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1970R150214248FLAMMARION. 1970. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 330 pages. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
FLAMMARION. 1970. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 330 pages
1793vm2102Anonyme Relié 1793 In-8 (13,5 x 20 cm), relié, demi-veau, pièce de titre rouge. 427 pages. Rare essai philosophique (enregistré à la BNF sous le numéro 33562024), publié anonymement, et resté anonyme jusqu'à aujourd'hui. Sa publication anonyme, et le fait qu'elle ait été réalisée à Amsterdam, laisse supposer que l'auteur en jugeait le contenu assez sulfureux pour ne pas risquer de s'exposer. Pourtant, une rapide lecture ne reflète en aucun cas cette impression. Manifestement, l'auteur ne semble pas appartenir aux Lumières Radicales : sensationnaliste, il se permet tout de même quelques pages sur Dieu et sur l'âme, sans volonté aucune de réfuter l'un ou l'autre. Petits frottements et manques minimes à la reliure (qui se tient totalement), à peine petits manques papier à la page de faux titre, le reste des pages est frais, faisant de ce volume un ouvrage en bel état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
21196Gallimard, Classiques de la philosophie, 1970, 276 pp., broché, bon état.
in-12°, 276 pp., broché, couverture a rabats. Bon etat [NV-20] Qu'est-ce que la philosophie ? - Hegel et les Grecs - La thèse de Kant sur l'être - La doctrine de Platon sur la vérité - Ce qu'est et comment se détermine la Physis.
21195Gallimard, Classiques de la Philosophie, 1974, 310 pp., broché, légères traces d'usage, passages signalés au crayon, état très correct.
2008112657Age d'Homme Etre et Devenir 2008 L'Age d'Homme, Coll. Etre et Devenir, 2008, 193 p., broché, bon état.
Paris Didier et Cie 1861, In-12 relié demi chagrin noir, dos à nerfs et fleurons dorés. 449 pages. Trés bon état.
Mm 135x205 Collana "Theoria". Edizione a cura di Sebastiano Maffettone - Volume nella sua brossura originale di xv-403 pagine. Timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
GUIDA 2011 158 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, PARI AL NUOVO. I contributi raccolti in questo volume affrontano alcune questioni centrali dell'etica contemporanea, con l'intento di offrire una ricognizione, da diversi punti di vista, dei problemi più complessi dinanzi a cui si trova oggi il pensiero morale. Una ricognizione che è nello stesso tempo il tentativo di delineare le condizioni di una risposta alle sfide che i saperi positivi e oggettivi pongono, nella consapevolezza di dover affiancare ad essi un pensiero soggettivo, cioè una riflessione sul senso dell'esistenza, in cui ne va del proprio personale essere nel mondo e con gli altri.
br. "Bello" è un termine che possiede un'ampia gamma di usi. Può esprimere ciò che riconosciamo piacevole ai sensi ("una bella canzone") o ciò che suscita ammirazione e soddisfazione ("una bella serata"). Come sostantivo, "il bello" designa invece il concetto astratto, la specificità stessa della bellezza. Se però andiamo oltre il senso comune occidentale, scopriamo che lo stesso non vale dappertutto. La cultura cinese, per esempio, non distingue fra l'attributo concreto e il valore astratto e, anzi, ha finito per importare la nostra idea di bello solo alla fine dell'Ottocento, proprio quando in Occidente se ne decretava la morte. Da questo decisivo scarto linguistico Jullien prende le mosse per condurre una raffinata riflessione sui limiti e sul valore relativo delle categorie di pensiero più radicate.
1954RO90133115Presses Universitaires de France Edition originale Première édition 1er trimestre 1954. 1954. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 128 pages illustrées de quelques dessins en noir et blanc. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
br. Chiaro, pratico, insolito. È possibile individuare alcuni argomenti chiave che predispongono alla comprensione dell'esistenza, come porte che si aprono su ampi spazi: differenza esterno-interno; idea centrale: l'esterno ha scarso valore informativo; l'interno come dimensione invisibile e sede privilegiata del Sé profondo. I criteri che usiamo per comprendere e valutare noi stessi e gli altri; uno strano e diffuso tipo di identità personale: l'io indipendente-astratto; esistono criteri oggettivi? Cosa significa "considerare"? Differenza fra considerazioni "giuste" e "sbagliate" e loro conseguenze impensate. C'è un'altra dimensione oltre questa terrena? La metafisica è importante? Analisi di un classico della filosofia cinese, il Dao De Jing.
br. Chiaro, pratico, insolito. È possibile individuare alcuni argomenti chiave che predispongono alla comprensione dell'esistenza, come porte che si aprono su ampi spazi: differenza esterno-interno; idea centrale: l'esterno ha scarso valore informativo; l'interno come dimensione invisibile e sede privilegiata del Sé profondo. I criteri che usiamo per comprendere e valutare noi stessi e gli altri; uno strano e diffuso tipo di identità personale: l'io indipendente-astratto; esistono criteri oggettivi? Cosa significa "considerare"? Differenza fra considerazioni "giuste" e "sbagliate" e loro conseguenze impensate. C'è un'altra dimensione oltre questa terrena? La metafisica è importante? Analisi di un classico della filosofia cinese, il Dao De Jing.
br. Cosa sono le quasi-cose? Anzitutto le atmosfere, cioè i sentimenti effusi nello spazio e che di solito non possiamo modificare, ma anche il dolore, la cui aggressività costituisce al tempo stesso una garanzia identitaria del soggetto. E poi la vergogna, sia personale sia vicaria (quella che proviamo per chi "dovrebbe" vergognarsi!), il corpo proprio, le cui "isole" eccedono gli organi del corpo fisico, lo sguardo, tanto aggressivo, nella vita quotidiana come nel ritratto, da produrre un'emorragia della nostra identità, e infine la luce crepuscolare nella sua suggestiva vaghezza. Tutti noi descriviamo le quasi-cose, le collochiamo in uno spazio, riconosciamo loro un'identità intersoggettiva e amodale, e soprattutto ne avvertiamo affettivamente l'invadenza. Sebbene effimere, intermittenti e prive di una causa loro esterna, le quasi-cose instaurano infatti una specifica comunicazione col corpo proprio di chi percepisce, generando lo spazio affettivo in cui questi si trova e che in vario modo lo condiziona. A una filosofia che non sia esercizio astratto, ma riflessione su come ci si sente qui e ora, spetta allora riconoscere che delle quasi-cose e delle qualità affettive che esse generano non può fare a meno nessun repertorio ontologico degno di questo nome.
br. A partire dall'analisi delle opere "L'Abicì della guerra" e "Diario di lavoro", Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio - come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" - intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
br. A partire dall'analisi delle opere "L'Abicì della guerra" e "Diario di lavoro", Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio - come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" - intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
In-4°; pp. (8), 143, (1); senza legatura. Tagli in azzurro. Leggerment rifilato al margine superiore. Foro di tarlo passante su alcune carte, al margine interno bianco. Dissertazione filosofico-scientifica esposta in pubblico nel Collegio Agostiniano di Saliaburgo. Le disquisizioni vertono su temi quali l’esistenza di dio, la mortalità dell’anima razionale, il sillogismo, il cocetto di essenza ecc.
1943RO80082540DES FLAMBEAUX. 1943. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Non coupé. Fascicule de 24 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
190015342Paris, Chamuel, 1900 ; in-16, broché ; 80 pp., couverture jaune bouton-d'or.
1929RO20060425LEYMARIE. 1929. In-12. Broché. Bon état, Couv. défraîchie, Dos satisfaisant, Intérieur bon état. 110 pages. Quelques planches d'illustrations en noir et blanc hors-texte. Bandeaux et culs-de-lampe.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1994R100055698Librairie Philosophique J.Vrin. 1994. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 126 pages - 2 étiquettes de librairie collées sur le 2ème contre plat.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
40291Gallimard, Tel, 2016, 254 pp., poche, très bon étzt.
R200111735Inconnue. Non daté. In-8. Broché. Etat d'usage, Livré sans Couverture, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 23 pages. Dos manquant. Manques sur la dernière page, sans conséquence sur la lecture.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1992100138535Harvard University Press 1992 126 pages 13 9x21 6x1cm. 1992. Broché. 126 pages.