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brossura
1977100147323Columbia University Press 1977 176 pages 12 6x20 3x1 2cm. 1977. Broché. 176 pages.
br. Nella tradizione filosofica occidentale, l'ontologia rappresenta una disciplina centrale, il cui scopo è quello di esplicitare le caratteristiche universali della realtà, i suoi fondamenti costitutivi, i suoi primi principi. In tale prospettiva, essa è assimilabile a quella "filosofìa prima" (episteme tòn pròton arkòn kai aiuòli theoretiké) di cui parla Aristotele e che ha assunto il classico nome di "metafisica". Tuttavia, nel corso dei secoli, il concetto di metafisica ha acquisito un altro significato, cioè quello di analisi delle strutture e dei livelli ontologici del reale che eccedono l'esperienza di ciascun individuo e che riguardano questioni cruciali nella riflessione filosofica quali, ad esempio, l'esistenza di Dio, il problema del male, l'origine dell'Universo. Nel secolo scorso, l'ontologia si è ulteriormente articolata come studio dei diversi ambiti del reale, cosicché i vari enti di cui si occupano le differenti discipline costituiscono l'ambito di ontologie "regionali" (l'ontologia della fisica, l'ontologia della biologia, l'ontologia della matematica ecc.). Questo volume è dedicato allo studio dei rapporti complessi e fecondi tra l'ontologia e la conoscenza, secondo molteplici prospettive di analisi e di ricerca. I saggi in esso raccolti intendono contribuire sia alla riflessione critica nell'ambito degli studi e delle ricerche sulle relazioni tra l'ontologia e la conoscenza, sia all'approfondimento di alcuni temi più generali di carattere metafisico.
br. Il pensiero moderno occidentale ci ha abituati a credere che solo ciò che percepiamo è reale, che l'essere umano sia al centro del mondo e lo scopo della filosofia sia permetterci di interpretarlo. Graham Harman teorizza una nuova, provocatoria ontologia e in questo saggio, che è il suo manifesto programmatico, sintetizza e spiega i punti chiave del suo pensiero. Al cuore dell'Ontologia Orientata agli Oggetti c'è l'idea che gli oggetti - reali, immaginari, naturali, artificiali, umani e non umani - siano indipendenti gli uni dagli altri e che rientri nei compiti della filosofia indagare la loro interazione, anche quando essa avviene in assenza della percezione umana. Nata negli anni Novanta, l'Ontologia Orientata agli Oggetti dà voce alle istanze e gli interrogativi di questa nostra epoca di smarrimento e incertezza, invitando a superare l'antropocentrismo e ad estendere la riflessione filosofica al di fuori dell'uomo. Questo innovativo modello di pensiero ha saputo infiammare il dibattito culturale degli ultimi anni, trovando applicazione negli ambiti più disparati, dall'ecologia all'arte, e ha avuto una potente eco in particolare nel mondo dell'architettura.
1896R260167410VICTOR RETAUX. 1896. In-8. Broché. Etat d'usage, Livré sans Couverture, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 882 pages. Texte en latin. Manque le premier plat. Bandes de papier kraft collées au dos et en bordure de la page de garde et du second plat.. Etiquette et tampons de bibliothèque. Un cahier détaché.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
br. Per comprendere l'attualità si deve andare alle sue radici. Queste "Lezioni milanesi" ne tracciano il percorso logico: la tecnoscienza dominerà il pianeta in quanto ascolta il "sottosuolo filosofico del nostro tempo", che mostra che l'Eterno della tradizione è impossibile perché nega ciò che da sempre è ritenuto evidente, il diventare altro delle cose. Vivere significa credere nel diventare altro; ma questo credere è la radice di ogni violenza, perché vuole che appaia ciò che non appare. Storicamente questa violenza si presenta con volti diversi: nell'esistenza primitiva come volontà di "sgretolare la barriera" circostante; nel mito e nelle religioni come tentativo di uccidere il dio; nella filosofia come ontologia. Ma l'uomo non è solo questa violenza radicale: è anche il luogo in cui appare l'innegabilità e perciò eternità dell'essente. E poiché questo apparire è destinato a non chiudersi mai (Gloria), nel suo profondo l'uomo è destinato all'infinito. A quella che Fichte definiva "vita beata".
br. Per comprendere l'attualità si deve andare alle sue radici. Queste "Lezioni milanesi" ne tracciano il percorso logico: la tecnoscienza dominerà il pianeta in quanto ascolta il "sottosuolo filosofico del nostro tempo", che mostra che l'Eterno della tradizione è impossibile perché nega ciò che da sempre è ritenuto evidente, il diventare altro delle cose. Vivere significa credere nel diventare altro; ma questo credere è la radice di ogni violenza, perché vuole che appaia ciò che non appare. Storicamente questa violenza si presenta con volti diversi: nell'esistenza primitiva come volontà di "sgretolare la barriera" circostante; nel mito e nelle religioni come tentativo di uccidere il dio; nella filosofia come ontologia. Ma l'uomo non è solo questa violenza radicale: è anche il luogo in cui appare l'innegabilità e perciò eternità dell'essente. E poiché questo apparire è destinato a non chiudersi mai (Gloria), nel suo profondo l'uomo è destinato all'infinito. A quella che Fichte definiva "vita beata".
brossura L'arte ha lavorato sull'idea di creazione, prima della biologia. La scienza di un quadro si pone il problema della chimica dei pigmenti: non si domanda qual è il messaggio dell'artista. Nelle geometrie non euclidee lo spazio è un "corpo in trasformazione" e la teoria delle stringhe parla di filamenti di energia vibrante che sono "piegati", arrotolati e descrivibili da "nodi" o "nastri". Questa dimensione metamorfica, è registrata anche da espressionismo e futurismo. Col Principio di Indeterminazione, Heisenberg mostra nel "vedere" un micro oggetto agiamo su esso e lo modifichiamo: il soggetto non è "esterno" ai fenomeni studiati. La dinamica non lineare da Poincaré a Thom, ha stabilito che le forme sono regolate dalla topologia, piccole modifiche provocano grandi cambiamenti: si produce una nuova forma: "biforcazioni" "catastrofi" e " singolarità". La teoria delle catastrofi di Thom si è mostrata ricca di interessanti conseguenze scientifiche e filosofiche.
br. Viviamo in una civiltà delle immagini, che con la loro enorme diffusione, pervasività e potenza, dalle quali derivano vantaggi e pericoli, sono diventate uno dei temi privilegiati dai filosofi. Questo studio riporta l'attenzione su una dimensione spesso trascurata dell'immagine, quella ontologica, attraversandone le principali declinazioni, da Platone fino agli autori più recenti, e cercando di mettere in luce la possibile funzione di "incremento ontologico" che le immagini assolvono quando non sono semplici copie, ma interpretazioni che mostrano la realtà in modo nuovo. In particolare quando hanno una portata rivelativa, in virtù della quale, manifestando la loro relazione con l'originario, arricchiscono la manifestazione dell'originario stesso. Tale funzione si giustifica in una concezione immaginale dell'essere, ricondotta all'ontologia della libertà, per la quale l'immagine è costitutiva dell'essere stesso.
br. "Ontologia dell'essere sociale" è l'opera sistematica cui Lukács dedicò gli ultimi anni della sua vita. Un lavoro che ha aperto, all'interno del marxismo, un campo di ricerca oggi più che mai attuale e una sfida per costituire una filosofia che comprenda la totalità dei rapporti sociali nella realtà contemporanea. Ritornano in quest'amplissima riflessione gli orientamenti speculativi e le categorie filosofico-sociali (la mediazione, la dialettica, la totalità; l'individuo e la società; il lavoro e l'alienazione; la struttura e la sovrastruttura) che sono sempre stati al centro della riflessione lukácsiana. L'ambizione di fondo del pensatore ungherese è quella di delineare un'ontologia sulle strutture costitutive della realtà, un'indagine in grado di fungere da supporto teorico a quel sistema di etica che è stato uno degli obiettivi dell'ultimo Lukács. Si tratta di una riflessione necessaria: per reagire al formalismo dissolutore del reale (il neopositivismo), all'individualismo astorico (l'esistenzialismo), al relativismo tendenzialmente nichilistico (un certo storicismo) e alla sottovalutazione dell'uomo e della sua attività creatrice (il materialismo meccanicistico) operanti nella cultura contemporanea.
br. "Ontologia dell'essere sociale" è l'opera sistematica cui Lukács dedicò gli ultimi anni della sua vita. Un lavoro che ha aperto, all'interno del marxismo, un campo di ricerca oggi più che mai attuale e una sfida per costituire una filosofia che comprenda la totalità dei rapporti sociali nella realtà contemporanea. Ritornano in quest'amplissima riflessione gli orientamenti speculativi e le categorie filosofico-sociali (la mediazione, la dialettica, la totalità; l'individuo e la società; il lavoro e l'alienazione; la struttura e la sovrastruttura) che sono sempre stati al centro della riflessione lukácsiana. L'ambizione di fondo del pensatore ungherese è quella di delineare un'ontologia sulle strutture costitutive della realtà, un'indagine in grado di fungere da supporto teorico a quel sistema di etica che è stato uno degli obiettivi dell'ultimo Lukács. Si tratta di una riflessione necessaria: per reagire al formalismo dissolutore del reale (il neopositivismo), all'individualismo astorico (l'esistenzialismo), al relativismo tendenzialmente nichilistico (un certo storicismo) e alla sottovalutazione dell'uomo e della sua attività creatrice (il materialismo meccanicistico) operanti nella cultura contemporanea.
br. "Ontologia dell'essere sociale" è l'opera sistematica cui Lukács dedicò gli ultimi anni della sua vita. Un lavoro che ha aperto, all'interno del marxismo, un campo di ricerca oggi più che mai attuale e una sfida per costituire una filosofia che comprenda la totalità dei rapporti sociali nella realtà contemporanea. Ritornano in quest'amplissima riflessione gli orientamenti speculativi e le categorie filosofico-sociali (la mediazione, la dialettica, la totalità; l'individuo e la società; il lavoro e l'alienazione; la struttura e la sovrastruttura) che sono sempre stati al centro della riflessione lukácsiana. L'ambizione di fondo del pensatore ungherese è quella di delineare un'ontologia sulle strutture costitutive della realtà, un'indagine in grado di fungere da supporto teorico a quel sistema di etica che è stato uno degli obiettivi dell'ultimo Lukács. Si tratta di una riflessione necessaria: per reagire al formalismo dissolutore del reale (il neopositivismo), all'individualismo astorico (l'esistenzialismo), al relativismo tendenzialmente nichilistico (un certo storicismo) e alla sottovalutazione dell'uomo e della sua attività creatrice (il materialismo meccanicistico) operanti nella cultura contemporanea.
brossura Le configurazioni del sapere epistemico e le ontologie ermeneutiche si sono concentrate solo sull'ontica, sulle entità narrate. L' interpretanza ermeneutica ed intenzionale non si cura di offrire una fondatezza alla nuova epistemica, alla physis immaginaria, alla temporalità ontologica; men che mai dà fondamenta alla struttura ontologica dell'opera d'arte L'ontologia classica ha eluso la fondatezza non matematica della matesis, la fondatezza non logica del logos, quella non mitica del mitos, la non epistemica dell'epistemè, la non tecnica della technè, la fondatezza non seriale dell'opera d'arte. È utile intraprendere perciò il sentiero interrotto dell'ontologia dell'opera d'arte: la Seinweg e, sintagmaticamente, gli studi e le ricerche dell'ontologia del mito tra sapere epistemico, interpretanza ermeneutica ed intenzionale, temporalità e topologia. Il testo delinea un modello che vede il mito come un sistema autopoietico instabile e in trasformazione.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, SENZA IL TALLONCINO SUL RETRO DI COPERTINA. RARO. Nata con Aristotele, anche se battezzata solo nel Seicento, l'ontologia come teoria della definizione e della classificazione degli enti in generale conosce in anni recentissimi una seconda (o terza) giovinezza, confrontandosi con i nuovi problemi dell'informatica, delle scienze cognitive, delle scienze sociali. Con una sintetica e ragionata introduzione storico-teorica, e una ricca antologia che comprende anche testi rarissimi e mai tradotti, questo libro - che è una novità assoluta non solo per il mercato italiano - costituisce un indispensabile e innovativo vademecum per questa scienza insieme antica e contemporanea astratta ed enormemente concreta. Maurizio Ferraris è professore ordinario di Filosofia teoretica nella Facoltà di Lettere e filosofia della Università di Torino, dove dirige il Laboratorio di Ontologia. È direttore di programma al Collège International de Philosophie (Parigi); collabora al supplemento culturale del "Sole-24 ore" e a "il manifesto". e dirige la "Rivista di estetica". Pubblicazioni principali: Differenze. La filosofia francese dopo lo strutturalismo (1981), Tracce. Nichilismo moderno postmoderno (1983). La svolta testuale (1984), Ermeneutica di Proust (1987), Storia dell'ermeneutica (1988), Nietzsche e la filosofia del Novecento (1989), Cronistorio di una svolta (1990), La filosofia e lo spirito vivente (1991), Mimica. Lutto e autobiografia da Agostino a Heidegger (1992), Storia della volontà di potenza (1992), Analogon Rations (1994). L'immaginazione (1996), Estetica razionale (1997), L'ermeneutica (1998), Honoris causa a Derrida (1998), Nietzsche (con altri auto ri, 1999), Nietzsche y el nihilismo (2000), Experimentelle Ästhetik (2001), L'altra estetica (con altri autori, 2001), Una ikea di università (2001), Il mondo esterno (2001), A taste for the Secret (con Jacques Derrida, 2001), Documentalità (2009), il Manifesto del nuovo realismo (2012), Filosofia per dame (2011), Anima e iPad (2011), Spettri di Nietzsche (2014), Mobilitazione totale (2015), Emergenza (2016), Mobilitazione totale (2016), L'imbecillità è una cosa seria (2016), Filosofia teoretica (2017), Postverità e altri enigmi (2017), Il denaro e i suoi inganni (2018, scritto insieme a John R. Searle). Indice: Introduzione 3; 1. Dalla metafisica alla ontologia 9; 2. Dalla ontologia all'epistemologia 21; 3. Apriori concettuale 31; 4. Apriori materiale 41; 5. Prescrivere e descrivere; 6. Il ritorno della ontologia 55; Riferimenti bibliografici 61; ANTOLOGIA. 67-159; Glossario 161-166. Descrizione bibliografica Titolo: Ontologia Autore: Maurizio Ferraris Editore: Napoli: Guida Editori, Marzo 2003 Lunghezza: 168 pagine; 21 cm ISBN: 8871886631, 9788871886633 Collana: Volume 1 di Parole chiave della filosofia Soggetti: Filosofia, Ontologia, Guide, Manuali, Metafisica, Concetti chiave, Glossario, Terminologia, Filosofi, Studi filosofici, Riferimento, Consultazione, Bibliografia, Epistemologia, Opere generali, Essere, Ente, Aristotele, Apriori concettuale, Conoscenza, Teoretica, Seicento, Critica, Interpretazione, Sapienza, Scienza, Dio, Esistenza, Berti, Kevin Mulligan, Achille C. Varzi, Gianfranco Basti, Burkhardt-Smith, Antologie, Grecia, Medioevo, Modernità, Logica, Psicologia, Fisica, Avicenna, Tommaso d'Aquino, Essenza, Francisco Suarez, Lessico, Rudolph Göckel, Rodolphus Goclenius, Barry Smith, Johannes Alsted, Johann Georg Wlach, Christian Wolff, Immanuel Kant, Alexander Gottlieb Baumgarten, Cogito, Wilhelm Windelband, Scienze dello Spirito, Fenomenologia trascendentale, Franz Brentano, Intenzionalità, Edmund Husserl, Gottlob Frege, Leibniz, Rivoluzione scientifica, Galilei, Realismo, Alex Meinong, Bertrand Russell, Soggetto/Oggetto, Nicolai Hartmann, Martin Heidegger, Ermeneutica, Rudolf Carnap, Willard Van Orman Quine, Roderick M. Chisholm, Identità, Tempo, Peter Frederick Strawson, Hans Georg Gadamer, Linguaggio, Otto Lipmann, Paolo Bozzi, Nicola Guarino, Informatica, John R. Searle, Complessità, Realtà, Scolastica, Risistemazione metodica delle conoscenze, Classificare, Tropo, Potenza, Ontico, Relazione, Sostanza, Contraddizione, Mereologia, Parte/Intero, Atto, Categorie, Ontologie, Philosophy, Ontology, Guides, Manuals, Metaphysics, Key concepts, Glossary, Terminology, Philosophers, Philosophical studies, Reference, Consultation, Bibliography, Epistemology, General works, Being, Entity, Aristotle, Conceptual Apriori, Knowledge, Theoretics, Seventeenth century, Criticism, Interpretation, Wisdom, Science, God, Existence, Anthologies, Greece, Middle Ages, Modernity, Psychology, Physics, Thomas Aquinas, Essence, Lexicon, Spiritual Sciences, Transcendental Phenomenology, Intentionality, Scientific revolution, Realism, Subject, Object, Subject, Hermeneutics, Identity, Time, Language, Informatics, Complexity, Reality, Scholasticism, Methodical reorganization of knowledge, Classify, Trope, Power, Ontic, Relation, Substance, Contradiction, Mereology, Part, Whole, Act, Categories, Ontologies Parole e frasi comuni Aristotele base caso categorie causa compito comune concetto concettuale conoscenza conoscere costituisce dati definire definizione ente essere descrittiva differenza distinguere distinzione empirica ente enti esempio esiste esistenza esterno fenomeni filosofia fisica fisica ingenua fondamentale fondo forma formale generale genere immanente intelligente Kant essenza oggetto ontologia leggi linguaggio logica matematica materia metafisica metodo momento mondo naturale occupa oggetti ontologia parole pensare pensiero possibile predicamenti principio proposizioni proprietà psichici psicologia pura qualità ragione rapporto rappresentazione reale realtà relazione ricerca riferimento schema scientifica scienza semplice sensibile senso sfera significato simili sistema spirito storia storica struttura sviluppo teoria termini umano universale verità vero
Autori: Paul-Bernard Grenet. Traduttori: Benedettine di Civitella.
br. Si è soliti identificare l'ontologia con quel ramo della filosofia che nasce dalla domanda: «Che cosa esiste?». E si è soliti precisare che questa domanda ammette due tipi di risposta. La prima risposta è facile, per non dire banale, e si può riassumere in un'unica parola: «Tutto». Ma asserire che "tutto esiste" è tautologico, cioè privo di contenuto, quindi privo d'interesse. Quando in filosofia ci si domanda che cosa esiste si mira piuttosto a fornire una caratterizzazione dettagliata di questo tutto, ossia a specificare quali entità vi rientrino, o almeno quali tipi di entità. Si mira, cioè, a redigere quello che si potrebbe chiamare un «inventario completo» del tutto. Questo ci porta al secondo tipo di risposta, in merito alla quale filosofi di orientamento diverso hanno manifestato opinioni anche molto divergenti. Il libro ricostruisce le posizioni principali, gli argomenti offerti a loro sostegno e le metodologie su cui riposano.
Book shows light wear to covers. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. 252 pages. Contents include: My first seance, murder, medium helps the police, Strange vision, Dramatic warning, Dream premonition, Hostile entity, Lady in white, Brutalities unlimited, Rudolf returns.
pp. 272, (2) [Publisher's list]. Illustrated. 8vo. Original full cloth binding. Spine darkened. American Authors Series. **PRICE JUST REDUCED! OCC 8
Catalogo di mostra, Galleria d'Arte Moderna Falsetti, Cortina d'Ampezzo 3-31 agosto 1975. Note bio-bibliografiche a cura di Piero Pacini. Con XXIX tavole in nero. Opere di Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini, Soffici, Sironi, Rosai, Baldessari, Prampolini, De Pero, Magnelli . 8vo. pp. 36 + tavole. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 999 es. numerati. .
Catalogo di mostra, maggio 1976. Testo di Giorgio Ruggeri. Con 71 tavole in nero ed elenco delle opere esposte . 8vo. pp. 72. . Molto buono (Very Good). . . .
Catalogo di mostra, 24 dicembre 1968 - 10 gennaio 1969. Testo di Alfonso Gatto. Con 24 tavole in nero. Biografia . 8vo. pp. 60. . Ottimo (Fine). . . .
16°, br. edit., pp. 86. Telepatia e percezione extrasensoriale, psicometria, radiestesia, premonizione, pittura medianica, medianità e trucco, levitazione, ecc.
Fuller Title: OFFENTLICHES DENCKMAHL DER LEHR-TAFEL einer weyl. wurtembergischen Princessin Antonia in Kupffer gestochen, Dessen Original sie von den 10. Abglantzen Gottes in den Dainachischen Brunnen in einem prachtigen Gemahld gestifftet, Wobey von der Kraft der Brunk-Quellen, von der Philosophie der Ebraex. von dem Geist Gottes nach allen Stellen Neuen Testaments eine Erklarung gegeben wird. pp. 431, [1]. Small 8vo. 175 mm. Some foxing and age stain. Early full leather binding; boards detached; spine worn, with loss. XLib. Oetinger, a Lutheran Pietist and Theosophist, was greatly influenced by Kabbalah (Cabala), and the writings of Johannes Reuchlin. He develops here a system of Christian Kabbalism, and discusses what is now known as 'The Kabbalistic Master Tablet of Princess Antonia.' Some copies of this work apparently have a folding plate of the tablet. Scarce and significant. **PRICE JUST REDUCED! GER-GER1
PARIS CHARPENTIER 1843. (mm. 186 x 118). Brossura gialla editoriale. Due opere in due volumi. pp. (84), xli, 563; (4), xlvi,475. Ottimi esemplari, in barbe.
1980190494Gallimard Gallimard, 1980. In-8 broché de 414 pages. Collection Bibliothèque de Philosophie; Petite rousseurs aux premiers et derniers feuillets, avec traces de scotch ancien au verso de la couverture sinon Bon état