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1999899971999 Editions Gallimard / NRF, collection "Bibliothèque de la Pléiade" - 1999 - In-12, reliure plein cuir marron avec sa jaquette rhodoïd dans son emboîtage cartonné illustré, signet jaune, fonrtispice - 235 pages - 280 illustrations en N&B et en couleurs
br. Nelle parole di Claudio Borghi si scorge ciò che è sempre "nascosto" agli occhi del fruitore. Se si parte dalla premessa che un'opera d'arte, di qualunque natura essa sia, risulti ontologicamente insufficiente senza gli spettatori, che essa nasca sempre dall'incontro tra oggetto e fruitore, iniziamo anche a comprendere il modo di "leggere" questo volume. Esiste una relazione estetica che viene determinata dal rapporto tra soggetto individuale e oggetto artistico; relazione che accade e che, soprattutto, precede queste due componenti. Borghi è un uomo gentile, che predica la tenerezza, come forma rivoluzionaria contro il cinismo, la superficialità, l'arroganza. Da uomo di cultura e non da erudito non ha la pretesa di comprendere il mondo, ma di provare a "concepirlo", a interpretarlo, a farlo proprio, come il cantante che intona la musica e diventa egli stesso la sua arte. Non getta la spugna e non finisce d'imparare, di mettersi in discussione, conscio del fatto che nulla di ciò che è acquisito è per sempre.
br. La filosofia dimostra che la paura della morte costringe l'uomo a ripensare al proprio rapporto anima-corpo. In queste pagine si è scelto di partire dalla domanda edipica, ossia da quella domanda che sta alla base di ogni domanda. Il richiamo alla morte, limite e origine di ogni nostra narrazione, è evidente ed è proprio qui che culmina la questione del soggetto umano. È noto, infatti, che la piena consapevolezza di sé la si raggiunge grazie all'angoscia della morte. Per dimostrare praticamente questo assunto filosofico si è messo in evidenza il nesso tra la paura e il trapianto di organi, facendo dialogare arte, filosofia e clinica. L'impostazione dialettica propria del pensiero hegeliano si è rivelata un interessante filo rosso da seguire. Ne è emerso un percorso che tenta di offrire una nuova prospettiva per indagare non già temi propri della filosofia politica o del diritto, ma tre concetti fondamentali del mondo trapiantologico: la morte (tesi), il corpo (antitesi) e il dono (sintesi). Prefazione di Claudio Bonvecchio e postfazione di Mario Tavani.
1992191573PUF Paris, Éditions des Presses Universitaires de France, 1992. Collection Quadrige. In-12 broché de 121 pages. Bon état
192910062Paris, Extrait de la France franciscaine, 1929. In-8°, 228 pp. Br., très bon état (annot. à la plume sur le 1er de couv. et en tête du titre).
192910062Paris, Extrait de la France franciscaine, 1929. In-8°, 228 pp. Br., très bon état (annot. à la plume sur le 1er de couv. et en tête du titre).
brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto x della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto X della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
brossura La negazione si dice in molti modi, ma la sua polisemia non è mai stata esplorata adeguatamente. Il primo obiettivo di questa ricerca consiste perciò nel determinare i diversi significati della negazione come operatore logico, distinguendo subito tra il "no" e il "non". Ciò è possibile soltanto se si riconosce il pluralismo degli stili di pensiero, che alcuni filosofi (da Hegel a Heidegger) hanno affermato, pur non giungendo a quel grado di precisione concettuale che è indispensabile. Non esiste pensiero senza stile. L'identità esiste solo nel conflitto modale tra coincidenza e non-coincidenza. Il "non" oltrepassante è la meta più autentica del desiderio di essere. In queste tre tesi si può riassumere una ricerca che s'ispira costantemente alla logica dei correlativi, vale a dire l'impensato della filosofia occidentale. E il Nulla? È il nome ontologico del "non", come qui definito. Ha un significato verbale, e si apre agli eventi della nientificazione. Immergersi in possibilità nientificanti appare così la vocazione più alta per coloro che appartengono alla condizione umana.
in-8, 185 pp., broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [DV-19] D'où venons-nous ? Qui sommes-nous ? Où allons-nous ?
1997R200028205E.T.C. INC. 1997. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 447 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
164p. + Frontis. Foxed. 12mo. Original full red cloth binding. OCC 15
2002RO80246539Presses Universitaires de France. 2002. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 127 pages. Deux photos disponibles.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
In 8o, pp. 332, br. Seconda edizione. Traduzione di Leopoldo Cassis. Fioriture e tracce d'uso. (1408/ TANATOLOGIA - MORTE - METAFISICA)
1989RO20000461Sophon. 1989. In-8. Broché. Bon état, Couv. légèrement pliée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 183 pp., 115 pp. d'index. Quelques dessins en noir et blanc, dans le texte.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1973191879PUF Presses Universitaires de France, 1973. Philosophie d'aujourd'hui. In-8 broché de 523 pages. Bon état
Mm 135x215 Collection "Philosophie d'aujourd'hui". Brossura editoriale con bandelle, 350 pagine. Esemplare in ottime condizioni. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
054387Paris Lecène, Oudin et Cie / Félix Alcan 1895 in 8 (22x14) 1 volume reliure demi toile grise ancienne, pièce de titre rouge, XIV 143 pages, de petits et fins soulignements anciens à l'encre noire sur 3 pages. Emile Boutroux, Montrouge 1845 - Paris 1921, philosophe et historien de la philosophie français. Rare tiré à part, extrait de la Revue des Cours et Conférences. Bon exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
19266271Paris, Librairie philosophique J. Vrin (Bibliothèque d’Histoire de la Philosophie), 1926 ; in-8, broché ; 376 pp.
1993100145181Routledge 1993 224 pages 13 7922x21 59x1 2954cm. 1993. Broché. 224 pages.
1843RO40257538Hachette - Joubert - Debécourt - Ladrange, Paris - Giraud, Nîmes. 1843. In-8. Broché. Etat d'usage, Plats abîmés, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 512 pages. Papier muet encollé sur le dos, le consolidant. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Manques sur les bords des plats. 2e plat très abîmé.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
Hachette - Joubert - Debécourt - Ladrange, Paris - Giraud, Nîmes. 1843. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Plats abîmés. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 512 pages. Papier muet encollé sur le dos, le consolidant. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Manques sur les bords des plats. 2e plat très abîmé. De l'être punissable. De l'intelligence. De la parole. De la moralité. La société produit l'être...
2011190106Paris Seuil Paris, Éditions du Seuil, 2011. Petit in-8 broché de 135 pages. Bon état
1983MP-10New York: Springer-Verlag 1983. Classic highly-acclaimed text presents applications of two-person game theory and decision theory to monotheistic theology and relationships between a superior being and the person. Includes topics in the paradox of omniscience and the theory of moves; threats and immortality; arbitrariness and undecidability; Newcomb's problem; the revelation game; knowability games; etc. 202 pgs. Some illustrations. Price-clipped dustjacket in mylar. First Edition. Hard Cover. Fine/Fine. 8vo - over 7¾" - 9¾" tall. Springer-Verlag Hardcover
brossura Per dimostrare l'esistenza di Dio occorre partire dall'idea di Dio. Se tale idea fosse analogica (del finito) verrebbe meno la necessarietà dell'inferenza: il finito presupporrebbe l'Infinito. Per l'Assoluto Realismo l'idea di Dio è l'idea dell'Essere trascendente. Infatti l'idea dell'essere, l'«essere» alla coscienza, è necessaria perché costituente la coscienza (non decidiamo noi di avere qualcosa alla coscienza, cioè di trascendere il dato). Ora, in quanto necessaria non può essere idea di nulla per cui deve sussistere necessariamente la Realtà di cui è idea: è idea dell'Essere, costituente il trascendentale che permette alla mia coscienza di trascendere il trascendibile. L'idea dell'Essere è un id quo (non un concetto presupponente già il trascendimento) che, nella mediazione originaria, fonda necessariamente la coscienza (trascendimento del dato) e la libertà (l'intervallo della scelta). Ma la certezza della Realtà dell'idea dell'Essere è laicamente «vuota di esperienza di realtà»: con la certezza di Dio, non si dà l'esperienza di Dio. L'esperienza di Dio è possibile solo con la libertà (con una scelta di fede) che la stessa idea di Dio pone in quanto dispositivo.