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br. "Non solo forma di autodifesa, non solo sport agonistico, ma strumento e via per una migliore integrazione del sé nell'esistenza, il karate può essere capito, valutato e sfruttato a fondo solo se lo si ricollega al più generale fenomeno delle arti marziali e alla cultura orientale da cui, in forma tecnica diversa ma spiritualmente identica a quella attuale, ebbe origine quindici secoli fa. Riscoprendo queste origini e ripercorrendo le tappe della lunga maturazione delle arti marziali attraverso la citazione diretta degli scritti dei grandi maestri di sciabola dell'epoca dei samurai fino ai giorni nostri, questo libro ci fornisce un'affascinante teoria del "combattimento a mani nude" e del suo legame con la filosofia zen. "Perché ho preferito il karate alle altre arti marziali? Ho avuto la sensazione che, di fronte al dato reale della violenza esistente in seno alla società, la pratica delle arti marziali (sciabola, tiro con l'arco ecc.) avesse qualcosa di anacronistico. Il karate mi è sembrato più vicino alla violenza del tempo presente. Tuttavia non considero il karate come una forma di violenza destinata a servirmi... Io vedo nel karate un modo per mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo". (Dalla Introduzione).
ril. Sebbene non tutte le scuole buddhiste siano concordi nel seguire una dieta vegetariana, i monaci giapponesi vi si attengono rigorosamente: non mangiano né carne né pesce e neppure aglio, cipolla, porri ed erba cipollina. Come risultato, la loro cucina è sana, a basso contenuto calorico, utile come dieta disintossicante e ha sapori cosi delicati da incarnare la quintessenza del gusto. Il monaco Kakuho Aoe nel suo libro non descrive solo ricette, ma delinea un percorso gastronomico che ci farà riscoprire il piacere del cibo e della sua preparazione, aprendoci a un'esperienza nuova nella relazione con noi stessi e con il mondo.
ril. Qual è il comun denominatore dei successi del fondatore di Apple Steve Jobs, del noto allenatore di basket americano Phil Jackson e del taiwanese Steve Chang, ideatore di Trend Micro, società leader nella sicurezza informatica? Il monaco-imprenditore Shimazu sostiene che sia il buddhismo zen e che i successi di questi personaggi, come quelli di altri grandi leader, abbiano radici profonde negli insegnamenti buddhisti. In questo libro, Shimazu applica i concetti cardine della filosofia zen al mondo del lavoro, aiutandoci a scoprire quello che vogliamo davvero dalla vita, e a migliorare i nostri rapporti con i colleghi e le nostre performance professionali. Ognuno dei 31 capitoli del volume, uno per ogni giorno del mese, tratta un'espressione giapponese tipica della filosofia buddhista, spiegandone la straordinaria efficacia nel mondo del lavoro. Secondo Shimazu, conoscere il linguaggio dello zen significa conoscere se stessi e gli altri, trovando così il proprio centro nella vita affettiva e in quella lavorativa.
br. Secondo Ezra Bayda, i nostri problemi emotivi e fisici non sono ostacoli lungo il sentiero, ma il sentiero stesso. Quindi possiamo utilizzare tutto ciò che la vita ci porta per rafforzare la pratica quotidiana, compresa la nostra confusione. Dobbiamo semplicemente essere disposti a stare con le nostre esperienze, piacevoli o dolorose, ad aprirci alla realtà della nostra vita senza cercare di sistemare o di cambiare nulla. Ma per farlo è necessario affrontare le nostre paure e convinzioni più radicate, uscire dal bozzolo che ci protegge, lasciare questo surrogato di vita che ci siamo costruiti. Più cresce in noi questo atteggiamento di accettazione, più saremo liberi dalle paure, le delusioni, le autocritiche che ci paralizzano.
br. Al centro di questo studio è l'aspirazione zen che induce ad aprirsi a qualsiasi cosa la vita presenti, per quanto possa essere caotica, irritante o complicata. L'educazione, la cultura in cui siamo immersi, lo stesso pensiero razionale che giudica e paragona incessantemente, ci spingono a vivere in un surrogato del mondo reale, proiettati nel passato o nel futuro e protetti dal confronto diretto col presente, con il "qui e ora" che non siamo in grado di gestire senza difese e reazioni condizionate. Tutte le strategie a cui ricorriamo per mantenere un senso di controllo sul mondo, per sentirci sicuri e accettati, ci tengono rinchiusi in una vita artificiale, in un surrogato della vita. Essere disposti ad aprirsi all'esperienza reale ci consente di scoprire la saggezza, la compassione e quella vita autentica che tutti desiderano. Ezra Bayda applica questo semplice insegnamento zen a un ampio ventaglio di tematiche, quali i rapporti affettivi, la fede, il perdono, la sessualità, il denaro, insegnando semplici tecniche per estendere la pratica spirituale a ogni aspetto della vita quotidiana. La pace e la realizzazione sono accessibili a tutti, proprio qui, proprio ora, in qualsiasi circostanza.
br. Il grande maestro zen giapponese D?gen dichiarò che "non ci fu un J?sh? prima di J?sh? e non ci fu un J?sh? dopo J?sh?". Quale fu il suo messaggio? Il suo messaggio era che non c'è alcun messaggio, che il mondo, con tutto ciò che contiene, non è né buono né cattivo, né santo né dannato; che non è nulla al di là di se stesso. J?sh? rifiutava i concetti astratti come 'Via', 'Verità', o 'il Buddha'; quando gli viene chiesto: "Chi è J?sh??", lui risponde: "un rustico"; ed è proprio ciò che è: un contadino cinese. J?sh? afferma ripetutamente di non avere nulla da insegnare; interrogato sulla persona 'purificata' risponde: "Da me non c'è posto per questo stupido". E quando gli viene chiesto quale sia il 'Buddha più alto di tutti', indica con la mano il campo e dice: "L'uomo che guida i suoi buoi, è lui". Quali che siano gli influssi culturali che hanno modellato le sue idee, il suo insegnamento non può e non deve essere visto come un sistema filosofico o magari anti-filosofico. Ognuno dei 458 episodi riportati in questo libro è un'espressione diretta della sua via. Se qualcuno può sembrare bizzarro, è perché la sua via è così estremamente semplice e così assolutamente chiara che troviamo difficile capirla. Dobbiamo sempre ricordare che J?sh? dice quel che dice senza un 'motivo' particolare. Non c'è un bisogno particolare di 'capire'.
br. Uscire all'aria aperta, imbracciare una zappa e affondare le mani nella terra, per piantare e strappare erbacce: per la gioia di compiere questi gesti, Geri Larkin ha lasciato un'avviata carriera come consulente di direzione, iniziando a lavorare in un vivaio di Seattle. E adesso, forte di anni di dura pratica, ha deciso di raccontare la sua esaltante esperienza tra alberi e arbusti d'ogni genere, dispensando ai suoi lettori utili consigli su come prendersi cura di un giardino o anche semplicemente di un vaso fiorito, certa che ne trarranno un profondo arricchimento personale. Strutturando il testo come un percorso a tappe che comincia dall'individuazione del terreno più adatto alla raccolta dei frutti del proprio lavoro - passando per la scelta delle piante, l'uso del fertilizzante, le innaffiature e l'attenta e accurata eliminazione delle erbacce - l'autrice applica i principi zen e ci invita a guardare la vita come un giardino di cui occuparsi: bastano piccoli gesti quotidiani, infatti, per vederla sbocciare, sperimentando così che la felicità e la serenità sono molto più a portata di mano di quanto non si pensi.
br. La storia del Giappone del '600 e 700 è ricchissima di avvenimenti epici, conosciuti nel mondo attraverso il teatro, la pittura, la letteratura, ma non solo. In questo libro sono raccolte affascinanti storie permeate di sapore Zen, che rispecchiano le vicende di guerra tra i vari feudi, l'arte dell'uso della spada (katana) e lo Zen che ricopre il tutto con la sua coltre sarcastica. L'autore estrapola dalla storia di quel periodo una piccola vicenda, che esalta tutto il fascino che il Go emana durante lo svolgersi di una partita, dove vita e morte s'intrecciano sempre. I giocatori/contendenti sono infatti coinvolti per difendere l'onore del proprio clan e del proprio feudo, a rischio della loro stessa vita. Una piccola storia all'interno di una contesa politica e bellica tra due feudi, in cui un ragazzino, aiutante di un grande giocatore, osa uscire dal suo umile ruolo nel momento più cruciale di un'importantissima e indimenticabile partita.
br. Unendosi al grido d'allarme lanciato dai giovani di Fridays for Future ed Extinction Rebellion, Thich Nhat Hanh traccia una visione cruda e drammatica del futuro del nostro Pianeta, senza però fermarsi alla sterile denuncia dello stato delle cose. Anzi, questo libro è un appello accorato e ricco di speranze, dove l'autore offre una chiara visione della via da percorrere per uscire dalla grave crisi culturale e ambientale che investe tutta la Terra: impegnarsi attivamente e in prima persona è la chiave per la sopravvivenza collettiva e individuale. Questo libro ha una grande visione d'insieme, che unisce ambientalismo e crescita interiore. «Solo combinando salvaguardia dell'ambiente e pratica spirituale» suggerisce il grande maestro zen «sarà possibile trovare gli strumenti per una trasformazione profonda del nostro stile di vita e insieme dell'attuale modello culturale ed economico».
br. Il cielo dell'umanità moderna si è realmente frantumato nella lotta titanica per la ricchezza e il potere. Il mondo brancola nelle tenebre dell'egoismo e della volgarità. La conoscenza si compra a prezzo della cattiva coscienza, la generosità si pratica a fini utilitaristici. Oriente e Occidente, come due draghi scagliati in un mare agitato, lottano invano per riconquistare il gioiello della vita. Abbiamo nuovamente bisogno di una Niuka [Nü Wa] che ponga rimedio alla completa devastazione; attendiamo il grande avatdra. Beviamo, nel frattempo, un sorso di tè. Lo splendore del meriggio illumina i bambù, le sorgenti gorgogliano lietamente, e nella nostra teiera risuona il mormorio dei pini. Abbandoniamoci al sogno dell'effimero...
br. Nel libro Osho scruta in profondità e porta a immergersi in dieci racconti Zen, tra i più rappresentativi: dieci esperienze di vita - veri atomi di realtà - che la sua capacità introspettiva rende così cariche e penetranti da scatenare nel lettore vere e proprie implosioni. Accade perché queste narrazioni scaturiscono dalla limpidezza che soltanto lo Zen - inteso come esperienza reale - conosce, e aprono a quella lucidità di comprensione che nasce unicamente quando l'onda e l'oceano che noi siamo si fondono e si dissolvono - quasi per incanto - nella nostra percezione. È un'esperienza al di là della logica e del semplice pensiero, qualcosa che arriva a toccare il cuore, coinvolge visceralmente, e porta a un risveglio che muta radicalmente e inesorabilmente la nostra concezione di noi stessi, della vita e del mondo intorno a noi.
br. Per quanti studenti e discepoli un maestro possa incontrare nella sua vita, egli si relaziona in modo unico con ognuno di loro. L'autrice parla dell'incontro con un insegnante di Dharma e lo fa seguendo il filo di suoi appunti annotati su un piccolo quaderno giallo che si portava sempre appresso. In questo modo riesce a dare nuovamente voce a ciò che altrimenti, non potrebbe più essere udito.
br. Abiti costosi ormai fuori taglia e fuori moda, scarpe di tutte le fogge, libri, dischi, mobili, servizi da tavola sproporzionati per le nostre esigenze quotidiane. E ancora: vecchi documenti, fotografie, attrezzi inutilizzati, apparecchi elettronici ormai obsoleti. Le nostre case esplodono letteralmente di cose che ci costano tanti soldi, tanto tempo e tanta fatica, che diventano fonte di ansia e preoccupazione e ci distraggono dall'obiettivo più semplice e vero della nostra vita: la felicità. Fare spazio in casa - e di conseguenza lasciar respirare la nostra mente - significa invece guadagnarsi la libertà di muoverci verso la parte più autentica di noi stessi. Per questo Fumio Sasaki che ormai da qualche anno vive a Tokyo in una casa di pochi metri quadrati con una ventina di oggetti per lui realmente indispensabili - ha messo a punto un sistema originale articolato in cinquantacinque punti chiari e applicabili da chiunque ogni giorno (più altri quindici per chi non si accottenta).
br. Tratto dai discorsi che Suzuki-Roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è la testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra Oriente religioso e Occidente contemporaneo.
19818547ABTokyo, Kenchiku-shiryo Kenkyu-sha [Verlag für Architekturforschung], 1981. 29,5 cm. 160 S. Mit 28 Farbtafeln, zahlr. Abb. im Text und Plänen. Illustrierter Originalkarton (Softcover). Nr. 60, October 1981 [2 Warenabbildungen] Gutes, am Rücken etwas gedunkeltes Exemplar.
19923419ABHerrsching, Pawlak, 1992. 27 cm 143 S. mit 74 Farb- und 78 Schwarzweißfotos v. Volker Harbauer sowie mit zahlreichen Plänen, Grundrissen und Skizzen ergänzt. Illustrierter Pappband (Hardcover). Gutes Exemplar.
198616631ABMünchen, Heyne, 1986. 18 cm. 249 S. mit 141 Fotos u. Zeichnungen. Taschenbuch (Softcover). Tadelloses gepflegtes Exemplar. Heyne-Ratgeber 08/9070.
197211158München, Selbstverlag, 1972. Broschiert, 8°, 167 S.; -Einband etwas berieben.
198648711San Francisco: Zen Center 1986. First Edition. Octavo 23cm.; publisher's tan pictorial staplebound wrappers; 64pp.; photographic illus. throughout. A hint of wear else Fine. Contributors include Suzuki-roshi Dainin Katagiri Yvonne Rand and others. Zen Center unknown books
br. Eihei Dogen, maestro zen del tredicesimo secolo, è stato unanimemente riconosciuto dagli studiosi giapponesi e occidentali come il massimo filosofo del Giappone.?Oggi Francis Dojun Cook, che ha studiato Dogen per molti anni, ha tradotto dieci capitoli del capolavoro del Maestro, lo Shobogenzo ("Il Tesoro del vero occhio del Dharma"), in cui si discute il significato della pratica totale dello zen momento per momento, con numerosi esempi presi dalla vita dei maestri del passato. I saggi introduttivi di Cook, inoltre, esaminano per esteso i fondamentali interessi del Maestro Dogen (l'importanza della fede, che risveglia il pensiero dell'illuminazione, il problema del karma), traendone conseguenze per l'applicazione alle normali attività quotidiane. L'erudizione, la serietà e il rigore di Cook come studioso e traduttore sono bilanciati da una semplicità profonda e da un delicato senso dell'umorismo.
Zürich, Kunsthaus, 9. september - 8. Oktober 1967, in-8, br., pp. 15. Con 6 tavv. in b.n. e nota biografica.