato, che ricorrono di continuo nella nostra esperienza quotidiana. Fece maturare la consapevolezza che la storia dell'umanità è profondamente plasmata da archetipi, strutture fondanti alle quali il pensiero deve la propria capacità creativa, dato che costituiscono una riserva psichica pressoché inesauribile da cui trarre alimento. Ma soprattutto fu all'origine di una fruttuosa alleanza tra fisica e psicologia, tra materia e psiche. Questo libro racconta il sodalizio tra due personalità eccezionali e gli straordinari effetti che esso ebbe sulla cultura del secolo scorso, aprendo prospettive di cui solo oggi iniziamo a comprendere le potenzialità.
8vo., pictorial wrappers, a near fine copy. SIGNED BY THE AUTHOR ON TITLE. First published in 1991. Winner of the NCR Book Award.
Paris, Cerf 1955, 307pp., signé avec dédicace par l'auteur, 1e éd., qqs. cachets, nom de propriétaire précédent sur la couv., texte et intérieur en bon état, P21288
232pp., dans la série "Etudes Carmélitaines", br., non coupé, bon état
LA CITTà DEL SOLE 1997 214 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Soggetti: Sesso, Sociologia, Psicologia, Biologia Evoluzionistica, Aggressività, Comportamento animale, Erotismo, Eros, Inconscio, Freud, Sessualità, Aggressività, Psicanalisi, Saggi, Eros, Evoluzione, Scienze sociali, Piacere, Relazioni sessuali, Natura, Saggi, Storia, Relazioni familiari, Sex customs, Sexualité, Psychologie, Psychanalyse, Psychobiologie, Plaisir, Agressivité, Sex, Sociology, Psychology, Evolutionary Biology, Aggressiveness, Animal Behavior, Eroticism, Unconscious, Sexuality, Psychoanalysis, Essays, Eros, Evolution, Social Sciences, Pleasure, Sexual Relations, Nature, Essays, History, Family Relations
br. È necessario che «la ruota del tempo compia ancora un certo numero di giri perché la massa cominci a comprendere quello che Jung intendeva dire». Il pronostico di questo saggio risalente al 1972 si è avverato alla lettera, e la sua lungimiranza va estesa anche alla posteriore accoglienza da parte della psicologia accademica, che allora sospettava in Jung solo il mistico «confuso». In effetti l'asincronia tra Jung e la propria contemporaneità percorre come un illuminante Leitmotiv le pagine della sua allieva Marie-Louise von Franz. Non era facile per nessuno - lo riconosce - mettersi al passo della novità incarnata dal pensiero junghiano. Inquietava e suscitava scandalo quel prendere così sul serio l'inconscio, con effetti tellurici sull'intera architettura delle conoscenze umane. Ma chi, come lei, fin dalla giovinezza ha dato ascolto alle potenze psichiche si trova in una prossimità ideale con il maestro, frequentato dal 1933, e ce lo mostra attraverso inquadrature che ancora oggi restano uniche. Lasciandosi «guidare, per così dire, dalla melodia che fa da sfondo al mito interiore» di Jung, von Franz riesce in un'impresa per nulla scontata: avvicinare i lettori, senza la gabbia di un ordine cronologico o di una trattazione sistematica, alle esperienze numinose da cui era posseduto e allo smisurato sapere a cui attingevano. Quell'avventura interiore ineguagliata, quel «mito» che assorbì il medico della psiche per tutta la vita, avrebbero sparso i loro fermenti nella nostra cultura e l'avrebbero segnata nel profondo.
br. Il pensiero di Jung non è utile solo per la terapia: è un mezzo per interpretare il mondo, e quindi anche per comprendere il linguaggio dei film. Tra "Pulp Fiction", "Blade Runner" e "2001: Odissea nello spazio", questo libro applica per la prima volta la psicologia junghiana all'analisi cinematografica. Per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per chi si interessa di cultural studies e di media studies, una lettura interdisciplinare, originale e innovativa del "pensiero del profondo".
ill., br. Jeffrey Raff illustra la natura spirituale della psicologia junghiana e il debito che essa ha nei confronti della tradizione religioso-esoterica. A differenza di altri libri su Jung e l'alchimia, che forniscono una lettura psicologica del materiale alchemico, questo saggio si avvale dell'alchimia per comprendere tre pilastri della spiritualità junghiana: il Sé, la funzione trascendente e l'immaginazione attiva. Attraverso l'interpretazione dell'immaginario alchemico, l'autore illustra la natura di questi tre concetti e spiega come, insieme, possano offrire un nuovo modello per la spiritualità occidentale contemporanea. Il libro si avvale di testi di alchimia relativamente poco noti, per la maggior parte mai interpretati, e presenta due concetti nuovi: l'alleato e la dimensione psicoide. Servendosi di queste idee e delle nuove frontiere che esse offrono alla comprensione, diviene possibile applicare l'immaginario alchemico all'esperienza transpsichica: vale a dire, a un mondo spirituale che non si può ridurre ai meri concetti psicologici.
Mm 140x220 Rivista semestrale di difficile reperibilità - Brossura originale con copertina a stampa, 192 pagine. Copia in ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8 (cm. 21.10), brossura, sovracoperta editoriale, pp. 275, (5). Puntiforme macchia all’ultima carta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
br. La soglia è una linea ancipite, è una linea di confine, è un limite che vuole essere superato. E l'uomo, mentre vi dimora, davanti l'abisso, divorato da un'indefinibile angoscia, dilaniato da due tremende forze confliggenti, una che dice natura, l'altra che dice Io, è attratto dal lato oscuro dell'esistenza. Sotto l'azione di queste due forze, compulsivamente, egli vive il conflitto originario e non sa dove dirigersi. Eppure, un'eco lontana gli ricorda la sua sacralità, il suo baricentro, là dove la verità si dà come aletheia (svelamento), come salvezza, fuori dal quale il suo squilibrio si dice nevrosi. L'uomo della soglia, il nevrotico, degradato nella coscienza e nella conoscenza di Sé, subisce una perdita, una limitazione che gli impedisce di sviluppare tutte le sue potenzialità. Per questa ragione gli orientali paragonano quest'individuo a una persona dormiente che ha una percezione illusoria della realtà.
brossura Nel 1966, Michel David salutava in Giacomo Debenedetti il primo intellettuale italiano che "tentava di vivere il connubio Marx-Freud, o più esattamente e più originalmente Jung-Marx". Questo spunto non ha mai conosciuto ulteriori sviluppi, né da parte di David, né da parte di quei pochi che, studiando la produzione debenedettiana, hanno fatto un rapido cenno al nome di Jung. Eppure, già nelle pagine della Vocazione di Vittorio Alfieri, è possibile osservare come la dottrina dello psicologo svizzero diventi spesso il catalizzatore delle energie, degli interessi e dell'onnivora curiosità del critico. Essa, infatti, offre stimoli intellettuali sempre nuovi e lo invita a rileggere con altri occhi i suoi autori più cari: da Proust a Joyce, da Pirandello a Svevo, da Alfieri a Tommaseo, passando per Tozzi, Verga e Kafka, non vi è quasi scrittore o romanzo che, a partire almeno dal 1943, Debenedetti non sottoponga al filtro junghiano. Nelle sue mani, la Psicologia Analitica si fa non solo strumento d'indagine, ma anche un insieme di dure prove a cui sottoporre il testo. E così, la familiarità con il mondo degli archetipi, l'attitudine a raggiungere l'inconscio collettivo, la capacità di far dialogare l'Animus con l'Anima, insieme al coraggio di affrontare l'Ombra e di cimentarsi nella discesa all'Ade, diventano altrettanti requisiti imprescindibili per entrare nel severo canone debenedettiano.
br. Il libro rivisita, muovendo da interrogativi cruciali (L'uomo è un animale razionale? Dio è morto? La filosofia ha ancora un senso? Fine della storia? Fine della politica?), alcune nozioni chiave del pensiero occidentale, alla luce della filosofia interculturale e di alcune tradizioni di pensiero asiatiche, soprattutto quella hindu, ispirandosi in particolare all'opera di Raimon Panikkar. Esso propone poi un confronto fra l'orizzonte che il pensiero del filosofo catalano ha aperto e temi decisivi della psicologia analitica junghiana. Scopo del libro è offrire un contributo, in questo tempo caratterizzato dalla globalizzazione e quindi da un'accelerazione fortissima dei rapporti fra i popoli e degli scambi fra culture e religioni diverse (sempre accaduti nella storia), alla costruzione di un nuovo umanesimo dialogico, che possa superare definitivamente non solo ogni arroganza eurocentrica ma l'idea stessa che esistano culture assolutamente superiori ad altre e che la nostra attuale debba essere condivisa da tutti i popoli del pianeta. Tesi portante del libro è però che oggi solo l'acume critico tipico della nostra tradizione filosofica, che, già all'opera nell'antica Grecia, dall'Umanesimo all'Illuminismo ha conosciuto i suoi sviluppi più importanti, può porre le premesse di un autentico umanesimo interculturale.