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br. «Nella pluralità dei fenomeni e delle relazioni dialettiche che danno vita, nelle diverse epoche e civiltà, alla complessa realtà del teatro, emerge con costanza il vincolo fra la teoria e la prassi, la cui disamina, in tempi recenti, ha conosciuto nuova fortuna critica in Italia e all'estero. In una prospettiva non normativa, bensì di approfondimento degli orizzonti estetici e concettuali, il presente numero della rivista "Filosofia" offre un contributo plurale, a più voci, su temi e linee di indagine diversificate entro l'ampio campo dei rapporti fra filosofia e teatro. Il dossier si apre con un saggio di Franco Perrelli dedicato allo sguardo di Theodor W. Adorno sul teatro di Samuel Beckett, in una linea estetica ideale nella quale si incontrano, prima del drammaturgo irlandese, Schònberg e Kafka. Nell'ottica di Adorno Beckett esprime un'idea dell'arte come parodia dell'autenticità, di matrice fenomenologica e heideggeriana, e come rifiuto di qualsiasi forma di seriazione nei confronti dell'angoscia. L'Assurdo emerge così come progetto di smascheramento delle illusioni di verità e, contestualmente, di deposizione del prestigio dell'Arte, verso un'aspirazione di tipo critico e negativo tendente piuttosto all'ascesi e alla condanna della volontà. In questo, secondo Perrelli, la teoresi di Adorno rivela interessanti affinità con alcune osservazioni svolte in Italia da Franco Fanizza nei primi anni Sessanta. Se anche il teatro di Beckett attraversa una filosofia del pessimismo di stampo schopenhaueriano, esso ritrova affinità specifiche con la musica, in quanto "grammatica delle arti", e con la dodecafonia in particolare, con la sua negazione della tonalità e conseguente svuotamento di senso: di Schònberg e della sua scuola Beckett riflette mezzi espressivi nelle sue partiture drammatiche. Tra le "relazioni musicali" che organizzano, a scapito del senso, le opere di Beckett emerge la ripresa. Perrelli legge il concetto in parallelo a quello di Gjentagelsen in Kierkegaard, il cui pensiero estetico era stato oggetto di un importante studio di Adorno negli anni Trenta. Con Furio Jesi l'autore intende la ripresa come rivelazione e tensione dell'io verso uno stato di liberazione e di grazia, in modo opposto ad Adorno che l'aveva collegata alla disperazione, in chiave kafkiana ante litteram. Ma resta il fatto che, per Adorno, Beckett mette in scena la distruzione del soggetto e con ciò decreta l'infondatezza del punto di vista esistenzialistico...» (Dall'Introduzione)
br. I legami della filosofia con il teatro sono antichi e profondi. Risalgono all'origine stessa della prima forma di lògos occidentale, nella Grecia antica: il dià-logos platonico. La parola greca théatron ha una radice molto chiara, dal verbo theàomai «guardare», «contemplare», che la avvicina alla filosofia in quanto «teoria» del mondo. Théatron è il luogo dell'ammirazione, da cui il termine theorìa, parola chiave della filosofia: contemplazione della mente, considerazione, meditazione, studio, riflessione sulle cose della vita. Il teatro e la teoria (filosofica) hanno una radice linguistica comune, una radice che è, in primo luogo, antropologica. Di tutte le arti, l'arte drammatica è infatti quella più mescolata con la trama, anzi con l'intrigo della vita umana. È vita in azione, messa sotto gli occhi dell'uomo che così si contempla e afferra il senso del proprio agire, del proprio patire, del proprio godere, del proprio essere. In questo libro s'indagano le varie commistioni tra il mimetismo teatrale, il teatro come forma d'arte primordiale e la riflessione filosofica che ne ha fatto un uso costante e originale, anzitutto in epoca moderna.
br. Nel 2010 il MOMA di New York ospita una lunga e intensa performance di Marina Abramovi?: The Artist is Present. Durante l'esibizione l'artista ha osservato i volti e le emozioni di oltre 1.700 persone che hanno atteso il loro turno per far parte di quel rituale dell'empatia. Che cosa aveva a che fare, tutto questo, con l'arte? Il libro, in una nuova edizione rivista e aggiornata, affronta i principali interrogativi filosofici posti dalle arti contemporanee, discute le teorie più significative che li hanno affrontati, e difende la tesi per cui - nonostante tutto, ovvero nonostante le innumerevoli evoluzioni stilistiche della sua storia - l'arte è sempre stata lo stesso tipo di cosa.
1975ROD0040861Téqui. 1975. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 134 p., noimbreux schémas in texte.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
Mm 110x180 Biblioteca Essenziale. Brossura editoriale con alette, pp. 189, sottolineature a matita in 3-4 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
190913375Bernhard Tauchnitz 1909 279 pages in12. 1909. broché. 279 pages. Dans 'First and Last Things' H.G. Wells expose sa confession de foi et sa règle de vie explorant des questions métaphysiques sur la nature de la réalité la religion l'amour et le socialisme. L'ouvrage influencé par le darwinisme et des penseurs allemands a été révisé par Wells en 1917 suite à sa conversion religieuse puis à nouveau en 1929 pour restaurer sa forme antérieure
Mm 135x215 Collana "Scienze - Saggi". Brossura editoriale di pp. 261. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
br. Obiettivo di questo saggio è quello di porre l'attenzione sui grandi paradigmi del nuovo millennio, valutando attentamente quanto ci è stato tramandato dagli scienziati negli ultimi secoli. Partendo dall'assunto che esiste una sola domanda a cui non possiamo dare ancora una risposta concreta, ovvero "perché esiste qualcosa anziché il nulla?", tutto il resto, in epoca moderna può essere interpretato in una chiave sempre più fisicalista: alle teorie ormai consolidate (anche se ancora di difficile interpretazione), come quelle che riguardano la meccanica quantistica e la relatività, se ne affiancano di nuove come quelle sull'informazione, sull'origine dello spazio-tempo e su altri enigmatici aspetti cosmologici. Il libro passa quindi in rassegna vari ambiti della conoscenza: filosofico, biologico, fisico e teologico, al fine di esaminare quanto fin qui abbiamo appreso, e soprattutto quanto tutto ciò influirà sulla nostra vita e sulle nostre coscienze nell'immediato futuro.
Brand new condition in every respect, 98 pages.
2022100139579Grasset 2022 194 pages in12. 2022. Broché. 194 pages.
201900394Paris, Librairie delagrave , 1965 ; in-12, 210 pp., br.
1986LFA01ae7Un ouvrage de 211 pages, format 110 x 175 mm, broché, publié en 1986, Librairie Delagrave, bon état
1952ROD0023969Delagrave. 1952. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Manque en coiffe de tête, Intérieur bon état. 210 pages. Mors déchiré sur le 2ème plat. Manque en coiffe de pied. Dos légèrement fané. DEs coups de crayon dans le texte. Traduction nouvelle avec introduction et notes par VIctor Delbos.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1991R160110718DELAGRAVE. 1991. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 210 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1988RO80007166DELAGRAVE. 1988. In-16. Broché. Bon état, Couv. légèrement passée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 210 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1943RO80153947DELAGRAVE. 10ème dirtion. 1943. In-12. Broché. Etat d'usage, 2ème plat abîmé, Dos abîmé, Intérieur acceptable. 210 pages. Dos et charnières fendues.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1966R160220349Delagrave. 1966. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 210 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
2378Librairie Delagrave 1988
197599934345Delagrave 1975, In-12 Delagrave 1975, In-12 broché, 210 pages. Bon état.
8225Paris, Ernest Flammarion ("Les meilleurs auteurs classiques"), sans date ; in-12, broché ; (4), 364 pp. , (1) f.
In-16° gr. pp. 196, bross. edit. esemplare intonso.
br. Assumendo come campo di investigazione il mondo della vita (Lebenswelt), Marco Di Feo mostra il rapporto intrinseco tra ontologia e metafisica. Dalle micro-particelle, alle strutture più complesse, tutto ciò che rende possibile l'esistenza e la fioritura di questo mondo è degno di essere investigato. Il volume si concentra però sugli enti di taglia media (esseri viventi, oggetti di uso quotidiano, opere d'arte, etc.) e sulle entità sociali (famiglie, clan, organizzazioni professionali, Stati, etc...) che arricchiscono la nostra esperienza quotidiana. Una particolare attenzione viene dedicata all'essere umano, in quanto intero (corpo, psiche e mente) esistenzialmente proteso all'autodeterminazione della propria identità personale. Facendo dialogare la Fundierung husserliana con la Constitution Theory di Lynne Baker, la tradizione aristotelica e l'emergentismo, l'autore sviluppa un'articolata prospettiva onto-fenomenologica che definisce come "olologia". Quest'ultima ha come oggetto specifico tutto ciò che possiede le caratteristiche emergenti di un intero. L'opera prova così a mettere in stretta relazione la ricerca della verità con l'esperienza della bellezza, in modo che la prima non si riduca a una mera catalogazione di dati scientifici e la seconda riscopra le sue radici più profonde nella straordinaria ricchezza dell'essere.
Immanuel Kant Fondazione della metafisica dei costumi. , Edizioni C.EDI.M 1988, Copertina: flessibile, con lievi segni d'uso e margini leggermente stanchi. Dorso: leggermente rovinato e scolorito con margini stanchi. Taglio: ingiallito e leggermente sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite. Margini delle pagine: ingialliti. Legatura: a filo. Buono (Good) . <br> <br> <br> 115<br>
Kant, Immanuel (Gonnelli, Filippo: Traduzione e Introduzione di) Fondazione della metafisica dei costumi. Roma-Bari - Bari, Gius. Laterza and Figli Spa - SEDIT (stampa) 2010 italian, in ottavo pp. XL+184=224 VII ed. Laterza: aprile 2010 (ed. originale: Grundlegung zur Metaphysik der Sitten 1785 - I ed. Laterza: 1997).Traduzione e Introduzione di Filippo Gonnelli. Collana Economica Laterza 122 - Classici della filosofia con testo a fronte. VIII/ XL+184=224/ brossura in cartoncino patinato con grafica in giallo paglierino, porpora, nero e bianco e con riproduzione in negativo di un manoscritto di Kant (Progetto grafico ') Orecchio Acerbo). Stato di nuovo.