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br. Che ruolo gioca il video nella contemporaneità? Quali sono, oggi, le sue declinazioni commerciali e le sue ambizioni artistiche? Qual è la natura dell'immagine elettronica e quali le strategie che il video commerciale adotta per sedurre il fruitore? Che senso assumono nel nuovo orizzonte video- estetico la storia, il kitsch, il post-human, l'errore e il valore veritativo dell'immagine? Attraverso l'analisi estetica di generi e autori del panorama videografico, il volume ricostruisce i percorsi che la videomusica ha intrapreso negli ultimi decenni, diventando l'ambito applicativo privilegiato della sperimentazione videoartistica e dimostrando come la cultura di massa, nella contemporaneità, sia stata in grado di rilanciare e trasporre in ambito commerciale strategie visive, categorie ed elementi sorti nelle avanguardie.
ill., br. Il presente volume, partendo dalla riflessione estetica di Theodor W. Adorno, mette in evidenza i paradossi costituivi del concetto di "forma" nell'arte moderna. Fin dagli anni dei suoi scritti musicologici infatti, il filosofo tedesco è ben cosciente di come la dialettica incarnata dalla forma costituisca il perno per comprendere le tendenze dell'arte del Novecento, e in "Teoria estetica" la forma stessa diventa l'unica opportunità di esistenza dell'arte moderna, seppur si tratti di una forma sempre destinata al fallimento. Attraverso questo paradosso, il libro attraversa l'opera di Beckett e la musica di Schönberg per arrivare all'Informale e all'Espressionismo astratto americano, proponendo un percorso teorico originale e stimolante.
24 cm, bross; pp. xi, da 578 a 980
LIGUORI 1990 490 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Questo libro si propone si essere la ricostruzione globale, in una prospettiva di ermeneutica storica (filologicamente e sociologicamente fondata) della poetica di uno dei pittori più illustri e giustamente "popolari" di tutta l'arte spagnola, Francisco Goya y Lucientes.Goya è oggi considerato, a buon diritto, fra i pochi grandi precursori primo-ottocenteschi dell'"arte moderna" (come in modo diverso lo sono stati, ad esempio, Friedrich, Géricault, Delacroix, Turner...). Tuttavia la sua figura va vista non solo come quella di una personalità artistica di grande talento, ma anche come quella di un uomo che si serve della pittura come linguaggio espressivo per comunicare ciò che è necessario dire a proposito di un mondo che egli sogna, più o meno chiaramente, di trasformare. Goya sembra essere coinvolto in un profondo rapporto d'odio-amore con la storia. In una prospettiva totale "male" e "bene" potevano mescolarsi, ma sulla bilancia della storia il "male" era in eccesso. Di qui il compito della ragione come ragione oppositiva e radicale, nel senso di un congiungimento di intelletto e immaginazione per fronteggiare l'orrore, i "mostri della storia".Attraverso il linguaggio (e il pensiero) "forte" e "agonico" della propria arte (per usare il linguaggio della critica "decostruzionista"), Goya ha messo in atto una pratica creativa della trasparenza razionale nei confronti delle contraddizioni e della brutalità del processo storico. Tale pratica si configura come filosofia stessa della "condizione umana" tramite un'arte che, in modo già espressionista e/o surrealista, vuole proporsi come "valore", al di là di un'esclusiva dimensione stilistica, e quindi in una prospettiva decisamente "anticlassica". Ma la "filosofia" di Goya si fonda altresì sulla consapevolezza non marginale che gli ideali di mutamento, di trascendenza di una parte dell'umanità vengono spesso, troppo spesso, annullati e relegati nel "regno di utopia". E tale emarginazione nell'"utopia" è messa soprattutto in atto dalla "stupidità", dalla "malafede", dalla "follia malvagia" di coloro che a questa metamorfosi si oppongono, mossi dalla insensata volontà di percorrere, senza remissione, i sentieri "demoniaci", ma storicamente determinati, del "male".
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Questo libro intende rileggere in una prospettiva interdisciplinare coniugando l'analisi storico-artistica con l'interpretazione filosofica e sociologica - una delle vicende più appassionanti del XX secolo costituita dal noto fenomeno delle avanguardie artistiche (Espressionismo, Cubismo, Futurismo, Astrattismo, Dadaismo, Surrealismo...). La storia delle avanguardie si è declinata nel Novecento dagli inizi del secolo fino agli anni Trenta, ma la loro presenza estetica ed ideale non solo è proseguita in senso forte per almeno due decenni posteriori, cioè fino agli Cinquanta, ma è restata assai viva - nonostante i riflussi indifferenti dell'età postmoderna - anche nell'arte successiva in un percorso che giunge ai giorni nostri. Attraverso il loro rifiuto più o meno radicale dei valori delle società esistenti e dell'arte del passato, nonché tramite la ricerca e la sperimentazione di nuove forme e tecniche espressive, le avanguardie rigettarono romanticamente le regole della classicità. Le istituzioni e il pubblico restarono sconcertati e gridarono allo scandalo. Tuttavia è bene non dimenticare che tali avanguardie non sono state solo un fenomeno estetico, bensì anche, nella loro globalità, qualcosa di più ampio e profondo, nella misura in cui si impegnarono (ora a livello stilistico e formale, ora a livello ideologico e contenutistico) nella ricerca di uno spazio non inquinato dalla miseria morale del proprio tempo. Uno spazio di autentica libertà – contro (come nel presente più attuale) la manipolazione e il livellamento delle coscienze – che auspicava, nelle sue più significative declinazioni, l’unione fra la forma estetica e il mondo storico della vita, tematica che ha attraversato, secondo dinamiche differenti ed ancora aperte e vive, tutta la storia al contempo contraddittoria, appassionante ed enigmatica dell’arte contemporanea. This book intends to reread in an interdisciplinary framework-combining art-historical analysis with philosophical and sociological interpretation-one of the most exciting events of the 20th century made by the well-known phenomenon of the Avant-garde art (Expressionism, Cubism, Futurism, abstract art, Dadaism, surrealism ...). The history of the Avant-garde has declined in the 20th century, the beginning of the century until the 1930s, but their presence and an ideal not only continued in the strong sense for at least two decades back, that's up to Fifty, but remained quite alive-despite the postmodern age indifferent-also in the art backflow later on a path that leads to the present day. Through their more or less radical rejection of the values of existing companies and the art of the past, as well as through research and experimentation of new forms and expressive techniques, the vanguard rejected romantically classical rules. The institutions and the public were shocked and cried foul. However it is well not to forget that these were not just an avant-garde aesthetic phenomenon, but also, in their entirety, something more broad and deep, insofar as pledged (now at stylistic level and formal, ideological level and content now) in the search for a space not polluted by the moral misery of their time. Informazioni bibliografiche Titolo: Il tempo delle avanguardie: movimenti artistici, poetiche e visioni del mondo dagli inizi del Novecento all'Informale, Volumi 1, 2 Autore: Alfredo De Paz Editore: Napoli: Liguori, Gennaio 2012 Collana: Volumi 21 di Storia dell'arte e della critica d'arte ISBN: 8820753707, 9788820753702 Lunghezza: 919 pagine, 23 cm VOLUME 1: Testo; VI, 423 pagine VOLUME 2: Illustrazioni e bibliografia; 427-919 pagine : ill. Soggetti: Arte, Movimenti, Pittura, Pittori, Opere generali, Stili artistici, Avanguardia, Contemporaneità, Nichilismo, Espressionismo germanico, Fauvismo, Cubismo, Dufy, Schiele, Kokoschka, Kirchner, Braque, Picasso, Gris, Boccioni, Severini, Futurismo, Malevic, Dadaismo, Kandinskij, Man Ray, Picabia, Pollock, Matisse, Bonito Oliva, Filosofia, Ideologie politiche, Automatismo, Surrealismo, Paul Delvaux, Francis Bacon, Pablo Picasso, Bibliografia, Illustrazioni, André Breton, Alquié, Estetica, Dufrenne, Formaggio, Oggetto estetico, Lyotard, Freud, Eros, Civiltà, Marinetti, Psicanalisi, Suprematismo, Citazionismo, Transavanguardia, Mario Schifano, Argan, Kounelis, Hristo, Guernica, Prospettiva, Scomposizione, Guggenheim, MOMA, Dalì, Duchamp, Morandi, Cesare Brandi, 900, Libri illustrati, Libri Vintage Fuori catalogo, Collezionismo, Manuali, Art, Movements, Painting, Painters, General works, Art styles, Avant-garde, Contemporaneity, Nihilism, Germanic expressionism, Fauvism, Cubism, Futurism, Dadaism, Philosophy, Political ideologies, Automatism, Surrealism, Bibliography, Illustrations, Aesthetics, Aesthetic object, Civilization, Psychoanalysis, Suprematism, Quotationism, Transavantgarde, Perspective, Decomposition, Illustrated books, Out of print books, Collectibles, Manuals
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. VOLUMI NUOVI. Questo libro (strutturato in due volumi: il primo contenente il testo, il secondo le illustrazioni e la bibliografia) tematizza l'arte contemporanea nella fattispecie l'arte del XX secolo - seguendo un percorso per così dire classico, storico - diacronico; un percorso che, partendo dalle incandescenze espressioniste, giunge fino alle poetiche dell'arte più attuale (Bad Painting, Transavanguardia, Citazionismo, Post human...), poetiche sovente "ciniche" e "ripetitive" in rapporto alle creazioni dei movimenti dei primi decenni del Novecento. Tuttavia, parallelamente a tale itinerario manualistico (ma particolarmente sensibile ai concetti delle scienze umane: filosofia, sociologia, psicanalisi...) l'autore fa emergere una preoccupazione teorica che, non dimenticando la magistrale lezione delle avanguardie storiche (Espressionismo, Futurismo, Astrattismo, Dadaismo, Surrealismo...), troppo pesantemente svalutate dalla Postmodernità, pone l'esigenza non marginale di rendere operativa una dimensione critica - oggi spesso obliata - sia a livello creativo (artistico) che a livello interpretativo della critica d'arte. Alfredo De Paz Insegna Metodologia della critica d'arte e Fenomenologia degli stili nell'Università di Bologna. Ha scritto numerosi saggi e libri teorici e storici sull'arte dell'Ottocento e del Novecento. Pur non trascurando i suoi molteplici interessi disciplinari, in una direzione che si dimostra assai sensibile alla storia delle idee, da molti anni è, fra l´altro, impegnato con passione analitica a interpretare l´arte e la cultura del romanticismo europeo in una prospettiva di proiezione contemporanea e postmoderna. Informazioni bibliografiche Titolo: L'arte contemporanea. Tendenze, poetiche e ideologie dall'espressionismo tedesco alla postmodernità; Volumi 1-2. Volume 1: Testo; 716 pagine; 23 cm Volume 2: Illustrazioni e bibliografia; 683 pagine; 23 cm Collana: Volumi 17 di Storia dell'arte e della critica d'arte Autore: Alfredo De Paz Editore: Napoli: Liguori, 2007 ISBN: 8820739062, 9788820739065 Lunghezza: 1424 pagine; 22 cm; ill. Soggetti: Arte Contemporanea, Movimenti, Stili artistici, Manuali, Critica, Estetica, Bibliografia, Opere generali, Illustrazioni, Storia, Espressionismo, Surrealismo, Novecento, Giulio Carlo Argan, Morandi, Balthus, Breton, Dalì, Picasso, Cubismo, Bonito Oliva, Federico Zeri, Proust, Benjamin, Estetica, Adorno, Marcuse, Suprematismo, Psicologia, Boccioni, Futurismo, Manierismo, Goya, Gericault, Libri illustrati, Libri Vintage Fuori catalogo, Contemporary Art, Movements, Art Styles, Manuals, Criticism, Aesthetics, Bibliography, General Works, Illustrations, History, Expressionism, Surrealism, Twentieth Century, Cubism, Aesthetics, Suprematism, Psychology, Futurism, Mannerism, Illustrated books, Vintage books Out of print, Graffitismo, Ideologie politiche, Graffiti, Political ideologies Indice VOLUME PRIMO Prologo Fisionomie e destini dell'arte contemporanea 1. L'arte del secolo breve; 2. Arte, società e storia; 3. Identità e contraddizioni. Parte prima Avanguardie storiche e dintorni Capitolo primo Caratteri dell'avanguardia 1. Una differente visione del mondo. Avanguardia e modernità; 2. Dalla Rivoluzione alla normalizzazione. Capitolo secondo Drammaticità, spiritualità e rivolta vitalistica del colore. Espressionismo e Fauvismo 1. Premessa; 2. Espressionismo. I fondamenti culturali; 3. Aspetti generali dell'espressionismo artistico; 4. Die Brücke e Der Blaue Reiter; 5. Itinerari austriaci; 6. Fauvismo. Capitolo terzo Il mondo tecnico-scientifico come ori estetico. L'esperienza cubista e futurista 1. Premessa; 2. Cubismo; 3. Precubismo; 4. Cubismo analitico; 5. Cubismo sintetico; 6. Aspetti della pittura di Braque, Picasso e Gris; 7. Oltre il cubismo: orfismo e dintorni; 8. Identità teoriche; 9. Futurismo. Origini e aspetti generali; 10. Estetica e teorie dell'arte futurista; 11. Le poetiche dei protagonisti dentro/fuori il futurismo Capitolo quarto Forme e tendente dell'arte astratta. Da Kandinskij a Malevic Capitolo quinto Nichilismo, creatività, progetto. Intenzionalità e pratiche dei movimenti dada e surrealista 1. Premessa; 2. Dadaismo. Identità storica e teorica; 3. Nichilismo e creatività; 4. Aspetti e caratteri dell'arte dada in Europa e in America; 5. Dada: morte e rinascita; 6. Dada e la critica della ragione; 7. Surrealismo. Identità e progetti; 8. La rivoluzione surrealista tra anarco-marxismo, psicanalisi e soggettivismo creativo; 9. Caratteri dell'arte surrealista: dai precursori alle creazioni selvagge (primitive e psicopatologiche); 10. Aspetti generali della pittura surrealista; 11. Le poetiche dei protagonisti. Parte seconda Dentro/fuori le esperienze delle avanguardie. Una polifonia di posizioni, dalla coscienza dell´“impegno” al “disincanto” della postmodernità Capitolo primo L'età postespressionista. Aspetti dell'arte tedesca degli anni Venti e Trenta 1. Premessa; 2. La Repubblica di Weimar; 3. Alle origini del realismo; 4. Forme, declinazioni e poetiche della Nuova Oggettività. Capitolo secondo Stigmate e rigetti delle avanguardie 1. Premessa; 2. Fari nel cuore del secolo: da Picasso a Balthus; 3. Dalla Metafisica al Muralismo messicano. Capitolo terzo Progetti per vivere, abitare, socializzare. Itinerari attraverso alcune esemplari esperienze architettoniche Capitolo quarto Fenomenologia e protagonisti dell'arte occidentale contemporanea 1. Dall'Espressionismo astratto alle Nuove figurazioni; 2. Definizioni e critica dell'età postmoderna; 3. “Grandezze” e “miserie” della libertà: dalla “Bad Painting” agli “YBA”. Epilogo Responsabilità, critica, speranza VOLUME SECONDO Illustrazioni Bibliografia Fino a dove arriva l'arte contemporanea? Nei manuali sui quali si studia a scuola la storia del lavoro degli artisti, c'è lo stesso limite che esiste nei libri di storia o di storia della letteratura. La questione non è secondaria. L'inglese Rachel Whiteread è l'ultima artista cronologicamente presa in considerazione, nel suo tematizzare le questioni del contemporaneo, da Alfredo De Paz, professore a Bologna di Metodologia della critica d'arte e di Fenomenologia degli stili ed autore di libri su Goya, Gericault, Impressionismo e Postimpressionismo, e ora di questa monumentale (in due volumi, di cui uno solo di immagini, peccato che per il 50 per cento in bianco e nero) L'arte contemporanea. Tendenza, poetiche e ideologie dall'Espressionismo tedesco alla Postmodernità edito con sforzo non piccolo da Liguori. Andando a ritroso, partendo cioè dalla fine del volume di testi, potremo incontrare gli artisti Hirst, Kiefer, Nauman, Cindy Sherman, Jeff Koons. Troveremo poi, sempre andando indietro nel tempo, la Transavanguardia, fino alla Bad Painting e Citazionismo e Neo-Geo seguita dal Graffitismo di Basquiat, tendenze che occupano l'arco degli anni Ottanta. Utilmente l'ultimo capitolo, dal quale siamo partiti non a caso perché i primi sono canonici per scelte compiute barricarsi dietro un diplomatico è preceduto da uno su Definizioni e critica dell'età postmoderna che è un riepilogo sulle teorie estetiche e sociologiche sull'arte contemporanea e che farà da vademecum agli studenti e ai semplici lettori che sperano di smettere di pensare quella sarebbe arte? Mio figlio lo farebbe meglio, o di barricarsi dietro un diplomatico sono profano in materia. Il gap però resta: la storia raccontata nelle università si ferma agli YBA, gli Young British Artists, di cui fanno parte tanto Hirst, quello delle mucche e degli squali tagliati a pezzi, quanto la Whitehead, tanto storicizzata da aver a da poco una importante antologica al Madre. C'è da chiedersi se sia il mestiere di un manuale scolastico arrivare fino al non storicizzato, a quanto cioè avviene negli anni Novanta e dopo il Duemila, fino a oggi insomma. Ma la risposta potrebbe anche assomigliare a questa: forse è presto per cercare di dare un nome al lavoro degli artisti di oggi, tuttavia con un po' di elasticità si potrebbe tentare di registrare un qualche avanzamento dello stato dei lavori. Abitudine che gli anglosassoni hanno fatto propria da sempre. In Italia, anche dopo i libri sul contemporaneo finora adottati (come quello di Dorfles Le ultime tendenze nell'arte d'oggi dall'Informale al Postmoderno, prima edizione uscita nel 1961) oltre la definizione di Lyotard non si va, come si può vedere. Questo si deve anche alla scarsa propensione della critica italiana, a differenza di quella anglosassone, a procedere in assenza di una classificazione per movimenti e per ismi. Purtuttavia suggeriremo la lettura del bel capitolo di De Paz su Picasso, che, in linea con quanto Lionello Venturi sosteneva a proposito delle Demoiselles d'Auvignon (l'arte moderna comincia da lì), nell'economica del volume è uno dei più consistenti: 30 pagine. Sta nel ribaltamento (ora visto come blasfemo) dei numeri dieci righe a Picasso e trenta pagine alla Whiteread o, perché no, a Matthew Barney e a Giulio Paolini il segreto per far pensare sempre a meno persone che i loro figli sono più bravi a disegnare degli artisti contemporanei.
LIGUORI 2010 666 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO Tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, nell'età delle rivoluzioni (politiche, economiche, culturali), l'Europa fu attraversata da trasformazioni storiche ed antropologiche essenziali. Nell'ambito della cultura e delle arti, il movimento che più di altri seppe riflettere lo "spirito del tempo" fu il Romanticismo, tendenza che auspicava sia il recupero della tradizione che una propria identità controcorrente. La ricostruzione messa a punto in questo volume fa ben emergere come, nell'età romantica, l'arte (attraverso le poetiche di artisti quali Goya, Friedrich, Géricault, Delacroix, Turner, Fontanesi...) si sia manifestata secondo modalità plurali e perciò, di volta in volta, come naturalistica, storica, simbolica. Un'arte radicata nella civiltà filosofica, letteraria e musicale del tempo, le cui espressioni costituiscono uno degli archetipi fondamentali della creatività estetica dell'Occidente. Alfredo De Paz Insegna Metodologia della critica d´arte e Fenomenologia degli stili nell´Università di Bologna. Ha scritto numerosi saggi e libri teorici e storici sull´arte dell´Ottocento e del Novecento. Pur non trascurando i suoi molteplici interessi disciplinari, in una direzione che si dimostra assai sensibile alla storia delle idee, da molti anni è, fra l´altro, impegnato con passione analitica a interpretare l´arte e la cultura del romanticismo europeo in una prospettiva di proiezione contemporanea e postmoderna. INDICE Prologo Significati storici ed estetici dell´arte europea nell´età del Romanticismo Parte prima L´area spagnola. Goya, un annunciatore “solitario” della Modernità Parte seconda L´area tedesca. Naturalismo mistico e sentimento cosmico Parte terza L´area francese. Critica della classicità, mitologie e coscienza storica Parte quarta L´area inglese. Immaginazione visionaria e fenomenologia della natura Parte quinta L´area italiana. Permanenze neoclassiche, rievocazioni storiche e “verismo” naturalistico Epilogo Frammenti critici per una teoria generale dell´arte romantica Illustrazioni Bibliografia Indice dei nomi
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. NUOVO. Tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, nell'età delle rivoluzioni (politiche, economiche, culturali), l'Europa fu attraversata da trasformazioni storiche ed antropologiche essenziali. Nell'ambito della cultura e delle arti, il movimento che più di altri seppe riflettere lo "spirito del tempo" fu il Romanticismo, tendenza che auspicava sia il recupero della tradizione che una propria identità controcorrente. La ricostruzione messa a punto in questo volume fa ben emergere come, nell'età romantica, l'arte (attraverso le poetiche di artisti quali Goya, Friedrich, Géricault, Delacroix, Turner, Fontanesi...) si sia manifestata secondo modalità plurali e perciò, di volta in volta, come naturalistica, storica, simbolica. Un'arte radicata nella civiltà filosofica, letteraria e musicale del tempo, le cui espressioni costituiscono uno degli archetipi fondamentali della creatività estetica dell'Occidente. Informazioni bibliografiche Titolo: Romanticismo: l'arte europea nell'età delle passioni Autore: Alfredo De Paz Editore: Napoli: Liguori, Maggio 2010 Collana: Volume 14 di Romanticismo e dintorni ISBN: 8820745917, 9788820745912 Lunghezza: 666 pagine; 24 cm Soggetti: Arte moderna, Movimenti, Stili artistici, Estetica, Naturalismo, Modernità, Coscienza storica, Immaginazione visionaria, Verismo, Classicità, Neoclassicismo, Bibliografia, Arte romantica, Turner, Delacroix, Fontanesi, Friedrich, Géricault, Goya, Occidente, Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Fenomenologia degli stili, Metodologia, Critica, Runge, Chassériau, Bello, Michelangiolismo, Füssli, umanesimo religioso, Blake, Hayez, Schubert, Shakespeare, Ovidio, Metamorfosi, Pittaluga, Parmigianino, Federico Zeri, Francastel, Novalis, Sturm und Drang, Hegel, Morte, Szondi, Piccio, Napoleone, Stile Impero, Paolina, Caravaggio, Bonaparte, Delacroix, David Jacques-Louis, Caspar David, Realismo, Simbolismo, Avanguardie, De Maria, Van Gogh, Espressionismo, Schelling, Schiller, Collezionismo, Ideologie, Filosofia, Artisti, Opere generali, Manuali, Studi culturali, Romanticismo, Correnti pittoriche, Pittori europei, Chiaroscuri, Colori, Ombre, Libri Vintage Fuori catalogo, Avanguardia, Modern art, Movements, Art styles, Aesthetics, Naturalism, Modernity, Historical consciousness, Visionary imagination, Realism, Classicism, Neoclassicism, Bibliography, Romantic art, West, Italy, Spain, France, England, Phenomenology of styles, Methodology, Criticism, Beautiful , Michelangelo, Religious humanism, Ovid, Metamorphosis, Death, Napoleon, Empire style, Pauline, Realism, Symbolism, Avant-garde, Expressionism, Collectibles, Ideologies, Philosophy, Artists, General works, Manuals, Cultural studies, Romanticism, Painting currents, European painters, Colors, Shadows, Books Out of print
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. MAI SFOGLIATO; LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. In un'epoca come la nostra, in cui la logica del Potere (nei suoi molteplici aspetti) tende a dissolvere la forza critica delle pratiche politiche trasformandole in forme di consenso, il progetto utopico sem bra divenire l'unica forma autentica di pratica critica e quindi di dissenso. L'utopia va intesa quindi non tanto, idealisticamente, come il regno del «chimerico», dell'«irrealizzabile», di ciò che è «al di fuori della realtà» quanto piuttosto come l'ambito in cui prendono forma i progetti di critica e di trasformazione della realtà attraverso un processo di emergenza delle possibilità rimosse dalla logica del potere-dominio. Utopia quindi come critica, come progetto, come metodo di illuminazione di ciò che il realismo del potere cerca di occultare, come demistificazione dell'«impossibilità» che è solo impossibilità decretata dal dominio che paventa il mutamento come esiziale alla propria conservazione naturalità. Utopia come critica, ma anche critica dell'utopia quando questa si presenta come costruzione iperprogrammata, come «luogo» di risoluzione definitiva dei conflitti, come ambito di eclissi adialettica delle alienazioni e delle contraddizioni. L'utopia come costruzione totalitaria è, in tal senso, l'altra faccia dell'assenza dell'utopia, è la dimensione alienata e mistificatoria deformata dell'autentico progetto utopico. Gli autori del volume (docenti universitari e ricercatori di vari istituti) hanno svolto il loro lavoro muovendo, secondo modalità e metodologie diverse, da questi presupposti. Da Rousseau a W. Morris, da Fourier a Wilde, attraverso Breton, Bloch, Adorno, il femminismo e la Wollstonecraft, i saggi di questo volume non pretendono di dare un quadro esauriente del complesso fenomeno dell'utopia, ma sol tanto di analizzare alcune esemplari forme dell'utopia in una direzione teorica intenzionata, fra l'altro, a far emergere il nesso fra le differenti prospettive storicamente situate e il presente attuale di questi nostri anni in uno spazio temporale che a partire dalla contestazione del '68 arriva fino ai fatti di Bologna del '77. Il tema dell'utopia - quasi tutti i saggi di questo volume lo dimostrano in modo più o meno esplicito - rivela tutta la propria rilevanza culturale e politica dal momento che il suo uso non sembra potersi se parare dalla ridefinizione di concetti come libertà, desiderio, bisogno, mutamento, progetto, i quali, nella contemporaneità, si sono rivelati fondamentali e la messa a punto di qualsiasi prospettiva che fosse al contempo di liberazione dell'uomo e di trasformazione sociale. Descrizione bibliografica Titolo: Forme dell'utopia Scritti di: De Paz Alfredo, Bandini Mirella, De Marinis Marco, Fortunati Vita Borghi Liana, Franci Liana Lunghezza: 222 pagine; 22 cm Editore: Milano: La Pietra, 1979 Collana: Controeconomia Soggetti: Filosofia politica, Potere, Conflitti Sociali, Utopia, Storia, Letteratura, Utopie, Arte, Ernst Bloch, Coscienza Utopica, Charles Fourier, André Breton, Politica, Jean-Jacques Rousseau, William Morris, Mary Wollstonecraft, Romanzo Utopico, Oscar Wilde Dandies, Socialismo, Saggistica, Saggi, Interventi, Scritti, Wollstonecraft, 1968, 1977, Dreamer art, Dandy, Femminismo, Opere generali, Bibliografia, Dada, Surrealismo, News From Nowhere, Critica letteraria, Adorno, Ideologie politiche, Utopismo, Correnti filosofiche, Libri Vintage Fuori catalogo, Scienze sociali, Anni Settanta, Controcultura, Contestazione, Letteratura, Libri rari, Collezionismo, Political Philosophy, Power, Social Conflicts, History, Literature, Utopias, Art, Utopian Consciousness, Politics, Utopian Novel, Socialism, Nonfiction, Essays, Interventions, Writings, General Works, Bibliography, Surrealism, Literary Criticism, Political Ideologies, Utopism, Currents philosophical, Out of print books, Social sciences, Seventies, Counterculture, Contestation, Feminism, Literature, Rare books, Collectibles
Volume degli anni '30 del '900 in stato discreto, rilegato con coperta, non coeva, in mezzatela, piatti in cartone rigido goffrato simil coccodrillo, sul dorso targhetta in pelle con caratteri dorati in bassorilievo, normali segni del tempo, tagli e margini delle pagine un po' ambrati, pagine in buono stato, prime e ultime lievemente ambrate. Il rilegatore ha mantenuto all'interno del volume il piatto anteriore originale, bicromo, stampato in rosso e nero, illustrato in cartoncino semimorbido, illustrazione di Bruno da Osimo, sigla a matita colorata. Testo di Alfredo Panzini. Rinnovato conforme i nuovi programmi da Augusto Vicinelli. Con XII tavole fuori testo e fregi in nero. Fa parte della collana Edizioni Mondadori per le scuole medie. XI edizione. Numero Pagine 314 USATO
A. Solmi 1911. 8°piccolo :pp.493n. Legatura pelle (piatti scoloriti e sciupato ma interno buono).
2003ARCH6996MRelié, 176 pages, paru le 11 juin 2003 chez Octopus, livre quasi neuf, très légère déchirure au dos de la jaquette.
In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono. Autori: Alois Riegl. Curatori: Andrea Pinotti. Traduttori: Carmela Armentano.
In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono. Autori: Alois Riegl. Curatori: Andrea Pinotti. Traduttori: Carmela Armentano.
18881159887Berlin, Grote, 1888. Gr.-8vo. 8, 260 S. Hlwdbd d. Zeit (St. a. d. T.).
1966205766Francois Maspero Paris 1966. Softcover Théorie II. Zustand: keine Beschädigungen mit vereinzelten Kugelschreiberanstreichungen Rücken Ecken Kanten gut. Francois Maspero, Paris, paperback
1994TAU2002MRelié, 256 pages, paru le 25 janvier 1994 chez Flammarion, livre en très bon état général.
1372953Bordeaux: Les Nouveaux Cahiers de Jeunesse, 1961 in-8, 128 pages. Broché, 4 pp. mal coupées. Envoi et lettre manuscrite jointe.
In-8° (cm. 23,8x15,4), pp. 52. Bella brossurina verde editoriale. In cop., DEDICA AUTOGRAFA dell'Autore a Carlo Gioda. Censito in 6 bibl.
1998ART5946MRelié, 191 pages, paru le 18 juin 1998 chez Abbeville Press Inc.,U.S., livre en très bon état général. Exemplaire signé par l'auteur à l'attention d'un fan.
(Codice FS/5539) In 8° 188 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Pisa, Edizioni Ets, 2002. Volume n. 34 appartenente alla Collana: Filosofia - Nuova Serie. In 8vo (cm. 22,2); copertina originale illustrata con titoli al piatto e al dorso; pp. 158, (6). In copertina: G. Eichler, Scientia, in J.G. Hertel, Caesaris Ripae Sinnbilder und Gedancken (metà del XVIII sec.). Copia perfetta. PAx
ill., br. Fenomeno culturale in notevole espansione, come dimostra il numero sempre crescente di riviste, esposizioni, pubblicazioni e istituzioni che ne fanno il proprio orizzonte di riferimento, l'"arte africana contemporanea" include aspetti e componenti di natura diversa: dalla somma degli stili e delle produzioni nazionali del continente africano, alle opere degli artisti cosiddetti africani, fino a una produzione in qualche modo legata all'Africa ed esclusa dai circuiti internazionali. In ogni caso, ci troviamo di fronte a una dimensione alternativa, un luogo abbandonato in cui vengono realizzate forme artistiche nuove: in una parola, quella che oggi si è soliti chiamare "friche". Ed è proprio a partire da questo modello in qualche misura paradossale (la "friche" trae la sua vitalità dalle rovine) che occorre comprendere i nostri rapporti con l'arte africana. Dato il suo carattere autoreferenziale, l'arte contemporanea occidentale si trova chiusa in un vicolo cieco: di fronte a questo processo di disgregazione, il meticciato, il riciclo, l'ibridazione delle culture potrebbero costituire una soluzione miracolosa, e all'Africa spetterebbe allora il ruolo di principale fonte di rigenerazione dell'arte occidentale. Ma - si chiede Amselle - di quale Africa parliamo? Il problema, dunque, non è tanto di avviare una riflessione sulle qualità propriamente estetiche dell'arte africana quanto di delimitare, attraverso di essa, il posto occupato dall'Africa nel nostro immaginario.
1937314791937 In-12 oblong, cartonnage de l'époque illustrée (défaut aux coiffes), (8) p. de texte, 16 planches de reproductions photos en couleurs, (8) p. de texte. Munchen, F. Bruckmann Verlag, 1937.