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brossura Perché l'arte del Novecento è diventata incomprensibile? Perché gli sperimentalismi e la continua ricerca di novità hanno distrutto ogni forma di comunicazione fra artista e pubblico? Stefano Zecchi, uno dei fondatori del mitomodernismo, indaga sul significato e sul destino dell'artista e di chi usufruisce dell'opera d'arte.
61p. A anthology and poems and short essays on creating art and literature. Hardcover Very good condition
677 p., illus, by the author. Hardcover Very good condition
ill., br. "Ogni volta è un gesto del corpo e del pittore che fa apparire l'immagine, cioè la presenza vera di quell'assente che si proietta verso se stesso ritornando a sé per offrirsi come spettacolo, gioco di tratti o di macchie, disposizione di ciò che è effettivamente incorporato nel corpo che dipinge." (Jean-Luc Nancy)
1 volume in-16, 253 pages, broche, couv. Bel exemplaire. [MB]
in-16, 283 pages, illustrations, broche, couverture illustree Etat correct (défauts d'us.) [LP-3]
brossura
2009ESTHETI312116Lyon, Fage Editions, 2009, 16,5 x 23,5, 176 pages cousues sous couverture souple illustrée. Iconographie noir & blanc
br. Un luogo comune vuole che il gusto sia l'organo con cui conosciamo la bellezza e godiamo delle cose belle. Dietro questa pacifica facciata, il saggio di Agamben mette invece a nudo la dimensione tutt'altro che rassicurante di una frattura che divide immedicabilmente il soggetto. All'incrocio di verità e bellezza, di conoscenza e piacere, il gusto appare come il sapere che non si sa e il piacere che non si gode. E, in questa nuova prospettiva, estetica ed economia, homo aestheticus e homo aeconomicus, rivelano una segreta e inquietante complicità.
br. Se si eccettuano le poesie giovanili, i primi testi pubblicati da Artaud riguardano la pittura. Sono resoconti dei Salons parigini, secondo una tradizione critica che in Francia fin dal XVII secolo costituisce un genere letterario colto e raffinato. Basti pensare ai Salons di Diderot e di Baudelaire. In questi primi scritti, Artaud delinea una vera e propria teoria della pittura: ricerca una "verità" in pittura, un'espressione, un pensiero. Rifiuta la semplice tecnica, la pittura narrativa, l'effetto decorativo. L'interesse di Artaud per la pittura si connette anche alla sua attività di pittore, attività che, interrottasi nel 1924, sarà ripresa negli ultimi anni. Proprio alla luce dell'ultimo Artaud, i Salons sono rivelatori, non solo perché anticipano molte tematiche che saranno riprese negli scritti della maturità, ma anche perché Artaud è sempre ritornato sui suoi scritti per riscriverli, correggerli, a partire dalla nuove posizioni raggiunte, in una ricerca continua mai definitiva.
ill., br. Molto si parla, e si è parlato, del corpo negli ultimi decenni. Ma era rimasto sinora destinato a una circolazione esoterica questo breve trattato di Hans Bellmer, il pittore che seppe immettere nel surrealismo una carica demoniaca che traeva le sue origini dal primo Romanticismo tedesco. Fin dagli anni Trenta, quando inventò la sua perversa Bambola, Bellmer fu un teorico e uno sperimentatore estremo del corpo. La presenza anatomica del sesso, i rudimenti di una metafisica del voyeur, la capacità delle membra di trasformarsi in una serie di doppi allucinatori: sono temi e tracce di questo scritto che a sua volta si sdoppia in una serie di disegni, quasi a mostrarci la violenta scossa a tutta la nostra percezione che le teorie esposte dall'autore comportano.
br. Pubblicato per la prima volta quasi cinquant'anni fa - e qui riproposto con una nuova introduzione dell'autore -, Scrittura e movimento è un piccolo classico di quella teoria radicale che, nata in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, ha conquistato la scena culturale internazionale. Un breviario di estetica "operaista" scritto con un stile brillante e nervoso in cui, risalendo alla tradizione delle avanguardie sovietiche e riallacciandosi alla grande trasformazione attraversata dalle società Occidentali alla fine del xx secolo, l'autore analizza e mette in discussione il modo di produzione del testo. Quando l'avanguardia diventa di massa, le pratiche significanti non possono più essere quelle ereditate da una tradizione moderna fondata sulla separazione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Che cos'è e come funziona il lavoro culturale a partire da questa trasformazione radicale del processo produttivo? Che cosa diventano allora la letteratura, le arti e la loro teoria? Che cos'è un'estetica anti-idealista e materialisticamente piantata nel mondo? Come si compone un'opera e chi la compone? Chi è, oggi, l'autore? A queste e altre domande prova a rispondere questo testo, che è anche uno dei migliori saggi critici sul lavoro di Nanni Balestrini. Un libro che parla del lavoro culturale, artistico, e creativo contemporaneo, entrando nel vivo delle sue contraddizioni.
leggerissimi segni del tempo
Autori: David Lombard.
ill., br. Al centro di questo "racconto fotografico" di Georges Didi-Huberman c'è il lavoro dello sguardo, sollecitato e messo alla prova proprio dove sembrerebbe non esserci più niente da vedere e nessuna immagine ancora disponibile a significare: il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, in cui la tragedia della storia pare aver annientato, oltre ai segni di vita, anche le parole per raccontare. Quello che è visibile è oggi ridotto a un "museo della memoria" pronto all'uso - con i suoi "allestimenti", apparati didascalici, ricostruzioni, segnaletiche che accerchiano lo sguardo. Eppure, scavando come un archeologo alla ricerca di tracce sparse e accidentali, l'autore scopre, attraverso e dentro le immagini che ha scattato, come la superficie parli del fondo. Le scorze di una betulla di Birkenau o il pavimento spaccato di una baracca sono "residui" o fenditure nella materia del presente che mettono a nudo pezzi di memoria, frammenti che ancora ci interpellano: segni fragili e tenaci come interrogazioni, come "le lettere di una scrittura che precede ogni alfabeto".
Mm 140x210 Nuovo - Collana "I Timoni" - Brossura editoriale con bandelle, pagine 186. Opera in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Oggi più che mai il mondo della cultura è alle prese con una domanda fondamentale e urgente: che cos'è l'arte e, soprattutto, qual è la sua funzione in una società sempre più tecnologica e complessa? Un interrogativo che sembra riguardare in particolare la musica, una disciplina che, sebbene nei secoli sia stata considerata come qualcosa di spirituale e idealistico, altro non è che una forma particolare di artigianato. Ecco perché è proprio la musica, secondo l'autore di questo saggio, la forma d'arte che più di ogni altra rischia oggi di essere in un vicolo cieco storico dal quale difficilmente potrà mai uscire. Articolato attorno a un solido impianto teorico, il libro s'interroga su uno dei temi fondamentali del nostro tempo e, proprio per la sua natura di saggio breve, si rivolge non solo agli studiosi di estetica e di filosofia, ma a tutti gli appassionati dell'arte in generale, e della musica in particolare.
brossura Cos'altro può fornire un campo di assoluta libertà visiva, come può farlo nelle realtà del visibile, dei linguaggi visivi, il campo sempre disponibile ed incondizionato delle forme astratte? Le forme che ci rendono iconico l'aniconico, che ci dispongono all'invisibile tramite il visibile, che attraverso l'attenzione raccolta e consapevole dello sguardo possono volgerci alle traiettorie più nette del pensiero, come alle pieghe più involute dell'inconscio? A fronte del corrente dominio ostensivo dell'immagine visiva, del suo mediato livellamento, la tante volte sollevata ermeticità dell'astrattismo, il suo necessario bisogno di commento risulta proprio il migliore antidoto immaginativo, l'idonea condizione a far sì che l'immagine torni a corroborarsi di pensiero, a stimolare il pensiero.
Mm 110x200 Collana "I libri del Borghese". Volume nella sua brossura originale con alette, 252 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e fioriture in quarta di copertina. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 145x220 Collana "Testimonianze fra cronaca e storia". Volume cartonato rigido di 280 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero, sovraccoperta editoriale. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. I temi della fruizione dell'opera d'arte e il suo ruolo all'interno della società sono non soltanto ancora attuali ma dotati di una centralità sempre maggiore, alla costante ricerca di risposte e chiarimenti. Dopo il tramonto delle estetiche "negative" e ascetiche, il ritorno al dato fruitivo appare ancora oggi una possibile fuoriuscita dalle sovrastrutture ideologiche e concettualiste che hanno interessato il mondo dell'estetica, della critica e dell'arte. Con questo agile trattato, Hans Robert Jauss seppe riportare l'attenzione sulle reali questioni che interessano il dato estetico, contribuendo in maniera decisiva alla riabilitazione delle categorie classiche sia aristoteliche sia kantiane, all'interno di una prospettiva che conferisce all'estetica un ruolo tutt'altro che secondario.
br. Nel 1950, data di pubblicazione del saggio qui per la prima volta tradotto in italiano, cominciava a consolidarsi la fisionomia analitica della filosofia statunitense. Testimone di questo snodo essenziale del pensiero del Novecento è la riflessione di Susanne Langer, secondo la quale simbolo e significato sono componenti generali dell'esperienza e si articolano quindi in diversi ambiti della conoscenza, come quello estetico. L'arte incarna un particolare simbolismo in grado di esibire dimensioni del sentimento, senza alcuno scarto tra forma e contenuto. Rintracciare i principi della creazione artistica significa individuare i criteri logici distintivi della generazione dei simboli, forme astratte ma percepibili che fanno tutt'uno con il loro contenuto di senso. L'arte viene così del tutto riscattata dalla riproduzione della realtà, aprendo una prospettiva che coglie le tendenze successive dell'estetica contemporanea.
ill., br. Un tema di grande attualità, quello della separazione sempre maggiore tra l'arte pura e la produzione d'arte legata all'esigenza della grande industria e dei consumi di massa, affrontato con intelligenza e leggerezza nelle pagine vivacissime di Bruno Munari.
br. "Uno dei primi propositi di Nietzsche in questo libro è di liberare il VI secolo a.C., il secolo della sapienza primigenia e della proto-tragedia autentica e incorrotta (dunque il secolo della sapienza tragica), affinché da quell'epoca apparentemente remota si sprigionino quei lampeggiamenti di luce necessari per vedere o intuire la contemporaneità, la quale invece (come Hölderlin aveva insegnato) brancola nella notte esperia. Ecco perché Nietzsche decide di far ritorno, innanzitutto, ai prediletti presocratici, ai pensatori dell'enigma [...]. Ma, appunto, la philosophia non è ancora nata, nel VI secolo; sta per nascere, manca poco: l'avvento definitivo del logos si avrà ai tempi di Socrate e di Platone, che il mito condanneranno e dissolveranno, coinvolgendo di conseguenza anche l'arte in questa rimozione decisiva per la coscienza dell'Occidente" (Susanna Mati). Il primo tra gli importanti libri di Nietzsche, un testo rivoluzionario nella lettura del mondo classico, che lo impose fin da subito tra i grandi filosofi dell'Ottocento, in una nuova e puntuale traduzione e con un importante apparato critico.